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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

lunedì 4 agosto 2025

Feudalesimo europeo - Intervento di Leonardo Elia

Fratelli d’Italia presenta un’interrogazione parlamentare contro l’ospitata di Francesca Albanese in parlamento “irresponsabile invitare in sedi istituzionali chi veicola idee antisemite”.

Nulla di nuovo di chi rinnova i rapporti Italia Israele  su difesa e sicurezza, e fornisce di fatto armi ai sionisti, siamo buoni terzi  dopo Usa e Germania.

Con il centro-destra pugliese che prende posizione prontamente contro il sindaco di Bari, il mite Vito Leccese, che vuole concedere le chiavi della città alla relatrice dell’ONU.

Posizioni, che a parte la banale, tragica ovvietà, fanno pensare come la  politica internazionale, la Geopolitica,  spesso si riverbera  nel nostro quotidiano.

In questo caso denotano un chiaro riferimento nella politica americana, che non riesce, non vuole, allontanarsi dall’ appoggio al governo  israeliano. Una posizione chiara  che si affianca al finanziamento della causa ucraina, con l’invio di risorse, armi al regime di Zelenskj, armi acquistate dagli Usa, per continuare una guerra persa. Medio oriente e Ucraina sono due facce della stessa medaglia , della stessa guerra globale.

Colloqui in Scozia tra la Von der Leyen e Trump, con un disastroso accordo , che oltre ai dazi, ci obbliga a comprare tecnologia militare americana, ad aumentare la spesa per armamenti,  ci obbliga ad acquistare un botto di gnl dagli Usa, molto più costoso del gas russo o in genere del gas da gasdotto( per esempio Nord Stream che è lì già pronto), investimenti  in Usa di aziende europee.

A parte la difficile realizzazione di questi obbiettivi, con una Meloni silente,  un’interpretazione un attimo differente , di quanto è avvenuto , ci aiuterebbe a capire le ragioni profonde che hanno mosso le scelte  del commissario europeo peggiore di sempre, ben accompagnata in Europa  da una classe politica pessima, sia che governi, sia che stia all’opposizione.

Il feudalesimo era un patto tra un’entità, la nobiltà, che in cambio di privilegi, economici e non solo , esprimeva un diritto, la supremazia, e un dovere, la difesa di  un territorio e dei suoi abitanti.

Il delirio della commissione europea e dei suoi sodali, che è alla base di  questo trattato può essere anche interpretato come un tentativo di  legare a se   più strettamente gli Stati Uniti , sia per la sicurezza, sia per l’economia.

Diventare sia in campo energetico sia in campo militare, il mercato di sbocco più importante, considerando come nel resto del mondo regni la diversificazione in questi due settori, non solo definisce la  dipendenza del più debole, l’Europa, ma anche una richiesta di protezione nei confronti dell’egemone.

Un’ inno alla subalternità.

E questa potrebbe essere  l’interpretazione della copertina del Time dedicata alla Meloni. Il “dove  lei sta conducendo l’Europa “.

Una costosissima adesione in termini economici, di sovranità, e anche etici, alle politiche di un impero in declino. Facendole proprie.

Forse così si può interpretare il silenzio del nostro presidente del consiglio sulle conclusioni dei colloqui  tra la Von der  Leyen e Trump, definite da tutti gli osservatori indipendenti come una capitolazione.

Ad ogni capitolazione però segue un trattato , che definisce un perdente e gli oneri a cui è sottoposto , in questo caso noi europei, ma definisce anche i doveri  dell’egemone, perché l’egemonia, la potenza, ha un costo.

In quest’ottica si può comprendere come il governo non sia intervenuto nell’ennesima dismissione ,operata dai tristemente noti Elkann di uno dei  pezzi importanti dell’industria Italiana quando  hanno venduto il ramo civile della IVECO alla Tata indiana.

Ultimo passaggio di alienazioni del patrimonio Fiat, che priva di eccellenze industriali e di competenze il nostro paese, procedendo a grandi passi sulla strada della deindustrializzazione.

Ultimo passaggio di una serie di scelte che  rendono dipendente il nostro paese in settori strategici da operatori , e quindi da stati, esteri.

In Francia non sarebbe potuto succedere tutto questo!

La vocazione turistica di Torino, irricevibile,  come imbarazzante quello che ha detto il nostro presidente del consiglio un paio di mesi fa, che secondi solo alla Spagna , siamo diventati una “superpotenza “ turistica!

Mi ricordo quando , nel 1991, i miei insegnanti dell’università di Rostock, dicevano allibiti come per la loro città , per capirci  industria chimica e cantieri navali,  i vincitori, la Germania ovest,  stava disegnando un futuro turistico, consacrando così la distruzione sociale ed economica, programmata, di una intera nazione , allora, da poco annessa.

I decisori di Bruxelles hanno pianificato per noi questo  destino ?

L’Italia trasformata in una grande “location”.

Più sei inerme strutturalmente più puoi offrirti ai potenti  per diventare loro  servo, sciocco




la PAX TRUMPIANA allunga l’AGONIA dell’IMPERO e la rende INELUTTABILE

MISSILI & CO

Sex Pistols - Holidays In The Sun

A Terni si allevano zanzare Ogm per sconfiggere la malaria in Africa

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Arte e “cancel culture”: come vi hanno normalizzato la censura - Mondo e Psicologia - L'Antidiplomatico

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I dazi come le guerre neocon: l'illusione Usa di plasmare il mondo

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L'Ue e il bavaglio digitale: il workshop con le Big Tech

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domenica 3 agosto 2025

Il mistero del comunismo russo di Dimitrij Sergeevic Merezkovskij (Oaks Editrice)

Ultima opera scritta prima della morte, fu originariamente concepita come un saggio di demonologia sociale, nel quale l’Autore riconosce e spiega la vera essenza della Rivoluzione russa, che non è né economica né politica bensì spirituale e religiosa




BIDEN È TORNATO DAL REGNO DEI MORTI.

