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GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
sabato 26 aprile 2025
venerdì 25 aprile 2025
MillenniuM (2025). Vol. 89: Il 26 aprile: Ottant'anni fa, il giorno dopo la liberazione: Storie di fascisti impuniti riciclati e in carriera
A ottant'anni dalla Liberazione, il mensile Millennium, diretto da Peter Gomez, racconta che cosa è successo subito dopo. Gran parte dei crimini commessi dai fascisti, soprattutto durante la Repubblica di Salò, sono rimasti impuniti. Non solo. Molti di quelli che li avevano perpetrati, anche da posizioni di rilievo nel regime, hanno continuato a fare carriera nelle istituzioni e negli apparati della neonata Repubblica italiana. Attraverso storie, inchieste, interviste, immagini, Millennium racconta i casi più eclatanti; va in profondità nelle vicende che hanno portato all'amnistia firmata dal ministro di Grazia e giustizia Palmiro Togliatti, leader del Partito comunista italiano; descrive il clima che ha portato a una frettolosa riconciliazione, i cui effetti si sono dispiegati nei decenni successivi. Basti pensare al ruolo che molti di quei personaggi hanno poi assunto negli anni Sessanta-Settanta nelle trame della strategia della tensione. E proporrà confronti su come Paesi a noi vicini, in particolare Germania e Francia, hanno gestito la transizione in modo diverso
giovedì 24 aprile 2025
Donne che resistono. Le Fosse Ardeatine dal massacro alla memoria (1944-2025) di Michela Ponzani (Einaudi)
Al centro della narrazione stanno, dunque, le memorie di donne che impararono a resistere, a seppellire i morti e a curare le ferite di figli orfani di padre, che pretesero verità e giustizia, testimoniando contro criminali di guerra portati a processo. Testimonianze sepolte da decenni, cariche di emozioni molteplici, fatte di tensioni ideali, di motivazioni e scelte che segnarono la storia di un luogo destinato a rimanere il cimitero di un lutto privato, capace di costringere a un interminabile rituale del dolore.
mercoledì 23 aprile 2025
Iran Iran Iran ... Intervento di Leonardo Elia
Notizia di qualche giorno fa, dopo le (solite) minacce all'Iran, reo di posizioni anti israeliane, antioccidentali, Trump blocca tutto, e inizia colloqui con diplomatici iraniani, in Oman prima e poi a Roma, presente il presidente della Repubblica Islamica.
Agitando il governo di Netanyahu, che preme per un azione
militare, aerea, congiunta israelo americana per rallentare e rimandare, a suo
dire, il processo di arricchimento di
uranio a scopi civili e militari.
Perché Teheran non vuole la bomba atomica, questa è solo nei
sogni malati dei governi estremisti israeliani.
Ma questo stop che significa?
Per me si evidenzia una spaccatura, una delle spaccature,
dell'amministrazione americana, strapiena di iper sionisti, ma anche con
qualcuno che ragiona come la Gabbard.
Principalmente perché a Whaschington , c'è la consapevolezza
che l'Iran ,ammesso e non concesso che voglia la bomba, sarebbe un boccone
troppo grosso, molto più grosso degli obbiettivi perseguiti senza successo da
americani, inglesi e israeliani nello Yemen, dove questa "allegra "
compagnia di bombardieri, oltre a uccidere civili, cosa di cui purtroppo non si
interessano, e distruggere infrastrutture, non è riuscita a limitare gli
attacchi missilistici a naviglio nel mar
rosso. L'Iran è molto più potente, enormemente più grande, e qualcuno sa
oltreoceano , che un tassello, così
grosso così importante, di quella che il compianto e preveggente Papa Francesco
ha chiamato molti anni fa la "guerra mondiale a pezzi", metterebbe in
seria difficoltà gli Usa, coinvolgendoli in una guerra di grande portata, solo
per assecondare la parte della politica israeliana più estremista.
Questo stop and go,
go con cambio di direzione , nasce direttamente
dalla crisi economica e sociale americana, con le forze armate che non
riescono più a reclutare un numero sufficiente di giovani. Questo spiega il non
voler, poter, soddisfare la follia delle lobbies sioniste e proto evangeliche
finanziatrici delle campagne elettorali
di tutti i presidenti Usa, che
per esempio spingono nell'appoggio al genocidio dei palestinesi
perpetrato dagli israeliani.
Ma c'è anche di più, perché oltre a essere militarmente
autolesionista, passare dalle parole ai fatti, attaccare con Israele l'Iran, porterebbe direttamente
gli americani a essere responsabili del blocco del Golfo Persico, con relativo
schizzare del prezzo del petrolio. E questo creerebbe grossi problemi economici
a Trump, acuirebbe quelli che già ha e gli toglierebbe consenso interno, ma
anche gli alienerebbe simpatie di tutti gli alleati.
Cercare di capire come va il mondo, non è disquisire sul
sesso degli angeli, ma serve per comprendere le ripercussioni di scelte che ci
possono sembrare lontane, possono sembrare lontane a noi soffocati da un mare
di stimoli che non servono a nulla, servono solo a distrarci, ma che invece
hanno ripercussioni nel nostro quotidiano, oltre a stimolarci a considerare i
costi umani che comportano, a risvegliarci un'umanità dormiente , ricordandoci le
parole sulla guerra e la sopraffazione sempre ripetute da Papa Francesco, unica
voce lucida in un'epoca di barbarie.
Per inciso al messaggio di cordoglio per la morte del papa
del presidente israeliano, si contrappone il gelo di Netanyahu, e le prese di
posizione non unitarie dei rappresentanti delle comunità israelitiche italiane.
Guasto è il mondo di Tony Judt (Mondadori)
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro modo di vivere. Per decenni abbiamo trasformato in virtù il perseguimento dell’interess...
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La recente, amara denuncia della tennista Aryna Sabalenka non è una semplice nota a margine nella cronaca sportiva. È il sintomo lancinante ...


