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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

martedì 3 marzo 2026

Siamo governati da folli criminali!

 

Il PNRR dell'Italia. Metodi e strumenti per politiche economiche possibili a cura di Walter Tortorella, Pierciro Galeone (Carocci)

 Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha avuto un merito che va oltre le opere finanziate, poiché ha offerto anche una palestra grazie alla quale poter allenare lo sguardo verso politiche pubbliche possibili, quelle in grado di operare dentro vincoli reali, conflitti e capacità amministrative. Per mezzo di esso, infatti, si è cercato di trasformare la pubblica amministrazione da un sistema basato su “accordi di programma” a un vero e proprio “contratto di performance” nel quale le risorse vengono erogate solo a fronte di risultati misurabili, superando così la stagione delle buone intenzioni. Attraverso un'analisi rigorosa, il volume mette in luce pregi e criticità di questo passaggio, prima fra tutte la tensione tra output (la realizzazione fisica) e outcome (l'impatto reale sui cittadini), sottraendo così il PNRR alla retorica dell'emergenza. Il Piano diventa perciò un'occasione strutturale di riforma tramite cui “rigenerazione urbana” e “sviluppo locale” possono tradursi in una catena concreta di scelte, dati e responsabilità condivise, invece di restare solo parole buone per i convegni.





Oltre la crisi globale. Noonomia, creatività, economia, geopolitica di Sergey Bodrunov, Radhika Desai, Alan Freeman (Sandro Teti Editore)

Un’opera composta da tre saggi che abbracciano ambiti di ricerca differenti: Sergey Bodrunov, autore e curatore scientifico del volume, tratta della teoria della Nuova Società Industriale di seconda generazione (NSI.2) e della teoria della noonomia; Radhika Desai, massima esperta mondiale di economia geopolitica, ne teorizza gli sviluppi futuri; Alan Freeman, studioso di rilievo nei campi delle industrie creative e degli spazi creativi (nonché formulatore del concetto di “oggetti mentali”) analizza il ruolo della creatività umana negli sviluppi economici. A unire le tre analisi la condivisione di alcuni principi cardine dello sviluppo civile: la capacità umana di conoscere il mondo e di discernere i propri bisogni, il riconoscimento della base materiale dell’esistenza – produzione collettiva e progresso tecnologico inclusi – come fondamento delle istituzioni, l’interdipendenza di tali fenomeni e processi, e lo sviluppo dell’individuo







La mia straordinaria esistenza. Tra i grandi del Novecento con l'uomo che li conobbe tutti di Maria Romersa Kiselova (Mursia)

 «Guardavo la scena e non riuscivo a credere che una bulgara come me fosse seduta alla destra del presidente degli Stati Uniti.» Dalla Sofia degli anni Trenta alle macerie del dopoguerra, dall’esilio all’America del boom, fino alla Roma del giornalismo internazionale: Maria Kiselova Romersa racconta la propria esistenza come un lungo viaggio attraverso la grande Storia. Nipote del Generale Kiselov, eroe della Prima guerra mondiale, e figlia di un avvocato coinvolto nella diplomazia bulgara, Maria vede crollare in un solo giorno il mondo dell’infanzia: l’arresto del padre, la persecuzione comunista, la fuga, la povertà. Ma proprio da quel crollo nasce la sua seconda vita: costruita con il lavoro, la tenacia e l’incontro con Luigi Romersa, celebre giornalista e compagno di un’avventura umana e professionale straordinaria. Con lui, Maria incrocia figure che hanno segnato un’epoca – da Perón a Lyndon Johnson, da Tito a Salvador Dalí – e restituisce in queste pagine il ritratto vivido di un secolo in movimento




Il colpevole. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, la maxitangente, i potenti visti da vicino di Sergio Cusani (Rizzoli)

 Con sorprendente sincerità, Sergio Cusani traccia una memoria unica e un monito: "Se ci si vuole emancipare da quella stagione di gravi errori e reati, occorre sapere con precisione il prima e il dopo. La verità è un mosaico pieno di tasselli vuoti, la verità processuale ancora di più". Molti di questi tasselli sono raccontati qui.


