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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

mercoledì 30 settembre 2026

L'era ibrida. Sovranità e democrazia tra poteri pubblici e imprese tech di Fabio Bassan (Autore) Rubbettino, 2026

 




















Questo saggio illustra le modalità con cui la tecnologia dà luogo a forme di ibridazione nelle relazioni internazionali (Hyb-Global), negli ordinamenti statali (Hyb-National) e nei rapporti interindividuali (Hyb-Human). Infrastrutture, prevalentemente private, quali piattaforme digitali, blockchain o infrastrutture di intelligenza artificiale contribuiscono a modificare la nozione di soggettività internazionale, di ordinamento giuridico, di sovranità, di democrazia. Funzioni pubbliche vengono esercitate da imprese private, le quali agiscono in modo indipendente, in assenza di deleghe statali, e competono con gli Stati. Occorre quindi adottare strumenti di valutazione nuovi, che prendano atto della realtà contemporanea, non tentino di costringerla in schemi non più applicabili, e consentano soluzioni di governo della tecnologia – il saggio ne propone alcune – coerenti con le tradizioni di democrazia e di Stato sociale dell’Europa continentale

Trump punta alla svalutazione del dollaro (e del debito) | Nino Galloni

 

VOLPI: EMERGENZA BOLLETTE

 

Boom inflazione, Meloni cerca sponde in Europa. Terrore sul Dubai-Tel Aviv, quello che non sappiamo

 

Erbacce ovunque, una giungla urbana in via Casetti

 

martedì 29 settembre 2026

Quando c'era lei. L'Italia dopo Giorgia Meloni di Matteo Renzi (Solferino)

 



















Matteo Renzi contro il governo Meloni: i dati, non la propaganda.



«Quando c’era lui», ripetevano i nostalgici, «i treni arrivavano in orario». Oggi quella formula si rovescia e diventa l’atto d’accusa più tagliente contro chi governa. «Da quando c’è lei» si pagano più tasse, i treni viaggiano in ritardo, i giovani hanno ripreso la via dell’estero, benzina e spesa costano di più e l’Italia è diventata meno sicura. Il governo di Giorgia Meloni è il più longevo della storia repubblicana. Ma con quale stabilità e a quale prezzo per il Paese? Matteo Renzi scava dietro la propaganda dei numeri, non limitandosi a mettere in fila i fallimenti del Governo Meloni, ma lanciando proposte per un centrosinistra che può tornare a vincere, per un Paese che può tornare a crescere. Un pamphlet al vetriolo che smonta le bugie del potere e detta l’agenda dell’opposizione in vista delle elezioni del prossimo anno

Come Stati Uniti ed Europa (Italia compresa) si sono deindustrializzati | Giancarlo Marcotti

 

IL 7° CAVALLEGGERI NON ARRIVERÀ

 

Legge elettorale e castrazione chimica: le urgenze di Meloni. Israele, Netanyahu smentito dall’Idf

 

Gli Usa e la svolta del vertice Trump-Xi Jinping. La ristrutturazione dell’impero americano

 

lunedì 28 settembre 2026

Fiamme americane. La nuova destra e la crisi d'identità degli Stati Uniti di Federico Petroni (Gramma Feltrinelli)

 Un viaggio nel cuore degli Stati Uniti, alla ricerca delle cause che corrodono l’impero, che hanno generato la nuova destra e che possono condurla al fallimento.

Un reportage in un paese dilaniato, che sa di non poter essere più quello che è stato finora.

«Gli americani non sono felici: i giovani in particolare manifestano livelli insostenibili di solitudine, isolamento, depressione, stress. I legami sociali si sono effettivamente lacerati e dilaga il risentimento delle classi popolari nei confronti di élite che non rispondono dei propri errori… una guerra fredda civile, com’è stata chiamata, dilania la coesione sociale. L’America scivola nel nichilismo.»

«Petroni apre la porta di casa Usa, ne perlustra angoli poco noti a molti americani, ce ne squaderna la crisi a partire da dentro… Dagli Appalachi ai Grandi Laghi, dal Texas capofila del Sud nuovo baricentro nazionale al Distretto di Columbia o alla California, lo scavo ci rivela i sintomi della depressione che attanaglia la grande potenza e ce ne trasmette sussurri e grida di dolore.» - Dalla Prefazione di Lucio Caracciolo


