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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

giovedì 6 agosto 2026

Integrazione europea. Dagli Stati-nazione agli Stati membri di Christopher J. Bickerton (Rubbettino)

 





















Stiamo assistendo a una riconfigurazione della vita politica in Europa. La principale linea di demarcazione e punto di tensione non è più quella verticale che separa gli Stati nazione l’uno dall’altro, né quella orizzontale che separa gli Stati nazione dall’Unione europea sovranazionale. Piuttosto, l’integrazione europea perseguita dagli Stati membri si basa sulla separazione orizzontale delle classi dirigenti di ogni Paese – in stretta collaborazione con le strutture istituzionali dell’Ue – dalle popolazioni nazionali. L’autore ci offre un’interpretazione originale e documentata di questo fenomeno, mostrando come l’integrazione europea, ancor prima di dare luogo ad una entità sui generis come l’Ue, sia consistita in un processo di trasformazione politica degli Stati nazionali in Stati membri. In questo quadro, il potere nazionale non è più limitato dalla volontà popolare ma tenta, al contrario, di governare le società limitando tale volontà attraverso vincoli e regole esterne. Di conseguenza, è venuto a ridursi il potere di azione degli attori politici nazionali un tempo sovrani, che oggi sono spinti a cooperare tra loro nell’attuazione delle politiche europee, come la politica macroeconomica e la politica estera e di sicurezza che vengono qui analizzate nel dettaglio.

La dichiarazione dell'Avana. Il manifesto comunista della rivoluzione in America Latina di Fidel Castro a cura della Rete dei Comunisti e con la traduzione di Davide Bonfante (Red Star Press)

 «Fu un movimento relativamente piccolo […] ma coronato dal successo, che portò la strategia della guerriglia sulle prime pagine di tutti i giornali». Così il grande storico marxista Eric Hobsbawm, parlando di Cuba, inquadra quello che fu un avvenimento che cambiò la storia del Novecento. L’isola caraibica era allora una colonia “di fatto” degli Stati Uniti e, dopo la rivoluzione, venne immediatamente considerata una minaccia, sia per le politiche di radicali trasformazioni sociali, sia per la volontà di Cuba di cambiare il volto dell’intero continente e, in generale, per la sua scelta di sostenere ovunque il rifiuto dell’imperialismo e del neo-colonialismo statunitense ed europeo. "La dichiarazione dell’Avana", contenente discorsi di Fidel Castro difficili da reperire o ancora inediti in italiano, testimonia lo slancio rivoluzionario di Cuba: un vero e proprio manifesto comunista scritto pensando al destino dell’America Latina e alle lotte di liberazione di tutti i popoli del mondo. Un percorso di libertà e di emancipazione che, dal basso del sud globale, ha chiamato e continua a chiamare gli oppressi alla lotta contro la cupa fortezza del capitalismo occidentale.





L'Estado Novo di Salazar. La diffusione di modelli autoritari nell'era del fascismo a cura di Antonio Costa Pinto, Francesco Ambrosini (Mimesis)

 

















Negli anni Venti e Trenta del Novecento si diffondono in Europa – e anche in America Latina – idee favorevoli a sistemi politici autocratici, in un’epoca che è stata definita “l’era del fascismo”. Non sempre viene instaurata una dittatura, ma le tendenze all’autoritarismo acquisiscono forza e sono supportate, oltre che da vari movimenti politici, anche da circoli intellettuali e giornali. Tra i regimi dittatoriali vi è quello del Portogallo, originato da un colpo di Stato militare nel 1926, in cui dopo pochi anni si verifica l’accentramento del potere nelle mani del professore e politico António de Oliveira Salazar. L’Estado Novo da lui fondato diventa, per molti fautori della soluzione autoritaria in altri Paesi, un modello a cui ispirarsi. Nel libro si descrivono le situazioni di tanti territori europei: Francia, Danimarca, Olanda, Ungheria e Grecia, prima e durante l’occupazione nazista. Ma vengono presi in esame anche Brasile, Ecuador, Perù, Colombia, Argentina e Cile, travolti da un’ondata di autoritarismo che va dalle Ande fino all’estremo sud del continente americano. La dittatura portoghese viene qui analizzata in un’ottica transnazionale e comparativa, grazie ai contributi di vari autori. Traspaiono elementi comuni e difformità tra le varie dittature, con le diverse visioni riguardo al sistema autoritario da instaurare. E quello di Salazar, con la sua apparente moderazione, poteva essere presentato come un regime meno feroce di quelli in Spagna, Italia e Germania di quel periodo

lunedì 3 agosto 2026

La RAI che ho vissuto. Diario di un (tele)cronista di Piero Badaloni (Le Piccole Pagine)

 Il pluralismo dell’informazione è uno di quei beni comuni intangibili di cui si nutre la democrazia. Quando il servizio pubblico radiotelevisivo non lo rispetta come dovrebbe, viene meno la possibilità per i cittadini di formarsi un’opinione in modo corretto, che è essenziale invece per il funzionamento di una democrazia sana. Prefazione di Paolo Pagliaro




IN PALESTINA

 

LA PREVENZIONE ARRIVA AL MARE CON 'LA VELA DELLA SALUTE' #LaPrevenzioneArrivaAlMare, #Prevenzione

 

NÉ GUERRA NÉ PACE