L'IA parla come noi, è vero, e quindi siamo portati a credere che pensi come noi: ma questo non è vero. Ed è pericolosissimo comportarsi come se lo fosse.
«Una patente per usare l'IA.» - Severino Colombo, La Lettura
L'IA parla come noi, è vero, e quindi siamo portati a credere che pensi come noi: ma questo non è vero. Ed è pericolosissimo comportarsi come se lo fosse.
«Una patente per usare l'IA.» - Severino Colombo, La Lettura
TINA è l’acronimo del famigerato slogan di Margaret Thatcher: There Is No Alternative, ovvero non c’è alternativa al capitalismo. Questo libro lo mette radicalmente in discussione, indagando proprio le alternative con cui, negli anni Ottanta del Novecento, narrativa, cinema, musica e arti visive si oppongono alla colonizzazione capitalistica dell’immaginario. Mentre la politica propugna uno sfrenato individualismo, tante opere ripercorrono storie collettive, dando voce e volto a emarginati, migranti e gruppi delle minoranze. L’autrice si sofferma sulle canzoni di protesta, su film e romanzi che producono una satira della famiglia e dell’etica mercantilistica, sulle rappresentazioni fotografiche e i resoconti narrativi delle rivolte urbane, dei grandi scioperi e della vita nelle periferie. Completano il lavoro un’introduzione sulla situazione socio-culturale britannica degli anni Settanta e una conclusione sul ritorno degli anni Ottanta nella narrativa del XXI secolo. Attraverso l’analisi delle forme culturali di opposizione alla politica thatcheriana, il volume afferma che le alternative sono sopravvissute alla Lady di Ferro
A partire dal Cinquecento, in tutta Europa il potere reale passa dalle case regnanti alle dinastie di banchieri, che poco alla volta aumenteranno il loro potere, tanto da finanziare sia il Papato che il Sacro Romano Impero, diventandone, di fatto, i veri gestori della politica
Questo libro è l’edizione rivista, aggiornata e ampliata del saggio "L’economia è politica", pubblicato per la prima volta da Fuoriscena nel novembre 2023 e più volte ristampato. Un caso editoriale che ha contribuito a modificare profondamente il racconto consueto dell’economia da cui siamo intossicati, fornendoci una nuova lente critica capace di mettere a fuoco la vera natura del sistema economico in cui viviamo. Clara Mattei è una giovane economista italiana che ha insegnato alla New School for Social Research di New York e oggi insegna all’Università di Tulsa, in Oklahoma, dove ha fondato il FREE (Forum for Real Economic Emancipation), uno spazio libero in cui esplorare l’alternativa della partecipazione attiva e democratica nell’economia, che descrive come «una cura alla depressione esistenziale che questa società produce, ma anche un laboratorio in cui mettere in pratica idee coltivate da anni». Nel 2022 ha scritto "The Capital Order", inserito dal «Financial Times» tra le dieci pubblicazioni più influenti dell’anno a tema economico. La sua lettura recupera e rilancia con forza la lezione dei grandi classici, da Smith a Ricardo a Marx, attaccando in modo dirompente quella naturalizzazione dell’economia che ci porta a considerare quest’ultima come una scienza esatta, rigorosa, pura, definita da modelli matematici rispetto ai quali non possiamo fare nulla, solo adattarci. I tempi sono ormai maturi per smascherare le falsità insite in tale visione. Questo libro introduce una nuova prospettiva emancipatrice, capace di rivelare la trama nascosta dietro le questioni economiche centrali nella discussione pubblica
Un classico del pensiero politico e giuridico che non smette di ispirare nei lettori di oggi una riflessione necessaria sui limiti dello Stato, sulle sfide della pace e sulle domande della giustizia.