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GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
venerdì 24 gennaio 2025
giovedì 23 gennaio 2025
Una lotta contro la solitudine (a cura) di Mimmo Calbi (Besa Muci)
Tra il 1952 e il 1953,
con un ristretto numero di giovani meridionalisti, Leonardo Sacco avvia con
Marcello Fabbri un periodico (“La Città”) che si guadagna, fra gli altri, la
considerazione di Gaetano Salvemini: “Finalmente un giornale meridionale senza
fronzoli, senza filosofemi e senza retorica; continuate e non fatevi dissuadere
a cambiare”. Poi, nel 1954, nasce “Basilicata” mentre la vicenda materana si
ricollega alle tipiche esperienze del meridionalismo, quando cioè appare chiaro
che le forze che occupano la macchina statale non tollerano più presenze
autonome, e con qualche leggina speciale estromettono studiosi e tecnici non
allineati con il governo. Ogni progetto innovativo viene depotenziato
dall’invadente potere governativo e poi ridimensionato e dimenticato dalle
mediocri ma interessate gestioni locali. Consapevole della crisi del centrismo
e dell’insufficienza della sinistra tradizionale, il settimanale punta verso
“una elaborazione dal basso di una nuova politica”. Su ciò insiste l’articolo
di fondo del primo numero sperimentale del giornale, “una nuova classe
dirigente, che sostiene “di preparare seriamente, modestamente, attentamente,
una nuova classe politica e una nuova classe dirigente in Basilicata”, perché
solo una forza politica autonoma avrebbe potuto dare solide basi alla nascente
democrazia e impostare una lotta politica moderna e autenticamente popolare.
Una simile operazione esigeva anzitutto una solida preparazione politica,
economica, tecnica, che permettesse una conoscenza approfondita dei problemi e
delle possibilità. La salvezza non poteva venire che dal di dentro: la
democrazia non sarebbe sorta per gratuita concessione, e i rapporti
tradizionali dell’arcaica società regionale non sarebbero mutati se i lucani
non fossero mutati e non si fossero trasformati. Quello del gruppo di
“Basilicata” insomma è un tentativo di affinare meglio una tradizione di
gestione autonoma di organismi economici, di amministrazioni locali, di
autogoverno in un contesto particolare e in un ambiente non leggibile o
comprensibile nei termini schematici della lotta di classe.
Mimmo Calbi vive e lavora
a Matera. Già redattore di “Basilicata”, collaboratore della cattedra di
sociologia dell’Università del Salento e membro della Société Europénne
d’Ethnographie de l’Èducation, attualmente presiede l’associazione culturale A.
Olivetti di Matera. Tra gli altri ha pubblicato: Un violento companatico
(1992); Resoconti. Schegge di un disordine didattico (1994); Cronache
dall’Osso. Reportage dalle aree interne della Basilicata (1995); Il pudore
pedagogico di J. Ortega y Gasset (con Vito D’Armento, 2002); Il compromesso
della penombra (2008); Il pathos della lucanità (2012).
mercoledì 22 gennaio 2025
martedì 21 gennaio 2025
Nel Baratro della guerra continua Presentazione OGGI A LECCE del libro di Elena Basile (Ex Ambasciatrice, scrittrice e giornalista) dal titolo L’occidente e il nemico permanente (PaperFirst)
Con il Patrocinio del
Comune di Lecce, Regione Puglia, Biblioteca Bernardini, Polo Biblio Museale di
Lecce, Provincia di Lecce, Puglia Culture e in collaborazione con ANIEF Associazione Professionale Sindacale,
Università del Salento – COBAS – Pacelink, Potere al Popolo, I Quaderni del
Bardo Edizioni di Stefano Donno è previsto l’incontro dal titolo “Nel Baratro
della guerra continua - Presentazione del
libro di Elena Basile (Ex Ambasciatrice, scrittrice e giornalista) L’occidente
e il nemico permanente edito da PaperFirst, martedì 21 Gennaio 2025 alle Ore 18.00 presso Biblioteca Bernardini
Ex Convitto Palmieri, Piazzetta Carducci – Lecce.