"Ognuno di noi vive tante vite, spesso anche molto differenti tra loro, ma c'è sempre un filo che le tiene assieme." Per Sergio Cusani è il filo della politica, quella intesa nel senso più puro e nobile della parola, però. Sia quando, appena arrivato per studiare a Milano, sceglie il Movimento studentesco della Bocconi per attraversare il Sessantotto. Sia quando più maturo varca i cancelli del carcere per andare incontro alla sua "nuova libertà". In mezzo ci sono gli anni spericolati di un Paese dove finanza e industria correvano ancora insieme. Cusani frequenta lo studio di Aldo Ravelli, il più importante commissario di Borsa italiano e si ritrova catapultato nei mercati finanziari. In quella fase incontra Serafino Ferruzzi, il fondatore del gruppo agroindustriale per cui lavorerà fino al drammatico epilogo degli anni Novanta e alla stagione degli arresti di Mani pulite. Anzi, del processo per eccellenza, quello della maxitangente Enimont. All'epoca erano in molti a considerarlo un "kamikaze". Mentre tutti gli altri indagati cercavano di scappare, o di rovesciare la colpa su qualcun altro, o di negare, "io ero lì" scrive Cusani, come "testimone privilegiato". Intorno a lui c'erano ad affannarsi "politici, esperti di finanza e giocatori sprovveduti, potenti e aspiranti tali, tecnici della colpa e magistrati affamati di popolarità, cronisti prezzolati e molti sbirri". Ma un solo colpevole. Lui





domenica 1 marzo 2026

Su Cuba. Riflessioni su 70 anni di lotta e rivoluzione di Noam Chomsky, Vijay Prashad (Meltemi)

 Pochi Paesi al mondo hanno pagato un prezzo tanto elevato quanto quello imposto a Cuba per aver sfidato l’influenza mondiale degli Stati Uniti. A oltre settanta anni dalla rivoluzione, l’isola rimane uno dei più duraturi esempi di resistenza all’egemonia americana, ed è per questo divenuta bersaglio di una politica vendicativa fatta di embarghi, attacchi mediatici e isolamento internazionale. In questo saggio, Noam Chomsky e Vijay Prashad analizzano le radici e l’evoluzione del socialismo cubano, offrendo un’ampia riflessione sull’influsso esercitato dagli Stati Uniti nella regione. Ne emerge un confronto serrato capace sia di decostruire le narrazioni che vogliono Cuba come una minaccia, una dittatura o un fallimento, sia di smascherare tali rappresentazioni come il prodotto di una “cultura della crudeltà”. Lontano da semplificazioni ideologiche, il volume restituisce complessità a una vicenda controversa – spesso distorta e falsificata –, mettendo in luce come l’esempio cubano abbia esercitato un’influenza ben oltre i suoi confini, sino a configurarsi quale modello alternativo per molti Paesi del Sud globale. In un’epoca in cui la sovranità nazionale torna al centro del confronto geopolitico, comprendere il caso cubano significa interrogarsi sul difficile equilibrio tra diritto all’autodeterminazione, propaganda e rapporti di forza globali. Prefazione di Miguel Mario Díaz-Canel Bermudez. Introduzione di Manolo de Los Santos





Giorgia, la figlia del popolo. Perché Meloni piace agli italiani di Italo Bocchino (Solferino)

