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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

venerdì 15 maggio 2026

Amnesia - Intervento di Leonardo Elia

Il 9 maggio ricorre la fine di quel grande massacro che è stata la II guerra mondiale , con la resa a Berlino della Germania nazista.

La liberazione da un incubo.

 Chiamo questo intervento amnesia, perché dal nostro orizzonte storico, il ruolo e il peso, che ha avuto l’Unione Sovietica nella sconfitta dei nazisti, è sparito .

Con Macron che non invita la Federazione Russa agli 80 anni dello sbarco in Normandia, come è esclusa dalla commemorazione della liberazione di Auschwitz , da parte dei  sovietici il 27 gennaio del 1945.

Questa amnesia ,figlia di una posticcia cultura di guerra, della russofobia dilagante in Europa occidentale, non trova riscontro nelle opinioni pubbliche, se non in alcuni paesi , quelli che gravitano intorno al mar Baltico, e principalmente si basa su una colossale mistificazione storica.

Perché è un falso non riconoscere che l’Unione Sovietica ha sconfitto la Germania Nazista, e tutti i vari fascismi, compreso il nostro, che ne hanno appoggiato l’azione. Pagando , i russi, un enorme  tributo di sangue, tra civili e militari , si calcola 26 milioni di caduti, di morte e di distruzione.

Principalmente  tutti i vari nazismi collaborazionisti, principalmente dei paesi baltici e  dell’ Ucraina,  insuperabili nelle deportazioni e assassini di civili innocenti  , ora riesumati e ascoltati da Bruxelles e Washington.

Il 9 giugno dovrebbe essere festeggiato come un 25 aprile europeo.

La russofobia, generata da un timore di espansionismo russo  senza nessuna  base  storica e politica, nata dall’invasione dell’Ucraina, guerra provocata e voluta da inglesi e americani, è funzionale ad elites, economiche e politiche , che con la paura pretendono di  imporre scelte che dovrebbero basarsi  sul consenso dei cittadini ,che invece  hanno perso. Di fronte ad una crisi economica e sociale, generata da una guerra alle porte di casa, e aggravata da quello che succede nel golfo persico, pensano al riarmo e a guerre future, che notoriamente impoveriscono i tanti e arricchiscono i pochi, noti.

Con aziende europee, anche italiane, che sviluppano e producono sistemi d’arma insieme e per l’Ucraina. Siamo diventati co-belligeranti a tutti gli effetti contro la Russia dell’Operazione militare speciale.

Posizione impegnativa e pericolosa. Posizione impegnativa e pericolosa che non è gradita ai cittadini europei, vedi le manifestazioni dei giovani tedeschi contro la reintroduzione della leva obbligatoria.

Bisogna disarticolare la logica di guerra che opprime i popoli della EU, la opposizione sociale che utilizza denaro pubblico per le armi sottraendolo ai veri bisogni di noi cittadini. Una opposizione però che stenta a trovare una  espressione politica , parlamentare, almeno in Italia. Che una volta per tutte , mandi a casa Von der Leien, e i suoi sodali.

Ma forse in Europa si muove qualcosa




Ingerenze e SERVIZI: ecco come l'INGHILTERRA domina da sempre il MEDITERRANEO (senza sforzi)

DIO TORNA IN TRINCEA

 

L'inviato europeo per parlare con Putin? Ecco l'identikit del negoziatore ideale - InsideOver

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Scacco matto a Washington: perché la pressione Usa sulla Cina è fallita (di Pepe Escobar) - OP-ED - L'Antidiplomatico

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martedì 12 maggio 2026

Discorso ispirato di Buttafuoco: “La Biennale è libertà, non propaganda. Venezia non è un recinto”

 

Iran, l'ostacolo alla pace è Netanyahu. Brandanini: "Politica USA dominata da lobby israeliana"

 

La Russia ha messo la Germania nel mirino | Claudio Celani

 

Gli sceneggiatori e i registi occidentali al servizio della NATO

 

Perché l’Occidente odia la Russia – Analisi Difesa

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Buttafuoco, ovvero quella destra anti-occidentale purtroppo minoritaria | La Fionda

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ACCORDO UE-ISRAELE: ITALIA E GERMANIA BLOCCANO LA SOSPENSIONE

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TRIESTE PORTO FRANCO INTERNAZIONALE. STORIA, GEOPOLITICA, ECONOMIA, TESTIMONIANZE - Giubbe Rosse News

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lunedì 11 maggio 2026

A patti con il nemico. Storia del mondo in 30 trattati di pace di Gastone Breccia (Marsilio)

 «Sì, c’è vita su questo pianeta e dappertutto odore di questa vita, tracce, orme e vestigia, c’è amore per questa vita e sollievo nel toccarla e vedere che ancora ce n’è. E non finisce mai di bastare.»


