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GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
venerdì 31 luglio 2026
giovedì 30 luglio 2026
Brutalità delle piattaforme. Spegnere la tossicità di internet di Geert Lovink (Meltemi)
A dieci anni dalla pubblicazione della sua fondamentale critica dei social media, nel suo nuovo libro Geert Lovink torna a indagare gli effetti delle piattaforme digitali sulle nostre vite, addentrandosi nei territori più tossici. Le shitstorm, il rage-bait e la circolazione incontrollata di fake news e di propaganda di estrema destra sono solo alcuni aspetti della “svolta brutale” della rete cui oggi assistiamo. La stagnazione delle piattaforme ci ha forse riportato alle origini militari di Internet? E che cosa accade quando utenti con una soglia dell’attenzione sempre più bassa rimangono intrappolati in uno scrolling senza fine? La tesi elaborata da Lovink è netta: i social media non si limitano a distrarre, ma feriscono. È una violenza strutturale, seppur remota e invisibile, ormai inscritta nel codice della rete. Secondo l’autore, denunciare il potere delle Big Tech o invocare una loro regolamentazione non è più sufficiente; occorre piuttosto smantellare il principio stesso di “piattaforma”. Il saggio apre così a un’alternativa: abbandonare le attuali piattaforme, recuperare lo spirito originario dei social network e immaginare un nuovo equilibrio tra analogico e digitale. Introduzione all’edizione italiana di Nello Barile
Storia dei servizi segreti. Dai faraoni alla Cia. Nuova ediz. di Wolfgang Krieger (Mimesis)
Un’affascinante e documentata storia dei servizi segreti dai faraoni alla Cia, passando per Alessandro Magno, la Rivoluzione francese e Napoleone, e poi le guerre mondiali, l’Unione sovietica e le due Germanie. L’autore, anche grazie a contatti personali con agenti segreti e rappresentanti diplomatici, ci permette di gettare uno sguardo sul funzionamento di uno strumento ambiguo e pericoloso, utilizzato tanto dai regimi dittatoriali quanto dagli Stati democratici, uno strumento per sua stessa natura sempre in bilico tra esigenze di sicurezza, violazione dei diritti umani e manipolazione dell’opinione pubblica, ma oggi più che mai necessario per la stabilità internazionale
Lobbying di Pietro Ratto (GDL)
Il libro analizza il fenomeno del lobbying, approfondendo il ruolo dei gruppi di pressione nei processi decisionali politici ed economici, sia a livello nazionale che internazionale. Attraverso una ricostruzione documentata, Pietro Ratto esamina le modalità con cui interessi organizzati influenzano istituzioni, governi e organismi sovranazionali, mettendo in luce le relazioni tra potere economico, finanza e politica. L’opera affronta il tema delle lobby evidenziandone il funzionamento, le strategie e gli ambiti di intervento, con riferimenti a contesti storici e contemporanei. Vengono inoltre analizzati i meccanismi attraverso cui tali gruppi possono orientare decisioni e indirizzi politici, offrendo al lettore una chiave di lettura critica delle dinamiche di potere che incidono sulla realtà economica e sociale. Il testo si propone come uno strumento di approfondimento per comprendere il peso delle lobby nei sistemi democratici e il loro impatto sugli equilibri globali
mercoledì 29 luglio 2026
martedì 28 luglio 2026
lunedì 27 luglio 2026
Ostinata umanità. A bordo della Global Sumud Flotilla di Emanuela Pala (Tlon)
Il 12 agosto 2025 Emanuela Pala è sotto l’ombrellone in una spiaggia della Sardegna, a guardare la nipotina costruire castelli di sabbia. Un mese dopo si imbarca a Catania sulla Grande Blu, una delle quasi cinquanta barche della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Giornalista inviata di Piazzapulita, sceglie di non raccontare da lontano e di esserci con il proprio corpo e la propria coscienza. Ostinata umanità è il diario di quel viaggio: l’addestramento, l’attesa, le notti in mare, i volti dei compagni di rotta, la tensione che cresce miglio dopo miglio. Poi l’imbrunire dell’abbordaggio, la marina israeliana, il porto di Ashdod, il carcere nel deserto del Negev, dove sette donne si ritrovano in una cella buia con la canna dei fucili puntata sulla nuca. Pala restituisce quei giorni con la precisione di chi era lì a filmare e la voce di chi ha sentito il metallo premuto sulla fronte. Sotto ogni pagina corre una domanda: cosa spinge persone comuni, che hanno già diritti, privilegi e pace, a rischiare la vita per degli sconosciuti? La risposta che il libro lascia affiorare è la fuga dall’indifferenza che atterrisce più della morte