Apre l’incontro Stefano
Donno editore de I Quaderni del Bardo Edizioni
Modera e Coordina -
Silvia Cazzato (giornalista)
Introduce - Prof.ssa
Santa De Siena
Dialogano con l’Autrice
Prof.ssa Maurizia Pierri, Prof.ssa Elisa Rubino, Prof. Salvatore Rizzello,
Prof.ssa Elena Maria Fabrizio, Dott. Leonardo Elia (blog Dialoghi Scomodi)
Un invito a riflettere e non restare indifferenti alle guerre, alle
catastrofi umanitarie, al genocidio, al militarismo, al negazionismo climatico,
alla crisi economica, allo scontro di civiltà, sospesi tra la sindrome securitaria
e il castello di carta della disinformazione. A non assecondare l’ipocrisia di
chi proclama “valori universali”, che ci rende complici dei massacri, mentre
viene tacitata ogni forma di dissenso e di mobilitazione sociale. Ma per
provare a smuovere le nostre coscienze, i nostri corpi, le nostre menti e il
nostro spirito critico di fronte alla disumanizzazione,
alla violenza, alle atrocità mentre il diritto internazionale è sotto attacco e
la nostra stessa democrazia va in frantumi.
Ne parliamo con
L’Ex-Ambasciatrice Elena Basile che nel suo ultimo libro L'Occidente
e il nemico permanente esamina il passaggio di paradigma dalla Vecchia alla
Nuova Europa e ricostruisce la genesi dei due principali conflitti dell’Ucraina
e del Medio Oriente, ponendo seri interrogativi geopolitici. Sottolineando come
“i giochi strategici globali siano frutto di una visione patologica del mondo e
dell’Occidente che braccato dal declino che esso stesso ha creato, porta avanti
disegni imperialistici ed espansionistici”, incentrandosi sulla supremazia
militare piuttosto che aprire il tavolo dei negoziati come unica possibilità di
risoluzione razionale degli annosi conflitti fratricidi.
La
costruzione di un’alternativa riformatrice alla normalizzazione della guerra ha
bisogno di un impegno più incisivo da parte della UE e non di uno
scontro tra il bene e il male. Di fronte al rischio di un’escalation infinita e
al triste destino nucleare, non lasciamoci trascinare nel baratro di una guerra
infinita. “Querela Pacis”,
imploriamo la pace!!!
Si invita la cittadinanza
e la stampa tutta a partecipare all’incontro
Scheda del volume - L'Occidente
e il nemico permanente di Elena Basile (PaperFirst) - Sono passati due
anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, che continua a seminare lutti e
disperazione. Un nuovo conflitto è sorto in Medio Oriente, come conseguenza
della mancata soluzione alla questione palestinese che si trascina da più di un
secolo. Le due crisi presentano il rischio di trasformarsi in guerre globali e
nucleari, e i loro resoconti mediatici si basano sulla stessa narrativa
dominante, sebbene gli scacchieri internazionali siano molto diversi: prevale
un approccio di stampo etico e religioso, lo scontro tra il bene e il male,
rispetto a un’analisi razionale e storica. Come mai? Non è una coincidenza.
L’autrice illustra come i giochi strategici globali siano frutto di una visione
patologica del mondo dell’Occidente che, braccato dal declino che esso stesso
ha creato, porta avanti disegni imperialistici ed espansionistici,
focalizzandosi sulla supremazia militare e relegando in un angolo diplomazia e
mediazione: si allontana così l’idea di un Occidente sano, possibile
protagonista del nuovo riformismo, e si alimenta il bisogno di un nemico
permanente, che è ormai dato per scontato dai governanti occidentali.
Prefazione di Luciano Canfora. Postfazione di Alberto Bradanini
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