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GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
martedì 4 agosto 2026
lunedì 3 agosto 2026
La RAI che ho vissuto. Diario di un (tele)cronista di Piero Badaloni (Le Piccole Pagine)
Il pluralismo dell’informazione è uno di quei beni comuni intangibili di cui si nutre la democrazia. Quando il servizio pubblico radiotelevisivo non lo rispetta come dovrebbe, viene meno la possibilità per i cittadini di formarsi un’opinione in modo corretto, che è essenziale invece per il funzionamento di una democrazia sana. Prefazione di Paolo Pagliaro
domenica 2 agosto 2026
Verosimile. Perché non sai più distinguere i fatti dalle bugie (e non è colpa tua) di Andrea Pennacchioli (Paesi Edizioni)
Dalle bufale spacciate per verità all’incredibile e distopico ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, dal potere dei tecnocrati alla debolezza della politica, fino alla polarizzazione prodotta dai social network e dall’intelligenza artificiale. “Verosimile” analizza le radici profonde delle fake news e la loro forza politica. Come sottolinea Enrico Mentana nella prefazione, il libro affronta il concetto di “fake inaffondabile”, ovvero menzogne che, a differenza delle vecchie “bufale”, non si esauriscono dopo essere state smascherate. Resistono, circolano, si adattano. “Siamo entrati nell’era del bluff che resiste allo smascheramento”, si legge nell’introduzione, “dove gli alternative facts sono diventati il vero brevetto della comunicazione politica moderna”. Al centro del volume, una domanda cruciale per la democrazia contemporanea: che cosa resta del dibattito pubblico quando il confine tra vero e falso si dissolve?
sabato 1 agosto 2026
I dati della sperimentazione clinica tra chiusura e apertura della conoscenza scientifica. Filosofia, politica, etica, diritto e prassi a cura di Giorgia Bincoletto, Roberto Caso, Paolo Guarda (Ledizioni)
In un contesto in cui i grandi colossi farmaceutici esercitano un controllo sempre più stretto sui dati clinici generati da ricerche finanziate con fondi pubblici, questo libro scava nelle tensioni tra privatizzazione della conoscenza e scienza aperta. Attraverso un’analisi rigorosa che spazia dalla filosofia politica al diritto comparato, passando per bioetica e prassi di governance, l’opera mette a fuoco i nodi strutturali che segnano la gestione e la condivisione dei dati clinici. Vengono esplorati i rischi insiti nella cultura della proprietà intellettuale e della pseudo-proprietà intellettuale (l’esclusiva sui dati clinici), nella datificazione pervasiva della medicina, nella mercificazione della salute e nelle derive della sorveglianza digitale. Con casi studio e proposte di politica del diritto, il volume mostra come la trasparenza, la riproducibilità della ricerca e la tutela dei soggetti coinvolti siano minacciate o favorite da regole, tecnologie e logiche di mercato. Una risorsa fondamentale per chiunque si interroghi su proprietà intellettuale, innovazione farmaceutica, diritto alla salute, protezione dei dati personali e scienza aperta. Il testo si rivolge sia a professionisti del settore sia a lettori attenti ai cambiamenti che attraversano il modo in cui ci curiamo oggi
Rai. Sia benedetta la lottizzazione! Intrighi, leggende metropolitane, verità. La Rai che pochissimi conoscono vista dal Gr2, dal Tg3, dal Tg1 e dal covo dell'Usigrai, storico sindacato dei giornalisti di Giorgio Balzoni (Lastaria Edizioni)
La memoria non esiste se nessuno la racconta. Senza la RAI il nostro paese sarebbe peggiore, non sarebbe in grado di raccontare la sua storia nazionale Che cosa è stata davvero la Rai, oltre le formule consunte, le caricature, le invettive? E che cosa racconta dell’Italia, dei suoi conflitti, delle sue ambizioni, delle sue paure? In queste pagine Giorgio Balzoni ricostruisce, dall’interno, una lunga stagione del servizio pubblico e del giornalismo italiano. Dal Gr2 al Tg3, dal Tg1 all’Usigrai, affiorano episodi, battaglie, figure, errori, intuizioni, retroscena. Ne esce il ritratto di una Rai molto diversa da quella semplificata nel discorso corrente: un luogo di scontro, certo, ma anche di formazione civile, di pluralismo, di lavoro e di memoria. Qui la “lottizzazione” non viene assolta per nostalgia, ma riletta come un sistema che, seppure imperfetto, in un preciso momento storico seppe garantire rappresentanza e mediazione. Sia benedetta la lottizzazione è il racconto appassionato e scomodo di un testimone diretto e insieme una domanda, tutt’altro che risolta: può ancora esistere un servizio pubblico capace di raccontare il Paese senza ridursi a bottino del potere?
Geopolitica degli stretti. Tra guerra e (nuovo) ordine globale di Antonio Leone (DIARKOS)
Il mondo non si decide più sui confini. Si decide negli stretti. Suez, Hormuz, Malacca, Bab el-Mandeb: nomi che sembrano lontani, ma da cui dipende ogni giorno l’equilibrio globale. È qui che passa il commercio, l’energia, i rapporti di potere. È qui che si gioca una nuova forma di guerra, silenziosa ma decisiva. In questo libro l’autore rilegge il pensiero di Carl Schmitt per decifrare il presente: un mondo in cui la contrapposizione tra terra e mare non è solo geografica, ma politica, giuridica e strategica. Se la terra rappresentava l’ordine, il confine, la sovranità, il mare è oggi lo spazio fluido del conflitto, dove il controllo dei flussi vale più della conquista dei territori. Gli stretti e i canali diventano così i veri nodi del potere globale: spazi ibridi, fragili, contesi, in cui si esercita una pressione capace di piegare intere economie senza bisogno di dichiarare guerra. Con uno sguardo che unisce teoria e strategia, filosofia e geopolitica, Geopolitica degli stretti offre una chiave di lettura potente e originale per comprendere il nostro tempo. Perché il futuro non appartiene a chi possiede la terra, ma a chi controlla il passaggio
venerdì 31 luglio 2026
giovedì 30 luglio 2026
Brutalità delle piattaforme. Spegnere la tossicità di internet di Geert Lovink (Meltemi)
A dieci anni dalla pubblicazione della sua fondamentale critica dei social media, nel suo nuovo libro Geert Lovink torna a indagare gli effetti delle piattaforme digitali sulle nostre vite, addentrandosi nei territori più tossici. Le shitstorm, il rage-bait e la circolazione incontrollata di fake news e di propaganda di estrema destra sono solo alcuni aspetti della “svolta brutale” della rete cui oggi assistiamo. La stagnazione delle piattaforme ci ha forse riportato alle origini militari di Internet? E che cosa accade quando utenti con una soglia dell’attenzione sempre più bassa rimangono intrappolati in uno scrolling senza fine? La tesi elaborata da Lovink è netta: i social media non si limitano a distrarre, ma feriscono. È una violenza strutturale, seppur remota e invisibile, ormai inscritta nel codice della rete. Secondo l’autore, denunciare il potere delle Big Tech o invocare una loro regolamentazione non è più sufficiente; occorre piuttosto smantellare il principio stesso di “piattaforma”. Il saggio apre così a un’alternativa: abbandonare le attuali piattaforme, recuperare lo spirito originario dei social network e immaginare un nuovo equilibrio tra analogico e digitale. Introduzione all’edizione italiana di Nello Barile
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In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lung...
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E cade la maschera di Harvard — Das Böse Büro





