Scritta per metà in latino e per metà in russo, secondo la celebre definizione di Piero Calamandrei, la nostra Costituzione fu il risultato del compromesso tra le due grandi culture politiche dominanti nell'Assemblea Costituente, quella democratico-cristiana e quella social-comunista, ovvero l'espressione delle principali forze che dopo la Liberazione dal fascismo avviarono il nostro Paese sulla strada della democrazia. Nata dalla Resistenza e nel segno dell'incipiente Guerra fredda, la Carta fu dunque il punto d'incontro di visioni e valori diversi: alto e nobile in molti casi, ambiguo e generico in altri, soprattutto nella seconda parte. Perché allora, a ottant'anni di distanza, sembra impraticabile qualsiasi riforma del testo costituzionale? Perché ogni volta che si è tentato di ammodernarlo, di adeguarlo alle esigenze di un Paese ormai diverso - cosa per altro prevista e auspicata dagli stessi costituenti - si lancia l'allarme democratico? In questo saggio, Antonio Polito invita a riscoprire la nostra Carta portando alla luce quelle parti che vengono troppo spesso ignorate e nascoste nel dibattito pubblico, per ragioni di convenienza politica. Un'accurata e coraggiosa analisi che mostra come la nostra Costituzione sia stata progressivamente oggetto di un processo di appropriazione, in particolare da parte della sinistra, unica forza rimasta in piedi tra quelle che la scrissero, dopo la scomparsa della Democrazia Cristiana e delle tradizioni azioniste e liberali. La Costituzione finisce così per essere citata selettivamente: una riga sì e l'altra no, un comma sì e uno no. Un travisamento che avviene soprattutto per i diritti, molto sbandierati, rispetto ai doveri, invece dimenticati. Attraverso un ampio excursus storico e attingendo agli atti della Costituente, l'autore torna alle origini del testo costituzionale, accompagnandoci in una riflessione attenta e attuale sulla nostra Carta fondamentale, restituendole la complessità che merita e spesso viene taciuta
Cerca nel blog
Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile
Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile
Ipse dixit ...
Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha.
Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme.
Seneca - Il Tempo
Dubitando ....
Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone
Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio
Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio
Più che dare risposte sensate ...
«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss
GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
-
In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lung...
-
E cade la maschera di Harvard — Das Böse Büro

Nessun commento:
Posta un commento