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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

venerdì 13 marzo 2026

Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffragette alla Costituente di Mario Avagliano e Marco Palmieri (Einaudi)

 A ottant'anni da un momento di svolta, Mario Avagliano e Marco Palmieri ci accompagnano attraverso un lungo viaggio, che viene ripercorso per mezzo di diari, lettere, memorie e altri documenti, dall'Unità d'Italia senza madri fino alle madri costituenti del 1946.


Il primo voto delle donne italiane avvenne il 2 giugno 1946, dopo la guerra e il fascismo. Ma la battaglia per i diritti e l'emancipazione femminile in Italia ha alle spalle una storia lunga e avvincente, dalle appassionate patriote del Risorgimento alle battagliere femministe di fine Ottocento che rompono gli atavici vincoli della cultura patriarcale del tempo, dalla mobilitazione nella prima e nella seconda guerra mondiale alla Resistenza e al referendum tra monarchia e repubblica




I re di denari. Intrighi, segreti e potere dei signori delle banche. Alle spalle dei risparmiatori di Mario Giordano (Rizzoli)

 Un racconto dietro le quinte, sincero e spietato, della grande lotta del denaro che avviene alle spalle e sulla testa dei cittadini.


In Italia è in corso una feroce battaglia fra i grandi potenti del sistema finanziario che tocca direttamente le nostre vite. Eppure queste vicende, così importanti, sono confinate nelle pagine di finanza dei giornali, che parlano di Grande Risiko, Gioco dell'Opa, ma quasi sempre con un linguaggio incomprensibile ai più. È venuto invece il momento di smascherare le vicende economiche che stanno cambiando il volto del Paese. Mario Giordano lo fa, come se fosse un grande romanzo popolare, una saga in cui si scontrano i Nuovi Signori del Denaro, i Cavalieri della Moneta Sonante, che sono i veri potenti, oltre che i veri paperoni d'Italia. Di questi nuovi re di denari da cui dipende la nostra vita, infatti, si sa pochissimo: chi è il principe degli gnomi che ha raccolto l'eredità di Cuccia? Perché ha perso Mediobanca? E quanto ha guadagnato perdendo? Chi è l'uomo del monte che da Siena va all'assalto della fortezza di Milano? Chi sono gli sceicchi d'oro di Unicredit e San Paolo? E con chi si schierano il re del cemento Caltagirone e il leone francese di Generali? Quali sono le loro truppe? Le loro armi? E i loro scopi? In queste pagine troverete le risposte a tutte queste domande. E non sempre vi piaceranno






Lo Zar di Stefano Massini (Einaudi)

 Da questo testo lo spettacolo in prima serata su TV NOVE

Un testo teatrale che distilla e ricompone elementi reali, presentati nella loro logica ferrea, per descrivere un personaggio politico archetipo di molte delle recenti forme di potere assoluto.


“Lo Zar” è un monologo ipnotico e implacabile che attraversa mezzo secolo di storia russa seguendo l’ascesa di Vladimir Putin, dall’infanzia affamata a Leningrado fino al giorno della presa del potere come presidente della Federazione russa. Stefano Massini compone una sorta di autobiografia immaginaria di Putin, strutturata in «capitoli» brevi e incisivi, che mostrano come eventi traumatici, umiliazioni infantili, una feroce autodisciplina, la fascinazione per i Servizi segreti e l’ossessione per il controllo abbiano gradualmente formato un individuo capace di agire sempre secondo logiche di forza, strategia, manipolazione e spietatezza. Con una scrittura tesa, scandita come un addestramento militare e lucida come un interrogatorio, Massini ci fa conoscere una traiettoria esistenziale che si trasforma in destino, fino a conficcarsi nella fragile democrazia russa degli anni Novanta. Una riflessione sulla letale combinazione tra forze economiche, Servizi segreti e politica e una parabola sull’autoritarismo contemporaneo e sulle tecniche di manipolazione delle masse





L'Italia e il lodo Moro. Diplomazia segreta negli anni della guerra fredda di Giacomo Pacini (Einaudi)

 Giacomo Pacini, avvalendosi di documenti recentemente desecretati, scrive un libro di grande importanza, uno studio finalmente organico su una questione molto scottante per l'Italia della seconda metà del Novecento.


