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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

giovedì 2 luglio 2026

Io ero la numero 5. Racconti delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane (Momo Edizioni)

 «Nessuno è in grado di trasmettere la paura e la forza umana al cuore dei carcerieri se non coloro che hanno vissuto sulla propria pelle le condizioni della prigionia, dell’occupazione, del genocidio e hanno trovato il coraggio di raccontarle». Io ero la numero 5 è il racconto della violenza sistematica inflitta alle donne palestinesi nelle carceri israeliane. Corpi spogliati, numerati, umiliati; vite sospese tra torture, interrogatori e paura. Ma dentro l’orrore della detenzione emerge anche una resistenza irriducibile: quella di donne che scelgono di testimoniare, trasformando il dolore in memoria e accusa politica. Un libro necessario, che rompe il silenzio sul genocidio in Palestina e restituisce volto e voce a chi si è tentato di cancellare. CISS è un’organizzazione della società civile e una ONG di Palermo attiva nei sud del mondo dal 1985. Promuove interventi per la tutela dei diritti umani e lavora ogni giorno per innescare un cambiamento reale, durevole e umano. L’illustrazione in copertina è di Valeria Corsini




Jordan Bardella. Un trentenne all'Eliseo? di Daniel Peyronel (Castelvecchi)

 Da Napoleone Bonaparte a Charles de Gaulle, da Emmanuel Macron a Jordan Bardella? A soli trent’anni il politico di origini italiane cresciuto nella periferia di Parigi è pronto a raccogliere l’eredità della dinastia Le Pen e a guidare il Rassemblement National verso una sfida fino a ieri impensabile: la conquista dell’Eliseo. Mentre il futuro politico di Marine Le Pen si fa sempre più incerto, un’alternativa si fa strada: il piano B. B come Bardella. Intrecciando biografia, strategia politica e trasformazioni sociali di una Francia smarrita, Daniel Peyronel racconta l’ascesa del giovane presidente del Rassemblement National: dagli esordi politici al vertice del partito, dalla consacrazione sui social al fidanzamento con Maria Carolina di Borbone. Come ha fatto Jordan Bardella a diventare il volto di una nuova generazione conservatrice e uno dei leader più popolari del Pays des Lumières? Che rapporto lo lega a Marine Le Pen? La sua giovane età sarà un limite o una forza? Riuscirà a federare le destre francesi sul modello di Giorgia Meloni? Di sicuro, un suo arrivo all’Eliseo sarebbe un terremoto politico non solo per la Francia, ma per l’intera Europa





Mafia. Una storia globale di Ryan Gingeras (Il Saggiatore)

In un presente in cui le organizzazioni criminali sono diventate più fluide, diffuse e ibride, spesso intrecciate con terrorismo e mercati finanziari legali, Mafia è un invito a riconoscerne la presenza secolare come una struttura plastica e resistente, capace di adattarsi a ogni contesto: una pece nera che da sempre penetra nelle crepe del potere, colmandone i vuoti fino a essere essa stessa a dettarne le scelte. Prefazione di Roberto Saviano.


Dalla nascita di camorra e Cosa Nostra nel Sud Italia postunitario alle triadi cinesi sorte dal collasso della dinastia Qing, fino alla proliferazione dei cartelli del narcotraffico in Messico, Mafia racconta i tre secoli di vita della criminalità organizzata come una storia unitaria e globale: la sua ascesa, il suo consolidamento, le sue metamorfosi. Una narrazione che attraversa le epoche e i continenti rivelandoci in che modo queste organizzazioni malavitose siano sempre state lo specchio delle società che le hanno generate. Ryan Gingeras ci mostra i meccanismi nascosti delle mafie mondiali, spiegandoci come esse non emergano mai in un vuoto storico, ma si innestino su crisi e rivolgimenti decisivi. Le mafie sfruttano le restrizioni normative, come quella del proibizionismo americano che trasformò il boss di quartiere Al Capone in un’icona globale del crimine. Talvolta, è lo stesso potere ufficiale ad alimentarle per il proprio tornaconto – è il caso della yakuza giapponese, utilizzata come pedina anticomunista nel secondo dopoguerra. La loro ambizione è sostituirsi allo stato, testarne i limiti e, nella loro espansione tentacolare, riscrivere di volta in volta i rapporti tra politica, violenza ed economia. Esaminando gangster diventati figure mitologiche – i fratelli Kray, John Gotti, Pablo Escobar, El Chapo – e film di enorme successo, Gingeras individua il fascino dell’immaginario legato alla mafia proprio nel suo dire apparentemente qualcosa di più rivelatore e vero della storia ufficiale.




venerdì 26 giugno 2026

La tana del lupo. Gli anni di Hitler nella foresta prussiana di Felix Bohr (Mondadori)

Tra riunioni interminabili, rituali ossessivi e conversazioni ordinarie, emerge il ritratto lucido e spietato dei vertici del regime nazista, che in mezzo a tè pomeridiani e passeggiate nei boschi pianificarono il più grande crimine della storia.


