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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

domenica 12 aprile 2026

Gli storici processi di Castel Capuano a cura di Raffaele Cantone, Maria Rosaria Covelli, Elisabetta Garzo (Grimaldi & C.)

 Un viaggio tra le aule di Castel Capuano attraverso la ricostruzione di alcune delle più controverse vicende giudiziarie che ivi si svolsero: D. Airoma: “Ho fatto tardi” (Omicidio) Antonio Ammaturo...; A. Alberico e C. Botti: Il processo Rubolino (omicidio di Giancarlo Siani); M.Cerabona: L’avvocatura napoletana; M. Cutolo, S.D’Alfonso e A. Milone: Il caso Cirillo...; M. Giordano: Il processo ad Enzo Tortora; S. Lai e D. Salvatore: Processo per duplice omicidio Simonetti-Esposito (Assunta detta “Pupetta” Maresca) F. Maffei, F. Picca e G. Sodano: L’affaire de Asmundis: il crac partenopeo...; A. Mattone, D. Russo e C. Salvia: Il processo Salvia; A: Sorge: Il processo ad Elena Massa (Delitto Grimaldi); A. Angrisani e G. Visone: Il massacro di Ponticelli




San Luigi. Come si risponde alla violenza del capitalismo? di Nicolas Framont (Produzioni Nero)

 Dal momento del suo arresto con l'accusa di essere il killer mascherato che ha ucciso Brian Thompson, CEO dell'assicurazione sanitaria UnitedHealthCare, intorno al ventisettenne Luigi Mangione è nato un vero e proprio culto. I giovani americani fanno meme con la sua faccia circondata da cuoricini, partecipano a gare di sosia vestiti come lui e vanno in pellegrinaggio alle Hawaii per replicare la sua famosa foto profilo a torso nudo. Quella di Mangione è una figura rivelatrice: un uomo ricco, bianco e ben integrato che decide di rompere con l'ordine sociale e il cui gesto acquista un enorme fascino, specie tra i giovani. In questo libro breve e tagliente, che intreccia analisi economica, inchiesta sociale e riflessione politica, Nicolas Framont usa uno dei maggiori casi di cronaca degli ultimi anni per fare il ritratto di un'epoca e porre una domanda scomoda ma essenziale: come lottare in modo efficace contro il potere quando il potere non ha più paura di nulla? Come rispondere alla violenza del capitalismo?






Il filosofo nella Valley. Alex Karp, Palantir e l'ascesa dello Stato di sorveglianza di Michael Steinberger ((Foglio edizioni)

 Svela i segreti della Silicon Valley, la mente di Alex Karp, e l’ascesa di Palantir: potere, sorveglianza, e le sfide della democrazia occidentale. Un’indagine unica di Michael Steinberger. Nel cuore della Silicon Valley nasce una delle aziende più controverse del nostro tempo: Palantir. Fondata dopo l’11 settembre per combattere il terrorismo, la società diventa il fulcro di una rivoluzione tecnologica che intreccia sicurezza nazionale, diritti civili e geopolitica globale. Alex Karp, filosofo fuori dagli schemi e CEO di Palantir, guida la missione di difendere l’Occidente in un’epoca di Big Data e sorveglianza digitale. Michael Steinberger racconta dall’interno la straordinaria storia di Karp, un outsider birazziale e dislessico, e di come la sua visione abbia plasmato il capitalismo digitale. Grazie a ricerche approfondite, testimonianze esclusive e uno stile narrativo avvincente, il libro va oltre le semplici cronache tecnologiche. Perfetto per chi ha apprezzato “Il Capitalismo della Sorveglianza” di Shoshana Zuboff, “Mindf*Ck” di Christopher Wylie o le inchieste di Carole Cadwalladr, questo volume illumina le zone d’ombra dove tecnologia e potere si incontrano. Scopri come Palantir ha cambiato il volto dell’intelligence americana, influenzato guerre, crisi sanitarie e il destino della democrazia. Un racconto che mette in discussione il futuro della privacy e il ruolo dell’innovazione nei conflitti del XXI secolo. La verità su Palantir e Alex Karp ti aspetta: la storia che nessuno aveva mai osato raccontare fino in fondo






