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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

giovedì 30 luglio 2026

Brutalità delle piattaforme. Spegnere la tossicità di internet di Geert Lovink (Meltemi)

 A dieci anni dalla pubblicazione della sua fondamentale critica dei social media, nel suo nuovo libro Geert Lovink torna a indagare gli effetti delle piattaforme digitali sulle nostre vite, addentrandosi nei territori più tossici. Le shitstorm, il rage-bait e la circolazione incontrollata di fake news e di propaganda di estrema destra sono solo alcuni aspetti della “svolta brutale” della rete cui oggi assistiamo. La stagnazione delle piattaforme ci ha forse riportato alle origini militari di Internet? E che cosa accade quando utenti con una soglia dell’attenzione sempre più bassa rimangono intrappolati in uno scrolling senza fine? La tesi elaborata da Lovink è netta: i social media non si limitano a distrarre, ma feriscono. È una violenza strutturale, seppur remota e invisibile, ormai inscritta nel codice della rete. Secondo l’autore, denunciare il potere delle Big Tech o invocare una loro regolamentazione non è più sufficiente; occorre piuttosto smantellare il principio stesso di “piattaforma”. Il saggio apre così a un’alternativa: abbandonare le attuali piattaforme, recuperare lo spirito originario dei social network e immaginare un nuovo equilibrio tra analogico e digitale. Introduzione all’edizione italiana di Nello Barile




Storia dei servizi segreti. Dai faraoni alla Cia. Nuova ediz. di Wolfgang Krieger (Mimesis)

 Un’affascinante e documentata storia dei servizi segreti dai faraoni alla Cia, passando per Alessandro Magno, la Rivoluzione francese e Napoleone, e poi le guerre mondiali, l’Unione sovietica e le due Germanie. L’autore, anche grazie a contatti personali con agenti segreti e rappresentanti diplomatici, ci permette di gettare uno sguardo sul funzionamento di uno strumento ambiguo e pericoloso, utilizzato tanto dai regimi dittatoriali quanto dagli Stati democratici, uno strumento per sua stessa natura sempre in bilico tra esigenze di sicurezza, violazione dei diritti umani e manipolazione dell’opinione pubblica, ma oggi più che mai necessario per la stabilità internazionale





Lobbying di Pietro Ratto (GDL)

 Il libro analizza il fenomeno del lobbying, approfondendo il ruolo dei gruppi di pressione nei processi decisionali politici ed economici, sia a livello nazionale che internazionale. Attraverso una ricostruzione documentata, Pietro Ratto esamina le modalità con cui interessi organizzati influenzano istituzioni, governi e organismi sovranazionali, mettendo in luce le relazioni tra potere economico, finanza e politica. L’opera affronta il tema delle lobby evidenziandone il funzionamento, le strategie e gli ambiti di intervento, con riferimenti a contesti storici e contemporanei. Vengono inoltre analizzati i meccanismi attraverso cui tali gruppi possono orientare decisioni e indirizzi politici, offrendo al lettore una chiave di lettura critica delle dinamiche di potere che incidono sulla realtà economica e sociale. Il testo si propone come uno strumento di approfondimento per comprendere il peso delle lobby nei sistemi democratici e il loro impatto sugli equilibri globali




lunedì 27 luglio 2026

Ostinata umanità. A bordo della Global Sumud Flotilla di Emanuela Pala (Tlon)

 Il 12 agosto 2025 Emanuela Pala è sotto l’ombrellone in una spiaggia della Sardegna, a guardare la nipotina costruire castelli di sabbia. Un mese dopo si imbarca a Catania sulla Grande Blu, una delle quasi cinquanta barche della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Giornalista inviata di Piazzapulita, sceglie di non raccontare da lontano e di esserci con il proprio corpo e la propria coscienza. Ostinata umanità è il diario di quel viaggio: l’addestramento, l’attesa, le notti in mare, i volti dei compagni di rotta, la tensione che cresce miglio dopo miglio. Poi l’imbrunire dell’abbordaggio, la marina israeliana, il porto di Ashdod, il carcere nel deserto del Negev, dove sette donne si ritrovano in una cella buia con la canna dei fucili puntata sulla nuca. Pala restituisce quei giorni con la precisione di chi era lì a filmare e la voce di chi ha sentito il metallo premuto sulla fronte. Sotto ogni pagina corre una domanda: cosa spinge persone comuni, che hanno già diritti, privilegi e pace, a rischiare la vita per degli sconosciuti? La risposta che il libro lascia affiorare è la fuga dall’indifferenza che atterrisce più della morte