 Lo hanno certificato le elezioni, lo confermano i sondaggi: Giorgia Meloni piace agli italiani. La percepiscono come una di loro, vicina ai loro problemi, alle loro paure e alle loro aspirazioni: perché è popolare nel senso più vero del termine e ama il popolo, a cui appartiene. Lontana da ogni snobismo e nello stesso tempo ambiziosa, Meloni – più ancora di Berlusconi prima di lei – è l’incarnazione del «sogno italiano»: farsi da sé, superando le difficoltà e arrivando al successo. Un successo che non si ferma alla frontiera, dato che il «melonismo» è ormai un fenomeno che si espande in altri Paesi, una rivoluzione di velluto resa possibile, oltre che dalla determinazione, dall’adesione a valori identitari ben precisi. Tuttavia, la giovane militante della Garbatella non ha certo percorso da sola la strada verso palazzo Chigi: accanto a lei c’è una classe dirigente coesa che è anche un gruppo di amici, uniti da un percorso comune, da una lunga e indefessa passione, dalla lotta per sopravvivere ai ribaltamenti e alle spaccature, ai cambi di rotta e alle rinunce che hanno forgiato il carattere e definito la fisionomia dell’attuale destra di governo. In questo saggio, Italo Bocchino racconta quella parte politica e la sua leader, arricchendo l’analisi con aneddoti personali, retroscena e interviste esclusive ai membri più importanti del «cerchio magico» meloniano, compresi la sorella Arianna e l’uomo di fiducia Giovanbattista Fazzolari. Una ricostruzione completa, vista dall’interno, del mondo e del pensiero di Giorgia Meloni e del suo partito, capace di spiegare il segreto di un successo politico che ha cambiato l’Italia e che sta cambiando l’Europa





Il juche della nostra rivoluzione di Il Sung Kim (Pgreco)

 In una narrazione che fonde memoria storica e potente cornice ideologica, questo libro definisce la dottrina rivoluzionaria della Corea del Nord con le parole di Kim Il Sung. “Padre della nazione”, egli fu una figura decisiva nella lotta anticoloniale contro il dominio giapponese e nell’istituzione della Repubblica Democratica Popolare di Corea nel 1948. Questa raccolta di discorsi e contributi celebra il ruolo della lotta rivoluzionaria come fondamento dell’identità statale, delineando in maniera completa l’ideologia “Juche” (letteralmente “corrente principale”) fondata da Kim Il Sung




venerdì 27 febbraio 2026

Alfabit. L'italiano digitale dagli SMS all'IA di Giuseppe Antonelli (Il Mulino)

 La storia siamo noi: siamo noi che scrivevamo le lettere e oggi digitiamo e-mail, chat, post, note sul telefono; che dettiamo messaggi e mandiamo vocali. Ma quand'è cominciata questa trasformazione del nostro rapporto con la lingua oltre che con le macchine? Com'è cambiato l'italiano dall'invio dei primi SMS al dialogo con le cosiddette intelligenze artificiali? Alfabit è la storia dell'incrocio fra la tradizione linguistica e la sua traduzione informatica. Ovvero dello stretto legame fra l'evoluzione dell'italiano e l'avvicendarsi dei nuovi media tecnologici. I nuovi codici di comunicazione hanno via via ridotto la distanza tra scritto e parlato, favorendo l'affermarsi di una diffusa informalità e di testi sempre più frammentari. L'esito è una lingua dettata dai tempi dell'interazione simultanea: rapida, effimera, immediata, improntata alla spontaneità. L'autore ricostruisce in presa diretta le diverse fasi di questa metamorfosi. Dall'italiano digitato degli SMS e delle e-mail all'e-taliano di chat e social network fino all'IA-taliano di ChatGPT e degli altri Large Language Models. Una storia straordinariamente attuale che, attraverso la lingua, ci aiuta a capire qualcosa in più del mondo in cui viviamo





Per parlare di Israele. La storia di come si è arrivati fin qui di Daniel Sokatch (Altrecose)