Agroecologia. Riconciliare natura e agricoltura di Francesco Lami (Il Mulino)

 Pesticidi, monocolture, allevamento intensivo. L'agricoltura è alla base della nostra civiltà, ma è anche una delle attività a maggiore impatto sull'ambiente. Davanti a questo paradosso, l'agroecologia propone un cambio di prospettiva: guardare ai campi coltivati come ecosistemi complessi, dove la biodiversità non è un ostacolo ma una risorsa. Pagina dopo pagina vedremo che dalle piante ai microrganismi del suolo, dagli insetti impollinatori ai nemici naturali dei parassiti, ogni elemento può contribuire a rendere l'agricoltura più resiliente e sostenibile, e che favorire i processi naturali invece di combatterli può rappresentare una soluzione praticabile per nutrire il mondo senza distruggerlo. Tra ecologia e agronomia, un viaggio nella complessità della vita, là dove cresce il nostro cibo





giovedì 9 aprile 2026

#strade e #bus scatta l'#allarme #sicurezza a Brindisi

 

Lecce verso il Nobel? Nasce il Tempio della Pace: il “laboratorio” che sfida l’antisemitismo e l’odio nel Mediterraneo e nel mondo

  Nasce a Lecce il Tempio della Pace: dove le fedi si incontrano e la pace si costruisce Il 9 aprile 2026, ore 18,30, nel cuore del centro storico di Lecce, in via Madonna degli Studenti, sarà inaugurato il Tempio della Pace, un laboratorio permanente di dialogo interreligioso e costruzione di pace nel Mediterraneo, promosso dall’Associazione Horah APS ETS con sede a Lecce. In un tempo segnato dal ritorno dell’antisemitismo, dei razzismi e dei linguaggi d’odio, il Tempio della Pace nasce come luogo fisico e simbolico per disarmare le parole, costruire ponti tra le fedi e trasformare Lecce in una città della pace riconosciuta a livello internazionale. All’inaugurazione prenderanno parte autorità politiche, rappresentanti delle comunità cattolica, ebraica, musulmana, ortodossa, altre tradizioni religiose e spirituali, insieme al mondo dell’università e dell’associazionismo. Nel corso della cerimonia verrà presentato il “Patto di Lecce per la Pace”, un impegno comune a promuovere iniziative culturali, educative, artistiche e solidali con al centro la dignità di ogni persona. «Il Tempio della Pace – spiega Grazia Piscopo, presidente dell’Associazione Horah – è la risposta concreta a una cultura dell’odio che ogni giorno avvelena il dibattito pubblico, online e offline. Vogliamo trasformare Lecce, città ponte del Mediterraneo, in un luogo dove le differenze non dividono, ma diventano risorsa di dialogo, ascolto e costruzione di futuro». Il progetto prevede, accanto al Tempio come luogo fisico, una rete diffusa di iniziative: il Primo Forum Interreligioso del Tempio della Pace, il programma “Tempio della Pace nelle scuole”, il Festival della Pace, laboratori artistici, podcast, percorsi di memoria e formazione per giovani e adulti. L’obiettivo, in un arco temporale di 5–7 anni, è costruire un percorso documentato che possa candidare Lecce – o il Tempio della Pace – al Premio Nobel per la Pace, sulla scia di altre esperienze di città e comunità riconosciute per il loro impegno collettivo. Il Tempio della Pace invita fin d’ora istituzioni, fondazioni, imprese e singoli cittadini a diventare “Amici del Tempio”, aderendo all’Albo dei Benefattori e sostenendo le attività attraverso donazioni, partnership, progetti comuni



LA CULTURA DI GIULI, FINANZIATO FILM SULLA GIOVINEZZA DI GIGI D’ALESSIO

 

IL GOVERNO ISRAELIANO EREDE NEL NAZISMO

 

DE LUCA - “TRUMP E' UN DISTURBATO MENTALE”

 