1864. L'alba del ferro e del sangue. La guerra tedesco-danese di Francesco Dei (Mimesis)

 La sconfitta della Danimarca nella guerra del 1864 per il Ducato di Schleswig segnò il brusco risveglio dai suoi sogni nazionalistici e un declassamento ad attore di secondo piano nello scacchiere globale. All’esatto opposto, il conflitto sancì invece l’ascesa della Prussia al rango di grande potenza. Sotto la guida di Bismarck e Moltke, questa vittoria rappresentò l’inizio del processo di unificazione della Germania, aprendo la strada ai successivi scontri egemonici contro Austria (1866) e Francia (1870). In questo saggio, lo storico Francesco Dei approfondisce il ruolo strategico dello Schleswig nel Baltico e i risvolti politici di un conflitto che diventò un caso diplomati-co a livello europeo




AI e potere a cura di Giulio Deangeli (PaperFIRST)

 L’espressione “Intelligenza artificiale” non significa assolutamente nulla pur essendo il termine del momento. Ma cosa significa davvero questa etichetta di pura invenzione marketing? Giulio Deangeli ci conduce in un esercizio di chiarificazione necessario per superare il "peccato originale" dei fraintendimenti tra chi progetta le reti e chi le usa. Dai primi neuroni artificiali fino alla sbalorditiva scalabilità dei transformer, il libro svela come l'AI sia diventata capace di manipolare "dati incasinati" — testi, immagini e video — attraverso il potere semantico degli embedding. Non è solo una sfida tecnologica: il settore sta riscrivendo le regole del lavoro e della conoscenza. Siamo passati dall'era dei programmatori tradizionali a quella dell'AI engineer, un utilizzatore esperto capace di navigare tra modelli "nano", regolazioni di temperature e API per risolvere problemi reali. Ma con questo progresso emergono interrogativi etici e geopolitici ineludibili: dalle allucinazioni dei modelli alla privacy, fino al rischio di una nuova disuguaglianza tra chi possiede gli strumenti e chi ne resta escluso. Mentre l'Europa oscilla tra regolazione e competitività, Deangeli ci avverte: il cambiamento non è evitabile, ma può essere governato solo attraverso la competenza tecnica e il buon senso. In un mondo che corre a una velocità senza precedenti, comprendere questa rivoluzione è l'unico modo per non restare indietro. Perché, in ultima analisi, l'AI è potere




mercoledì 22 luglio 2026

SINISTRATI FESTIVAL 2026 23-26 LUGLIO ORE 18-24 AREA MERCATALE MAGLIE

 Giovedì 23

Proiezione PIIGS
Ospiti:
Federico Greco regista
Alessandro Volpi univ. di Pisa, Altraeconomia;
Giuliano Marrucci, direttore Ottolina tv
Marco Veronese Passarella, docente presso università de L'Aquila e Leeds university

Venerdì 24 Proiezione: C'era una volta in Italia Tema sanità, austerità, neoliberismo. Ospiti: Federico Greco, regista; Geminiello Preterossi, direttore scientifico dell'istituto italiano per gli studi filosofici; Clara Mattei, economista; Ivan Cavicchi, filosofo della medicina, docente di sociologia dei sistemi sanitari; Dott. Carlo Romagnoli, direzione nazionale Isde, associazione medici per l'ambiente Sabato 25 Proiezione D'istruzione pubblica Ospiti: Regista Mirko Melchiorre Emanuele Dell'Atti, esperto istruzione de "La Fionda"; Carlo Formenti, sociologo; Miriam abu samra, fondatrice giovani palestinesi e docente di relazioni internazionali università di venezia
Domenica 26
Pastasciutta Antifascista a cura di 25 aprile maglie