Perché l'America è andata in crisi fino a generare un movimento radicale come la nuova destra? Quest'ultima è una galassia eterogenea di populisti, nazionalisti, cattolici postliberali e tecnocapitalisti, animati da vecchie e nuove idee spesso inconciliabili fra loro. A unirli, portando per ben due volte alla presidenza degli Stati Uniti un magnate come Trump, è una missione che rivela la difficoltà del momento storico dell'America: rovesciare il sistema per impedire la morte della nazione per sfinimento. Una morte annunciata, secondo questi pensatori, dal fallimento dell'ideologia della globalizzazione e dei suoi tre pilastri: immigrazione di massa, accordi di libero scambio e politica estera espansiva. Nelle loro parole, l'impero divora la repubblica. "Fiamme americane" è un viaggio alla ricerca delle ragioni che hanno svuotato l'egemonia degli Stati Uniti, scatenando la reazione della nuova destra. Un viaggio che muove da una domanda inevitabile: perché, nel cuore della maggiore potenza politica e militare del pianeta, si è fatta strada l'idea che la sua missione non sia più rifare daccapo il mondo, ma salvare sé stessa dallo schianto? Mescolando studi e reportage, letture e osservazioni, trattati e canzoni, interviste con politici e intellettuali e incontri casuali con la gente comune, Federico Petroni svela la profonda crisi sociale e strategica che attraversa da cima a fondo gli odierni Stati Uniti d'America. Una crisi accesa da un incendio che sta riducendo in cenere i sogni e i miti che hanno forgiato e sostenuto l'identità americana: la promessa di una vita dignitosa per chiunque, la “missione civilizzatrice” degli Usa nel mondo. Un incendio, infine, che dilania la coesione sociale della nazione e minaccia di aprire le porte al nichilismo





La Russia e la guerra fredda con gli europei. La nuova cortina di ferro - Mappa Mundi

 

Missili su Mosca, Rovelli: “Bombardare una potenza nucleare è una follia”

 

L’INCUBO AMERICANO

 

La mamma di Lorena non si arrende: «Mia figlia è caduta in una trappola»!

 

Popolo criminale. La costruzione sociale del male di Francesco Benigno (Il Mulino)

 



















Sanculotti, thughs, lazzaroni, camorristi: prende corpo l'idea di una setta malefica popolare, criminale e politicamente infida. Tra la fine del Settecento e il secondo Ottocento, alcune figure popolari irregolari hanno incarnato l'altra faccia del popolo: lazzari e lazzaroni di Napoli, sanculotti francesi, thugs indiani e camorristi. Questo libro li mette fianco a fianco, utilizzando la categoria delle «classi pericolose» per leggere le pratiche, i discorsi e le paure che li circondano. Tra repressione politica e immaginario collettivo, si disegna un affresco di soggettività alternative, marginalità urbana e criminalità organizzata. Francesco Benigno mostra come il potere abbia dato un corpo e una forma a ciò che considerava pericoloso e restituisce a chi legge uno sguardo innovativo sulla storia del popolo e dello Stato

Ranieri: "Ci stanno chiamando alla guerra". La retorica usata per convincere l'Europa

 

ULTIME NOTIZIE 28/9/2026 L’IRAN COLPISCE LE NAVI NELLO STRETTO, LA SVIZZERA PERDE LA NEUTRALITÀ

 

L’INNOMINABILE

 

Su Oggiconversanio.it - L'intervista di Gian Luigi Rotunno al Procuratore Nicola Gratteri

 

Bimbo con coltello a scuola: si cerca di chiarire il gesto, indaga la Procura per i minorenni

 

sabato 26 settembre 2026

Cose spiegate bene. La più grande organizzazione del mondo a cura di Nicola Sofri con le illustrazioni di Niccolò C. Cedeno (Iperborea)

 



















La più grande organizzazione del mondo è il diciassettesimo numero di COSE spiegate bene, la rivista di carta del Post realizzata in collaborazione con Iperborea.

Con testi di Matteo Bordone, Gabriella Caramore, Jovanotti, Mariapia Veladiano e della redazione del Post.


In due millenni la Chiesa cattolica ha occupato immensi spazi nelle vite delle persone, convincendole oppure no, immensi spazi nel dibattito pubblico, diventandone un fattore essenziale, immensi spazi nella storia dell’umanità, creandone robusti capitoli, immensi spazi sulla superficie della Terra, disegnandone e definendone aspetto, identità e separazioni. Ed è ancora oggi protagonista di questi e altri spazi, sia con quello che di più solido e immutabile le associamo, sia con grandi cambiamenti che sono a loro volta causa ed effetto dei cambiamenti di tutto il resto. In questo numero di COSE Spiegate bene si raccontano i meccanismi della sua organizzazione accanto alle storie essenziali ai suoi rituali. Gli impegni di papa Francesco per modernizzare la Chiesa e l’organizzazione della curia romana, le clamorose dimissioni di papa Benedetto XVI, le vicende di abusi che riguardano membri della gerarchia ecclesiastica, i dati sulla diffusione del cattolicesimo in Italia e nel mondo. E poi il culto sorto intorno alle presunte apparizioni della Madonna a Medjugorje, qual è l’origine religiosa di molte festività, e come nacque la riforma protestante. E si parla anche di sesso, miracoli, bestemmie, esorcismi, alieni, libri e film. Tutto per dare sia a chi crede, sia a chi si incuriosisce alla Chiesa con maggiore disincanto, letture utili a capire il funzionamento della più grande organizzazione del mondo. Con testi di Matteo Bordone, Gabriella Caramore, Jovanotti, Mariapia Veladiano e della redazione del Post

ULTIME NOTIZIE 25/9/2026 CRESCONO LE PERDITE USA, L’ECONOMIA STATUNITENSE È IN CRISI

 