Quando il potere smette di confrontarsi con la realtà finisce inevitabilmente per costruirne una propria. Una realtà chiusa, autoreferenziale, alimentata dalla paura, dalla fedeltà assoluta e dall'illusione di poter controllare il mondo tenendosene a distanza. Nel cuore delle foreste della Prussia orientale, lontano dalle città distrutte dalla guerra, la Wolfsschanze - la Tana del Lupo - rappresentò forse la forma più estrema di questa frattura. Per quasi quattro anni, dopo l'invasione dell'Unione Sovietica, Adolf Hitler trascorse qui gran parte del proprio tempo: in un intrico di bunker, barricate, filo spinato e campi minati da cui passarono gerarchi, ufficiali, segretarie, attendenti e collaboratori destinati a pianificare le campagne militari del Terzo Reich e a dare forma alla macchina politica e amministrativa dello sterminio nazista. È qui che maturarono alcune delle decisioni più devastanti del Novecento. Ma è qui che si tentò anche di porvi un freno, come dimostra l'attentato con cui, il 20 luglio 1944, Claus von Stauffenberg cercò di uccidere il Führer. Basandosi su testimonianze dirette di chi in quei luoghi lavorò e su documenti in parte inediti, Felix Bohr ricostruisce la vita all'interno della Tana del Lupo e il progressivo isolamento di un regime sempre più incapace di distinguere tra realtà, propaganda e paranoia. È l'intreccio di banalità quotidiana e orrore storico a rendere la Wolfsschanze più di un luogo simbolico: una rovina ancora capace di interrogare il presente, il rapporto che abbiamo con le eredità più ingombranti del passato e il modo in cui società e istituzioni affrontano ciò che vorrebbero rimuovere




Lampi sull'Eni. Il piano per eliminare Enrico Mattei di Vincenzo Calia, Giuseppe Oddo (Feltrinelli)

Lampi sull'Eni è un'inchiesta storica e giudiziaria sul primo grande delitto politico-industriale dell'Italia repubblicana: la storia di un uomo ucciso perché stava cambiando la collocazione energetica del paese e di uno Stato che per decenni contribuì a seppellire la verità.
Un'inchiesta serrata sulla morte di Enrico Mattei e sulla lunga catena di depistaggi che ne ha protetto i mandanti: il racconto documentato di un omicidio politico che cambiò il destino dell'Eni, della politica mediterranea italiana e della nostra sovranità energetica.


Da chi partì l'ordine di uccidere Enrico Mattei? Perché assassinarlo se la Democrazia cristiana aveva già deciso di estrometterlo dall'Eni? Perché eliminarlo proprio quando il fondatore dell'ente petrolifero aveva deposto l'ascia di guerra con le “sette sorelle” e accettato una tregua con la Standard Oil, destinata a culminare in un incontro con il presidente Kennedy? Vincenzo Calia e Giuseppe Oddo risalgono ai mandanti dell'omicidio seguendo la traccia dei depistaggi. Depistaggi cominciati la sera del 27 ottobre 1962, quando l'aereo del petroliere di Stato si schiantò a Bascapè, e proseguiti per decenni attraverso omissioni, prove occultate, testimonianze forzate, piste false. Con un imponente lavoro d'archivio e il riesame delle carte giudiziarie, gli autori arrivano ad attribuire precise responsabilità agli apparati francesi. La Francia era il paese che aveva più urgenza di togliere di mezzo Mattei: di lì a pochi giorni l'Eni avrebbe dovuto firmare un accordo capace di aprirgli le ingenti riserve di idrocarburi del deserto algerino, sottraendo l'Algeria alla sfera d'influenza francese e violando gli equilibri fissati a Évian con il Fronte di liberazione nazionale. Per la riuscita del piano fu decisiva la collaborazione di settori dei servizi italiani e di uomini dell'Eni in posizione di comando: sviando le indagini e occultando le prove, garantirono copertura e impunità ai mandanti dell'omicidio. Morto Mattei, l'Eni accantonò la politica mediterranea che era costata la vita al suo fondatore e strinse accordi commerciali con le compagnie del Cartello




Introduzione alla sociologia della devianza e del crimine di Alessandra Dino e Cirus Rinaldi (Mondadori Università)

 Il volume è uno strumento fondamentale di formazione critica per gli studenti di scienze sociali, politiche e giuridiche, poiché, ripercorrendo in modo rigoroso le principali teorie e tematiche, offre un aggiornamento fondamentale del dibattito sul discorso socio-criminologico e colma il vuoto esistente nel panorama editoriale italiano in merito agli sviluppi contemporanei. Il libro si concentra su una profonda ricognizione delle teorie, analizzando le strategie di identificazione del crimine e della devianza all’interno dei diversi ambiti storici e intellettuali, con particolare enfasi sugli aspetti metodologici e sull’evoluzione delle prospettive contemporanee. Vengono inoltre analizzati gli ambiti applicativi delle diverse prospettive, individuandone la spendibilità in termini di interventi e politiche di controllo e di contrasto. L’approccio, del tutto originale, fa di questo manuale una risorsa essenziale per chi voglia accostarsi allo studio sociologico delle devianze e del crimine nel mondo contemporaneo




Io ero la numero 5. Racconti delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane (Momo Edizioni)

  «Nessuno è in grado di trasmettere la paura e la forza umana al cuore dei carcerieri se non coloro che hanno vissuto sulla propria pelle l...