GERMANIA NEL CAOS: AFD IN ASCESA, MERZ SOTTO ASSEDIO E INDUSTRIA IN CRISI | EDOARDO LAUDISI

 

Proposta di legge anti propaganda russa, Lorusso: "Altro che difesa della democrazia, è un bavaglio"

 

lunedì 20 luglio 2026

Colpa di Stato di Fabio Granata, Peppe Nanni (Apalòs)

 Il volume "Colpa di Stato" analizza la battaglia di Falcone e Borsellino contro il «terzo livello», un potere oscuro che intreccia mafia, politica e apparati deviati dello Stato. Il testo descrive i due magistrati come protagonisti consapevoli che hanno accettato lucidamente il rischio delle loro azioni, rifiutando il ruolo di vittime passive. L'opera approfondisce i misteri legati alla trattativa stato-mafia, indicando Paolo Borsellino come l'ultimo ostacolo irriducibile a quegli «indicibili accordi». Vengono inoltre esaminati eventi chiave come la sparizione dell'agenda rossa e il colossale depistaggio giudiziario basato su falsi pentiti. Il libro si propone come un manuale di educazione civica per trasformare il ricordo in azione quotidiana




La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi di Maurizio De Lucia, Salvo Palazzolo (Rizzoli)

 Dopo la stagione delle stragi, la mafia non è scomparsa ma ha cambiato forma. All'eclatante violenza, preferisce oggi lavorare lontano dai grandi riflettori. In questo libro, Maurizio de Lucia, procuratore della Repubblica di Palermo, e Salvo Palazzolo, giornalista con una lunga esperienza in tema di mafia, ricostruiscono attraverso le intercettazioni ai membri di Cosa nostra la metamorfosi dell'organizzazione criminale: da una politica violenta e arrogante a una silente ma pervasiva infiltrazione negli apparati politico-economici del Paese. Attraverso un glossario delle parole chiave usate dai boss e dagli investigatori, gli autori svelano così l'allarmante capacità di adattamento della mafia alla modernità finanziaria e tecnologica. L'interesse dei padrini si è ormai spostato sempre di più verso le criptovalute, il darkweb e l'uso di chat criptate per coordinare a distanza le estorsioni e i grandi traffici internazionali di droga, che rimangono il bancomat principale dei vari mandamenti e il collante per alleanze con altre organizzazioni nazionali e straniere. La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi offre un manuale accessibile per comprendere, tra tradizione e modernizzazione, il passato recente e la storia attuale della mafia nel nostro Paese. Ma non solo: è anche un accorato appello alla società civile tutta, per non cedere all'illusione che la mafia sia sconfitta e per dare nuovo slancio a una battaglia che non possiamo permetterci di perdere




Vatican Files. La pista inedita del caso Orlandi tra Servizi segreti, cinema satanico e finanza vaticana di Emanuele Fucecchi (Compagnia Editoriale Aliberti)

