Un’inchiesta che si snoda in tutta Europa a caccia di trame, indizi e dossier riservati che ricostruiscono la mappa segreta di un conflitto sotterraneo. Finanziamenti a fondazioni e associazioni antieuropee legate al movimento MAGA. Minacciosi sconfinamenti di jet militari russi e droni non identificati. Azioni di disturbo ai segnali Gps degli aerei di ministri e presidenti. Navi fantasma, cyberattacchi e pacchi-bomba. Per i servizi segreti di vari Paesi europei, questa nuova realtà ha una definizione precisa, «guerra ibrida», un territorio indefinito ed estremamente pericoloso dove la pace non è vera pace e la guerra non è stata esplicitamente di chiarata. Il giornalista investigativo Antonio Talia conduce il let tore nelle sedi riservate delle agenzie di intelligence europee e nelle basi militari di frontiera dove si susseguono incidenti e provocazioni, nei canali Telegram impiegati per reclutare «agenti dilettanti» e tra i documenti di Fsb, Gru e Svr, i servizi segreti russi. Racconta una partita a scacchi giocata su più dimensioni, in cui ogni aspetto della vita pubblica – la comunicazione, l’economia, le risorse, le infrastrutture, il commercio marittimo, la tecnologia – diventa un’arma dell’arsenale schierato da Mosca con un obiettivo preciso: l’implosione dell’Unione europea. Ma questo libro è anche un’inchiesta sulla politica internazionale e sugli scenari che incombono nei prossimi anni. Quanti obiettivi in comune hanno la Casa Bianca e il Cremlino? Esiste una strategia europea per difendersi? Quali sono gli agganci con la criminalità organizzata, con l’estrema destra e le strumentalizzazioni dell’estrema sinistra nostalgica dell’Urss? E quanti sono i politici europei influenzabili dalle potenze straniere ostili? Fino alla ricostruzione della strategia definitiva: per il Cremlino e per la Casa Bianca la «guerra ibrida» costituisce ormai la campagna finale per ritornare potenze imperiali
Dialoghi scomodi: Conversazioni aperte su politica e società a cura di Leonardo Elia
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domenica 20 settembre 2026
sabato 19 settembre 2026
Nazionalcapitalismo di Roberto Tamborini (Laterza)
l nazionalcapitalismo è capitalismo, anche spinto, ma incorniciato nel quadro della nazione e dell'interesse nazionale. Non è un'idea nuova. È il terreno da cui sono nate le due guerre mondiali. Perché le destre nazionaliste e illiberali vincono ovunque, dall'Europa agli USA? Non per caso, non per rabbia popolare, non per la crisi della sinistra. C'è una logica, un progetto, un nome: nazionalcapitalismo. Una visione che conserva tutte le caratteristiche del capitalismo, ricollocandole nella cornice ideologica della nazione e dell'interesse nazionale, presidiati da un governo elettivo autoritario. Il nazionalcapitalismo si contrappone alla globalizzazione dell'economia, della politica e della cultura che, dopo la caduta del Muro di Berlino, ha investito gran parte del mondo. Contrariamente alle promesse, non tutti ne hanno beneficiato: ci sono stati i perdenti della globalizzazione. Il messaggio per loro è semplice: voi siete perdenti non per colpa del capitalismo, ma della sua globalizzazione e di chi l'ha voluta. Questa forma di capitalismo imbevuto di nazionalismo e autoritarismo non è un'idea nuova: è il brodo di coltura delle due guerre mondiali. Oggi si ripresenta con nuove vesti, nuovi algoritmi, nuovi nemici da indicare, ma con la stessa visione. Una menzogna precisa, efficace, pericolosa
venerdì 18 settembre 2026
Il regista di Berlusconi. I segreti dei miei trent'anni con Silvio di Roberto Gasparotti, Paola Zanca (PaperFIRST)
Quasi un ventennio al potere, una vita al centro della scena pubblica come imprenditore, uomo d’affari e di spettacolo: di Silvio Berlusconi pensiamo di sapere tutto. Invece, dietro al sipario, c’è ancora un mondo da raccontare. E solo chi ha trascorso con lui ogni singolo giorno, dalla discesa in campo del 1994 in poi, può rivelare i retroscena di quella scenografia apparentemente perfetta. Gli scivoloni, le insicurezze, i tic di un uomo che ha costruito un’intera carriera sull’immagine e che negli anni si è fatta leggenda: le canzoni-inno, i palchi bianchi, il divieto di ospiti vicini al podio, il prompter per leggere i discorsi, i bigliettini delle fan in tasca. E poi i capelli, il trucco, l'altezza: ogni appuntamento pubblico dell'inventore di Forza Italia ha seguito un format preciso. Per la prima volta siamo in grado di raccontare come ha funzionato la macchina del consenso di Silvio Berlusconi. A svelarla in esclusiva è Roberto Gasparotti, il “regista” che ha curato tutte le sue apparizioni pubbliche, a cominciare dal video che iniziava con “l'Italia è il Paese che amo”. Lo ha seguito nei comizi, nelle manifestazioni, nei tanti anni a palazzo Chigi insieme ai protagonisti della politica di ieri e di oggi, fino agli anni bui della decadenza, dopo la condanna per frode fiscale. È la sua viva voce a raccontare una vita trascorsa al fianco del “presidente”: dagli incontri internazionali alle cene a palazzo Grazioli, Gasparotti c'era sempre. Ecco cosa ha visto.