1864. L'alba del ferro e del sangue. La guerra tedesco-danese di Francesco Dei (Mimesis)
La sconfitta della Danimarca nella guerra del 1864 per il Ducato di Schleswig segnò il brusco risveglio dai suoi sogni nazionalistici e un declassamento ad attore di secondo piano nello scacchiere globale. All’esatto opposto, il conflitto sancì invece l’ascesa della Prussia al rango di grande potenza. Sotto la guida di Bismarck e Moltke, questa vittoria rappresentò l’inizio del processo di unificazione della Germania, aprendo la strada ai successivi scontri egemonici contro Austria (1866) e Francia (1870). In questo saggio, lo storico Francesco Dei approfondisce il ruolo strategico dello Schleswig nel Baltico e i risvolti politici di un conflitto che diventò un caso diplomati-co a livello europeo
AI e potere a cura di Giulio Deangeli (PaperFIRST)
L’espressione “Intelligenza artificiale” non significa assolutamente nulla pur essendo il termine del momento. Ma cosa significa davvero questa etichetta di pura invenzione marketing? Giulio Deangeli ci conduce in un esercizio di chiarificazione necessario per superare il "peccato originale" dei fraintendimenti tra chi progetta le reti e chi le usa. Dai primi neuroni artificiali fino alla sbalorditiva scalabilità dei transformer, il libro svela come l'AI sia diventata capace di manipolare "dati incasinati" — testi, immagini e video — attraverso il potere semantico degli embedding. Non è solo una sfida tecnologica: il settore sta riscrivendo le regole del lavoro e della conoscenza. Siamo passati dall'era dei programmatori tradizionali a quella dell'AI engineer, un utilizzatore esperto capace di navigare tra modelli "nano", regolazioni di temperature e API per risolvere problemi reali. Ma con questo progresso emergono interrogativi etici e geopolitici ineludibili: dalle allucinazioni dei modelli alla privacy, fino al rischio di una nuova disuguaglianza tra chi possiede gli strumenti e chi ne resta escluso. Mentre l'Europa oscilla tra regolazione e competitività, Deangeli ci avverte: il cambiamento non è evitabile, ma può essere governato solo attraverso la competenza tecnica e il buon senso. In un mondo che corre a una velocità senza precedenti, comprendere questa rivoluzione è l'unico modo per non restare indietro. Perché, in ultima analisi, l'AI è potere
domenica 26 luglio 2026
venerdì 24 luglio 2026
giovedì 23 luglio 2026
mercoledì 22 luglio 2026
SINISTRATI FESTIVAL 2026 23-26 LUGLIO ORE 18-24 AREA MERCATALE MAGLIE
Giovedì 23
martedì 21 luglio 2026
lunedì 20 luglio 2026
Colpa di Stato di Fabio Granata, Peppe Nanni (Apalòs)
Il volume "Colpa di Stato" analizza la battaglia di Falcone e Borsellino contro il «terzo livello», un potere oscuro che intreccia mafia, politica e apparati deviati dello Stato. Il testo descrive i due magistrati come protagonisti consapevoli che hanno accettato lucidamente il rischio delle loro azioni, rifiutando il ruolo di vittime passive. L'opera approfondisce i misteri legati alla trattativa stato-mafia, indicando Paolo Borsellino come l'ultimo ostacolo irriducibile a quegli «indicibili accordi». Vengono inoltre esaminati eventi chiave come la sparizione dell'agenda rossa e il colossale depistaggio giudiziario basato su falsi pentiti. Il libro si propone come un manuale di educazione civica per trasformare il ricordo in azione quotidiana
La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi di Maurizio De Lucia, Salvo Palazzolo (Rizzoli)
