La cortina di ferro alle porte di casa. Il confine italiano orientale nel timore di un’invasione da est ai tempi dell’Unione Sovietica e della Jugoslavia. Il libro tratta le postazioni blindate di fanteria costruite nel secondo dopoguerra in questa zona di frontiera: artiglierie controcarro, mitragliatrici ed osservatori in strutture di acciaio e calcestruzzo armato. Un percorso narrativo e storiografico raccontato anche attraverso mappe inedite, planimetrie ed elaborati grafici. Al lettore viene fornito un completo quadro d’insieme del sistema difensivo dell’epoca con approfondimenti tecnici particolareggiati su queste strutture fortificate
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GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
mercoledì 31 dicembre 2025
martedì 30 dicembre 2025
lunedì 29 dicembre 2025
domenica 28 dicembre 2025
sabato 27 dicembre 2025
Operazione Lupo. Scampoli di verità su mafia e dintorni di Rita Mattei (All Around)
“La mafia, le stragi, le trattative: una storia terribile, ma finita. Una storia a lieto fine. Archiviata”. Buona per il cinema, secondo Roberto Cascio, uno dei dannati al 41 bis, mai pentito, detenuto modello, ora libero. Come altri stragisti. Anche lui ha una storia da raccontare, diversa da quella ufficiale. Ci pensa da trent’anni, da quando sua moglie, l’unica cosa bella e normale della sua vita, l’ha lasciato. Un vuoto profondo (“pure uno come me tiene un cuore”), sensi di colpa e rimpianti . Per non impazzire, in carcere, ricostruisce antefatti, fatti, doppi e tripli giochi, patti tra il mondo degli insospettabili e quello dei criminali. Mondi che si incontrano, si toccano, si accordano. Patti di cui puoi parlare se sei libero, al sicuro. “Se sei uno che conosce segreti, in carcere può capitare che arriva un magistrato e ti fa domande. Poi entra qualcun altro che vuole sapere cosa gli hai detto. Ti chiede come sta la tua famiglia, ti dice che ai tuoi figli ci può capitare una disgrazia. E se ne va, lasciandoti una busta di plastica. Ti sta dicendo “Meglio che t’ammazzi”
venerdì 26 dicembre 2025
giovedì 25 dicembre 2025
Passaggio al bosco – intervento di Leonardo Elia
Ha fatto scalpore un paio
di settimane fa l’abbandono della bella rassegna “Più libri più liberi” di Zerocalcare,
fumettista noto, e di Corrado Augias in segno di protesta per la presenza di
una casa editrice, la Passaggio al bosco, legata all’ultradestra, con titoli
del suo catalogo , per esempio, su Leon Degrelle, il capo della divisione SS
Vallone, o sui morti della Repubblica sociale italiana.
Tra l’altro con un
documento firmato da molti intellettuali che
ne criticavano la presenza in quella sede.
Le idee si combattono con
il confronto dialettico non con l’esclusione, che tra l’altro funziona da cassa di risonanza
Quindi dicevo levata di
scudi , di intellettuali “organici”, o presunti tali. Un marchiano errore di
metodo.
Ricordo inoltre che la
casa editrice in questione il suo nome lo prende citando un grandissimo intellettuale tedesco ,
conservatore, non nazista, del secolo passato, Ernst Junger. Quello che per me è grave è che gli stessi che
non gradiscono quella presenza in una fiera dell’editoria sembrano non interessarsi ad una pericolosa torsione censoria che si è
espressa con tutta la sua forza negli stessi giorni.
Mi riferisco alle
sanzioni della EU, firmate dalla Kallas, al colonnello Jaques Baud, esercito e
intelligence svizzera, Onu, rapporti con la Nato.
Applicato il metodo
Albanese, con il congelamento dei beni, blocco dei conti correnti,
impossibilità di spostamenti nell’Unione, solo per aver espresso idee,
documentate, non in sintonia, con la politica di quegli irresponsabili che ora
dettano legge a Bruxelles.