Gaza, Alberto Negri: "Riconoscimento Palestina inutile se non sanzioni Israele e gli vendi le armi"

Odifreddi e Di Battista: la democrazia deviata, da Segre a Mattarella

Il SISTEMA MILANO: una CITTÀ per RICCHI?

Brigate Rosse: i segreti di Raffaele Fiore

I "giornaloni" su Conte, Travaglio e la piazza dei 5 stelle

La Germania riarmata:il vero pericolo per l'Europa, come insegna la storia. I russi ci hanno salvato

sabato 2 agosto 2025

La strage di Bologna di Paolo Morando (Feltrinelli)

 Nella storia di Anna Di Vittorio c’è tutta la strage di Bologna. Dopo la sentenza Cavallini e la condanna di Bellini, Paolo Morando racconta la più grave strage della storia italiana, che per la prima volta ha mandanti e organizzatori. Nell’agosto del 1980 sembrava che la stagione della strategia della tensione fosse definitivamente archiviata, ma – per chi ne reggeva i fili – non era affatto conclusa.


Il 2 agosto 1980 Anna Di Vittorio perse il fratello Mauro. In quei giorni conobbe Gian Carlo Calidori, poi divenuto suo marito, che nella strage aveva perso invece un amico. Una quindicina d’anni fa, dopo un lungo percorso di corrispondenza e conoscenza con Mambro e Fioravanti, Anna e il marito scrissero la lettera di “perdono” che consentì alla Mambro di ottenere la libertà. Poi però il fronte innocentista iniziò a sostenere che a trasportare la bomba, rimanendone vittima, era stato Mauro Di Vittorio, vicino a Lotta Continua. All’ipotesi aderirono senza imbarazzi proprio Mambro e Fioravanti. La vicenda rientrò, anche per via giudiziaria, ma permette di fare il punto definitivo sulla storia processuale e sulle novità emerse dalle sentenze su Gilberto Cavallini e Paolo Bellini, entrambi condannati all’ergastolo. Lo sfondo di quest’ultimo processo riguardava, infatti, per la prima volta, mandanti e organizzatori della strage. E passi per Gelli e Ortolani, ma sono rispuntati nomi che sembravano appartenere a una stagione precedente, come l’ex capo dell’Ufficio affari riservati Federico Umberto D’Amato e il giornalista Mario Tedeschi, già senatore missino e direttore del “Borghese”. Oggi la lettura della strage di Bologna è cambiata: non più l’opera di un gruppo di ragazzetti esaltati (i Nar), bensì un’operazione lungamente studiata, quanto in alto ancora non si sa, ma sicuramente organizzata e finanziata dalla P2, insieme a pezzi dello Stato e saldando le sigle della galassia dell’eversione nera. Tutto questo in una logica di continuità con gli anni settanta: quell’aspra stagione della strategia della tensione, insomma, che nell’agosto del 1980 l’Italia sembrava aver definitivamente archiviato, ma che – per chi ne reggeva i fili – non era invece affatto conclusa



Processo STRAGE DI BOLOGNA

Strage Stazione di Bologna 1980 - l'ultima rivelazione di Cossiga

Bologna, l'autobus 37 simbolo della strage del 2 agosto torna in stazione

2 agosto 1980 Un giorno nella vita (di Carlo Lucarelli - Rai 1, Agosto 2020)

Strage di Bologna, l'ex agente dei servizi segreti Francesco Pazienza: "Fiat dietro il depistaggio"

La STRAGE Di BOLOGNA: 45 Anni Dopo

venerdì 1 agosto 2025

La rivoluzione del buon senso. Per un paese normale di Giuseppe Valditara (Guerini e Associati)

Agli eccessi del wokismo e alle derive del massimalismo, è necessario contrapporre una riflessione culturale che si ispiri ai valori di libertà, parta da una seria considerazione della realtà, ripristini il fondamentale principio del buon senso. Centralità della persona e cultura del rispetto, responsabilità individuale e considerazione dell’autorità, doveri e non solo diritti, importanza del lavoro frutto del talento e dell’impegno, sicurezza come libertà dalla paura, riscoperta della nostra storia, consapevolezza della nostra identità, fierezza della nostra civiltà: sono i pilastri culturali di una moderna azione di governo. Attraverso un’analisi storica accurata, il libro costituisce un contributo essenziale per delineare una visione solida e coerente, radicata nella tradizione ma capace di affrontare le complessità del mondo contemporaneo. Una visione di futuro che restituisce alla parola Patria il significato di ciò che siamo stati, siamo oggi e vogliamo essere un domani. L’orgoglio italiano per il Paese che verrà



Killing Joke - Eighties

La spia perfetta. Vita e morte di Richard Sorge di Owen Matthews (Edizioni Settecolori)

  Tedesco da parte di padre, russo e nato a Baku da parte di madre, volontario nelle file della Wermacht nella Prima guerra mondiale, più vo...