Dopo la stagione delle stragi, la mafia non è scomparsa ma ha cambiato forma. All'eclatante violenza, preferisce oggi lavorare lontano dai grandi riflettori. In questo libro, Maurizio de Lucia, procuratore della Repubblica di Palermo, e Salvo Palazzolo, giornalista con una lunga esperienza in tema di mafia, ricostruiscono attraverso le intercettazioni ai membri di Cosa nostra la metamorfosi dell'organizzazione criminale: da una politica violenta e arrogante a una silente ma pervasiva infiltrazione negli apparati politico-economici del Paese. Attraverso un glossario delle parole chiave usate dai boss e dagli investigatori, gli autori svelano così l'allarmante capacità di adattamento della mafia alla modernità finanziaria e tecnologica. L'interesse dei padrini si è ormai spostato sempre di più verso le criptovalute, il darkweb e l'uso di chat criptate per coordinare a distanza le estorsioni e i grandi traffici internazionali di droga, che rimangono il bancomat principale dei vari mandamenti e il collante per alleanze con altre organizzazioni nazionali e straniere. La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi offre un manuale accessibile per comprendere, tra tradizione e modernizzazione, il passato recente e la storia attuale della mafia nel nostro Paese. Ma non solo: è anche un accorato appello alla società civile tutta, per non cedere all'illusione che la mafia sia sconfitta e per dare nuovo slancio a una battaglia che non possiamo permetterci di perdere
Vatican Files. La pista inedita del caso Orlandi tra Servizi segreti, cinema satanico e finanza vaticana di Emanuele Fucecchi (Compagnia Editoriale Aliberti)
Che cosa collega il rapimento di una quindicenne vaticana alla Banda della Magliana, ai conti segreti dello ior, alle guerre del petrolio e a un filone di cinema erotico-satanista prodotto all’ombra del Cupolone? Per quarant’anni il caso Orlandi è stato raccontato come un enigma irrisolvibile, sospeso tra depistaggi, “piste bulgare”, telefonate anonime e rivelazioni a metà. Questo libro ricompone il quadro, seguendo una traccia rimasta ai margini delle inchieste ufficiali: la saldatura tra finanza vaticana, criminalità organizzata, Servizi segreti e un circuito di film “estremi” usati come strumento di adescamento, ricatto e copertura. Attraverso documenti giudiziari, archivi interni, verbali di pentiti, informative dei Servizi e testimonianze inedite, Emanuele Fucecchi mostra come attorno alla “ragazza del Vaticano” si muovesse un sistema di potere che andava ben oltre i confini della Città leonina: dal crack del Banco Ambrosiano alle trattative sotterranee con la mafia, dalle messe nere nei salotti romani ai messaggi cifrati pubblicati sui giornali. Ne esce un’inchiesta che scardina i cliché del complottismo: niente misteri gratuiti, ma una ricostruzione puntuale, ferocemente logica, in cui il cinema satanista non è folklore, bensì una delle chiavi per capire perché Emanuela Orlandi sia diventata il corpo sacrificale di un ricatto globale. Emanuele Fucecchi, romano, coetaneo di Emanuela, è cresciuto negli stessi anni, negli stessi quartieri, la sua famiglia incrociava quella degli Orlandi e la Roma che racconta è quella che ha vissuto: le parrocchie, i palazzi del potere, le strade intorno al Vaticano, le voci che correvano, gli scandali che esplodevano, le attenzioni ambigue di certi prelati, le ragazze coinvolte loro malgrado in un sistema di ricatti e silenzi. Prefazione di Luca Telese.
domenica 19 luglio 2026
sabato 18 luglio 2026
venerdì 17 luglio 2026
giovedì 16 luglio 2026
mercoledì 15 luglio 2026
L'anima nera della democrazia. Manifesto per un altro ideale politico di Geoffroy de Lagasnerie (L'orma)
Più che un semplice saggio di teoria politica, «L’anima nera della democrazia» è un manifesto che invita a sospendere ogni adesione automatica al dogma democratico e a ripensare radicalmente il modo in cui concepiamo la legittimità politica e l’arte di governare, affinché libertà, uguaglianza e giustizia non restino esposte alle oscillazioni del consenso e ai rapporti di forza della competizione politica.