🔴Roberto Quaglia: STESSO NEMICO NUOVO FILM

 

Schlein e le frasi che "non vogliono dire niente": l'analisi di Ranieri sul linguaggio del Pd

 

BRINDISI - Tutela dei sanitari: più controlli e tutele #Sanità #sicurezzasullavoro

 

Il libro segreto di Forza Nuova di Paolo Berizzi (Fuoriscena)

 



















La prima inchiesta completa che svela i segreti del più longevo partito neofascista italiano. Dopo il successo de "Il libro segreto di CasaPound", Paolo Berizzi squarcia il velo che nasconde e protegge un mondo inaccessibile. Un movimento ancora in vita da quasi trent’anni: stesso leader – Roberto Fiore – e stesso simbolo. Attraverso materiali inediti e raccogliendo i racconti e le testimonianze esclusive anche di ex militanti ed ex dirigenti – alcuni dei quali oggi lontani dalla politica e dall’estremismo –, Berizzi accompagna i lettori tra le pieghe nascoste di un partito di cui il Parlamento ha chiesto lo scioglimento sulla base della XII disposizione transitoria della Costituzione e della legge Scelba a ottobre 2021, dopo l’assalto alla sede nazionale della Cgil, il primo sindacato del Paese. Un partito, Forza Nuova, fondato all’estero da due latitanti condannati in via definitiva per banda armata e associazione sovversiva, Fiore e Massimo Morsello, e che si ispira apertamente al fascismo. Che tuttavia – nonostante una scia impressionante di azioni violente, processi, condanne e quasi tre decenni di propaganda fascista e razzista – è ancora incredibilmente tollerato dalle istituzioni democratiche. E continua a essere ammesso alle elezioni

CON UN GRAVE ENFISEMA POLMONARE, 77ENNE COSTRETTO A VIVERE TRA MUFFA E INFILTAZIONI

 

🔴L’ORA DELL’EURASIA | LEVANTE LIVE

 

La scuola non ha bisogno di demagogia, ma di risorse!

 

Orsini su FdI: "Ha una classe dirigente di livello intellettuale spaventosamente basso"

 

giovedì 24 settembre 2026

Rivoluzione e libertà. La tradizione nascosta dell'associazionismo operaio di Salvatore Cannavò (Edizioni Alegre)

 



















Nella storia del movimento operaio l'associazionismo e la cooperazione occupano un ruolo laterale. La ricostruzione storica privilegia infatti lo sviluppo degli eventi-chiave, come la Rivoluzione del 1917, i grandi personaggi, i partiti, i sindacati. La tradizione dell'associazionismo operaio, del resto, fu schiacciata da una concezione centralista e pianificatrice del comunismo che fin per prevalere su quella basata sui soviet e la democrazia diretta. Attingendo a una larga e poco nota documentazione, Salvatore Cannavò va alla ricerca di questa tradizione nascosta, mettendo sotto i riflettori la rivoluzione dimenticata del 1848. Se la rivoluzione francese del 1789 fu puramente politica, quella del 1848 fu infatti sia politica che sociale. Un'esperienza che si tradusse nella creazione della Commissione Luxembourg (dal palazzo che la ospitava), vera e propria assemblea di delegati operai che prefigurava i consigli delle rivoluzioni novecentesche. Lo stesso Marx, definendola una "sinagoga socialista", vi colse il nocciolo dell'auto-emancipazione delle classi lavoratrici che troverà un primo compimento nella Comune di Parigi. Quest'esperienza associativa degli albori del movimento operaio si misurò in termini originali con il tema della libertà, cosa che invece le grandi rivoluzioni socialiste non si sono poste in termini adeguati. Recuperare questa tradizione offre soluzioni all'attuale crisi della politica, attraverso la centralità della partecipazione dei soggetti in carne e ossa. Permettendo di immaginare il futuro dell'idea di rivoluzione e una nuova concezione del socialismo

Integrazione scolastica, sit-in in piazza e vertice in prefettura

 

Orsini ai giovani di FdI: "Non ripetete le sciocchezze dei dirigenti del vostro partito"

 

Le Nazioni disunite e il coraggio di essere chiamati “codardi” da Netanyahu

 

SVOLTA RUSSOFOBICA di MARINE LE PEN? ft. Gabellini

 

mercoledì 23 settembre 2026

L'Internazionale nera. L'assalto della nuova destra al cuore dell'Occidente di Giorgio Mottola (Feltrinelli)

 




















La storia mai raccontata dell’Internazionale della nuova destra. Chi la finanzia, chi la organizza, chi la dirige.
Il ruolo di Giorgia Meloni nel sistema di alleanze che collega sovranisti europei, think tank americani e fondazioni russe.