Il 17 dicembre 1972, da un anonimo ufficio all'interno dell'ambasciata italiana a Beirut, partí un appunto che sarebbe rimasto occultato per decenni negli archivi dei servizi segreti italiani. Lo firmava il colonnello Stefano Giovannone, capo del Centro Sid (Servizio informazioni difesa) nella capitale libanese e figura chiave della diplomazia segreta che l'Italia aveva attivato in una delle aree piú instabili del mondo. Poche righe, asciutte e burocratiche, che segnavano l'inizio di una strategia che avrebbe riscritto le regole del rapporto tra l'Italia e il terrorismo internazionale. Questo appunto costituisce oggi il primo documento accessibile che attesti l'esistenza di un dialogo sotterraneo tra lo Stato italiano e alcune formazioni armate riconducibili all'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina). Un'intesa informale, destinata a evolversi e ampliarsi nel tempo e che sarebbe passata alla storia con il nome convenzionale di «lodo Moro». L'accordo consentiva ai miliziani di muoversi liberamente in Italia e, anche se arrestati con armi o esplosivi, ne favoriva il rapido rilascio. In cambio, le formazioni coinvolte si impegnavano a non colpire obiettivi italiani, mentre il nostro Paese si faceva carico di promuovere il riconoscimento diplomatico dell'Olp come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese





mercoledì 11 marzo 2026

Storia del suffragio universale di Luciano Canfora - Un libro per trovare nella storia recente le motivazioni dell’astensionismo di oggi (PaperFirst)

 Il libro ripercorre la storia del suffragio universale nelle sue oscillazioni fondamentali: dalle novità giuridiche di Sette e Ottocento in Europa e in America al ventennio fascista; dal Referendum del 2 giugno 1946 all’articolo 48 della Costituzione italiana.

L’impeccabile ragionamento dello storico Luciano Canfora rivela che l’istanza del suffragio universale raggiunge il suo apice quando entra in scena il proletariato, pronto a rivendicare un ruolo attivo nella vita democratica accanto ad «adeguate formazioni politiche con programmi contrapposti nei quali gli elettori credevano e per i quali andavano a votare, consapevoli di esprimere una scelta concreta».

Un libro per trovare nella storia recente le motivazioni dell’astensionismo di oggi






Attuare la Costituzione di Luigi de Magistris - Oltre gli ostacoli e gli abusi del potere (PaperFirst)

 Di Costituzione in tanti si riempiono la bocca. I fascisti che la vogliono cancellare perché è la casa di tutti ma non la loro, che dalla Carta sono banditi. Poi ci sono i traditori: i rappresentanti del potere politico e istituzionale che dal 1948, anno della sua promulgazione, a oggi, l’hanno calpestata, umiliata, violata. In definitiva, la nostra Costituzione è la più bella del mondo ma è anche la meno attuata. Perché prevede diritti per tutte le persone, la giustizia economica, sociale e ambientale, la pace, la solidarietà e la centralità della cultura. Nel volume si dimostra con i fatti come si mette in pratica la Carta dal basso, anche contro il potere costituito, le norme incostituzionali e la violenza dei potenti. La Costituzione non è un libro, è il battito cardiaco della democrazia ed è per questo che il popolo, che è sovrano, la deve far vivere con la partecipazione e rimuovendo gli ostacoli alla sua attuazione. Bisogna essere coerenti e credibili, la Costituzione è anche un inno contro l’indifferenza





Maduro e la crisi in Venezuela di Sofia Cecinini (PaperFirst)

Questo smart-book si propone di spiegare la crisi con il Venezuela, analizzando tre aspetti chiave – politico, economico e militare – che hanno portato gli Stati Uniti, il 3 gennaio 2026, a catturare il presidente venezuelano, Nicolas Maduro.

L’aspetto politico della crisi è legato alla cosiddetta guerra contro i cartelli della droga che, insieme alla cattura di Maduro, devono considerarsi il secondo round dell’amministrazione Trump contro il leader venezuelano. L’approccio dell’amministrazione Trump è passato dalla “massima pressione”, basata principalmente su sanzioni economiche e sostegno diplomatico all’opposizione durante il primo mandato, a un’azione militare diretta per il controllo delle risorse petrolifere nel secondo mandato, giustificata con la lotta al narco-terrorismo.
L’aspetto economico riguarda le riserve petrolifere del Venezuela, le più vaste al mondo. A detta di Trump, gli USA si approprieranno del petrolio venezuelano per rilanciare l’industria petrolifera del Paese ormai in rovina. Oltre alle motivazioni tecniche che rendono il greggio venezuelano particolarmente importante per gli USA, ci sono ragioni internazionali – che riguardano il contrasto statunitense a Russia, Cina e Iran – e motivazioni regionali – che riguardano invece la questione della Guyana.
Infine, l’analisi dell’aspetto militare della crisi con il Venezuela è utile in quanto si è trattato di un evento definito da molti “senza precedenti”, che ha suscitato l’immediata condanna di diverse potenze regionali, con diversi leader che hanno affermato che la violenta cattura del leader venezuelano ha creato un precedente estremamente pericoloso per l’intera comunità internazionale





Disinformazione di Alessandro Orsini - La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali (PaperFirst)

 Non è la Russia a manipolare gli italiani. È l’Italia stessa. Questa è la tesi dissacrante presentata in questo libro.