«All’origine di questo testo vi è una convinzione: formulare una critica progressista della democrazia è la grande sfida del nostro tempo.»
martedì 14 luglio 2026
Eliminare Olivetti. La finanza internazionale e i servizi segreti (americani e vaticani) contro un imprenditore anticapitalista di Pietro Ratto (GDL)
Il libro ricostruisce la figura di Adriano Olivetti inserendola nel complesso scenario storico, politico ed economico dell'Italia del secondo dopoguerra, analizzando il ruolo della sua esperienza imprenditoriale e il modello industriale da lui promosso. Attraverso un'indagine documentata, Pietro Ratto approfondisce le dinamiche che hanno accompagnato l'ascesa e il declino del progetto olivettiano, soffermandosi sui rapporti tra industria, politica e centri di potere nazionali e internazionali. Il testo esamina anche il contesto di tensioni e interessi contrapposti in cui si inserisce la vicenda, includendo riferimenti al ruolo dei servizi segreti e alle influenze esterne che avrebbero inciso sugli equilibri economici e strategici dell'epoca. Nel corso dell'opera vengono messi in luce elementi meno noti legati alla morte di Olivetti e alle conseguenze che ne seguirono, proponendo una lettura critica degli eventi e delle forze in gioco. Il libro invita così a riflettere sul rapporto tra innovazione industriale, autonomia imprenditoriale e dinamiche di potere, offrendo una chiave di interpretazione più ampia della storia economica e politica italiana del Novecento
lunedì 13 luglio 2026
domenica 12 luglio 2026
sabato 11 luglio 2026
venerdì 10 luglio 2026
giovedì 9 luglio 2026
Ma come parli?! Manuale di resistenza al linguaggio dei politici di Daniela Ranieri (PaperFIRST)
Meloni, Renzi, Salvini, Tajani, Schlein, Conte, Draghi, Calenda, Ursula von der Leyen, Nordio: ma come parlano?! Da dove viene la frase “I centri in Albania fun-zio-ne-ra-nno!” di Giorgia Meloni? Da Cicerone: è l’epanalessi, la ripetizione enfatica di una parola allo scopo di creare tensione emozionale. E il “Make America great again” di Trump? Da Mussolini: “Dobbiamo far tornare Roma a essere grande”. E gli slogan di Renzi? Alcuni dalla Apple: Progress is a beautiful thing” ha ispirato il renziano “Il futuro è una cosa bellissima”. “Arriva l’Italia” ricalca “L’Italia agli italiani” di Mussolini, “fabulatore di scemenze” (Gadda). E poi: le metafore di Bersani, l’antilingua di Elly Schlein, il “punto di caduta” di Calenda e Gualtieri, la maledetta “resilienza”… La retorica, arte nata nella polis greca per rendere i cittadini uguali di fronte alla legge, è diventata un’abilità, spesso in mano agli spin doctor, che non serve a convincere, ma a suggestionare e manipolare chi ascolta. Daniela Ranieri svela le strategie linguistiche (alcune risalenti ai retori antichi, altre figlie del “gentese” berlusconiano, altre ancora nate con la post-democrazia) che si celano dietro alla ricerca del potere dei leader di oggi. Chi possiede gli strumenti per decodificare gli atti linguistici assume più forza rispetto al potente che li emette; smontare gli ingranaggi di cui si avvale il potere per funzionare è un atto di resistenza e di ribellione; in definitiva, di democrazia
Fronte orientale. Le truppe tedesche e l'imbarbarimento della guerra 1941-1945 di Omer Bartov (Il Mulino)