È degli stessi giorni
l’abbandono di quattro esperti della redazione dell’autorevole e notoriamente
cauta rivista che è Limes, in quanto ritenuta troppo putiniana, filorussa.
È la tecnica della
polarizzazione, che divide , che impedisce il dialogo, che con la maggior parte
deii mass media asserviti, come sono di fatto, assicurano il consenso alla
politica di chi domina. Tecnica consolidata , ben rodata.
Dimenticavo gli attacchi
al professor D’Orsi, sulle sue conferenze sulla russofobia, impossibilitato a
tenerle, di fatto.
Ora però queste
limitazioni alla libertà di espressione, degne delle dittature del ‘900,
sembrano più che un’espressione di forza, un palese segnale di debolezza, il
timore percepito di aver perso il consenso dei governati. E quando chi ha il
potere arriva a queste conclusioni, risponde in maniera scomposta, come sta
avvenendo ora. È un’ atteggiamento crepuscolare.
E nel panorama politico
nazionale risalta il silenzio assenso dell’opposizione , PD e AVS, in
particolare, che di fatto appoggiano le follie di Bruxelles.
Anche se vengo da
tutt’altra area politica , trovo più
adeguata la Meloni, che mantenendo un profilo basso, appoggia l’unica proposta reale di pace in Ucraina, quella di Trump, si
schiera contro la follia dell’utilizzo degli asset russi, e cerca di proteggere
l’oro nazionale dalla banca d’Italia, che essendo partecipata dalla BCE,
sarebbero messo a disposizione delle
politiche di Bruxelles, e non del popolo
italiano, che le ha accumulate nei
decenni con la sua operosità.
Dimenticavo , il libro
più richiesto alla fiera della casa
editrice Passaggio al Bosco , è “ Psicopatologia del radical chic.
Buon Natale a tutti.
mercoledì 24 dicembre 2025
martedì 23 dicembre 2025
lunedì 22 dicembre 2025
Capitalismo senile. Dal Covid a Gaza, la macchina che divora il mondo di Fabio Vighi (La Vela - Viareggio)
Viviamo nel tempo del capitalismo senile, che nel divorare se stesso ci trascina in un baratro apparentemente ineluttabile e senza redenzione. Due dinamiche strettamente interconnesse ne scandiscono l’inerzia: da un lato, la crescente dipendenza dalla creazione di credito, al servizio non tanto della sfera produttiva quanto della logica autoreferenziale dei mercati finanziari; dall’altro, l’erosione dell’economia reale e del modello di società costruito sul lavoro salariato di massa. Sono due facce della stessa medaglia, manifestazioni complementari del tramonto di un’intera civiltà – un tramonto ora segnato da forme acute di violenza strutturale, e gestito da manipolazioni di massa di matrice apertamente totalitaria. Questo libro intende ricostruire i fondamenti empirici e concettuali del capitalismo senile collegandoli a eventi chiave della nostra epoca. L’obiettivo è delineare un quadro teorico e storico in grado di illuminare le dinamiche dell’implosione in corso e di fornire strumenti interpretativi per comprenderne le cause profonde
sabato 20 dicembre 2025
venerdì 19 dicembre 2025
Asia centrale. La riscoperta dell'Heartland. Le opportunità per l'Italia e l'Unione Europea di Andrea Coppola (Armando Editore)
Il volume intende offrire una panoramica geopolitica e diplomatica dell’Asia centrale, tra il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan, il Turkmenistan e l’Uzbekistan, regione contesa dal punto di vista economico ed energetico. Il volume individua gli attori esterni con interessi sensibili nell’area, come Russia, Cina, Turchia ed Iran, e identificando nuovi e potenziali settori di collaborazione tra l’Italia, l’Unione Europea, e i paesi dell’Asia centrale
giovedì 18 dicembre 2025
MillenniuM (2025). Vol. 97: Dio è con noi