Alessandro Orsini racconta e spiega tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica usate dal vertice della Repubblica italiana attraverso i mezzi di comunicazione di massa per creare consenso intorno alle guerre, ma anche per giustificare la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale da parte delle democrazie occidentali.

Dall’Ucraina a Gaza, dall’Iran al Venezuela, questo libro parla di una minoranza organizzata di italiani, la classe governante, che manipola una maggioranza disorganizzata di italiani, la classe governata, attraverso la menzogna, l’inganno, la dissimulazione, la disinformazione, la minaccia, la calunnia e la diffamazione. Ogni classe governante manipola la propria classe governata.

Questo è un libro terribile che restituisce nuova vita alla migliore tradizione del realismo politico italiano: Machiavelli, Mosca, Pareto e Michels. Ancora una volta, Orsini usa la teoria sociologica per attaccare il senso comune dell’uomo-massa dello Stato satellite





sabato 7 marzo 2026

La bandiera del Sol Levante: un simbolo che in Asia racconta un’altra storia - Intervento di Hyosim Han - Direttrice dell’Accademia di Lingua Coreana “Parliamo Coreano” e figura chiave nell’intermediazione culturale tra Corea e Italia

In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lunghi raggi verso l’esterno. Per molti è soltanto un motivo estetico, un’immagine associata all’idea del “sole nascente”. In gran parte dell’Asia, tuttavia, quella stessa bandiera suscita una reazione molto diversa. Per milioni di persone non è un semplice segno decorativo, ma il ricordo visivo di un tempo segnato da guerra, occupazione e sofferenza. La bandiera con i raggi del sole

— conosciuta come Rising Sun Flag e in coreano 욱일기

fu il vessillo militare dell’esercito imperiale giapponese. Non coincide con la bandiera nazionale del Giappone, il disco rosso su fondo bianco noto come Hinomaru, ma con un simbolo storicamente legato alle forze armate imperiali. Durante la prima metà del Novecento accompagnò l’espansione coloniale del Giappone e le sue campagne militari in diversi paesi asiatici. Ancora oggi il simbolo compare in alcuni contesti ufficiali in Giappone, in particolare nelle forze di difesa navali. Allo stesso tempo, nel dibattito pubblico non mancano voci — anche giapponesi — che riconoscono come, in molti paesi dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico, quella bandiera continui a essere indissolubilmente legata alla memoria del periodo imperiale e delle guerre del Novecento. Per queste società, infatti, quel segno visivo non appartiene soltanto alla storia militare del Giappone: evoca uno dei passaggi più traumatici della loro memoria collettiva. Per la Corea, occupata dal Giappone tra il 1910 e il 1945, la bandiera del Sol Levante resta intimamente connessa all’esperienza coloniale. In quei trentacinque anni furono imposte politiche di assimilazione forzata, repressione politica e cancellazione dell’identità culturale coreana. La lingua coreana venne progressivamente limitata nelle scuole e nella vita pubblica, molti nomi coreani furono sostituiti con nomi giapponesi e numerosi cittadini furono costretti ai lavori forzati o arruolati nell’esercito imperiale. Ancora oggi, per molti coreani, la visione di quella bandiera richiama immediatamente quel periodo di perdita di libertà e di dominio coloniale. Anche in Cina e in gran parte del Sud-Est asiatico la Rising Sun Flag è associata alle guerre dell’impero giapponese. Durante gli anni Trenta e la Seconda guerra mondiale il simbolo compariva sugli stendardi e sulle uniformi delle truppe impegnate nelle campagne militari che provocarono milioni di vittime civili. Episodi come il massacro di Nanchino restano una ferita ancora viva nella memoria storica del paese. All’interno di questo sistema militare si colloca anche una delle pagine più dolorose della storia asiatica del Novecento: il sistema delle cosiddette Comfort Women, uno degli esempi più emblematici della violenza istituzionalizzata durante l’espansione dell’impero giapponese. Per sostenere l’esercito nei territori occupati, le autorità militari giapponesi organizzarono una rete di bordelli militari destinati ai soldati. In queste strutture furono costrette a lavorare centinaia di migliaia di donne provenienti da Corea, Cina e da diversi paesi del Sud-Est asiatico. Molte furono reclutate con l’inganno o con la forza e trasferite nelle basi militari; numerose erano giovanissime, spesso ancora minorenni. Gli storici descrivono oggi questo sistema come una forma organizzata di schiavitù sessuale imposta alle donne nei territori occupati dall’esercito imperiale giapponese. Proprio perché legata a questo sistema militare e all’espansione imperiale del Giappone, la bandiera del Sol Levante è percepita in gran parte dell’Asia come il simbolo di quel progetto di dominio, non diversamente da come in Europa alcuni emblemi politici e militari del Novecento sono rimasti associati ai regimi e alle campagne di conquista di quell’epoca. In Europa, nella maggior parte dei casi, l’uso di questa bandiera nasce semplicemente da una scarsa conoscenza del suo significato storico. Eppure, in un mondo sempre più interconnesso, comprendere il valore dei simboli fa parte della sensibilità culturale. Un’immagine che per qualcuno appare soltanto come un elemento grafico può rappresentare, per altri, la memoria di guerre e sofferenze ancora vive. Conoscerne il significato non significa censurare. Significa, piuttosto, riconoscere le memorie che la storia continua a custodire




