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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

giovedì 28 maggio 2026

LA TELA DI DONALD

 

Francesca Albanese sostiene la petizione del Fatto: “Meloni tolga il veto sulle sanzioni a Israele”

 

Nova a Gallipoli - Intervento di Leonardo Elia

Sabato 16 maggio a Gallipoli, incontro con il format Nova, organizzato dal Movimento 5 stelle, tavoli tematici, divisi per argomento,  idee  per il programma, uno sguardo  alle politiche e al possibile campolargo.

  Dei presenti, credo quasi 250, molti i politicamente curiosi, tra cui il sottoscritto.

Molta confusione, dovuta credo ad una mancanza di organizzazione  di “partito” che il movimento non è riuscito a darsi, retaggio forse della struttura “orizzontale” delle origini. Senza una classe dirigente, che serve per organizzare il consenso della base e tradurlo in linea politica.

E il programma dà coesione , aggrega intorno ad idee forti.

È  questa la sfida .

Mi permetto di ricordare alcuni temi, a braccio, che potrebbero essere  spunti di riflessione, che per la loro importanza  e divisività , sia tra i partiti del campo largo, sia all’interno degli stessi partiti,  vanno trattati   con grande cautela. Ma vanno trattati.

Uno è  legge elettorale. Vabbè  siamo vicini alle politiche, manca solo un anno, ma di fronte alla irricevibile riforma proposta del governo, proporzionale, con premio di maggioranza enorme, e premierato , Conte che dice?

Che irricevibile  sia  non ci piove, ma se non si esprimono alternative, come fa il Pd, significa che va bene la oscena  legge elettorale  vigente, nella quale le liste le fanno le segreterie, in base alla fedeltà dei candidati, senza un voto di preferenza che dia rappresentanza  ai   territori.

Una legge elettorale quella attuale, che non rappresenta  i cittadini , fatta per far  governare, con che politica non si sa, e quindi porta inevitabilmente a  governi  che di fronte ai vincoli esterni che condizionano le nostre vite, EU e Nato, si comportano praticamente nella stessa maniera..

Un partito “nuovo”  deve cercare di recuperare alla politica  con la politica  chi diserta le urne.

Quindi il movimento   potrebbe esprimere il rifiuto dei cittadini, che sono tanti, nei confronti della russofobia dilagante, e della  cultura della guerra, fomentata dai soliti ,Unione Europea e  Nato, istituzioni che tra l’altro vivono una profonda crisi, stanno affogando nelle loro stesse contraddizioni.

Crisi di consenso di  molti governi europei, che appoggiando in maniera acritica l’Ucraina, ci stanno facendo rischiare  un disastroso conflitto con Mosca, rifiutando la diplomazia, arte di cui siamo stati maestri, fino a pochi decenni fa.

Governi che con l’appoggio incondizionato all’Ucraina e al suo presidente, un fantoccio corrotto, ci stanno coinvolgendo sempre di più in una guerra,  voluta non da noi, che sta insanguinando i nostri confini.

Aprire lo spazio aereo ai droni ucraini che attaccano il territorio metropolitano russo, permettere a nostre aziende di sviluppare e produrre sistemi d’arma utilizzati da Kiev, con un drone marino con 300 kg di esplosivo  spuntato a Lefkada, Ionio greco, poche miglia marine a est di Leuca, pericolosamente vicino alle rotte di traghetti e navi commerciali che collegano l’Adriatico con il Mediterraneo orientale, sono  tutti segnali di nostro coinvolgimento crescente.

Che dire del trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud  flottilla, arrestati in acque internazionali con un vero e proprio atto di pirateria.

La brutalità a cui sono stati sottoposti , alcuni attivisti sono ancora ricoverati in ospedali turchi per le violenze subite in Israele, comunque non è lontanamente paragonabile alle sevizie inflitte alle centinaia di palestinesi detenuti senza processo.

E veniamo al punto.  La Flottilla, anzi le Flottillas, non sono ,se non in minima parte delle operazioni umanitarie, sono delle operazioni politiche, perché hanno fatto emergere la violenza che usa Israele contro gli oppositori, con annesso  ministro, Ben Gvir  ad incitare.