Mentre siamo impegnati a districare il gomitolo nero del fascismo, alla ricerca della prova definitiva di un collegamento diretto tra il Ventennio e Giorgia Meloni, non ci accorgiamo che la nuova destra radicale è molto più pericolosa. E non è un fenomeno nazionale, ma una rete internazionale che unisce leader politici, think tank, fondazioni ultraconservatrici, lobby religiose e colossi tecnologici. Un sistema di relazioni che attraversa Stati Uniti, Europa e Russia e che mina la democrazia liberale dall'interno, indirizzandola pericolosamente verso l'autocrazia. L'Internazionale nera racconta come è nata e come funziona questa infrastruttura di potere, che sta portando avanti una vera e propria guerra culturale: dalla denuncia delle élite globaliste alle battaglie contro l'immigrazione, fino ad agitare lo spettro della sostituzione etnica; dalla difesa della famiglia tradizionale all'attacco dei diritti civili e della cosiddetta “ideologia gender”. Al centro di questa storia c'è anche l'Italia. L'ascesa di Giorgia Meloni non è solo la vicenda di una leader nazionale, ma il risultato di una trasformazione politica che ha ridefinito la destra occidentale nell'ultimo decennio. Attraverso una rete di alleanze europee e transatlantiche, Fratelli d'Italia si è inserito in un movimento mondiale che condivide parole d'ordine e obiettivi politici. Con ritmo serrato e rigore investigativo, Giorgio Mottola ricostruisce l'ideologia e i protagonisti di questa nuova destra internazionale: un mondo che rivela una sorprendente coerenza strategica

Piazza Serao, sopralluogo della commissione ambiente

 

Guerra in Ucraina, armi di massa ai confini russi: Baltico fronte esplosivo | Generale Bertolini

 

È PIÙ ETICO RAPINARE UNA BANCA O FONDARLA?

 

Nori: "Se vivi dentro una dittatura, potresti non accorgertene". La metafora dell’acqua

 

Russia contro Ucraina. La zona grigia siamo noi - di Fabrizio Maronta

 

martedì 22 settembre 2026

Ucraina senza ebrei di Vasilij Grossman a cura di Claudia Zonghetti (Adelphi)

 Quando nel 1943, dopo due anni di occupazione tedesca, Vasilij Grossman entra al seguito dell'Armata Rossa nei territori liberati dell'Ucraina orientale, a colpirlo non sono tanto le lacrime e le grida straziate, quanto piuttosto «il silenzio della morte», il silenzio di un popolo massacrato con aritmetica ferocia. «Dov'è il popolo ebraico? ... Dov'è il milione di ebrei che tre anni fa viveva e lavorava su questa terra in pace e armonia con gli ucraini?». Ben prima di trovarsi dinanzi all'«inferno di Treblinka» e che i crimini nazisti siano svelati al mondo in tutta la loro efferatezza, Grossman non si accontenta di rispondere a questa domanda, ma scandaglia le cause di quello che già si delinea ai suoi occhi come «il crimine più grande che sia mai stato commesso nella storia»





Rapporto deficit-Pil, l’Istat manda in frantumi le promesse elettorali del governo

 

Vannacci ha vinto!

 

A CASA DI SATANA

 

IMPIANTO RIFIUTI - IL TAR CHIAMATO A DECIDERE SUL RICORSO

 

lunedì 21 settembre 2026

La società ingovernabile. Genealogia del liberalismo autoritario di Grégoire Chamayou (Mondadori)

 Dappertutto ci si ribella. Negli anni Settanta un'ondata di insubordinazione senza precedenti scuote l'Occidente: dai sabotaggi nelle fabbriche alle proteste nei campus, ogni gerarchia - economica, sociale, familiare - viene messa in discussione tanto da spingere intellettuali di destra e di sinistra a diagnosticare un'epocale «crisi di governabilità». Per le élite economiche e tutto il mondo degli affari si tratta di una minaccia mortale. Per scongiurarla e ripristinare la disciplina vengono concepiti nuovi modi di governare, dalla guerra ai sindacati all'imposizione del primato assoluto del valore azionario, dalla detronizzazione della politica alla privatizzazione dei beni pubblici, fino all'erosione dei diritti dei lavoratori. Il neoliberismo non è nato da una semplice «fobia dello Stato» o dal desiderio di liberare il mercato da ogni laccio, ma dal progetto di un «liberalismo autoritario» nel quale la deregolamentazione economica presuppone la verticalizzazione del potere. Uno «Stato forte» per «un'economia libera»: è questa la formula magica che da cinquant'anni modella le nostre società capitaliste e di cui questo libro esplora le radici, con rara ampiezza di sguardo e profondità di analisi





Il voto in Germania - Claudio Celani

 

Progetti di vita indipendente per #disabili: solo il 18% dei pugliesi riceverà il contributo

 

Crisi in YEMEN, Giacomo Gabellini: ecco perché gli USA NON AIUTANO l'Arabia Saudita

 

LA BOMBA SCIITA

 

LE ELEZIONI IN RUSSIA: LO SGUARDO DALL’OCCIDENTE

 

domenica 20 settembre 2026

La guerra segreta. Putin e Trump contro l'Europa di Antonio Talia (Fuoriscena)