Il giudice gentiluomo. Vita di Severino Santiapichi di Salvatore Lordi (Bibliotheka Edizioni)

 Alto, austero ed erudito, ironico e ficcante, Severino Santiapichi, siciliano di Scicli, è stato vicepresidente della Corte Suprema della Somalia, Presidente della Prima Corte di Assise di Roma, Procuratore Generale della Repubblica di Perugia, Procuratore ad honorem della Corte di Cassazione. Per anni nocchiero della nave della giustizia somala, poi di quella italiana tra le insidie, i misteri della politica romana e la scure del terrorismo, Santiapichi ha rappresentato per il Paese una garanzia di rigore procedurale, serenità del verdetto e straordinaria umanità. Prefazione di Walter Veltroni. Introduzione di Cesare Parodi




Leader che hanno cambiato la storia (Gribaudo)

 Ci sono personalità che sembrano nate per guidare uomini e nazioni, altre che prendono il comando in risposta agli eventi, altre ancora che lavorano senza sosta per raggiungere la vetta. Questo libro scava fra le vite, le motivazioni e i traguardi dei più grandi leader della storia. Dai presidenti ai profeti, passando per gli imprenditori delle più grandi aziende, ogni leader è calato nel suo contesto grazie a splendide illustrazioni e a una narrativa avvincente. A prescindere dalle eredità che hanno lasciato, più o meno positive, questo libro è dedicato a loro, ai giganti che hanno cambiato per sempre la storia del mondo




L'industria della difesa europea ai tempi della guerra a cura di Chiara Bonaiuti, Achille Lodovisi, Roberto Antonio Romano (Futura Editrice)

 Lo scoppio della guerra in Ucraina e l’aumento dei conflitti internazionali hanno trasformato in profondità l’industria europea della difesa, avviando una riorganizzazione produttiva, segnata da contraddizioni e nuove traiettorie. Questo volume analizza l’evoluzione del complesso militare-industriale europeo e i suoi intrecci con la politica, l’economia e la finanza. Si tratta di un settore atipico, dominato da una struttura di tipo monopsonico: un unico acquirente – di norma lo Stato – concentra quasi tutta la domanda di beni e servizi militari. Questa peculiarità gli consente di incidere profondamente sulle scelte di sicurezza, sulle politiche industriali e sulle relazioni internazionali. Le dinamiche dell’industria militare europea si collegano così alle tensioni geopolitiche, alla fragilità di una politica estera e di difesa comune e alle trasformazioni economiche più ampie: dal rapporto tra profitti e salari, alla concentrazione del capitale e della finanza, fino al rallentamento della globalizzazione e alla crisi della democrazia. Il volume offre dati, analisi e solide chiavi interpretative da prospettive disciplinari e punti di vista diversi, con l’obiettivo condiviso di promuove re una consapevolezza critica, che ispiri politiche industriali ed estere davvero democratiche e orientate al bene comune. Curato da Chiara Bonaiuti, Achille Lodovisi e Roberto Antonio Romano, il testo raccoglie contributi di autrici e autori provenienti dal mondo accademico e della ricerca, sindacale, militare e aziendale, uniti da competenza consolidata e onestà intellettuale: Riccardo Alcaro, Gianni Alioti, Pol Bargués, Giorgio Beretta, Franco Bortolotti, Maurizio Brotini, Paolo Cecchi, Vincenzo Comito, Pasquale Cuomo, Rossana de Simone, Gianandrea Gaiani, Barbara Gallo, Achille Lodovisi, Francesco Lombardi, Mauro Lombardi, Stefano Lucarelli, Nicholas Marsh, Jocelyn Mawdsley, Fabio Mini, Bruno Oliveira Martins, Annamaria Romano, Simone Siliani, Maurizio Simoncelli, Francesco Sinopoli, Wolfgang Streeck e Alessandro Volpi






Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffragette alla Costituente di Mario Avagliano e Marco Palmieri (Einaudi)

  A ottant'anni da un momento di svolta, Mario Avagliano e Marco Palmieri ci accompagnano attraverso un lungo viaggio, che viene riperco...