 Che cosa collega il rapimento di una quindicenne vaticana alla Banda della Magliana, ai conti segreti dello ior, alle guerre del petrolio e a un filone di cinema erotico-satanista prodotto all’ombra del Cupolone? Per quarant’anni il caso Orlandi è stato raccontato come un enigma irrisolvibile, sospeso tra depistaggi, “piste bulgare”, telefonate anonime e rivelazioni a metà. Questo libro ricompone il quadro, seguendo una traccia rimasta ai margini delle inchieste ufficiali: la saldatura tra finanza vaticana, criminalità organizzata, Servizi segreti e un circuito di film “estremi” usati come strumento di adescamento, ricatto e copertura. Attraverso documenti giudiziari, archivi interni, verbali di pentiti, informative dei Servizi e testimonianze inedite, Emanuele Fucecchi mostra come attorno alla “ragazza del Vaticano” si muovesse un sistema di potere che andava ben oltre i confini della Città leonina: dal crack del Banco Ambrosiano alle trattative sotterranee con la mafia, dalle messe nere nei salotti romani ai messaggi cifrati pubblicati sui giornali. Ne esce un’inchiesta che scardina i cliché del complottismo: niente misteri gratuiti, ma una ricostruzione puntuale, ferocemente logica, in cui il cinema satanista non è folklore, bensì una delle chiavi per capire perché Emanuela Orlandi sia diventata il corpo sacrificale di un ricatto globale. Emanuele Fucecchi, romano, coetaneo di Emanuela, è cresciuto negli stessi anni, negli stessi quartieri, la sua famiglia incrociava quella degli Orlandi e la Roma che racconta è quella che ha vissuto: le parrocchie, i palazzi del potere, le strade intorno al Vaticano, le voci che correvano, gli scandali che esplodevano, le attenzioni ambigue di certi prelati, le ragazze coinvolte loro malgrado in un sistema di ricatti e silenzi. Prefazione di Luca Telese.





mercoledì 15 luglio 2026

L'anima nera della democrazia. Manifesto per un altro ideale politico di Geoffroy de Lagasnerie (L'orma)

 Più che un semplice saggio di teoria politica, «L’anima nera della democrazia» è un manifesto che invita a sospendere ogni adesione automatica al dogma democratico e a ripensare radicalmente il modo in cui concepiamo la legittimità politica e l’arte di governare, affinché libertà, uguaglianza e giustizia non restino esposte alle oscillazioni del consenso e ai rapporti di forza della competizione politica.

«All’origine di questo testo vi è una convinzione: formulare una critica progressista della democrazia è la grande sfida del nostro tempo.»


E se la democrazia non fosse il migliore dei sistemi politici possibili? Siamo abituati a considerare la democrazia l’unica forma di governo capace di garantire libertà e diritti. Ma se ciò che dovrebbe proteggerli fosse anche ciò che li rende più fragili? Se il voto, il principio di maggioranza, la sovranità popolare e il parlamentarismo non fossero strumenti di emancipazione, bensì dispositivi che espongono continuamente le nostre vite all’arbitrio delle opinioni, dei rapporti di forza e delle passioni collettive? Con un’argomentazione tanto spiazzante quanto serrata, Geoffroy de Lagasnerie mette in discussione alcune delle convinzioni politiche più radicate del nostro tempo. Attraverso una critica dei meccanismi che fondano la legittimità democratica, mostra come il primato della maggioranza e il potere dell’opinione pubblica possano trasformarsi in strumenti di dominio, irrazionalità e violenza





IUNCTIS VIRIBUS

 

ULTIME NOTIZIE 15/7/2026 TRUMP BLOCCA IL GOLFO, IL PETROLIO SCHIZZA

 

martedì 14 luglio 2026

Eliminare Olivetti. La finanza internazionale e i servizi segreti (americani e vaticani) contro un imprenditore anticapitalista di Pietro Ratto (GDL)

 Il libro ricostruisce la figura di Adriano Olivetti inserendola nel complesso scenario storico, politico ed economico dell'Italia del secondo dopoguerra, analizzando il ruolo della sua esperienza imprenditoriale e il modello industriale da lui promosso. Attraverso un'indagine documentata, Pietro Ratto approfondisce le dinamiche che hanno accompagnato l'ascesa e il declino del progetto olivettiano, soffermandosi sui rapporti tra industria, politica e centri di potere nazionali e internazionali. Il testo esamina anche il contesto di tensioni e interessi contrapposti in cui si inserisce la vicenda, includendo riferimenti al ruolo dei servizi segreti e alle influenze esterne che avrebbero inciso sugli equilibri economici e strategici dell'epoca. Nel corso dell'opera vengono messi in luce elementi meno noti legati alla morte di Olivetti e alle conseguenze che ne seguirono, proponendo una lettura critica degli eventi e delle forze in gioco. Il libro invita così a riflettere sul rapporto tra innovazione industriale, autonomia imprenditoriale e dinamiche di potere, offrendo una chiave di interpretazione più ampia della storia economica e politica italiana del Novecento