Il fatto che chi subiva la brutalità e la riprendeva , erano stranieri, ha imposto ai rispettivi governi un’ intervento formale ed energico, che non c’è mai stato per il genocidio a Gaza, e per tutto quello che Israele ha compiuto, e sta compiendo in Cis Giordania, Libano Iran etc.

Senza che nessuno, in Italia a partire dal presidente Mattarella , alzasse un dito contro le sanzioni  ad una nostra concittadina, Francesca Albanese, relatrice speciale per i territori occupati da Israele, per conto dell’ONU, che è stata  sanzionata e accusata di antisemitismo, solo perché diceva a ragione che lo stato ebraico è  colonialista e genocida.

Abbiamo bisogno di una forza politica che assuma impegni precisi su questi temi, smascherando l’ennesima ipocrisia connivente di Bruxelles, Von der Leyen e la sua cricca, che non volendo , non potendo, sanzionare il governo di  Tel Aviv, sanziona ,  lavandosi  la coscienza, scaricando la responsabilità su un esaltato, il ministro Ben Gvir, e pochi coloni violenti in Cis Giordania.

 Quindi operazione politica quella della Flottilla, che ha obbligato all’intervento i governi  nei confronti di uno stato che viene dipinto come l’unica democrazia del Medio Oriente, solo perché lì ci sono libere elezioni , ma una democrazia senza stato di diritto non è una democrazia.

E  il silenzio piddino su quello che sta succedendo a Cuba? L’isola strangolata dagli Usa, con sanzioni che equivalgono ad un lento genocidio? Con all’orizzonte una bella invasione, in salsa venezuelana?

Che dire poi degli extra profitti di banche e petrolieri, non tassati adeguatamente , fatti sulla pelle dei cittadini, cifre che si avvicinano alla finanziaria lacrime e sangue di quest’anno.

Profitti sottratti con la speculazione alle comunità, e che devono tornare alle comunità attraverso la tassazione. E tornare alle comunità vuol dire, politiche sanitarie, wellfare, infrastrutture, politiche del lavoro , non certo spendere in riarmo, acquistando, tra l’altro armi e gas, carissimo, americano.

Affrontare questi temi , con la doverosa cautela, vista la loro importanza e il loro peso, cambierebbe

sicuramente il livello della discussione politica nel nostro paese.

Questi sono niente altro che spunti di riflessione, importanti , perché in un momento di crisi sociale ed economica, come quello che stiamo vivendo, i partiti  devono interpretare le difficoltà, le inquietudini dei cittadini ed esprimerle in una linea di azione coerente, che scavalchi il conformismo , se non la piaggeria, imperante oggi in parlamento. La politica deve valorizzare i contenuti e se non lo si fa non cambierà nulla, e non si potrà dare una spallata ad un governo di incompetenti come quello attuale.

 

Movimento cinque stelle, se ci sei batti un colpo!





mercoledì 27 maggio 2026

Alla corte del dragone (con Dario Fabbri) - Il Grande Gioco

 

Storia del Dopolavoro ferroviario italiano. 1925-2025 di Michelangelo Borri (Il Mulino)

 Il Dopolavoro ferroviario nasce nel 1925, erede di una tradizione associativa radicata tra i lavoratori delle Ferrovie. Fulcro delle politiche assistenziali e ricreative del regime fascista, fu al contempo luogo di aggregazione e occasione di evasione dall'opprimente clima dittatoriale. Nel secondo dopoguerra, il DLF diventò il cuore pulsante della vita associativa dei ferrovieri: uno spazio di incontro, inclusione, crescita e civile convivenza. Un percorso che, attraverso riforme e profondi cambiamenti nella società, nel lavoro e nel modo di concepire il tempo libero, è proseguito fino ai giorni nostri, confermando l'istituzione come un pilastro dell'identità collettiva della categoria. Attraverso documenti d'archivio, riviste di settore e fotografie d'epoca, il libro ricostruisce la storia del Dopolavoro ferroviario dalle sue origini alle trasformazioni più recenti, gettando luce su un capitolo ancora poco esplorato, ma fondamentale, della storia del lavoro e del tempo libero in Italia




martedì 26 maggio 2026

I sauditi hanno paura della guerra. La diretta con Alessandro Orsini

 

Italia Neutrale? Con Marco Rizzo

 

Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia di Stefano Cappellini (UTET)

 La politica può anche essere semplice: una sinistra (non necessariamente comunista), una destra (non necessariamente fascista), un centro (non sempre moderato). Da un po’ di tempo a questa parte, invece, si vedono cose strane: neofascisti e nostalgici del bolscevismo che combattono in Ucraina dalla stessa parte, quella di Putin; militanti storici di sinistra che propugnano politiche draconiane sull’immigrazione, magari denunciando presunti complotti ebraici; reduci delle lotte per il terzo mondo e contro la globalizzazione che si saldano alle derive più attuali del sovranismo di destra. Stefano Cappellini, vicedirettore del quotidiano “la Repubblica”, indaga da anni quella zona di confine e di convergenza tra estremi politici che dovrebbero, a rigor di logica, escludersi a vicenda, e invece finiscono in pratica per confondersi: il cosiddetto rossobrunismo. Prima di tutto, ci invita a scoprire la lunga storia di questo fenomeno, che affonda le radici nella Francia dell’Ottocento, trova un interprete di eccezione in Benito Mussolini, serpeggia lungo tutta la storia europea degli ultimi due secoli per arrivare oggi a una visibilità indiscutibile. Ma non si tratta solo di storia: dalle oscure trame dell’affaire Dreyfus ai nazi-maoisti che partecipano all’occupazione dell’Università La Sapienza di Roma nel 1968, dalla nuova estrema destra tedesca che viene direttamente dal comunismo della ddr fino alla situazione italiana attuale, densa di attraversamenti, ritorni di fiamma, confusioni e alleanze inedite, Cappellini ci guida nel ventre molle dell’estremismo contemporaneo. Rossobruni è una grande inchiesta, fatta di storie e personaggi spesso ai limiti del verosimile, che getta una luce necessaria su un fenomeno che, lungi dall’essere di nicchia, è oggi una delle strade più frequentate da parte di chi mira all’indebolimento della democrazia in Occidente.




domenica 24 maggio 2026

DIEGO FUSARO: Giorgio Almirante e l'MSI: il tradimento politico di Benito Mussolini

 

Perché gli Economisti Mainstream sono dei Cialtroni?

 

Cosa è L’ECONOMIA DELLA MORTE?

 

Cibo e controllo sociale. La discriminazione di genere in ambito alimentare di Roberta Dameno (Ledizioni)

  Frutto di una ricerca triennale finanziata dall’Unione Europea attraverso il progetto ON Foods, l’opera affronta il diritto all’alimentazione come questione centrale di giustizia sociale, proponendo il cibo come strumento privilegiato per misurare i livelli di discriminazione presenti nelle società contemporanee e riconoscendo in esso un diritto umano fondamentale intrinsecamente legato alla dignità e all’identità culturale. L’analisi si articola attraverso un approccio sociologico del diritto che esamina come il cibo venga allocato secondo criteri di status economico, etnico, religioso, geografico e, in modo preminente, di genere. Il volume esplora molteplici dimensioni del controllo alimentare: dall’utilizzo del cibo come arma bellica alla sua funzione negli equilibri diplomatici internazionali, dalla perpetuazione delle discriminazioni etniche e religiose ai meccanismi di emancipazione socio-economica attraverso la filiera agroalimentare. Particolare attenzione viene rivolta alle discriminazioni intersezionali, evidenziando come fattori multipli di vulnerabilità si intreccino nel determinare l’insicurezza alimentare, specialmente per le donne migranti e le popolazioni marginalizzate. Questo studio rappresenta un contributo significativo alla comprensione critica dei sistemi alimentari globali, sfidando la narrazione dominante che attribuisce la fame alla crescita demografica. Mediante l’analisi del “paradosso dell’abbondanza” e delle nuove minacce derivanti dai cambiamenti climatici e dalla competizione tecnologica per le risorse naturali, viene fornita una prospettiva innovativa sulla sostenibilità alimentare e sulla necessità di decostruire i meccanismi discriminatori che regolano la distribuzione del cibo. La ricerca si rivela essenziale per operatori politici, studiosi di diritto e società civile, offrendo una base teorica e empirica per promuovere politiche pubbliche che garantiscano il diritto al cibo quale componente irrinunciabile della giustizia sociale e dell’uguaglianza di genere


sabato 23 maggio 2026

Siamo stati iscritti al PCI di Chicco Testa e Claudio Velardi (Liberilibri)