In un mondo che pensiamo sempre più materialista e tecnologico, il fanatismo religioso continua a essere il carburante dei grandi eventi che finiscono per condizionare la nostra vita quotidiana. Basta pensare alle guerre in Palestina, in Ucraina, in Sud Sudan. Ma anche all’ascesa di partiti e leader sovranisti dagli Stati Uniti alla nostra Europa. Nel numero in vendita da venerdì 12 dicembre, il mensile diretto da Peter Gomez racconta, con reportage, interviste e approfondimenti le nuove frontiere del fanatismo religioso: la componente cristiana del Maga di Donald Trump, le nuove aree calde dell’integralismo islamico dopo l’eclissi dell’Isis, gli ebrei messianici negli Stati Uniti. E se in Italia la Chiesa cattolica sperimenta un lento declino di fedeli e vocazioni, Millennium racconta la formidabile ascesa degli evangelici, e non solo fra gli immigrati
mercoledì 17 dicembre 2025
Enzo Tortora. Dalla luce del successo al buio del labirinto di Daniele Biacchessi (Compagnia Editoriale Aliberti)
La notte del 17 giugno 1983, Enzo Tortora, uno dei presentatori radiotelevisivi più popolari, un giornalista, un inviato, uno scrittore, un inventore di format televisivi innovativi, viene accusato di associazione per delinquere e traffico di stupefacenti. Sulla base di testimonianze ritenute infondate dai tribunali, e che portarono a una delle più grandi ingiustizie della storia giudiziaria italiana, Tortora non si dichiarava solo innocente: affermava di essere estraneo da tutte le accuse. Questo libro non è solo una biografia da riscoprire (Tortora ha fatto la prima Domenica sportiva, è stato il primo a far cantare i politici in tv, ha coniugato l’informazione e lo spettacolo, ha fatto di Portobello il programma più visto della tv italiana, ancora oggi), ma è uno specchio dell’Italia degli anni Ottanta che esalta e atterra i propri miti. Ed è, infine, la ricostruzione dell’intera vicenda giudiziaria, riconsegnataci con dovizia di nomi, date e procedure. Postfazione di Silvia Tortora
martedì 16 dicembre 2025
Tiro al piccione. Una storia del Palazzo di Giustizia di Guido Salvini (Edizioni Pendragon)
In questo libro, che non è il solito saggio sul mondo dei tribunali né un elogio di chi vi opera, Guido Salvini propone un memoir intenso e introspettivo. Con toni a tratti onirici, ripercorre quarant’anni trascorsi al Palazzo di Giustizia di Milano, cuore del sistema giudiziario italiano. Seguendo le orme dei suoi modelli – il nonno medico, impegnato contro la tubercolosi che affliggeva le classi povere, e il padre, magistrato indipendente e illuminato – rivive casi e incontri che hanno segnato la sua carriera, cercando di cogliere l’essenza di ogni persona senza più dover emettere sentenze: dai terroristi di destra e sinistra agli estremisti islamici, dagli assassini comuni ai calciatori corrotti conosciuti a Cremona. Per dare un senso a queste storie, sceglie una narrazione diretta, lontana dal linguaggio astruso dei codici e delle udienze, con una prosa viva e spontanea che richiama le letture giovanili su cui si è formato
lunedì 15 dicembre 2025
Aschenaziti di Riccardo Tristano Tuis ( Gruppo Editoriale Macro)
domenica 14 dicembre 2025
Il peso della fede. Roberto Calvi, tutta la verità di Raffaella Notariale, Armando Palmegiani (Armando Editore)
Sedotto dal potere e poi spinto via con forza dai suoi lussi. Cacciato. La vorticosa uscita di Roberto Calvi dal paradiso di chi conta davvero somiglia alla caduta di Lucifero che, nella tradizione cristiana, è l’angelo sprofondato per essersi ribellato a Dio. Entrambi ambiziosi, entrambi puniti per sempre. Lucifero simboleggia l’insurrezione contro l’autorità divina, Calvi viene fagocitato dallo stesso sistema che lo aveva reso ricco e potente, un sistema corrotto che gli si rivolta contro per essersi ribellato all’autorità ecclesiastica. La fine tragica del banchiere che verrà trovato impiccato sotto il ponte dei frati neri, a Londra, viene decisa all’ombra del cupolone di San Pietro, tra angeli in marmo e demoni in carne e tuniche.