«Vi siete mai trovati a cena con qualcuno che comincia a parlare di Israele, e vorreste fuggire in un’altra stanza?» chiede Daniel Sokatch all’inizio del libro. Quando si parla di Israele e di Palestina, per alcuni è facile avere un’opinione immediata, mentre per molti è quasi impossibile affrontarne la complessità. Ma la ricerca di una sola sintesi facile è il modo più sbagliato di conoscere, capire e giudicare quello che è successo e che sta succedendo. Sokatch, da anni alla guida del New Israel Fund, un’organizzazione dedicata all’uguaglianza per tutti gli abitanti di Israele, ebrei o arabi che siano, lo sa bene. La domanda che tutti gli fanno più spesso è: «Puoi spiegarmi la questione di Israele in dieci minuti, o anche meno?» Questo libro è un tentativo di risposta che si prende il tempo necessario: racconta la storia di Israele e gli sviluppi dello scontro e della convivenza fra due popolazioni che si percepiscono – e nei fatti lo sono – entrambe vittime di avvenimenti storici più grandi di loro. Sokatch cerca di far capire anche le crisi più recenti attraverso il racconto di una storia di cui è sempre difficile collocare l’inizio, e poi degli sviluppi della seconda metà del Novecento e dell’inizio di questo millennio, che l’informazione internazionale ha spesso trascurato salvo trovarsi poi a dover indagare emergenze improvvise. La storia di Israele è ormai fatta di moltissimi passaggi e Sokatch spiega perché Israele e il conflitto israelo-palestinese ispirino emozioni così contrastanti, perché Israele attragga così tanti sentimenti e giudizi assoluti, spesso fanatici in opposte direzioni: mettendo in fila e in ordine le loro complessità, il lavoro di chi ha cercato delle soluzioni e quello di chi le ha demolite. Per parlare di Israele è una lezione di storia e di attualità avvincente da leggere malgrado i drammi che attraversa, e che aiuta a capire quello che succede, a discuterne, e a scegliere cosa proteggere e cosa criticare





La democrazia da fare di Piero Gobetti (Einaudi)

Dall’insieme di questi scritti rivisitati in una prospettiva comune emerge un manifesto programmatico per il futuro dell’Italia in un contesto europeo.


«Democrazia da fare»: questa è l’espressione che conia Gobetti e che diventa l’idea centrale del programma dei Gruppi della Rivoluzione Liberale. Ed è da qui che il curatore di questo libro, Pietro Polito, sceglie di partire per delineare il manifesto politico gobettiano, in occasione dei cento anni dalla morte di questo straordinario intellettuale. Gobetti scrive, infatti, immediatamente prima e dopo il delitto Matteotti (giugno 1924), alcuni dei più importanti testi di riferimento per la cultura politica italiana: “Democrazia”; “Illuminismo”; “Guerra e pace”; “Il nostro protestantismo”; “Difesa storica della proporzionale”; “Lettera a Parigi”. Il modello a cui guarda Gobetti è quello delle «democrazie protestanti», le «nascenti democrazie produttrici»






Sempre troppo e mai abbastanza. Come la mia famiglia ha creato l'uomo più pericoloso del mondo di Mary L. Trump (UTET)

 Un memoir potente e documentato che svela le radici psicologiche, familiari ed emotive di Donald Trump. Mary L. Trump rompe il silenzio e racconta la storia vera del clan Trump: un’educazione fondata sul dominio, una famiglia disfunzionale, un'eredità emotiva tossica che ha modellato la personalità dell’ex presidente degli Stati Uniti.

«Mary L. Trump riesce dove tutti hanno fallito: racconta la genesi emotiva di quella persona apparentemente senza cuore che ha conquistato la Casa Bianca.» - CNN


Quando il 9 novembre 2016 escono i risultati delle elezioni presidenziali americane, Mary L. Trump guarda alla vittoria di suo zio Donald con un sentimento di sconforto: «Era come se 63 milioni di elettori avessero scelto di trasformare questo paese in una versione in grande stile della mia famiglia problematica e disfunzionale». E, in quanto psicologa professionista, sa bene il ruolo che la sua famiglia ha avuto nel plasmare la psicologia del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Lei sa quello che il mondo avrebbe scoperto negli anni successivi: lo zio è un uomo fuori controllo, feroce e amorale. E se nei primi tempi, quando ancora Trump era tenuto a freno dal Congresso, Mary non si espone, col passare degli anni e degli scandali capisce che non può più tacere: inizia a scrivere questo libro contro tutto e tutti, per smontare l’autonarrazione che Trump porta avanti da anni, cavalcando il mito – del tutto inventato – del self-made man e quello dell’eccezionalità della sua famiglia – vera, ma non certo in senso positivo. Donald è in effetti il frutto avvelenato del padre, Fred Trump Sr., vero tiranno che dominava col terrore sulla famiglia, istruendo i suoi cinque rampolli su come essere «l’unico vincente in un mondo di perdenti», aizzandoli uno contro l’altro. Il primogenito Fred Jr., padre dell’autrice, crollò sotto questa feroce educazione trumpiana: morì a soli quarantadue anni, alcolizzato e praticamente ripudiato. Il terzogenito Donald invece si adeguò, facendosi lupo tra i lupi. Sempre troppo e mai abbastanza è il vero romanzo di formazione di Trump, la storia privata di un capo, dalla culla alla Casa Bianca. Senza paura di rivelare gli scheletri nell’armadio della famiglia, sfruttando ricordi personali e informazioni di prima mano, ma anche il suo sguardo di psicologa clinica, Mary L. Trump entra nella psiche contorta e narcisista di suo zio Donald, l’uomo più pericoloso al mondo