 Un’inchiesta che si snoda in tutta Europa a caccia di trame, indizi e dossier riservati che ricostruiscono la mappa segreta di un conflitto sotterraneo. Finanziamenti a fondazioni e associazioni antieuropee legate al movimento MAGA. Minacciosi sconfinamenti di jet militari russi e droni non identificati. Azioni di disturbo ai segnali Gps degli aerei di ministri e presidenti. Navi fantasma, cyberattacchi e pacchi-bomba. Per i servizi segreti di vari Paesi europei, questa nuova realtà ha una definizione precisa, «guerra ibrida», un territorio indefinito ed estremamente pericoloso dove la pace non è vera pace e la guerra non è stata esplicitamente di chiarata. Il giornalista investigativo Antonio Talia conduce il let tore nelle sedi riservate delle agenzie di intelligence europee e nelle basi militari di frontiera dove si susseguono incidenti e provocazioni, nei canali Telegram impiegati per reclutare «agenti dilettanti» e tra i documenti di Fsb, Gru e Svr, i servizi segreti russi. Racconta una partita a scacchi giocata su più dimensioni, in cui ogni aspetto della vita pubblica – la comunicazione, l’economia, le risorse, le infrastrutture, il commercio marittimo, la tecnologia – diventa un’arma dell’arsenale schierato da Mosca con un obiettivo preciso: l’implosione dell’Unione europea. Ma questo libro è anche un’inchiesta sulla politica internazionale e sugli scenari che incombono nei prossimi anni. Quanti obiettivi in comune hanno la Casa Bianca e il Cremlino? Esiste una strategia europea per difendersi? Quali sono gli agganci con la criminalità organizzata, con l’estrema destra e le strumentalizzazioni dell’estrema sinistra nostalgica dell’Urss? E quanti sono i politici europei influenzabili dalle potenze straniere ostili? Fino alla ricostruzione della strategia definitiva: per il Cremlino e per la Casa Bianca la «guerra ibrida» costituisce ormai la campagna finale per ritornare potenze imperiali





Nido CEP al rione Paradiso, mensa ancora ferma - Disagi per le famiglie

 

Meloni rincorre Vannacci, Conte straccia leggi: la campagna elettorale è iniziata

 

ULTIME NOTIZIE 20/9/2026 TRUMP ANNUNCIA UN ACCORDO CON L’IRAN, GLI USA RITIRANO LE TRUPPE DALL’UE

 

Travaglio: "Armi all'Ucraina incompatibili con la Costituzione. Perché ritardare il negoziato?"

 

sabato 19 settembre 2026

Nazionalcapitalismo di Roberto Tamborini (Laterza)

 


















l nazionalcapitalismo è capitalismo, anche spinto, ma incorniciato nel quadro della nazione e dell'interesse nazionale. Non è un'idea nuova. È il terreno da cui sono nate le due guerre mondiali. Perché le destre nazionaliste e illiberali vincono ovunque, dall'Europa agli USA? Non per caso, non per rabbia popolare, non per la crisi della sinistra. C'è una logica, un progetto, un nome: nazionalcapitalismo. Una visione che conserva tutte le caratteristiche del capitalismo, ricollocandole nella cornice ideologica della nazione e dell'interesse nazionale, presidiati da un governo elettivo autoritario. Il nazionalcapitalismo si contrappone alla globalizzazione dell'economia, della politica e della cultura che, dopo la caduta del Muro di Berlino, ha investito gran parte del mondo. Contrariamente alle promesse, non tutti ne hanno beneficiato: ci sono stati i perdenti della globalizzazione. Il messaggio per loro è semplice: voi siete perdenti non per colpa del capitalismo, ma della sua globalizzazione e di chi l'ha voluta. Questa forma di capitalismo imbevuto di nazionalismo e autoritarismo non è un'idea nuova: è il brodo di coltura delle due guerre mondiali. Oggi si ripresenta con nuove vesti, nuovi algoritmi, nuovi nemici da indicare, ma con la stessa visione. Una menzogna precisa, efficace, pericolosa

Lo scempio delle palazzine di via Siracusa - ispezione dei consiglieri Greco e Pagliaro

 

ALLARME AI, dietro le quinte dello scontro per la SUPREMAZIA TECNOLOGICA. Con Alessandro Aresu

 

Ugo Rossi osservatore per le elezioni in Russia: "Il voto si trucca in Italia, non qui”

 

“L’ONU è l’Occidente con i suoi sporchi interessi”. Basile contro la comunità internazionale

 

MORTO CHE PARLA

 

venerdì 18 settembre 2026

Il regista di Berlusconi. I segreti dei miei trent'anni con Silvio di Roberto Gasparotti, Paola Zanca (PaperFIRST)

 




