Ucraina, gen. Maurizio Boni: "UE finanzia la guerra perenne sulla pelle degli ucraini"

 

ULTIME NOTIZIE 14/7/2026 COLPITA LA CENTRALE NUCLEARE IRANIANA, LA FINLANDIA SI PREPARA ALLA GUERRA

 

SMEMORANDUM

 

Savino Balzano: "Mattarella difende i poteri forti, è come se al Colle ci fosse Berlusconi"

 

4 ERRORI

giovedì 9 luglio 2026

ULTIME NOTIZIE 8/7/2026 ZELENSKIJ COLPISCE LE CENTRALI NUCLEARI RUSSE, LA NATO FINISCE I SOLDI

 

Ma come parli?! Manuale di resistenza al linguaggio dei politici di Daniela Ranieri (PaperFIRST)

 Meloni, Renzi, Salvini, Tajani, Schlein, Conte, Draghi, Calenda, Ursula von der Leyen, Nordio: ma come parlano?! Da dove viene la frase “I centri in Albania fun-zio-ne-ra-nno!” di Giorgia Meloni? Da Cicerone: è l’epanalessi, la ripetizione enfatica di una parola allo scopo di creare tensione emozionale. E il “Make America great again” di Trump? Da Mussolini: “Dobbiamo far tornare Roma a essere grande”. E gli slogan di Renzi? Alcuni dalla Apple: Progress is a beautiful thing” ha ispirato il renziano “Il futuro è una cosa bellissima”. “Arriva l’Italia” ricalca “L’Italia agli italiani” di Mussolini, “fabulatore di scemenze” (Gadda). E poi: le metafore di Bersani, l’antilingua di Elly Schlein, il “punto di caduta” di Calenda e Gualtieri, la maledetta “resilienza”… La retorica, arte nata nella polis greca per rendere i cittadini uguali di fronte alla legge, è diventata un’abilità, spesso in mano agli spin doctor, che non serve a convincere, ma a suggestionare e manipolare chi ascolta. Daniela Ranieri svela le strategie linguistiche (alcune risalenti ai retori antichi, altre figlie del “gentese” berlusconiano, altre ancora nate con la post-democrazia) che si celano dietro alla ricerca del potere dei leader di oggi. Chi possiede gli strumenti per decodificare gli atti linguistici assume più forza rispetto al potente che li emette; smontare gli ingranaggi di cui si avvale il potere per funzionare è un atto di resistenza e di ribellione; in definitiva, di democrazia




Fronte orientale. Le truppe tedesche e l'imbarbarimento della guerra 1941-1945 di Omer Bartov (Il Mulino)

 Nella guerra sul fronte orientale, innescata dall'attacco tedesco all'Unione Sovietica nel giugno 1941, si toccarono livelli di brutalità inaudita: stermini di massa delle popolazioni civili, deportazioni, distruzioni, maltrattamenti dei prigionieri. La responsabilità di questo imbarbarimento è stata solitamente addebitata al regime hitleriano e alle sue formazioni speciali come le SS, o al più agli alti comandi della Wehrmacht, sollevandone ranghi e quadri. Questo libro ha per primo infranto tale verità di comodo. Rovesciando la prospettiva e ricostruendo dal basso il comportamento delle truppe, grazie al ricorso a materiali inediti relativi all'attività di tre divisioni combattenti, Bartov ha potuto mostrare che la Wehrmacht fu pienamente protagonista dell'imbarbarimento della guerra, e che ciò fu dovuto al convergere di tre fattori: le condizioni estremamente dure del conflitto sul fronte orientale, il tipo di formazione degli ufficiali, e infine l'indottrinamento politico delle truppe, educate a considerare «Untermenschen», esseri inferiori, le popolazioni slave




mercoledì 8 luglio 2026

Il Ritorno al Futuro del generale Vannacci - Intervento di Leonardo Elia

In un panorama politico italiano che già vede all’orizzonte le politiche del 2027, il primo terremoto rappresentato da Futuro Nazionale del generale Vannacci è una realtà.