Raffaella Notariale è Giornalista. Si forma a Napoli, che era e resta una straordinaria scuola per un cronista. Approdata in Rai, si specializza come inviata e autrice di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente scrive inchieste per Report, ma è stata inviata per Chi l’ha visto?, Ballarò, Presa diretta, Mezz’ora in più. È suo lo scoop dei documenti e delle foto inedite della sepoltura del boss Enrico De Pedis, Renatino, nella basilica di Santa Apollinare. In seguito, trova e intervista Sabrina Minardi, amante di Renatino negli anni Ottanta, poi ritenuta supertestimone del caso di Emanuela Orlandi. Un’altra esclusiva riguarda Matteo Messina Denaro. Quando il boss risulta ancora latitante, lei scopre che si è fatto curare in Spagna. Il suo lavoro sul caso Orlandi è documentato da Netflix e raccontato nel film La verità sta in cielo.
Armando Palmegiani è nato a Roma. Criminologo, Criminalista ed Esperto della Scena del Crimine, si è laureato in Psicologia Clinica ed ha conseguito il Master di Criminologia alla Sapienza. È docente di criminologica all’Università “eCampus”. Nel corso della sua carriera si è occupato di moltissimi casi di cronaca, tra i quali la bomba di via dei Georgofili a Firenze, l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, l’omicidio di Marta Russo, l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, l’omicidio di Marco Biagi a Bologna ed il triplice omicidio a Roma per cui è stato fermato Giandavide De Pau. Ha partecipato all’identificazione delle vittime dello tsunami in Thailandia, di quelle di Sharm el Sheikh a seguito degli attentati del 2005 e all’identificazione delle vittime del terremoto dell’Aquila del 2009 e quello ad Amatrice del 2016. Ha scritto per le nostre edizioni, tra gli altri, Emanuela Orlandi. 40 anni di depistaggi (2023) e, unitamente a Raffaella Notariale, Melania (2024)
L’Esercizio di Adam di Gianluca Garrapa
E se la morte non fosse la fine, ma una prigione cosciente? Cosa succede quando la vita finisce, ma la coscienza resta? Adam, uno scrittore tradito dalla moglie e dal suo migliore amico, viene plastinato prima di essere completamente morto. La sua mente, però, è viva. Intrappolata. E medita vendetta.
sabato 13 dicembre 2025
Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà di Loredana Guerrieri (Futura Editrice)
Ordine Nuovo fu un movimento neofascista ispirato al pensiero della filosofia della Tradizione di Julius Evola. Il gruppo, che in una prospettiva nazional-rivoluzionaria si opponeva al sistema democratico e partitico, nacque nei primi anni Cinquanta come centro studi all’interno del Movimento Sociale Italiano e se ne distaccò nel 1956, pur mantenendo con esso a fasi alterne rapporti che talvolta erano finalizzati a un possibile rientro, il quale avvenne nel 1969. Questo studio indaga gli aspetti politico-culturali di un importante movimento del neofascismo italiano, attraverso l’analisi di documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dal gruppo. Il motto «Il nostro onore si chiama fedeltà», ripreso dalle SS naziste, esprime l’identità e lo stato d’animo, nelle sue espressioni culturali e antropologiche prima che politiche, di quel microcosmo dei vinti di Salò, che si sentiva legato a un passato «glorioso» e in nome del quale intendeva riconfermare la scelta compiuta anni prima. Il volume, muovendo dall’analisi del contesto segnato dal paradosso dell’essere «fascisti in democrazia», ricostruisce lo sviluppo di questo movimento tra i primi anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta, delineando un percorso oscillante tra spinte all’integrazione politica e derive radicali che condussero una parte di esso verso la clandestinità, dopo il suo scioglimento, avvenuto nel 1973. Prefazione di Valerio Renzi
venerdì 12 dicembre 2025
giovedì 11 dicembre 2025
Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace Elena Basile (PaperFirst)
Un appello lucido e necessario: ripartire dai valori fondanti dell’Europa per uscire dalla crisi del liberalismo, del multilateralismo e della democrazia svuotata. Tra analisi e visione, una proposta per non arrendersi al disincanto.
