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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

sabato 24 gennaio 2026

Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà? di Jean Baudrillard ( Raffaello Cortina Editore)

Scrittura, calcolo, immagine, informazione: la storia della rappresentazione del mondo sembra arrivata al suo compimento e il mondo sta scomparendo, inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero. E' questo il "delitto perfetto" di cui parla il testo, la "risoluzione anticipata" del mondo per clonazione della realtà e sterminio del reale da parte del suo doppio. Che fare dunque? Bruciare la televisione o sparare a delle immagini virtuali, come fa lo sfortunato eroe di Videodrome di Cronenberg? Per fortuna, come insegna Sherlock Holmes, il delitto perfetto non esiste: in ogni crimine c'è un dettaglio che stona. Sta al lettore di Braudillard scoprirlo




Groenlandia, Orsini "Ecco perché mi auguro che la situazione precipiti"

Macron, ovvero come perdere il senso del ridicolo | Alessandro Volpi

Gli Stati Uniti abbandonano i curdi di Siria. Al-Sharaa il nuovo cliente. La questione dell'Isis

MIRACOLO A DAVOS: come la Grande Finanza ha convinto tutti a dichiarare GUERRA al socialismo cinese

Barbero: "Ecco perché voterò no al referendum. Con la riforma magistrati al servizio della politica"

Il Virtuale - il delitto perfetto - Jean Baudrillard

L’abissalità della crisi europea | La Fionda

L’abissalità della crisi europea | La Fionda

venerdì 23 gennaio 2026

Dittico nero di Daniel Di Schüler (LOW)

 Daniel Di Schuler scrive il suo libro più intenso, tra romanzo storico, spy story e racconto di formazione, non per scoprire una verità assoluta su Piazza Fontana, ma per raccontare una verità possibile – una verità letteraria.

«Le parabole di due uomini che hanno attraversato guerra e dopoguerra si incrociano nell'evento che aprì gli anni di piombo.» - Demetrio Paolin, La Lettura


Questa storia comincia due volte. La prima da qualche parte nel deserto di El Alamein: è lì, durante la Seconda guerra mondiale, che Steno smette di essere quello che era. Lì, e poi in un carcere dell’Arkansas, dove finisce internato in mezzo ai criminali fascisti. La seconda è quando al giovane Nicola, neofascista perché vuole essere diverso dagli altri, viene affidato l’onore di piazzare una bomba che cambierà per sempre l’Italia. Accade anni dopo. E c’è da chiedersi se si tratti di un onore oppure di un inganno. Steno Cramer e Nicola Piatti. Due vite parallele unite da una bomba e da un paio di colpi di pistola. Nel passato di Steno, divenuto nel frattempo un oscuro uomo di uno Stato quasi parallelo, ci sono una grande amicizia e un grande amore. Mentre Nicola, il ragazzo, è ancora così giovane da vivere soltanto nel presente, senza sapere se avrà un futuro


ARTICO E NATO, MARCELLO FOA: COSA C’È DAVVERO DIETRO L’ACCORDO USA SULLA GROENLANDIA

La Cina spiegata all'Occidente. Con Pino Arlacchi

Grattacieli futuristici e aree residenziali: Kushner mostra le slide con il piano per la Nuova Gaza

TRUMP HA SCACCIATO I RATTI EUROPEI DAL DAVOS.

Trump lancia il Board of Peace ma a Gaza la guerra non è mai finita - Agorà 23/01/2026

Un complicato accordo ...

Trova l'errore - Il finto negoziato Nato - Trump sulla Groenlandia

Roger Waters: “Pace in Ucraina? L’ostacolo è il capitalismo. Trump, Putin e Zelensky sono burattini”

giovedì 22 gennaio 2026

Perché l'Occidente odia la Russia di Hauke Ritz (Fazi)

 «Un libro che disintossica dalla cieca russofobia che ci porta al disastro. E auspica tutt’altra Europa, con l’ottimismo della volontà». - Luciano Canfora

«Ritz ha fatto ciò che pochi pensatori occidentali osano fare: rintracciare le vere radici dell’irrazionale ostilità dell’Occidente nei confronti della Russia, ovvero la crisi spirituale e storica dell’Europa e la sua colonizzazione – non solo economica e politica, ma soprattutto culturale e psicologica – da parte degli Stati Uniti». - Emmanuel Todd

«Grazie al bellissimo libro di Ritz, sappiamo che l’Occidente provoca Mosca sin da quando ha allargato la NATO a Est, e che la russofobia acceca i soliti sospetti d’Europa». - Barbara Spinelli

«Con una scrittura scorrevole e con argomentazioni di largo respiro il libro di Ritz offre solidi argomenti culturali, storici e politici perché la discussione sui rapporti tra Europa, USA e Russia si svolga finalmente su basi scientifiche e documentate». - Carlo Galli

«Ritz ci porta a riflettere su un processo in corso da tempo, ma che oggi ci spaventa più che mai perché lo sentiamo vicino: la fine della cosiddetta civiltà europea e il nichilismo guerrafondaio che ne consegue». - Fabio Mini


Perché l'Occidente teme e odia così tanto la Russia? Il filosofo tedesco Hauke Ritz parte da questa domanda cruciale per sviluppare un'acuta analisi del rapporto conflittuale tra l'Occidente - inteso come entità politico-militare dominata dagli USA - e la Russia. Con uno sguardo multidisciplinare che intreccia storia, filosofia e geopolitica, Ritz ricostruisce le radici culturali e ideologiche di questo antagonismo secolare, denunciando l'impoverimento dell'Europa, ridotta a periferia strategica degli Stati Uniti. Dopo la fine della guerra fredda, il continente europeo ha infatti mancato l'occasione storica per emanciparsi, abbracciando invece l'egemonia unipolare americana e l'ostilità verso la Federazione Russa. Secondo l'autore, tale atteggiamento deriva dall'alterità irriducibile del mondo russo rispetto all'identità occidentale, oltre che dal trauma che la Rivoluzione d'ottobre e l'Unione Sovietica hanno rappresentato per le classi dirigenti euro-atlantiche. Un capitolo centrale è dedicato alla “guerra fredda culturale”, condotta dagli Stati Uniti per orientare idee e valori in Europa: un intervento sistematico che ha contribuito a plasmare l'identità europea contemporanea e a consolidarne la dipendenza da Washington. Ritz paragona la situazione attuale al conflitto Roma-Cartagine: l'Occidente non tollera la sopravvivenza di una civiltà concorrente. Mosca, vista non come partner ma come nemico esistenziale, diventa lo specchio rimosso della civiltà europea. Ne deriva una crisi profonda: culturale, geopolitica e civile. Contro questa deriva, l'autore immagina una rinascita: un'Europa capace di recuperare la propria identità storica e culturale, sottraendosi alla dipendenza dagli Stati Uniti, superando la lunga “guerra civile europea” iniziata nel 1914 e tornando a una relazione costruttiva e pacifica con la Russia. Solo così, sostiene Ritz, sarà possibile invertire il declino e riconquistare una piena sovranità politica ed economica. Prefazione di Luciano Canfora




Putin sulla Groenlandia: "Gli USA se la possono permettere"

L’Italia è il mare - di Lorenzo Noto

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Trump: "Amo l’Europa, ma non sta andando nella direzione giusta"

COMMISSIONE COVID, ANGELINI PHARMA: TACHIPIRINA NON CURAVA IL COVID

AMERICANI FUGGONO DALL’IRAQ.

Tanto tuonò che piovve l’accordo: lo show di Trump sulla Groenlandia