giovedì 17 settembre 2026
Il muro. Istruzioni per abbattere la politica della paura di Guido Saraceni (Sonzogno)
Dal timore dell’altro al bullismo, dai social alla propaganda, dalla retorica della sicurezza alla guerra tra poveri, queste pagine mostrano i mattoni con cui edifichiamo muri dentro e fuori di noi. Ma indicano anche una via per abbatterli: responsabilità personale, partecipazione politica, cultura, luoghi dell’incontro, cura di sé. Perché vivere senza paura non è possibile, e forse non è nemmeno desiderabile. Il punto è imparare a governarla: riconoscere le barriere che ci isolano, ritrovare il coraggio del confronto e scegliere, ogni giorno, da che parte stare
mercoledì 16 settembre 2026
Il disordine mondiale. Stati Uniti, Cina e il nuovo capitalismo di Branko Milanovic (Laterza)
Il neoliberalismo non è stato sconfitto dai suoi nemici. È stato tradito dai suoi stessi trionfi: una Cina diventata superpotenza, le élite occidentali sempre più ricche e separate dal resto, le classi medie erose dall'interno. Questi tre esiti erano inevitabili: Branko Milanovic ci spiega perché e cosa ci aspetta ora. Branko Milanovic è l'economista che per primo ha dato una risposta in numeri a una delle grandi questioni del nostro tempo: perché la globalizzazione ha arricchito miliardi di persone in Asia e, al contempo, ha svuotato le classi medie occidentali? In questo libro, il più ambizioso della sua carriera, allarga il campo di indagine e racconta come quei numeri abbiano ridisegnato il mondo intero. Il filo conduttore si può riassumere in una domanda semplice e decisiva: perché è finita l'egemonia neoliberale che sembrava destinata a durare per sempre? Milanovic individua due cause. La prima: la globalizzazione ha reso la Cina una superpotenza economica e geopolitica, innescando una reazione degli altri paesi che ha sgretolato l'ordine liberale internazionale. La seconda: dentro le democrazie occidentali lo stesso sistema ha prodotto una nuova élite – colta, benestante, cosmopolita – che ha accumulato redditi da lavoro e da capitale insieme. Un fenomeno inedito che l'autore chiamaomoplutia. Il rancore di chi è rimasto fuori ha alimentato la rivolta populista e messo fine, di fatto, all'ideologia dominante degli ultimi quarant'anni. Milanovic scrive da economista, ma pensa da storico e argomenta da intellettuale civile. Il risultato è un grande saggio – nella tradizione di Polanyi e di Hirschman – capace di spiegare perché il mondo di oggi assomiglia così poco a quello promesso trent'anni fa.
martedì 15 settembre 2026
La guerra segreta. Putin e Trump contro l'Europa di Antonio Talia (Fuoriscena)
Un’inchiesta che si snoda in tutta Europa a caccia di trame, indizi e dossier riservati che ricostruiscono la mappa segreta di un conflitt...
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In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lung...
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E cade la maschera di Harvard — Das Böse Büro



