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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

mercoledì 3 giugno 2026

‘7 ottobre: l’inganno’. A Lecce e Brindisi il nuovo libro di Fracassi e Pentimella Testa

“7 ottobre: l’inganno”. Una lettura fuori dal coro della crisi fra Israele e Palestinesi nel libro del giornalista Franco Fracassi (in collaborazione con Paola Pentimella Testa) che sarà presentato domani 3 giugno alle 18 nella biblioteca “Bernardini” in Piazzetta Carducci a Lecce e giovedì 4 alle 17.30 a Palazzo Granafei a Brindisi

A Lecce dialogheranno con l’autore Leonardo Elia, curatore di “Dialoghi scomodi” e Brizio Montinaro. A Brindisi Maurizio Brunetti, docente di Filosofia.

Fracassi è una delle voci giornalistiche più libere e competenti del nostro Paese e ci aiuterà a chiarire la vera storia dei fatti che dal 7 ottobre 2023 continuano a insanguinare l’intero Medio Oriente. Sarà un’occasione imperdibile per comprendere come guerra e falsità siano il binomio inscindibile che caratterizza la deriva disumana delle nostre società. Ha iniziato la professione di giornalista nel 1988, lavorando per varie testate italiane e internazionali. Per sedici anni è stato inviato di guerra. Ha svolto inchieste su corruzione, mafia, terrorismo e servizi segreti; ha coperto i principali eventi mondiali, dalla caduta del Muro di Berlino, al colpo di Stato in Russia, fino a vertici internazionali come il G8 di Genova. È autore di quindici documentari d’inchiesta, tra cui “Zero”, la prima inchiesta indipendente italiana sull’11 settembre. Tre dei suoi lavori sono stati finalisti al premio “Ilaria Alpi”, uno è stato in concorso al Festival di Berlino e ha vinto il Nastro d’Argento come miglior documentario italiano, un altro è stato visto in 87 Paesi da oltre 250 milioni di persone, un altro ancora ha vinto il premio come miglior documentario d’Europa e Asia. Come scrittore ha pubblicato trentasette libri, tra cui una preziosa Collana di storia.

Paola Pentimella Testa, giornalista professionista, laureata in economia, componente della commissione d’inchiesta antimafia, per anni si è occupata di cronaca giudiziaria e di misteri d’Italia e internazionali. Ha lavorato nelle redazioni di importanti settimanali e quotidiani e, per un periodo anche all’estero




Trump vs Netanyahu?

 

La Vendetta di Putin: attacco ai centri di comando ucraini ft S. Orsi

 

martedì 2 giugno 2026

La gente normale non va in giro armata di Artem Chapeye (Altrecose)

 Artem Chapeye è uno scrittore e giornalista ucraino che si è sempre ritenuto pacifista e di sinistra. Ma il 24 febbraio 2022 è costretto a salire in fretta su una macchina di amici con la sua famiglia per scappare da Kyiv, dove sono iniziati i bombardamenti russi. E nei giorni successivi decide di arruolarsi per difendere il suo paese, malgrado le diffidenze che ha sempre avuto per i nazionalismi: perché è il suo paese, perché è stato attaccato, perché c’è una questione di libertà in ballo che riguarda tutti quanti. E non riesce a credere che alcuni intellettuali occidentali che sono sempre stati per lui un’ispirazione, e molte persone dei paesi europei, si sottraggano a questa difesa della libertà di tutti. Si tratta di poter guardare allo specchio se stessi e di guardare in faccia la propria moglie e i propri figli. La gente normale non va in giro armata è il racconto della vita quotidiana di un europeo costretto alla guerra in questi anni, ma anche una condivisione di riflessioni sulle contraddizioni del pacifismo, del patriottismo, e persino del femminismo vissuto da un uomo. Tutte cose che andranno affrontate quando la guerra sarà finita, dice Chapeye, ma a cui è bene cominciare a pensare da subito




Caracciolo: Fare geopolitica ieri e oggi. L'importanza del contesto, delle mappe e della lingua

 

Lo storico Kamel: “Palestinesi trattati come animali. Eppure Gaza è più alfabetizzata degli USA”

 

LE CARTE

 

lunedì 1 giugno 2026

La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà di Francesca Albanese (Rizzoli)

 Le storie di chi ha danzato anche in mezzo alle macerie, di chi ha nutrito la sua famiglia di speranza quando non c'era più niente da cucinare, di chi ha pianto e di chi ha rivendicato il diritto politico a farlo, di chi prova a curare le ferite di un popolo con la verità, con un carico di farmaci o con una canzone; di chi ha custodito la chiave della casa da cui fu scacciato cinque generazioni fa. E dopo cinque generazioni, la custodisce ancora.

«La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei.»