 Il PCI, il partito comunista italiano, è stato un soggetto politico che ha inciso in maniera decisiva nella storia italiana del secondo Novecento. In uno scambio di lettere vivace e privo di retorica, due ex dirigenti del PCI, divenuti poi figure di spicco della società italiana, Chicco Testa e Claudio Velardi, rivivono la loro militanza: dalle fumose sezioni degli anni Settanta fino alle stanze del potere dei governi di centrosinistra. Tra aneddoti personali e retroscena inediti su figure chiave come Berlinguer e D’Alema, il libro smonta i miti della “coerenza” e della “diversità” comunista, affrontando nodi cruciali come il caso Moro, la caduta del Muro e Tangentopoli arrivando fino ai giorni nostri e all’attuale leadership della sinistra. In questo carteggio fitto, disincantato e ironico che diviene un godibilissimo saggio storico in forma epistolare, Testa e Velardi ripercorrono cinquant’anni di storia della sinistra italiana e del nostro Paese. Non è certo il manifesto di due nostalgici, quanto piuttosto un possibile, salutare vaccino per quanti ancora (e non sono pochi…) si ostinano a camminare con la testa voltata all’indietro, dimenticando che la politica, come la vita, è incessante cambiamento, non adorazione delle ceneri. Prefazione di Guido Crosetto. Postfazione di Sergio Scalpelli.




Sole Nero - Ep.01: Un cerchio che (non) si chiude

 

CasaDelSoleTG 22.05.26 🔴 Attacco al dormitorio di Luhansk

 

Incontro Modi-Meloni: l’India lascia i BRICS?

 

Xi e Putin compattano il blocco eurasiatico. Fine dell’egemonia USA?

 

venerdì 22 maggio 2026

La Tempesta Perfetta sul Capitalismo Finanziario USA

 

Poco personale e criticità, sopralluogo nell'istituto penale minorile

 

Brescia glocal. Esperienze e scenari di trasformazione a cura di Vincenzo Cesareo (Vita e Pensiero)

 Il volume, realizzato con il sostegno dell’Ente Bresciano per l’Istruzione Superiore (EBIS) e frutto della collaborazione tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Associazione Globus et Locus, presenta gli esiti di un percorso di ricerca e di riflessione interdisciplinare sul glocal in riferimento alla città di Brescia e al suo territorio attraverso l’analisi delle interviste condotte ad autorevoli rappresentanti di alcuni ambiti chiave della realtà bresciana (imprese industriali, ambiente, cultura e turismo) e attraverso l’apporto di studiosi ed esperti di diverse discipline. Dalla ricerca emerge l’utilità della prospettiva glocal, sia in termini di consapevolezza delle complesse connessioni tra locale e globale che caratterizzano l’attuale scenario socio-economico, ambientale e culturale, sia in termini di efficace strategia d’azione in grado di contribuire al miglioramento della qualità della vita individuale e collettiva, attraverso un equilibrio virtuoso tra la dimensione comunitaria locale e la dimensione societaria globale





Il fattore umano. Il potere della cultura umanistica nell'era dell'algoritmo di Christian Madsbjerg (Giunti Psicologia.IO)

 Partendo dal lavoro svolto in prima persona con aziende di rilievo internazionale quali Ford, Lego e Chanel, l'autore in questo volume si schiera in modo provocatorio contro la tirannia dei big data e dello scientismo. Si tratta di un'appassionata difesa della formazione culturale di stampo artistico e umanistico, e al contempo di un piano d'azione che aiuta imprese e leader a utilizzare l'intelligenza umana nel risolvere problemi. Sfidando l'opinione comune, Madsbjerg dimostra che molte delle storie di successo dei nostri giorni non nascono dal pensiero "quantitativo" e dalla mera analisi dei dati numerici, ma da un confronto profondo con cultura, contesto e storia. Al tempo stesso pratico e filosofico, il libro è una potente risposta al conformismo aziendale e una risorsa indispensabile per leader e innovatori che vogliono distinguersi dalla massa e ottenere risultati eccellenti.