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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

sabato 26 aprile 2025

Live #444 ⁍ Perchè ho cambiato idea sulla Cina! - con: Marco Bussi -

Mario Giro, Pierluigi Fagan "L'Impero in declino: gli USA e il nuovo caos globale" | Geopolitica

Cacciari senza scuola efficace i giovani affondano nel fiume del web, cadaveri e m 21 aprile 2025

PROF MONTANARI ANNULLA MELONI #giorgiameloni #politica #salvini #montanari #meloni #ottoemezzo #tv

Lo storico Eric Gobetti: "C'è la percezione diffusa che il fascismo abbia fatto solo cose buone"

INAUGURATA LA NUOVA SEDE DELLA LILT

IN FAMIGLIA - ASSOCIAZIONE PERSONE DOWN NARDO'

Piazze piene tra divieti e identificazioni

Tutto il bene avevamo nel cuore

25 Aprile, ottant'anni dopo: i nuovi storici della Resistenza contro l'uso politico della storia

venerdì 25 aprile 2025

MillenniuM (2025). Vol. 89: Il 26 aprile: Ottant'anni fa, il giorno dopo la liberazione: Storie di fascisti impuniti riciclati e in carriera

 A ottant'anni dalla Liberazione, il mensile Millennium, diretto da Peter Gomez, racconta che cosa è successo subito dopo. Gran parte dei crimini commessi dai fascisti, soprattutto durante la Repubblica di Salò, sono rimasti impuniti. Non solo. Molti di quelli che li avevano perpetrati, anche da posizioni di rilievo nel regime, hanno continuato a fare carriera nelle istituzioni e negli apparati della neonata Repubblica italiana. Attraverso storie, inchieste, interviste, immagini, Millennium racconta i casi più eclatanti; va in profondità nelle vicende che hanno portato all'amnistia firmata dal ministro di Grazia e giustizia Palmiro Togliatti, leader del Partito comunista italiano; descrive il clima che ha portato a una frettolosa riconciliazione, i cui effetti si sono dispiegati nei decenni successivi. Basti pensare al ruolo che molti di quei personaggi hanno poi assunto negli anni Sessanta-Settanta nelle trame della strategia della tensione. E proporrà confronti su come Paesi a noi vicini, in particolare Germania e Francia, hanno gestito la transizione in modo diverso




War Room di Enrico Cisnetto con Mario Del Pero, Michele Marchi e Claudio Tito

America First contro Neocon: Scontro nel Gabinetto Trump?

Gaza, Canfora: "Israele peggio dei nazisti alle Fosse Ardeatine: una rappresaglia infinita"

SANDRA GILARDELLI La partigiana e la rosa rossa/Antifascismo e Resistenza a Milano. Dagli anni ....

Il 25 aprile è divisivo solo se sei fascista: smontiamo tutte le bugie sui partigiani una a una

Ernesto 'Che' Guevara - Lettere dal fronte della Rivoluzione: il Testamento morale del Che

Il costituzionalista Celotto spiega perché la norma sulla cannabis va stralciata: "A rischio multa"

L'OCCULTAMENTO delle STRAGI NAZIFASCISTE in Italia: la storia dell'ARMADIO della VERGOGNA

giovedì 24 aprile 2025

Donne che resistono. Le Fosse Ardeatine dal massacro alla memoria (1944-2025) di Michela Ponzani (Einaudi)

 Al centro della narrazione stanno, dunque, le memorie di donne che impararono a resistere, a seppellire i morti e a curare le ferite di figli orfani di padre, che pretesero verità e giustizia, testimoniando contro criminali di guerra portati a processo. Testimonianze sepolte da decenni, cariche di emozioni molteplici, fatte di tensioni ideali, di motivazioni e scelte che segnarono la storia di un luogo destinato a rimanere il cimitero di un lutto privato, capace di costringere a un interminabile rituale del dolore.

Nell’Ottantesimo della Liberazione, una vicenda inedita, ancora attuale, sul coraggio delle donne nella storia. Roma, 8 giugno 1944. Vera Simoni, figlia del generale Simone Simoni, massacrato nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, guida un corteo di donne decise a incontrare il tenente colonnello John Pollock, comandante per la pubblica sicurezza a Roma. Sono vedove, madri, sorelle, figlie delle vittime e chiedono che ai 335 ostaggi massacrati il 24 marzo 1944 sia data degna sepoltura. Non hanno tempo per piangere e vogliono che quel luogo di morte diventi un simbolo: un’area sacra di lutto per ricordare i ribelli chiamati a combattere per la libertà. Michela Ponzani ricostruisce la storia delle donne che trasformarono un massacro in un mausoleo, fino alla memoria dei loro nipoti e alle pietre d’inciampo: un monumento sepolcrale antigerarchico e antiretorico, edificato sul luogo della vendetta tedesca per celebrare i martiri dell’antifascismo. Michela Ponzani da anni raccoglie le memorie dell’Anfim, l’associazione nata per il diritto al riconoscimento di una degna sepoltura, pretesa dai famigliari delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine, efferata strage nazifascista compiuta a Roma il 24 marzo 1944. Famigliari che nel massacro avevano perduto un corpo e un nome. L’autrice ha imparato a custodire le parole di molti dei figli e nipoti di caduti alle Ardeatine; e ha toccato con mano il dolore di quelle vedove, rinchiuse nel silenzio dei loro ricordi che la violenza nazista aveva ferito ma non piegato. Questo libro racconta le vite di donne che rimasero a vivere il lutto di un massacro trasformato in mausoleo, soffermandosi sull’uso pubblico di una strage divenuta monumento nazionale (il primo della storia repubblicana), simbolo dell’eredità sofferta dell’antifascismo, da sempre oggetto di una memoria divisa. Il «nuovo Altare della Patria», costruito per ricordare nei secoli la «guerra del nuovo Risorgimento italiano», divenne nel dopoguerra meta di pellegrinaggio per commemorare lo «sterminio di tutti gli italiani impegnati nella lotta di liberazione nazionale», in un’Italia fortemente accesa da una feroce polemica antipartigiana