Per Francesca Albanese - voce capace di unire con autorevolezza la competenza giuridica e una rara passione umana - in questo tempo in cui il mondo sembra tragicamente diretto verso la disumanizzazione del più fragile e il dominio esclusivo del più forte, immaginarne il futuro «significa rifiutare che sia l'orrore ad avere l'ultima parola, e far sì che la civiltà sia un compito che ciascuno di noi può scegliere di fare proprio». È da queste riflessioni che sono nati i verbi ai quali Albanese si appoggia in questo libro che ha lo slancio di un manifesto e il sentimento di un'opera d'amore: la Palestina offre al mondo uno spiraglio di luce che invita ad aprire gli occhi e agire. Sognare, criticare, emanciparsi, resistere, nutrire, piangere, curare, danzare, ritornare diventano forme di una stessa pratica collettiva: azioni che tutti noi possiamo compiere per vivere nel presente secondo giustizia. Ogni verbo dà l'occasione per raccontare le persone straordinarie che lo hanno ispirato e per portarne i riverberi nel nostro quotidiano. Un viaggio profondo nella storia della Palestina - ripercorrendo le tappe principali attraverso cui, da oltre un secolo, questa terra subisce la violenza coloniale in tutte le sue forme - e nelle storie di chi ha sofferto, sperato, indagato; di chi ha avuto il coraggio di dire la verità mentre tutto intorno imperversavano le menzogne, e di chi la verità l'ha pagata con la vita; di chi porterà per sempre le ferite della violenza ma anche di chi quella violenza l'ha commessa; di chi ha sentito il peso dell'oppressore e non si è arreso di fronte al desiderio di essere libero




E se Karaganov avesse ragione? | Elena Basile

 

IL NEMICO INVISIBILE

 

Israele chiede agli Usa di poter intensificare gli attacchi su Beirut: il Libano è la nuova Gaza

 

Parla Con Lei - Alessandra Fachi, Orsetta Giolo, Una storia dei diritti delle donne

 

sabato 30 maggio 2026

La Russia alza il tiro: Kiev verrà attaccata sistematicamente | Giampaolo Sordini

 

ABBRACCIO MORTALE

 

QUO VADIS, EUROPA

 

Giocare alla guerra. Come l'industria ludica militarizza le nostre menti di Dario Bassani (Nottetempo)

 Oggi i nerd dominano i campi di battaglia e i joystick spesso e volentieri rimpiazzano i fucili. Ma come è nato il macabro intreccio di violenza e intrattenimento che accomuna le guerre contemporanee e i videogame? Non è certo un connubio inedito: tra i giochi militari ottocenteschi, Dungeons & Dragons e i simulatori nucleari della Guerra Fredda c’è un legame profondo, che arriva fino a popolarissimi sparatutto odierni come Call of Duty. Le guerre reali si trasformano in spettacoli da consumare. Perché giocare non è mai stato un atto innocente: da secoli, il mondo ludico è al servizio degli imperi e addestra la popolazione alla logica del conflitto. La cronaca recente ci permette di vedere l’inarrestabile dispiegarsi di questa forza: in Russia e Ucraina si reclutano videogiocatori per pilotare droni e a Gaza l’industria militare-digitale usa intelligenze artificiali progettate per uccidere. Tutte tecnologie in mano a grandi aziende – spesso con nomi dal sapore tolkieniano – capeggiate da accaniti gamer che ora sussurrano all’orecchio delle potenze mondiali e raccolgono ricchissimi contratti. In questo saggio acuto e acuminato, pieno di storie e sorprese, Dario Bassani racconta come siamo arrivati qui, e denuncia il potere che hanno i giochi di normalizzare l’idea di una guerra senza fine




venerdì 29 maggio 2026

Romanzo Quirinale. Come il Colle ha abbandonato la Costituzione per Washington, Bruxelles e il partito della guerra di Savino Balzano (PaperFIRST)

 Nessuno osa criticarlo. Nessuno pronuncia il suo nome senza un leggero inchino. Politici, giornalisti, opinionisti: tutti in coro ne esaltano stile, saggezza e infiniti meriti. Chi prova a discostarsi viene additato, isolato, ostracizzato. Si scrive che il Presidente della Repubblica sia l’unica istituzione davvero funzionante, l’uomo più amato d’Italia, il custode supremo della Costituzione. Ma è davvero così? È vero che Sergio Mattarella sia tanto stimato e ammirato dal popolo italiano? Savino Balzano smonta una per una le bugie di questo racconto. Concentrandosi sulle dichiarazioni e soprattutto sui silenzi degli ultimi due Capi dello Stato, mostra cosa si nasconde dietro il racconto ricamato dal sistema: una condotta opaca e ambigua, che lascia intravedere spettri preoccupanti. Un testo politico spietato, diretto, semplice e onesto. Paragonando l’operato di Mattarella e Napolitano a quello di altri – a partire da Sandro Pertini – emerge una verità scomoda: certe scelte hanno reso il Quirinale pericoloso per la tenuta democratica del Paese. Il Presidente della Repubblica ha vampirizzato una politica debole e inetta per garantire interessi esterni, allontanandosi dalla Costituzione sulla quale pure questi uomini hanno giurato




Schlein e Picierno censurano di nuovo Angelo d'Orsi: 'Con la Russia sarà sempre guerra'.

 

Buffagni (analista geopolitico): “Un profondo motivo antropologico spiega l’arroganza ANTI-RUSSA”

 

L'enciclica di Leone XIV per liberare l'IA

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Rossobruni (di Vincenzo Costa) - OP-ED - L'Antidiplomatico

Rossobruni (di Vincenzo Costa) - OP-ED - L'Antidiplomatico