Nonostante siano trascorsi quasi duemila anni da quando Tacito immortalava così l’aggressiva politica di Roma, ancora oggi assistiamo a scene di devastazione degne del suo aforisma. D’altronde il conflitto caratterizza da sempre la vita delle comunità, e la storia umana non è altro che un susseguirsi di guerre intervallate da accordi più o meno duraturi. Se il primo trattato di pace che ci sia giunto, quello tra Ramses ii e il sovrano ittita Ḫattušili, professava il conseguimento di una «pace per l’eternità» – tanto che il suo testo campeggia nella sala dove si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’onu –, gli uomini non hanno mai smesso di incrociare le armi. Scrivere un saggio sulla pace significa allora scrivere la storia di un miraggio; confrontandosi con la realtà, significa ripercorrere la vicenda dei trattati che hanno interrotto, temporaneamente, lo stato di belligeranza tra i gruppi umani. Per orientarsi in questo vastissimo orizzonte, Gastone Breccia, uno dei massimi esperti italiani di storia militare, individua e analizza alcune tipologie specifiche nel modo di concludere i conflitti: dalla pace imposta con lo sguardo rivolto a nuove conquiste al cessate il fuoco in vista di un equilibrio politico e bellico duraturo; dagli accordi tra nemici irriducibili a paci strette per riparare ciò che è stato distrutto, fino alla «pace ibrida» che caratterizza la nostra era di disordine globale. Quale che sia la sua natura, la pace resta tra le più fragili invenzioni degli esseri umani: chi sarà in grado di costruire la prossima farebbe bene a tener conto dei fallimenti di tanti secoli di storia, senza per questo perdere fiducia nella possibilità di dare un ordine meno ingiusto al mondo di domani.





Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele di Omer Bartov (Laterza)

 Illuminante e urgente, Nell’abisso è un libro fondamentale per chiunque cerchi di comprendere uno dei conflitti più violenti e devastanti di questo secolo.

«Genocidio, antisemitismo, memoria dell’Olocausto. Israele e Palestina in un libro che unisce al rigore storico l’impegno per un futuro di giustizia e di pace.» - Anna Foa

«Omer Bartov esplora la calamità più orribile e sconcertante del nostro tempo con una rara combinazione di sensibilità e impeccabile erudizione. Chiunque sia turbato e spaventato dall’attuale pantano morale e intellettuale dovrebbe leggerlo.» - Pankaj Mishra


Nel luglio del 2025, Omer Bartov pubblica sul “New York Times” un articolo dal titolo I’m a Genocide Scholar. I Know It When I See It, che scatena un dibattito enorme perché dimostra che l’azione di Israele a Gaza è, a tutti gli effetti, un genocidio. In questo libro, Bartov pone delle domande a cui ancora non si è data risposta: come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un incubo? Come è avvenuta la trasformazione del sionismo da movimento di emancipazione e liberazione ebraica a ideologia di Stato basata sull’etnonazionalismo, l’esclusione e il dominio violento sui palestinesi? Come si è potuta avere una comprensione distorta della lezione morale dell’Olocausto? E quali sono le ragioni del diffuso sostegno a queste politiche genocide da parte dei cittadini ebrei di Israele? Al centro di questa visione del mondo vi è la convinzione che l’intera terra fra il fiume Giordano e il Mediterraneo appartenga agli ebrei e che la missione dello Stato sia quella di realizzare il diritto storico a questa terra. Ma non ci sarà pace finché sette milioni di ebrei governeranno su sette milioni di palestinesi senza alcuna prospettiva di uguaglianza. L’enorme shock del 7 ottobre avrebbe dovuto essere il momento giusto per prendere atto che il paradigma stesso del sionismo doveva essere drasticamente modificato





Comunismo. Un'altra storia di Luciano Canfora (Feltrinelli)

 Questo saggio di Luciano Canfora ci rammemora che l'uguaglianza è una pulsione ineludibile che richiede una lotta costante, ormai su scala globale. Il comunismo, nato come sogno europeo di emancipazione, è oggi il nome politico dell'anti-imperialismo mondiale. La sua storia coincide con la crisi del dominio occidentale e non si è ancora conclusa.

«La libertà è un ideale intermittente, l'uguaglianza, invece, è una necessità che si ripresenta continuamente. E oggi il suo scenario è l'intero pianeta.»


Questa non è una semplice storia del comunismo. Di un movimento così stratificato, migliaia di pagine hanno già ricostruito le trasformazioni, ma poche sono riuscite a sciogliere un nodo fondamentale: perché i partiti politici sorti nel solco dell'Internazionale Comunista hanno perso la loro carica iniziale? Per rispondere a questa domanda, Luciano Canfora analizza il fermento intellettuale, sociale e politico che ha reso possibili “le due nascite” del comunismo: quella del 1848 con Marx e quella del 1917 con Lenin. La storia che viene a configurarsi è costellata di divaricazioni e lacerazioni, scontri ideologici tra pensatori che hanno cercato di dar conto dell'aspra realtà che li circondava. Ma è anche la storia di due filoni opposti, quello eurocentrico espresso dal “primo comunismo” e quello internazionalista della Russia sovietica, che già riconosceva l'importanza di una vasta opposizione al suprematismo occidentale. Il passaggio dall'uno all'altro delinea una traiettoria, dove lo scontro tra dominatori e dominati si estende dal singolo Stato a interi continenti e dove il comunismo si configura non tanto come movimento compiuto, ma come ricerca perseverante di un'effettiva attuazione del principio democratico




Amnesia - Intervento di Leonardo Elia

Il 9 maggio ricorre la fine di quel grande massacro che è stata la II guerra mondiale , con la resa a Berlino della Germania nazista. La l...