mercoledì 10 dicembre 2025
Partecipazione di Andrea Stroppa a “10 minuti” di Nicola Porro - La visione di Elon Musk sull’UE
Roma, 9 dicembre 2025 – “Elon Musk ama l'Europa, ma non il mostro burocratico che è diventato a scapito della sua stessa crescita”. E’ quanto dichiarato da Andrea Stroppa nel corso della trasmissione di Nicola Porro “10 minuti” andata in onda ieri sera su Rete 4.
Intervenuto per chiarire quanto lo stesso Elon Musk, e non solo lui, dichiara da tempo in merito all’Europa e di come, da diversi anni, il Vecchio continente guardi più al passato che al futuro, Stroppa ha voluto sottolineare come le parole di Musk riguardino la preoccupazione per un’Europa che sta dimostrando incapacità a cogliere e fornire risposte adeguate ai profondi cambiamenti in atto in ambito sociale, economico e tecnologico, dando priorità ai vincoli normativi che ne hanno fatto un mostro burocratico.
Musk, ha sottolineato Stroppa, considera il rapporto Europa-USA il rapporto più importante per l’occidente. Le stesse aziende di Elon Musk hanno investito miliardi di euro in Europa e danno lavoro diretto a circa 15.000 persone, alimentando contestualmente un estesa rete di indotto attraverso i rapporti intrattenuti con centinaia di aziende fornitrici. La considerazione di Musk per l’Europa è confermata inoltre dalla sua passione per la storia del nostro continente, in particolar modo quella dell’antica Roma in merito alla quale la sua Fondazione ha finanziato numerosi progetti di ricerca e studio.
I problemi strutturali dell’Europa, d’altro canto, non li ha evidenziati solo Musk ma anche Mario Draghi nel suo rapporto sulla Competitività dove ha richiamato l’attenzione su come la iper regolamentazione rappresenti un vincolo per la competitività europea.
Anche in merito all’immigrazione, contrariamente a interpretazioni strumentali che sono state fatte di alcune sue dichiarazioni, Musk sostiene fortemente l’immigrazione purché sia legale e qualificata, mentre quella che arriva in Europa in modo illegale non è un’immigrazione qualificata e, nel lungo periodo, accogliere tante persone in maniera incontrollata non solo farà sì che non si potranno aiutare le persone che arrivano in cerca di un nuovo futuro ma non si potranno neanche offrire servizi adeguati alle persone che nascono e vivono nei paesi europei di appartenenza.
Sulla competitività futura dell’Europa, Stroppa ha infine evidenziato che Automotive, Spazio, Informazione digitale e Intelligenza Artificiale sono i quattro settori che guideranno lo sviluppo e la trasformazione nei prossimi anni: su tutti oggi l’Europa è in difficoltà, nonostante abbia avuto in passato, ad esempio nello Spazio, un ruolo molto importante in particolar modo con l’Italia che di questo settore è’ sempre stata leader. Ed è in quest’ottica che vanno prese le esortazioni du Elon Musk affinché l’Europa riprenda in mano il proprio futuro
-
«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea». ...