giovedì 26 febbraio 2026

Sostenibilità cognitiva. Per una gestione efficace del lavoro e del capitale umano di Alessandro Antonini, Ilaria Buonomo (EGEA)

 Il mondo del lavoro contemporaneo impone un ripensamento radicale dei modelli manageriali tradizionali. L’accelerazione digitale e la crescente complessità organizzativa hanno reso urgente ridefinire il rapporto tra performance e benessere, superando la falsa dicotomia tra risultati aziendali e gestione sostenibile delle persone. Il volume introduce il concetto di sostenibilità cognitiva come paradigma gestionale innovativo, fondato sull’equilibrio dinamico tra richieste organizzative e risorse individuali. Gli autori propongono un framework scientificamente fondato che integra tre dimensioni chiave – background, bisogni, padronanza – per trasformare ogni manager in architetto di contesti lavorativi realmente sostenibili. Attraverso l’analisi di casi concreti, strumenti operativi e metodologie sperimentate, il testo accompagna il lettore dalla teoria alla pratica, dall’analisi individuale alla gestione del team. Particolare attenzione è dedicata alla progettazione degli spazi di lavoro, all’implementazione di tecnologie abilitanti e alla costruzione di culture organizzative resilienti. Il Toolkit digitale riservato ai lettori, con i suoi 18 strumenti, è il risultato di un lungo lavoro condotto tra ricerca in ambito psicologico e organizzativo ed esperienza manageriale, e ha l’obiettivo di rendere accessibili e misurabili i principi della sostenibilità cognitiva nella pratica quotidiana. Una risorsa preziosa per affrontare due sfide: l’eccesso di pressione decisionale, che riduce la lucidità e la qualità del pensiero manageriale, e la crescente difficoltà nel mantenere connessione emotiva e motivazione nel lavoro




Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora. Nuova ediz. di Vittorio Pezzuto (Piemme)

In occasione dell'uscita della serie tv Portobello di Marco Bellocchio e del referendum, Piemme pubblica una nuova edizione aggiornata di un libro fondamentale per conoscere la vita e soprattutto le vicende giudiziarie di Enzo Tortora, penna caustica e corrosiva, uomo di spettacolo a tutto tondo, autore radiofonico e teatrale, padre della tv moderna.


Una carriera esplosiva, costellata di successi. Una fama di innovatore geniale, conquistata a colpi di creatività e talento. Poi nel 1983 la caduta, quando viene accusato di associazione per delinquere di stampo camorristico e spaccio di droga. È l'inizio della sua seconda vita. Si ritrova, innocente, in carcere. Potrebbe essere l'inizio della fine e invece decide di reagire, conducendo insieme al Partito Radicale una grande battaglia politica che lo porterà al Parlamento europeo e a promuovere il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati. Arriverà l'assoluzione, con formula piena. E il "caso Tortora" diventerà il simbolo della malagiustizia. Come ammette Davide Giacalone nella prefazione, «Con queste pagine Vittorio Pezzuto ci rimette davanti agli occhi non soltanto Enzo Tortora, ma noi stessi e quel che di marcio c'è nella furbesca ipocrisia della celebrazione senza redenzione. Se leggerle vi produrrà del dolore è segno che siete sulla via della guarigione»