L’autore del caso editoriale “ il mondo al contrario” forte della sua popolarità, entra in politica, cooptato da Salvini, nella Lega, viene eletto al Parlamento Europeo, e dopo due anni tradisce il suo mentore, forma un partito tutto suo, Futuro Nazionale.

Divora la Lega , alcuni sondaggi lo dicono addirittura  in vantaggio sul suo ex partito,  ruba consensi anche a Fratelli d’Italia, che si sentono scavalcati a destra.

Il  suo serbatoio elettorale è quello degli scontenti che si sentono traditi dalle politiche di questo governo,

conquistato con  parole d’ordine contro l’immigrazione, per la sovranità, per la sicurezza. Prima gli italiani.

È l’Italia delle periferie insicure, dei lavoratori poveri, che tradita dai partiti, da un governo che non ha un abbozzo di politica industriale, l’Ilva insegna, attribuisce ad altri poveri i problemi che la affliggono.

Con Renzi, si dice abbia avuto contatti con il generale al momento dello strappo, che vede in futuro nazionale semplicemente una perdita di base elettorale per questo governo. In funzione di un’alternanza , di cui è sicuro di far parte.

Per me Vannacci è un arma di distrazione di massa.

Mi spiego meglio.

Devia il malcontento delle fasce più deboli della popolazione, i traditi dai tagli alla sanità, al wellfare,gli esposti alla criminalità di quartieri periferici e abbandonati, verso altri poveri, che sono qui da noi perché sono manodopera servile, schiavi o quasi, la cui gestione è esternalizzata alla malavita più o meno organizzata. Interi comparti produttivi, come l’agricoltura e la ristorazione reggono per la manodopera a basso costo rappresentata  dagli immigrati.

Quindi la discussione si indirizzerà sull’accoglienza non toccando argomenti importanti come il finanziamento alle milizie di torturatori che gestiscono il passaggio dei migranti e che si arricchiscono con   un fiorente mercato nero del petrolio. Tagliagole  che impediscono ai reclusi di tornare nei paesi di origine.

Tutto il fracasso per il rilascio e il rimpatrio di Al Masri, tra il governo e l’ opposizione, senza che nessuno dicesse che il libico è stato “assunto” dal ministro Minniti, Pd, per rallentare l’arrivo dei migranti, trattenendoli con sevizie ed estorsioni in campi di concentramento in Libia.

L’opposizione che pensa solo alle coalizioni subirà   Vannacci, le sue parole d’ordine , non pensando ad un programma di governo , chiaro, che definirebbe una reale  alternativa politica.

Distrazione è questo, portare la discussione politica lontana dai temi importanti , come  per esempio sui  nostri  rapporti con Israele  ,  non dimentichiamoci che il generale  è fortemente filo israeliano .

Togliendo dall’imbarazzo il Pd che al suo interno, anche senza la Picerno, ha importanti frange filo sioniste, che spiegano l’immobilismo, non solo del partito ,ma anche del blocco sociale che lo vota, insieme a molti intellettuali di riferimento, nei confronti del genocidio in atto a Gaza, dell’aggressione del Libano e dell’Iran.

Israele vuol dire  destabilizzazione del mare su cui noi ci affacciamo, il Mediterraneo, la nostra porta di casa.

Distrazione di massa sono le prese di posizione del generale, sul 25 aprile, non riconoscerlo come data fondante della nostra repubblica, scatenando le solite  discussioni  su fascismo e antifascismo, che sottraggono tempo e attenzione ad argomenti per me ben più importanti come aprire finalmente  un confronto sui vincoli esterni che ci affliggono come Unione Europea, Nato e Stati Uniti, che da decenni significano la nostra  sovranità limitata, il nostro essere un protettorato.

Perché piuttosto che pensare al rimpatrio dei migranti, cosa  tra l’altro difficile da attuare, bisognerebbe agire sull’Unione Europea, che incentiva l’arrivo di manodopera a basso costo.