Nella guerra sul fronte orientale, innescata dall'attacco tedesco all'Unione Sovietica nel giugno 1941, si toccarono livelli di brutalità inaudita: stermini di massa delle popolazioni civili, deportazioni, distruzioni, maltrattamenti dei prigionieri. La responsabilità di questo imbarbarimento è stata solitamente addebitata al regime hitleriano e alle sue formazioni speciali come le SS, o al più agli alti comandi della Wehrmacht, sollevandone ranghi e quadri. Questo libro ha per primo infranto tale verità di comodo. Rovesciando la prospettiva e ricostruendo dal basso il comportamento delle truppe, grazie al ricorso a materiali inediti relativi all'attività di tre divisioni combattenti, Bartov ha potuto mostrare che la Wehrmacht fu pienamente protagonista dell'imbarbarimento della guerra, e che ciò fu dovuto al convergere di tre fattori: le condizioni estremamente dure del conflitto sul fronte orientale, il tipo di formazione degli ufficiali, e infine l'indottrinamento politico delle truppe, educate a considerare «Untermenschen», esseri inferiori, le popolazioni slave
mercoledì 8 luglio 2026
Il Ritorno al Futuro del generale Vannacci - Intervento di Leonardo Elia
In un panorama politico italiano che già vede all’orizzonte le politiche del 2027, il primo terremoto rappresentato da Futuro Nazionale del generale Vannacci è una realtà.
L’autore del caso editoriale “ il mondo al contrario” forte
della sua popolarità, entra in politica, cooptato da Salvini, nella Lega, viene
eletto al Parlamento Europeo, e dopo due anni tradisce il suo mentore, forma un
partito tutto suo, Futuro Nazionale.
Divora la Lega , alcuni sondaggi lo dicono addirittura in vantaggio sul suo ex partito, ruba consensi anche a Fratelli d’Italia, che
si sentono scavalcati a destra.
Il suo serbatoio
elettorale è quello degli scontenti che si sentono traditi dalle politiche di
questo governo,
conquistato con parole d’ordine contro l’immigrazione, per la
sovranità, per la sicurezza. Prima gli italiani.
È l’Italia delle periferie insicure, dei lavoratori poveri,
che tradita dai partiti, da un governo che non ha un abbozzo di politica
industriale, l’Ilva insegna, attribuisce ad altri poveri i problemi che la
affliggono.
Con Renzi, si dice abbia avuto contatti con il generale al
momento dello strappo, che vede in futuro nazionale semplicemente una perdita
di base elettorale per questo governo. In funzione di un’alternanza , di cui è
sicuro di far parte.
Per me Vannacci è un arma di distrazione di massa.
Mi spiego meglio.
Devia il malcontento delle fasce più deboli della
popolazione, i traditi dai tagli alla sanità, al wellfare,gli esposti alla
criminalità di quartieri periferici e abbandonati, verso altri poveri, che sono
qui da noi perché sono manodopera servile, schiavi o quasi, la cui gestione è
esternalizzata alla malavita più o meno organizzata. Interi comparti
produttivi, come l’agricoltura e la ristorazione reggono per la manodopera a
basso costo rappresentata dagli
immigrati.
Quindi la discussione si indirizzerà sull’accoglienza non
toccando argomenti importanti come il finanziamento alle milizie di torturatori
che gestiscono il passaggio dei migranti e che si arricchiscono con un fiorente mercato nero del petrolio. Tagliagole
che impediscono ai reclusi di tornare
nei paesi di origine.
Tutto il fracasso per il rilascio e il rimpatrio di Al
Masri, tra il governo e l’ opposizione, senza che nessuno dicesse che il libico
è stato “assunto” dal ministro Minniti, Pd, per rallentare l’arrivo dei
migranti, trattenendoli con sevizie ed estorsioni in campi di concentramento in
Libia.
L’opposizione che pensa solo alle coalizioni subirà Vannacci, le sue parole d’ordine , non
pensando ad un programma di governo , chiaro, che definirebbe una reale alternativa politica.