FORZA ITALIA E' UN PARTITO CONDIZIONATO, MA FINO A UN CERTO PUNTO

 

lunedì 6 aprile 2026

I miliardari non pagano l'imposta sul reddito. Ed è ora di finirla di Gabriel Zucman (Einaudi)

 Per anni Gabriel Zucman ha disegnato la mappa delle grandi fortune mondiali, descrivendo le tecniche per aggirare le imposte nei paradisi fiscali. Poi ha iniziato a occuparsi delle multinazionali, della loro contorta contabilità, dei sistemi grazie ai quali i profitti realizzati in Francia o in Germania atterrano in Irlanda o nelle Bermude per sfuggire alle imposte. L’evasione fiscale internazionale ha influito notevolmente sull’aumento delle disuguaglianze, sull’ammontare del debito pubblico delle nazioni e ancor piú sul trionfo del sentimento di impotenza che costituisce il terreno di coltura dei movimenti reazionari contemporanei. Ma non è tra remote terre esotiche che i nostri principî di giustizia fondamentali spariscono. Svaniscono qui, sotto i nostri occhi, in un’evasione semplicissima, spesso legale ma con effetti sbalorditivi: i miliardari non pagano pressoché alcuna imposta sul reddito. Includendo tutti i versamenti obbligatori, il loro contributo è la metà di quello del cittadino medio. Si tratta di una grave violazione del principio di uguaglianza; ed è giunto il momento di porre fine a questa anomalia. Questa è la logica alla base dell’imposta del 2 per cento sugli ultraricchi





Palermo di chitarra e coltello di Giuseppe Sottile (Einaudi)

 Il ritratto che Giuseppe Sottile ci consegna è appassionato e vibrante, intessuto di rimandi letterari e ricco di chiaroscuri, disilluso eppure rivolto verso un futuro in cui la città che ha visto succedersi molte dominazioni possa ritrovare il suo «genio».

«Dimenticate la Sicilia che avete letto nei romanzi o che avete visto nei film: quella dei fichidindia e dei delitti d’onore, dei nobili e dei briganti, dei gattopardi e dei perdenti. E fate largo, se potete, alla Sicilia delle storie fragili, sminuzzate dal tempo e dalla lontananza».

«Giuseppe Sottile, che s'è fatto le ossa a "L'Ora", è da sempre un cronista innamorato della Sicilia. Il nuovo romanzo è un viaggio nell'anima, propria e dell'isola. L'educazione sentimentale di un ragazzo degli anni Cinquanta: la favola e la mafia.» - Ilaria Sacchettoni, La Lettura


L’educazione sentimentale di un ragazzo degli anni Cinquanta, musicante di paese con gli occhi pieni di sogni. Un’epopea della miseria che dalla provincia siciliana più profonda arriva nella Palermo delle guerre di mafia, teatro in cui si spegne l’incanto della giovinezza. Crescere nel dopoguerra a Gangi – un paese arroccato su una montagna tra i Nebrodi e le Madonie – significa essere destinato a zappare la terra. Pochi fortunati hanno la possibilità di studiare entrando in seminario e il protagonista di questa storia è uno di loro. Nei quattro anni trascorsi in un istituto dei salesiani scopre l’arte, la letteratura, la musica, ma quando la sua vocazione vacilla il ritorno a casa è inevitabile. A Gangi lo attendono una promessa d’amore e un’orchestrina volante che si muove leggera tra serenate e funerali. A questa Sicilia di preziosa favola, in cui «quattro picciottelli con gli strumenti in mano avvampano di sogni e ambizioni», si contrappone la Palermo della mafia e dei tradimenti, dei delinquenti e dei morti ammazzati. Quella che Giuseppe Sottile ha imparato presto a conoscere come cronista di nera e che ha continuato a osservare e raccontare per cinquant’anni






A tu per tu con «Il capitale» di Roberto Fineschi (Laterza)

 Il capitale, lo sappiamo, è uno di quei classici che prima o poi bisogna leggere. Ma quanti si sono lasciati intimorire dalla sua mole o dalla sua complessità? Grazie alla guida di Roberto Fineschi, il capolavoro di Karl Marx è finalmente alla portata di chiunque. E nelle sue pagine ritroviamo un’analisi del presente tanto lucida quanto premonitrice. Sì, perché Marx non ha mai smesso di parlare di noi. E oggi, per la prima volta, parla veramente a tutti.