Quasi un ventennio al potere, una vita al centro della scena pubblica come imprenditore, uomo d’affari e di spettacolo: di Silvio Berlusconi pensiamo di sapere tutto. Invece, dietro al sipario, c’è ancora un mondo da raccontare. E solo chi ha trascorso con lui ogni singolo giorno, dalla discesa in campo del 1994 in poi, può rivelare i retroscena di quella scenografia apparentemente perfetta. Gli scivoloni, le insicurezze, i tic di un uomo che ha costruito un’intera carriera sull’immagine e che negli anni si è fatta leggenda: le canzoni-inno, i palchi bianchi, il divieto di ospiti vicini al podio, il prompter per leggere i discorsi, i bigliettini delle fan in tasca. E poi i capelli, il trucco, l'altezza: ogni appuntamento pubblico dell'inventore di Forza Italia ha seguito un format preciso. Per la prima volta siamo in grado di raccontare come ha funzionato la macchina del consenso di Silvio Berlusconi. A svelarla in esclusiva è Roberto Gasparotti, il “regista” che ha curato tutte le sue apparizioni pubbliche, a cominciare dal video che iniziava con “l'Italia è il Paese che amo”. Lo ha seguito nei comizi, nelle manifestazioni, nei tanti anni a palazzo Chigi insieme ai protagonisti della politica di ieri e di oggi, fino agli anni bui della decadenza, dopo la condanna per frode fiscale. È la sua viva voce a raccontare una vita trascorsa al fianco del “presidente”: dagli incontri internazionali alle cene a palazzo Grazioli, Gasparotti c'era sempre. Ecco cosa ha visto.

IRAN, HOUTHI, ITALIA NEL MIRINO: IL PATTO DELLA MECCA E TRUMP OGGI SENZA CARTE | GENERALE BERTOLINI

 

IL TRIANGOLO

 

LA POLONIA COLPISCE ZELENSKIJ

 

ED SHEERAN: come sputtanarsi per sempre per non scontentare la lobby sionista

 

giovedì 17 settembre 2026

Il muro. Istruzioni per abbattere la politica della paura di Guido Saraceni (Sonzogno)

 




















Dal timore dell’altro al bullismo, dai social alla propaganda, dalla retorica della sicurezza alla guerra tra poveri, queste pagine mostrano i mattoni con cui edifichiamo muri dentro e fuori di noi. Ma indicano anche una via per abbatterli: responsabilità personale, partecipazione politica, cultura, luoghi dell’incontro, cura di sé. Perché vivere senza paura non è possibile, e forse non è nemmeno desiderabile. Il punto è imparare a governarla: riconoscere le barriere che ci isolano, ritrovare il coraggio del confronto e scegliere, ogni giorno, da che parte stare

Le incognite del "campo largo": parla Massimo Cacciari - Filorosso 15/09/2026

 

Ucraina, Travaglio: "Gli italiani non vogliono armare Kiev"

 

i Banchieri Centrali SONO TUTTI SCEMI?

 

Liste d'attesa - ambulatori privati chiedono tavolo in regione

 

mercoledì 16 settembre 2026

Il disordine mondiale. Stati Uniti, Cina e il nuovo capitalismo di Branko Milanovic (Laterza)

 Il neoliberalismo non è stato sconfitto dai suoi nemici. È stato tradito dai suoi stessi trionfi: una Cina diventata superpotenza, le élite occidentali sempre più ricche e separate dal resto, le classi medie erose dall'interno. Questi tre esiti erano inevitabili: Branko Milanovic ci spiega perché e cosa ci aspetta ora. Branko Milanovic è l'economista che per primo ha dato una risposta in numeri a una delle grandi questioni del nostro tempo: perché la globalizzazione ha arricchito miliardi di persone in Asia e, al contempo, ha svuotato le classi medie occidentali? In questo libro, il più ambizioso della sua carriera, allarga il campo di indagine e racconta come quei numeri abbiano ridisegnato il mondo intero. Il filo conduttore si può riassumere in una domanda semplice e decisiva: perché è finita l'egemonia neoliberale che sembrava destinata a durare per sempre? Milanovic individua due cause. La prima: la globalizzazione ha reso la Cina una superpotenza economica e geopolitica, innescando una reazione degli altri paesi che ha sgretolato l'ordine liberale internazionale. La seconda: dentro le democrazie occidentali lo stesso sistema ha prodotto una nuova élite – colta, benestante, cosmopolita – che ha accumulato redditi da lavoro e da capitale insieme. Un fenomeno inedito che l'autore chiamaomoplutia. Il rancore di chi è rimasto fuori ha alimentato la rivolta populista e messo fine, di fatto, all'ideologia dominante degli ultimi quarant'anni. Milanovic scrive da economista, ma pensa da storico e argomenta da intellettuale civile. Il risultato è un grande saggio – nella tradizione di Polanyi e di Hirschman – capace di spiegare perché il mondo di oggi assomiglia così poco a quello promesso trent'anni fa.