Distrazione è questo, portare la discussione politica
lontana dai temi importanti , come per
esempio sui nostri rapporti con Israele , non
dimentichiamoci che il generale è
fortemente filo israeliano .
Togliendo dall’imbarazzo il Pd che al suo interno, anche
senza la Picerno, ha importanti frange filo sioniste, che spiegano
l’immobilismo, non solo del partito ,ma anche del blocco sociale che lo vota,
insieme a molti intellettuali di riferimento, nei confronti del genocidio in
atto a Gaza, dell’aggressione del Libano e dell’Iran.
Israele vuol dire destabilizzazione
del mare su cui noi ci affacciamo, il Mediterraneo, la nostra porta di casa.
Distrazione di massa sono le prese di posizione del
generale, sul 25 aprile, non riconoscerlo come data fondante della nostra
repubblica, scatenando le solite discussioni su fascismo e antifascismo, che sottraggono
tempo e attenzione ad argomenti per me ben più importanti come aprire
finalmente un confronto sui vincoli
esterni che ci affliggono come Unione Europea, Nato e Stati Uniti, che da
decenni significano la nostra sovranità
limitata, il nostro essere un protettorato.
Perché piuttosto che pensare al rimpatrio dei migranti, cosa
tra l’altro difficile da attuare,
bisognerebbe agire sull’Unione Europea, che incentiva l’arrivo di manodopera a
basso costo.
Aiutando gli stati
del sud del mondo, a conquistare la loro decolonizzazione , e a lottare
contro la feroce ricolonizzazione portata avanti dalla parte del mondo
sbagliata a cui apparteniamo. Questo
scontro epocale produce le migrazioni . Bisognerebbe pensare a quello che faceva Enrico Mattei. Prendere posizione
in questo conflitto farebbe bene anche a
noi italiani, per farci riscoprire il valore dell’ autonomia. Sarebbe per noi educativo. E di emancipazione anche dai servi
sciocchi di Bruxelles.
E come il giovane capo del governo senegalese, che vuole
rivedere le concessioni minerarie e di pesca, per mettere a disposizione del
suo popolo, dei suoi giovani, per non farli emigrare, risorse sottratte fino ad
ora dalle multinazionali occidentali.
La nostra Italia, potrebbe pensarsi come potenza regionale di pace attraverso la diplomazia, cosciente della posizione centrale
che occupa nel Mediterraneo , né più ne meno
quello che, tra difficoltà del mondo bipolare della guerra fredda ,
perseguivano i politici della prima repubblica. Enrico Mattei, Moro , Craxi,
Fanfani, dialogavano con tutti, e agivano nell’interesse nazionale.
Potenza regionale di pace che non segua la politica
guerrafondaia di Bruxelles, che non accetti lo slogan di più Europa, se vuol
dire riarmo, che sposti l’asse della EU, dal Baltico, e le sue follie, facendo
pesare di più la visione mediterranea, nel nostro interesse.
Una opposizione che se vuole essere di governo non si faccia
distrarre con discussioni che non portano a nulla, ma che abbia come obbiettivo
il ritorno della sovranità nazionale, che è democrazia parlamentare.
Un’Italia che chieda finalmente ragione dell’utilizzo delle
basi americane sul suo territorio , conscia dell’importanza che la sua
geografia gli dà, centrale nel mediterraneo .
Considerando poi che
in politica il vuoto non esiste , la Turchia ci ha sostituito in Libia e di fronte al
nostro Salento, c’è il tentativo in
Albania di creare un avamposto sionista nell’isola di Saseno, tra l’altro
pericolosamente vicino al gasdotto Tap ,contrastato
giustamente dal popolo albanese. Aree in
cui noi fino a poco tempo fa eravamo presenti, pacificamente, ma di cui ci siamo disinteressati, e rischiamo di
trovarci a poche miglia marine da Otranto una base israeliana mascherata da
resort. Cosa non buona.
Il programma di un possibile governo futuro dovrebbe
richiamare questi temi, non farsi distrarre da altro.
