Sabato 16 maggio a Gallipoli, incontro con il format Nova, organizzato dal Movimento 5 stelle, tavoli tematici, divisi per argomento, idee per il programma, uno sguardo alle politiche e al possibile campolargo.
Dei presenti, credo
quasi 250, molti i politicamente curiosi, tra cui il sottoscritto.
Molta confusione, dovuta credo ad una mancanza di
organizzazione di “partito” che il
movimento non è riuscito a darsi, retaggio forse della struttura “orizzontale”
delle origini. Senza una classe dirigente, che serve per organizzare il
consenso della base e tradurlo in linea politica.
E il programma dà coesione , aggrega intorno ad idee forti.
È questa la sfida .
Mi permetto di ricordare alcuni temi, a braccio, che
potrebbero essere spunti di riflessione,
che per la loro importanza e divisività
, sia tra i partiti del campo largo, sia all’interno degli stessi partiti, vanno trattati con grande cautela. Ma vanno trattati.
Uno è legge
elettorale. Vabbè siamo vicini alle
politiche, manca solo un anno, ma di fronte alla irricevibile riforma proposta
del governo, proporzionale, con premio di maggioranza enorme, e premierato ,
Conte che dice?
Che irricevibile sia non ci piove, ma se non si esprimono
alternative, come fa il Pd, significa che va bene la oscena legge elettorale vigente, nella quale le liste le fanno le
segreterie, in base alla fedeltà dei candidati, senza un voto di preferenza che
dia rappresentanza ai territori.
Una legge elettorale quella attuale, che non rappresenta i cittadini , fatta per far governare, con che politica non si sa, e
quindi porta inevitabilmente a
governi che di fronte ai vincoli
esterni che condizionano le nostre vite, EU e Nato, si comportano praticamente
nella stessa maniera..
Un partito “nuovo”
deve cercare di recuperare alla politica con la politica chi diserta le urne.
Quindi il movimento potrebbe esprimere il rifiuto dei cittadini, che
sono tanti, nei confronti della russofobia dilagante, e della cultura della guerra, fomentata dai soliti
,Unione Europea e Nato, istituzioni che
tra l’altro vivono una profonda crisi, stanno affogando nelle loro stesse
contraddizioni.
Crisi di consenso di molti governi europei, che appoggiando in
maniera acritica l’Ucraina, ci stanno facendo rischiare un disastroso conflitto con Mosca, rifiutando
la diplomazia, arte di cui siamo stati maestri, fino a pochi decenni fa.
Governi che con l’appoggio incondizionato all’Ucraina e al
suo presidente, un fantoccio corrotto, ci stanno coinvolgendo sempre di più in
una guerra, voluta non da noi, che sta
insanguinando i nostri confini.
Aprire lo spazio aereo ai droni ucraini che attaccano il
territorio metropolitano russo, permettere a nostre aziende di sviluppare e
produrre sistemi d’arma utilizzati da Kiev, con un drone marino con 300 kg di
esplosivo spuntato a Lefkada, Ionio
greco, poche miglia marine a est di Leuca, pericolosamente vicino alle rotte di
traghetti e navi commerciali che collegano l’Adriatico con il Mediterraneo
orientale, sono tutti segnali di nostro coinvolgimento
crescente.
Che dire del trattamento riservato agli attivisti della
Global Sumud flottilla, arrestati in
acque internazionali con un vero e proprio atto di pirateria.
La brutalità a cui sono stati sottoposti , alcuni attivisti
sono ancora ricoverati in ospedali turchi per le violenze subite in Israele, comunque
non è lontanamente paragonabile alle sevizie inflitte alle centinaia di
palestinesi detenuti senza processo.
E veniamo al punto. La
Flottilla, anzi le Flottillas, non sono ,se non in minima parte delle
operazioni umanitarie, sono delle operazioni politiche, perché hanno fatto
emergere la violenza che usa Israele contro gli oppositori, con annesso ministro, Ben Gvir ad incitare.
Il fatto che chi subiva la brutalità e la riprendeva , erano
stranieri, ha imposto ai rispettivi governi un’ intervento formale ed energico,
che non c’è mai stato per il genocidio a Gaza, e per tutto quello che Israele
ha compiuto, e sta compiendo in Cis Giordania, Libano Iran etc.
Senza che nessuno, in Italia a partire dal presidente
Mattarella , alzasse un dito contro le sanzioni
ad una nostra concittadina, Francesca Albanese, relatrice speciale per i
territori occupati da Israele, per conto dell’ONU, che è stata sanzionata e accusata di antisemitismo, solo
perché diceva a ragione che lo stato ebraico è colonialista e genocida.
Abbiamo bisogno di una forza politica che assuma impegni
precisi su questi temi, smascherando l’ennesima ipocrisia connivente di
Bruxelles, Von der Leyen e la sua cricca, che non volendo , non potendo,
sanzionare il governo di Tel Aviv,
sanziona , lavandosi la coscienza, scaricando la responsabilità su
un esaltato, il ministro Ben Gvir, e pochi coloni violenti in Cis Giordania.
Quindi operazione
politica quella della Flottilla, che ha obbligato all’intervento i governi nei confronti di uno stato che viene dipinto
come l’unica democrazia del Medio Oriente, solo perché lì ci sono libere
elezioni , ma una democrazia senza stato di diritto non è una democrazia.
E il silenzio piddino
su quello che sta succedendo a Cuba? L’isola strangolata dagli Usa, con
sanzioni che equivalgono ad un lento genocidio? Con all’orizzonte una bella
invasione, in salsa venezuelana?
Che dire poi degli extra profitti di banche e petrolieri,
non tassati adeguatamente , fatti sulla pelle dei cittadini, cifre che si
avvicinano alla finanziaria lacrime e sangue di quest’anno.
Profitti sottratti con la speculazione alle comunità, e che
devono tornare alle comunità attraverso la tassazione. E tornare alle comunità
vuol dire, politiche sanitarie, wellfare, infrastrutture, politiche del lavoro
, non certo spendere in riarmo, acquistando, tra l’altro armi e gas, carissimo,
americano.
Affrontare questi temi , con la doverosa cautela, vista la
loro importanza e il loro peso, cambierebbe
sicuramente il livello della discussione politica nel nostro
paese.
Questi sono niente altro che spunti di riflessione,
importanti , perché in un momento di crisi sociale ed economica, come quello
che stiamo vivendo, i partiti devono
interpretare le difficoltà, le inquietudini dei cittadini ed esprimerle in una
linea di azione coerente, che scavalchi il conformismo , se non la piaggeria,
imperante oggi in parlamento. La politica deve valorizzare i contenuti e se non
lo si fa non cambierà nulla, e non si potrà dare una spallata ad un governo di
incompetenti come quello attuale.
Movimento cinque stelle, se ci sei batti un colpo!

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