Aiutando gli stati  del sud del mondo, a conquistare la loro decolonizzazione , e a lottare contro la feroce ricolonizzazione portata avanti dalla parte del mondo sbagliata a cui apparteniamo.  Questo scontro epocale produce le migrazioni . Bisognerebbe pensare  a quello che faceva Enrico Mattei. Prendere posizione in questo conflitto  farebbe bene anche a noi italiani, per farci riscoprire il valore dell’ autonomia. Sarebbe per noi  educativo. E di emancipazione anche dai servi sciocchi di Bruxelles.

E come il giovane capo del governo senegalese, che vuole rivedere le concessioni minerarie e di pesca, per mettere a disposizione del suo popolo, dei suoi giovani, per non farli emigrare, risorse sottratte fino ad ora dalle multinazionali occidentali.

La nostra Italia, potrebbe pensarsi  come potenza regionale di pace attraverso la  diplomazia, cosciente della posizione centrale che occupa nel Mediterraneo , né più ne meno  quello che, tra difficoltà del mondo bipolare della guerra fredda , perseguivano i politici della prima repubblica. Enrico Mattei, Moro , Craxi, Fanfani,  dialogavano con tutti, e  agivano nell’interesse nazionale.

Potenza regionale di pace che non segua la politica guerrafondaia di Bruxelles, che non accetti lo slogan di più Europa, se vuol dire riarmo, che sposti l’asse della EU, dal Baltico, e le sue follie, facendo pesare di più la visione mediterranea, nel nostro interesse.

Una opposizione che se vuole essere di governo non si faccia distrarre con discussioni che non portano a nulla, ma che abbia come obbiettivo il ritorno della sovranità nazionale, che è democrazia parlamentare.

Un’Italia che chieda finalmente ragione dell’utilizzo delle basi americane sul suo territorio , conscia dell’importanza che la sua geografia gli dà, centrale nel mediterraneo .

Considerando poi  che in politica  il vuoto non esiste , la Turchia  ci ha sostituito in Libia e di fronte al nostro Salento, c’è il  tentativo in Albania di creare un avamposto sionista nell’isola di Saseno, tra l’altro pericolosamente  vicino al gasdotto Tap ,contrastato giustamente dal popolo albanese.  Aree in cui noi fino a poco tempo fa eravamo presenti, pacificamente, ma di cui  ci siamo disinteressati, e rischiamo di trovarci a poche miglia marine da Otranto una base israeliana mascherata da resort. Cosa non buona.

Il programma di un possibile governo futuro dovrebbe richiamare questi temi, non farsi distrarre da altro.

Dimenticavo il convitato di pietra, il tema  assente colpevolmente dal dibattito politico : la tassazione degli extra profitti delle banche e dei petrolieri, risorse sottratte ai territori  , che non dovrebbero  andare nelle tasche degli investitori come dividendi ma dovrebbero tornare ai territori per finanziare servizi, sanità, istruzione, wellfare, infrastrutture. Considerando che la politica di riarmo  produrrà solo macelleria sociale, ecco gli  spunti di riflessione per  costruire un’alternativa politica  di sistema e non la solita alternanza tra simili di diverso colore , come è successo fino ad ora.

 

 

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Trump e Infantino: il mondiale dei bulli!

 

ULTIME NOTIZIE 7/7/2026 A KIEV SONO DISTRUTTE LE MUNIZIONI A URANIO, TRUMP E ZELENSKY SI INCONTRANO

 

NATO SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

 

giovedì 2 luglio 2026

Io ero la numero 5. Racconti delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane (Momo Edizioni)

