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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

sabato 19 settembre 2026

Nazionalcapitalismo di Roberto Tamborini (Laterza)

 


















l nazionalcapitalismo è capitalismo, anche spinto, ma incorniciato nel quadro della nazione e dell'interesse nazionale. Non è un'idea nuova. È il terreno da cui sono nate le due guerre mondiali. Perché le destre nazionaliste e illiberali vincono ovunque, dall'Europa agli USA? Non per caso, non per rabbia popolare, non per la crisi della sinistra. C'è una logica, un progetto, un nome: nazionalcapitalismo. Una visione che conserva tutte le caratteristiche del capitalismo, ricollocandole nella cornice ideologica della nazione e dell'interesse nazionale, presidiati da un governo elettivo autoritario. Il nazionalcapitalismo si contrappone alla globalizzazione dell'economia, della politica e della cultura che, dopo la caduta del Muro di Berlino, ha investito gran parte del mondo. Contrariamente alle promesse, non tutti ne hanno beneficiato: ci sono stati i perdenti della globalizzazione. Il messaggio per loro è semplice: voi siete perdenti non per colpa del capitalismo, ma della sua globalizzazione e di chi l'ha voluta. Questa forma di capitalismo imbevuto di nazionalismo e autoritarismo non è un'idea nuova: è il brodo di coltura delle due guerre mondiali. Oggi si ripresenta con nuove vesti, nuovi algoritmi, nuovi nemici da indicare, ma con la stessa visione. Una menzogna precisa, efficace, pericolosa

Lo scempio delle palazzine di via Siracusa - ispezione dei consiglieri Greco e Pagliaro

 

ALLARME AI, dietro le quinte dello scontro per la SUPREMAZIA TECNOLOGICA. Con Alessandro Aresu

 

Ugo Rossi osservatore per le elezioni in Russia: "Il voto si trucca in Italia, non qui”

 

“L’ONU è l’Occidente con i suoi sporchi interessi”. Basile contro la comunità internazionale

 

MORTO CHE PARLA

 

venerdì 18 settembre 2026

Il regista di Berlusconi. I segreti dei miei trent'anni con Silvio di Roberto Gasparotti, Paola Zanca (PaperFIRST)

 




















Quasi un ventennio al potere, una vita al centro della scena pubblica come imprenditore, uomo d’affari e di spettacolo: di Silvio Berlusconi pensiamo di sapere tutto. Invece, dietro al sipario, c’è ancora un mondo da raccontare. E solo chi ha trascorso con lui ogni singolo giorno, dalla discesa in campo del 1994 in poi, può rivelare i retroscena di quella scenografia apparentemente perfetta. Gli scivoloni, le insicurezze, i tic di un uomo che ha costruito un’intera carriera sull’immagine e che negli anni si è fatta leggenda: le canzoni-inno, i palchi bianchi, il divieto di ospiti vicini al podio, il prompter per leggere i discorsi, i bigliettini delle fan in tasca. E poi i capelli, il trucco, l'altezza: ogni appuntamento pubblico dell'inventore di Forza Italia ha seguito un format preciso. Per la prima volta siamo in grado di raccontare come ha funzionato la macchina del consenso di Silvio Berlusconi. A svelarla in esclusiva è Roberto Gasparotti, il “regista” che ha curato tutte le sue apparizioni pubbliche, a cominciare dal video che iniziava con “l'Italia è il Paese che amo”. Lo ha seguito nei comizi, nelle manifestazioni, nei tanti anni a palazzo Chigi insieme ai protagonisti della politica di ieri e di oggi, fino agli anni bui della decadenza, dopo la condanna per frode fiscale. È la sua viva voce a raccontare una vita trascorsa al fianco del “presidente”: dagli incontri internazionali alle cene a palazzo Grazioli, Gasparotti c'era sempre. Ecco cosa ha visto.