Il capitale è un testo fondamentale della modernità, una pietra miliare del pensiero filosofico, economico e politico. C’è poco da fare: per capire qualcosa del mondo che ci circonda, nel bene e nel male, non si può proprio ignorarlo. Anche i suoi detrattori più accaniti e quanti si erano affrettati a relegarlo in soffitta, sono dovuti correre a rispolverarlo per cercare spiegazioni a fatti attualissimi come la formazione di grandi monopoli, la crisi economica, la disoccupazione di massa, l’ipersfruttamento di umani e ambiente, e molto altro ancora. Tutti fenomeni per i quali le teorie economiche mainstream offrono poche risposte e ancor meno soluzioni. Sembra, insomma, che Marx abbia ancora molto da dirci e che le sue chiavi di lettura abbiano conservato intatto il proprio valore. Vale dunque la pena rimettere mano al Capitale, senza dubbio la sua opera più importante. E qui viene il difficile, perché è un testo lungo e laborioso, di una complessità spesso scoraggiante per chi è sprovvisto di una formazione specifica. Questo libro viene incontro a chi desidera afferrare le geniali intuizioni contenute nel Capitale ma, per un motivo o per l’altro, non possa imbarcarsi da solo in una simile impresa. A farci da timoniere è allora uno dei maggiori esperti di Marx, Roberto Fineschi, che ha dedicato una vita a studiare l’opera del pensatore tedesco. Ripercorrendo con grande chiarezza la struttura e i concetti principali, senza mai banalizzarli, ma con una scrittura capace di sciogliere anche i nodi più intricati, Fineschi ci accompagna alla scoperta del Capitale. Un classico che rimane, a più di un secolo e mezzo dalla pubblicazione, insuperato e insuperabile.




Il Capitale contro lo Stato. L'intelligenza sociale e il futuro della democrazia di Massimo Florio (Feltrinelli)

 Una proposta radicale su Stato e comunità per pensare il futuro oltre il neoliberismo.


Nelle economie avanzate il settore pubblico è cresciuto molto più rapidamente del mercato. Oggi non offre solo salute, previdenza, istruzione: è chiamato a produrre beni pubblici globali senza i quali le grandi transizioni del nostro tempo – climatica, demografica, digitale – sono semplicemente ingestibili. Questa espansione entra in collisione con l’accumulazione illimitata di capitale oligopolistico, dalle Big Tech alla finanza, dall’Oil&Gas al militare. Da qui l’attacco sistematico allo Stato: non un errore, ma una strategia. Massimo Florio legge in questa offensiva il vero filo rosso che lega il neoliberismo di Thatcher e Reagan, le fallimentari “terze vie” e l’attuale ondata reazionaria. Oggi, dietro la retorica di Trump e delle nuove destre, riemerge una pulsione distruttiva che mira a ridurre le istituzioni pubbliche a strumento delle oligarchie. Contro questa deriva, Florio propone una prospettiva alternativa: uno Stato post-capitalista, capace di creare innovative imprese a missione pubblica, promuovere un’economia dei beni comuni e interagire con comunità di cittadini consapevoli della propria condizione di espropriati della conoscenza. Propone l’intelligenza sociale come paradigma che va oltre l’intelligenza artificiale. Il Capitale contro lo Stato è una riflessione radicale ma immediatamente praticabile, che prova a rispondere a una domanda cruciale: che cosa può venire dopo il capitalismo oligarchico, senza rinunciare alla democrazia e all’idea stessa di pubblico. Lo scontro decisivo del nostro tempo è tra capitalismo oligarchico e istituzioni pubbliche.






Gli storici processi di Castel Capuano a cura di Raffaele Cantone, Maria Rosaria Covelli, Elisabetta Garzo (Grimaldi & C.)

  Un viaggio tra le aule di Castel Capuano attraverso la ricostruzione di alcune delle più controverse vicende giudiziarie che ivi si svolse...