 «Nessuno è in grado di trasmettere la paura e la forza umana al cuore dei carcerieri se non coloro che hanno vissuto sulla propria pelle le condizioni della prigionia, dell’occupazione, del genocidio e hanno trovato il coraggio di raccontarle». Io ero la numero 5 è il racconto della violenza sistematica inflitta alle donne palestinesi nelle carceri israeliane. Corpi spogliati, numerati, umiliati; vite sospese tra torture, interrogatori e paura. Ma dentro l’orrore della detenzione emerge anche una resistenza irriducibile: quella di donne che scelgono di testimoniare, trasformando il dolore in memoria e accusa politica. Un libro necessario, che rompe il silenzio sul genocidio in Palestina e restituisce volto e voce a chi si è tentato di cancellare. CISS è un’organizzazione della società civile e una ONG di Palermo attiva nei sud del mondo dal 1985. Promuove interventi per la tutela dei diritti umani e lavora ogni giorno per innescare un cambiamento reale, durevole e umano. L’illustrazione in copertina è di Valeria Corsini




Jordan Bardella. Un trentenne all'Eliseo? di Daniel Peyronel (Castelvecchi)

 Da Napoleone Bonaparte a Charles de Gaulle, da Emmanuel Macron a Jordan Bardella? A soli trent’anni il politico di origini italiane cresciuto nella periferia di Parigi è pronto a raccogliere l’eredità della dinastia Le Pen e a guidare il Rassemblement National verso una sfida fino a ieri impensabile: la conquista dell’Eliseo. Mentre il futuro politico di Marine Le Pen si fa sempre più incerto, un’alternativa si fa strada: il piano B. B come Bardella. Intrecciando biografia, strategia politica e trasformazioni sociali di una Francia smarrita, Daniel Peyronel racconta l’ascesa del giovane presidente del Rassemblement National: dagli esordi politici al vertice del partito, dalla consacrazione sui social al fidanzamento con Maria Carolina di Borbone. Come ha fatto Jordan Bardella a diventare il volto di una nuova generazione conservatrice e uno dei leader più popolari del Pays des Lumières? Che rapporto lo lega a Marine Le Pen? La sua giovane età sarà un limite o una forza? Riuscirà a federare le destre francesi sul modello di Giorgia Meloni? Di sicuro, un suo arrivo all’Eliseo sarebbe un terremoto politico non solo per la Francia, ma per l’intera Europa





Mafia. Una storia globale di Ryan Gingeras (Il Saggiatore)

In un presente in cui le organizzazioni criminali sono diventate più fluide, diffuse e ibride, spesso intrecciate con terrorismo e mercati finanziari legali, Mafia è un invito a riconoscerne la presenza secolare come una struttura plastica e resistente, capace di adattarsi a ogni contesto: una pece nera che da sempre penetra nelle crepe del potere, colmandone i vuoti fino a essere essa stessa a dettarne le scelte. Prefazione di Roberto Saviano.


Dalla nascita di camorra e Cosa Nostra nel Sud Italia postunitario alle triadi cinesi sorte dal collasso della dinastia Qing, fino alla proliferazione dei cartelli del narcotraffico in Messico, Mafia racconta i tre secoli di vita della criminalità organizzata come una storia unitaria e globale: la sua ascesa, il suo consolidamento, le sue metamorfosi. Una narrazione che attraversa le epoche e i continenti rivelandoci in che modo queste organizzazioni malavitose siano sempre state lo specchio delle società che le hanno generate. Ryan Gingeras ci mostra i meccanismi nascosti delle mafie mondiali, spiegandoci come esse non emergano mai in un vuoto storico, ma si innestino su crisi e rivolgimenti decisivi. Le mafie sfruttano le restrizioni normative, come quella del proibizionismo americano che trasformò il boss di quartiere Al Capone in un’icona globale del crimine. Talvolta, è lo stesso potere ufficiale ad alimentarle per il proprio tornaconto – è il caso della yakuza giapponese, utilizzata come pedina anticomunista nel secondo dopoguerra. La loro ambizione è sostituirsi allo stato, testarne i limiti e, nella loro espansione tentacolare, riscrivere di volta in volta i rapporti tra politica, violenza ed economia. Esaminando gangster diventati figure mitologiche – i fratelli Kray, John Gotti, Pablo Escobar, El Chapo – e film di enorme successo, Gingeras individua il fascino dell’immaginario legato alla mafia proprio nel suo dire apparentemente qualcosa di più rivelatore e vero della storia ufficiale.