IRAN, HOUTHI, ITALIA NEL MIRINO: IL PATTO DELLA MECCA E TRUMP OGGI SENZA CARTE | GENERALE BERTOLINI

 

IL TRIANGOLO

 

LA POLONIA COLPISCE ZELENSKIJ

 

ED SHEERAN: come sputtanarsi per sempre per non scontentare la lobby sionista

 

giovedì 17 settembre 2026

Il muro. Istruzioni per abbattere la politica della paura di Guido Saraceni (Sonzogno)

 




















Dal timore dell’altro al bullismo, dai social alla propaganda, dalla retorica della sicurezza alla guerra tra poveri, queste pagine mostrano i mattoni con cui edifichiamo muri dentro e fuori di noi. Ma indicano anche una via per abbatterli: responsabilità personale, partecipazione politica, cultura, luoghi dell’incontro, cura di sé. Perché vivere senza paura non è possibile, e forse non è nemmeno desiderabile. Il punto è imparare a governarla: riconoscere le barriere che ci isolano, ritrovare il coraggio del confronto e scegliere, ogni giorno, da che parte stare

Le incognite del "campo largo": parla Massimo Cacciari - Filorosso 15/09/2026

 

Ucraina, Travaglio: "Gli italiani non vogliono armare Kiev"

 

i Banchieri Centrali SONO TUTTI SCEMI?

 

Liste d'attesa - ambulatori privati chiedono tavolo in regione

 

mercoledì 16 settembre 2026

Il disordine mondiale. Stati Uniti, Cina e il nuovo capitalismo di Branko Milanovic (Laterza)

 Il neoliberalismo non è stato sconfitto dai suoi nemici. È stato tradito dai suoi stessi trionfi: una Cina diventata superpotenza, le élite occidentali sempre più ricche e separate dal resto, le classi medie erose dall'interno. Questi tre esiti erano inevitabili: Branko Milanovic ci spiega perché e cosa ci aspetta ora. Branko Milanovic è l'economista che per primo ha dato una risposta in numeri a una delle grandi questioni del nostro tempo: perché la globalizzazione ha arricchito miliardi di persone in Asia e, al contempo, ha svuotato le classi medie occidentali? In questo libro, il più ambizioso della sua carriera, allarga il campo di indagine e racconta come quei numeri abbiano ridisegnato il mondo intero. Il filo conduttore si può riassumere in una domanda semplice e decisiva: perché è finita l'egemonia neoliberale che sembrava destinata a durare per sempre? Milanovic individua due cause. La prima: la globalizzazione ha reso la Cina una superpotenza economica e geopolitica, innescando una reazione degli altri paesi che ha sgretolato l'ordine liberale internazionale. La seconda: dentro le democrazie occidentali lo stesso sistema ha prodotto una nuova élite – colta, benestante, cosmopolita – che ha accumulato redditi da lavoro e da capitale insieme. Un fenomeno inedito che l'autore chiamaomoplutia. Il rancore di chi è rimasto fuori ha alimentato la rivolta populista e messo fine, di fatto, all'ideologia dominante degli ultimi quarant'anni. Milanovic scrive da economista, ma pensa da storico e argomenta da intellettuale civile. Il risultato è un grande saggio – nella tradizione di Polanyi e di Hirschman – capace di spiegare perché il mondo di oggi assomiglia così poco a quello promesso trent'anni fa.





Roma, caccia al cecchino che colpisce le donne in strada - Vita in Diretta 16/09/2026

 

ULTIME NOTIZIE 16/9/2026 NEGLI USA FINISCE IL PETROLIO, LA GRAN BRETAGNA SI SFASCIA

 

Caracciolo a Otto e mezzo: Guerre, crisi, estremismi: la stagione del caos

 

Nazionalcapitalismo di Roberto Tamborini (Laterza)

  l nazionalcapitalismo è capitalismo, anche spinto, ma incorniciato nel quadro della nazione e dell'interesse nazionale. Non è un'i...