Roma, caccia al cecchino che colpisce le donne in strada - Vita in Diretta 16/09/2026

 

ULTIME NOTIZIE 16/9/2026 NEGLI USA FINISCE IL PETROLIO, LA GRAN BRETAGNA SI SFASCIA

 

Caracciolo a Otto e mezzo: Guerre, crisi, estremismi: la stagione del caos

 

sabato 12 settembre 2026

Dialoghi scomodi #42 a cura di Leonardo Elia : sulla vittoria dell'AFD

 

Il colonnello Wilkerson e i “vecchi trucchi” degli Stati Uniti | Adolfo Morganti

 

Conto in Banca? Solo se stai SIMPATICO a TRUMP. Ecco perché NESSUNA BANCA può definirsi ETICA

 

INTANTO XI

 

Electra Mining Africa 2026: Powering Africa’s industrial and mining future

 

SQUINZANO. LORENA, IL GIALLO DELLO PSICHIATRA DI VELLA E L'APPUNTAMENTO IL GIORNO IN CUI E' MORTA

 

Democrazia di Luciano Canfora (Laterza)

 



















«Pur tra prolungate eclissi, la parola ‘democrazia' è sopravvissuta, nel corso di due millenni e mezzo, apparentemente uguale a se stessa. Ma dietro quella facciata immobile sono transitati vari e assai diversi contenuti. Fino all'attuale perdita di senso.» Se la storia delle parole è un indicatore dei mutamenti che accadono nella realtà, ciò è più vero che mai nel caso della abusatissima e strattonata parola ‘democrazia'. Il concetto che esprime è di per sé dirompente: non a caso fu a lungo intesa come sinonimo di ‘rivoluzione sociale' e perciò avversata. I tanti aggettivi che l'hanno accompagnata nei secoli hanno avuto e hanno come obiettivo quello di limitarne gli effetti, o invece di sottolinearli, o addirittura di farle dire il contrario di ciò che essa esprime. Nel corso del tempo, e – fenomeno straordinario – da un capo all'altro del pianeta, la parola ‘democrazia' ha creato passione tenace, allarme e, più spesso di quanto siamo disposti ad ammettere, finta adorazione. Insomma, ‘democrazia' non è mai un approdo stabile e conclusivo: è piuttosto una idea-forza, un obiettivo, un orizzonte. In queste pagine, una straordinaria sintesi storica e insieme una coraggiosa interpretazione

ULTIME NOTIZIE 12/9/2026 L’IRAN HA ANNIENTATO TRUMP, SALE IL PREZZO DEL PETROLIO

 

Dieci domande a Emma Bonino

 

La storia di Emma Bonino

 

Emma Bonino parla di Bilderberg e la Gruber sbianca in faccia

 

Rafforzamento della sicurezza energetica italiana, il videomessaggio del Presidente Meloni

 

Tumore al pancreas, la ricerca salentina accende una nuova speranza

 

(99+) La fragmentacion regional de las clases dominantes en Colombia: una perspectiva histórica

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Terminal energy valuation and end-of-horizon effects in battery arbitrage scheduling - Academia.edu

Terminal energy valuation and end-of-horizon effects in battery arbitrage scheduling - Academia.edu

(99+) Politológ Juraj Marušiak: Sulík má s Kotlebom spoločné črty (interview by Tomáš Gális)

(99+) Politológ Juraj Marušiak: Sulík má s Kotlebom spoločné črty (interview by Tomáš Gális)

giovedì 10 settembre 2026

Fascismo bianco di Michele Ainis (Garzanti)

 



















Questo è il tempo della paura: guerre, crisi climatica, pandemie, migrazioni, diseguaglianze. Di fronte a tutto ciò, accettiamo di sacrificare la libertà in nome della sicurezza. Ed è proprio così che si consuma la regressione costituzionale: parlamenti esautorati, giudici delegittimati, stampa intimidita, manifestazioni represse. Michele Ainis documenta questa parabola e fornisce una definizione eloquente della deriva illiberale che dietro le apparenze della normalità democratica attraversa l'Occidente: fascismo bianco. Oggi l'autoritarismo opera infatti in maniera occulta, senza servirsi di parate o proclami, ma mosso dallo stesso obiettivo che ha caratterizzato i totalitarismi del secolo scorso: la formazione di un pensiero unico. Dalla crisi della legalità internazionale al tramonto dell'ONU, dal modello Trump al governo nazional-populista di Netanyahu, dalla Francia dello stato d'eccezione permanente all'Inghilterra del Piano Ruanda, fino all'Italia dei decreti d'urgenza, dei manganelli sugli studenti, del dissenso trasformato in reato e delle carceri stracolme, questo libro è un appello a riconoscere il vento autoritario che soffia sul nostro tempo – e a decidere dache parte stare

L’Occidente scarica Netanyahu per salvare il SIONISMO?

 

ULTIME NOTIZIE 10/9/2026 L’IRAN E GLI USA SCAMBIANO I COLPI, L’UCRAINA È COME LA GERMANIA DI HITLER

 

LA COMPAGNIA

 

Caso Sonia Marra, il fratello: “Riaprite le indagini”

 

mercoledì 9 settembre 2026

Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump di Francesco Costa (Mondadori)

 



















Dalla California al Mississippi, un viaggio nell'America che cambia rotta, trova soluzioni e cerca una via d'uscita al decennio di Trump. È una storia che riguarda anche noi: c'è già chi ha smesso di aspettare le vecchie regole e ha cominciato a scriverne di nuove.