Alberto Negri: "Altro che riarmo, se non finirà presto la guerra sarà una catastrofe economica"

Geografia di un conclave - di Piero Schiavazzi

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E ora Russia e Ucraina? Dario Fabbri

Il difficile rapporto tra papa Francesco e l'Argentina. Nel Regno Unito un passo indietro per i d...

Marte, la scommessa di Trump e Musk. La corsa con la Cina. Il ruolo dell'Italia

Presentata la quinta edizione del concorso lirico internazionale “Cloe Elmo”

mercoledì 23 aprile 2025

Iran Iran Iran ... Intervento di Leonardo Elia

Notizia di qualche giorno fa, dopo le (solite) minacce all'Iran, reo di posizioni anti israeliane, antioccidentali, Trump blocca tutto, e inizia colloqui con diplomatici iraniani, in Oman prima e poi a Roma, presente il presidente della Repubblica Islamica.

Agitando il governo di Netanyahu, che preme per un azione militare, aerea, congiunta israelo americana per rallentare e rimandare, a suo dire,  il processo di arricchimento di uranio a scopi civili e militari.

Perché Teheran non vuole la bomba atomica, questa è solo nei sogni malati dei governi estremisti israeliani.

Ma questo stop che significa? 

Per me si evidenzia una spaccatura, una delle spaccature, dell'amministrazione americana, strapiena di iper sionisti, ma anche con qualcuno che ragiona come la Gabbard.

Principalmente perché a Whaschington , c'è la consapevolezza che l'Iran ,ammesso e non concesso che voglia la bomba, sarebbe un boccone troppo grosso, molto più grosso degli obbiettivi perseguiti senza successo da americani, inglesi e israeliani nello Yemen, dove questa "allegra " compagnia di bombardieri, oltre a uccidere civili, cosa di cui purtroppo non si interessano, e distruggere infrastrutture, non è riuscita a limitare gli attacchi missilistici a naviglio  nel mar rosso. L'Iran è molto più potente, enormemente più grande, e qualcuno sa oltreoceano ,  che un tassello, così grosso così importante, di quella che il compianto e preveggente Papa Francesco ha chiamato molti anni fa la "guerra mondiale a pezzi", metterebbe in seria difficoltà gli Usa, coinvolgendoli in una guerra di grande portata, solo per assecondare la parte della politica israeliana più estremista.

 Questo stop and go, go con cambio di direzione , nasce direttamente  dalla crisi economica e sociale americana, con le forze armate che non riescono più a reclutare un numero sufficiente di giovani. Questo spiega il non voler, poter, soddisfare la follia delle lobbies sioniste e proto evangeliche finanziatrici delle campagne elettorali  di tutti i presidenti Usa, che  per esempio spingono nell'appoggio al genocidio dei palestinesi perpetrato dagli israeliani.

Ma c'è anche di più, perché oltre a essere militarmente autolesionista, passare dalle parole ai fatti, attaccare  con Israele l'Iran, porterebbe direttamente gli americani a essere responsabili del blocco del Golfo Persico, con relativo schizzare del prezzo del petrolio. E questo creerebbe grossi problemi economici a Trump, acuirebbe quelli che già ha e gli toglierebbe consenso interno, ma anche gli alienerebbe simpatie di tutti gli alleati.

Cercare di capire come va il mondo, non è disquisire sul sesso degli angeli, ma serve per comprendere le ripercussioni di scelte che ci possono sembrare lontane, possono sembrare lontane a noi soffocati da un mare di stimoli che non servono a nulla, servono solo a distrarci, ma che invece hanno ripercussioni nel nostro quotidiano, oltre a stimolarci a considerare i costi umani che comportano, a risvegliarci un'umanità dormiente , ricordandoci le parole sulla guerra e la sopraffazione sempre ripetute da Papa Francesco, unica voce lucida in un'epoca di barbarie.

Per inciso al messaggio di cordoglio per la morte del papa del presidente israeliano, si contrappone il gelo di Netanyahu, e le prese di posizione non unitarie dei rappresentanti delle comunità israelitiche italiane.

 


AUDIO MIGLIORATO - Dario Fabbri: Cosa c'è dietro ai dazi di Trump

Il costituzionalista Celotto smonta il decreto sicurezza: "Ecco perché è incostituzionale"

Guasto è il mondo di Tony Judt (Mondadori)

  C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro modo di vivere. Per decenni abbiamo trasformato in virtù il perseguimento dell’interess...