Dimenticavo il convitato di pietra, il tema assente colpevolmente dal dibattito politico
: la tassazione degli extra profitti delle banche e dei petrolieri, risorse
sottratte ai territori , che non
dovrebbero andare nelle tasche degli
investitori come dividendi ma dovrebbero tornare ai territori per finanziare
servizi, sanità, istruzione, wellfare, infrastrutture. Considerando che la
politica di riarmo produrrà solo
macelleria sociale, ecco gli spunti di
riflessione per costruire un’alternativa
politica di sistema e non la solita
alternanza tra simili di diverso colore , come è successo fino ad ora.
.
martedì 7 luglio 2026
lunedì 6 luglio 2026
domenica 5 luglio 2026
sabato 4 luglio 2026
venerdì 3 luglio 2026
giovedì 2 luglio 2026
Io ero la numero 5. Racconti delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane (Momo Edizioni)
«Nessuno è in grado di trasmettere la paura e la forza umana al cuore dei carcerieri se non coloro che hanno vissuto sulla propria pelle le condizioni della prigionia, dell’occupazione, del genocidio e hanno trovato il coraggio di raccontarle». Io ero la numero 5 è il racconto della violenza sistematica inflitta alle donne palestinesi nelle carceri israeliane. Corpi spogliati, numerati, umiliati; vite sospese tra torture, interrogatori e paura. Ma dentro l’orrore della detenzione emerge anche una resistenza irriducibile: quella di donne che scelgono di testimoniare, trasformando il dolore in memoria e accusa politica. Un libro necessario, che rompe il silenzio sul genocidio in Palestina e restituisce volto e voce a chi si è tentato di cancellare. CISS è un’organizzazione della società civile e una ONG di Palermo attiva nei sud del mondo dal 1985. Promuove interventi per la tutela dei diritti umani e lavora ogni giorno per innescare un cambiamento reale, durevole e umano. L’illustrazione in copertina è di Valeria Corsini
Jordan Bardella. Un trentenne all'Eliseo? di Daniel Peyronel (Castelvecchi)
Da Napoleone Bonaparte a Charles de Gaulle, da Emmanuel Macron a Jordan Bardella? A soli trent’anni il politico di origini italiane cresciuto nella periferia di Parigi è pronto a raccogliere l’eredità della dinastia Le Pen e a guidare il Rassemblement National verso una sfida fino a ieri impensabile: la conquista dell’Eliseo. Mentre il futuro politico di Marine Le Pen si fa sempre più incerto, un’alternativa si fa strada: il piano B. B come Bardella. Intrecciando biografia, strategia politica e trasformazioni sociali di una Francia smarrita, Daniel Peyronel racconta l’ascesa del giovane presidente del Rassemblement National: dagli esordi politici al vertice del partito, dalla consacrazione sui social al fidanzamento con Maria Carolina di Borbone. Come ha fatto Jordan Bardella a diventare il volto di una nuova generazione conservatrice e uno dei leader più popolari del Pays des Lumières? Che rapporto lo lega a Marine Le Pen? La sua giovane età sarà un limite o una forza? Riuscirà a federare le destre francesi sul modello di Giorgia Meloni? Di sicuro, un suo arrivo all’Eliseo sarebbe un terremoto politico non solo per la Francia, ma per l’intera Europa
Mafia. Una storia globale di Ryan Gingeras (Il Saggiatore)
In un presente in cui le organizzazioni criminali sono diventate più fluide, diffuse e ibride, spesso intrecciate con terrorismo e mercati finanziari legali, Mafia è un invito a riconoscerne la presenza secolare come una struttura plastica e resistente, capace di adattarsi a ogni contesto: una pece nera che da sempre penetra nelle crepe del potere, colmandone i vuoti fino a essere essa stessa a dettarne le scelte. Prefazione di Roberto Saviano.
mercoledì 1 luglio 2026
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In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lung...
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E cade la maschera di Harvard — Das Böse Büro
















