Cerca nel blog
Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile
Ipse dixit ...
Dubitando ....
Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio
Più che dare risposte sensate ...
GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
sabato 19 settembre 2026
venerdì 18 settembre 2026
Il regista di Berlusconi. I segreti dei miei trent'anni con Silvio di Roberto Gasparotti, Paola Zanca (PaperFIRST)
Quasi un ventennio al potere, una vita al centro della scena pubblica come imprenditore, uomo d’affari e di spettacolo: di Silvio Berlusconi pensiamo di sapere tutto. Invece, dietro al sipario, c’è ancora un mondo da raccontare. E solo chi ha trascorso con lui ogni singolo giorno, dalla discesa in campo del 1994 in poi, può rivelare i retroscena di quella scenografia apparentemente perfetta. Gli scivoloni, le insicurezze, i tic di un uomo che ha costruito un’intera carriera sull’immagine e che negli anni si è fatta leggenda: le canzoni-inno, i palchi bianchi, il divieto di ospiti vicini al podio, il prompter per leggere i discorsi, i bigliettini delle fan in tasca. E poi i capelli, il trucco, l'altezza: ogni appuntamento pubblico dell'inventore di Forza Italia ha seguito un format preciso. Per la prima volta siamo in grado di raccontare come ha funzionato la macchina del consenso di Silvio Berlusconi. A svelarla in esclusiva è Roberto Gasparotti, il “regista” che ha curato tutte le sue apparizioni pubbliche, a cominciare dal video che iniziava con “l'Italia è il Paese che amo”. Lo ha seguito nei comizi, nelle manifestazioni, nei tanti anni a palazzo Chigi insieme ai protagonisti della politica di ieri e di oggi, fino agli anni bui della decadenza, dopo la condanna per frode fiscale. È la sua viva voce a raccontare una vita trascorsa al fianco del “presidente”: dagli incontri internazionali alle cene a palazzo Grazioli, Gasparotti c'era sempre. Ecco cosa ha visto.
giovedì 17 settembre 2026
Il muro. Istruzioni per abbattere la politica della paura di Guido Saraceni (Sonzogno)
Dal timore dell’altro al bullismo, dai social alla propaganda, dalla retorica della sicurezza alla guerra tra poveri, queste pagine mostrano i mattoni con cui edifichiamo muri dentro e fuori di noi. Ma indicano anche una via per abbatterli: responsabilità personale, partecipazione politica, cultura, luoghi dell’incontro, cura di sé. Perché vivere senza paura non è possibile, e forse non è nemmeno desiderabile. Il punto è imparare a governarla: riconoscere le barriere che ci isolano, ritrovare il coraggio del confronto e scegliere, ogni giorno, da che parte stare
mercoledì 16 settembre 2026
Il disordine mondiale. Stati Uniti, Cina e il nuovo capitalismo di Branko Milanovic (Laterza)
Il neoliberalismo non è stato sconfitto dai suoi nemici. È stato tradito dai suoi stessi trionfi: una Cina diventata superpotenza, le élite occidentali sempre più ricche e separate dal resto, le classi medie erose dall'interno. Questi tre esiti erano inevitabili: Branko Milanovic ci spiega perché e cosa ci aspetta ora. Branko Milanovic è l'economista che per primo ha dato una risposta in numeri a una delle grandi questioni del nostro tempo: perché la globalizzazione ha arricchito miliardi di persone in Asia e, al contempo, ha svuotato le classi medie occidentali? In questo libro, il più ambizioso della sua carriera, allarga il campo di indagine e racconta come quei numeri abbiano ridisegnato il mondo intero. Il filo conduttore si può riassumere in una domanda semplice e decisiva: perché è finita l'egemonia neoliberale che sembrava destinata a durare per sempre? Milanovic individua due cause. La prima: la globalizzazione ha reso la Cina una superpotenza economica e geopolitica, innescando una reazione degli altri paesi che ha sgretolato l'ordine liberale internazionale. La seconda: dentro le democrazie occidentali lo stesso sistema ha prodotto una nuova élite – colta, benestante, cosmopolita – che ha accumulato redditi da lavoro e da capitale insieme. Un fenomeno inedito che l'autore chiamaomoplutia. Il rancore di chi è rimasto fuori ha alimentato la rivolta populista e messo fine, di fatto, all'ideologia dominante degli ultimi quarant'anni. Milanovic scrive da economista, ma pensa da storico e argomenta da intellettuale civile. Il risultato è un grande saggio – nella tradizione di Polanyi e di Hirschman – capace di spiegare perché il mondo di oggi assomiglia così poco a quello promesso trent'anni fa.
martedì 15 settembre 2026
lunedì 14 settembre 2026
domenica 13 settembre 2026
Nazionalcapitalismo di Roberto Tamborini (Laterza)
l nazionalcapitalismo è capitalismo, anche spinto, ma incorniciato nel quadro della nazione e dell'interesse nazionale. Non è un'i...
-
In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lung...
-
E cade la maschera di Harvard — Das Böse Büro