Il mondo è più instabile che mai. Le notizie ci spaventano e ci sfiniscono. E niente di tutto questo sparirà con la fine della presidenza di Donald Trump, che è invece il punto di arrivo di una crisi molto più lunga: finché non sarà affrontata produrrà altri Trump, con qualsiasi nome arriveranno. Le regole del mondo di prima non funzionano più, quelle nuove sono tutte da costruire, e le democrazie non sanno che pesci prendere. Il problema è che è difficile proteggere le democrazie quando queste smettono di produrre risultati soddisfacenti, che si parli di redditi, sicurezza, libertà, servizi, opportunità, diritti. Allora i nemici della democrazia cavalcano la sfiducia, vincono le elezioni e proseguono a sfasciare tutto. Il caos che gli Stati Uniti esportano ovunque, insomma, nasce dal caos al loro interno. Chi spera di contenerlo con la diplomazia, la pazienza e i vertici internazionali si prepara a una lunga attesa: la malattia è profonda. Ma come si è arrivati a tanto? E soprattutto: come si chiude questo momento politico, storico, culturale? Come si volta pagina? In questo libro, Francesco Costa cerca la risposta nelle persone e nei luoghi dove già oggi, negli Stati Uniti, si costruisce un futuro diverso e si impara dagli errori del passato: risolvendo problemi concreti, ristabilendo un rapporto di fiducia reciproca, ripensando le comunità e le città, riportando industria e lavoro. Vincendo quando e dove non sembra possibile. Facendo funzionare la democrazia e, in questo modo, proteggendola

Trump non ferma Putin: cosa succede davvero? La diretta con Alessandro Orsini

 

ULTIME NOTIZIE 9/9/26 L’IRAN COLPISCE LE BASI US, SALE IL PREZZO DEL PETROLIO, IN GERMANIA VINCE AFD

 

"Lorena dev'essere l'ultima, basta violenza sulle donne"

 

giovedì 3 settembre 2026

LEQUILE - Rogo ecocentro, incaricata azienda privata per indagini su terreni e foglie

 

Casi di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella PA (02/07/2026)

 

Occidente e giustizia. Crisi di una civiltà e fragilità delle democrazie di Gustavo Gozzi (Il Mulino)

 



















L'Occidente è lacerato tra una visione universalistica del diritto e dei diritti e la sua negazione determinata dal dominio che ha esercitato sui popoli non-europei. Questa contraddizione impone di riflettere sulla giustizia da garantire a chi ha subito quell'egemonia e ora cerca una vita migliore nei paesi occidentali. Tale concezione della giustizia si pone nella prospettiva di un possibile costituzionalismo globale, che si basa sulla necessaria limitazione dei poteri di mercato che condizionano gli Stati e limitano le democrazie. Il volume sviluppa il confronto tra questo approccio e un nuovo ordine globale incentrato sul multipolarismo delle vecchie e nuove potenze imperiali. Ne deriva una lettura del dibattito internazionalistico sulle trasformazioni della globalizzazione, sull'incapacità dell'Europa di essere un attore globale, sulla duplice crisi - economica e culturale - delle nostre democrazie, sulla perdita di centralità della civiltà occidentale rispetto all'emergere del Sud globale, ma con la prospettiva di un graduale, necessario avvicinamento all'ideale (irraggiungibile) della pace

La democrazia in America di Alexis de Tocqueville (Rizzoli)

 Un classico della filosofia politica, uno strumento indispensabile per decifrare la profonda crisi interna, le polarizzazioni e le fragilità che oggi scuotono la democrazia d'oltreoceano.

«Il miglior saggio sulle istituzioni americane.» - The New York Times


Nel 1831 il giovane magistrato francese Alexis de Tocqueville intraprende un viaggio di studio negli Stati Uniti per analizzarne il sistema politico, amministrativo e giudiziario. Da quell'esperienza nasce questa pietra miliare del pensiero occidentale, una disamina sistematica della società americana dell'Ottocento che sviscera i meccanismi profondi della democrazia da una prospettiva sia politica che sociologica. Arricchita in questa edizione dalla prestigiosa prefazione di Carlo Galli, l'opera si rivela una lettura profetica che ha anticipato le dinamiche del mondo contemporaneo, affrontando nodi cruciali e ancora aperti: dal delicato bilanciamento tra i poteri dello Stato ai sistemi elettorali, fino alla libertà di stampa e al ruolo attivo dei cittadini nella costruzione delle istituzioni democratiche. La democrazia in America non è un banale elogio dell'esperimento americano, anzi, è l'opera che per prima ne ha intravisto i veleni: l'ossessione per il benessere materiale, l'individualismo atomizzante e, soprattutto, lo spettro della "tirannia della maggioranza", il conformismo di massa capace di soffocare il dissenso senza bisogno di ricorrere alla violenza fisica






Fascismi liberali di Slavoj Žižek (Il Saggiatore)

  Come fa una corrente politica che ha la radice nella parola «libertà» a diventare l’antitesi di ciò che professa? In Fascismi liberali Sl...