Cerca nel blog

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

martedì 22 settembre 2026

Ucraina senza ebrei di Vasilij Grossman a cura di Claudia Zonghetti (Adelphi)

 Quando nel 1943, dopo due anni di occupazione tedesca, Vasilij Grossman entra al seguito dell'Armata Rossa nei territori liberati dell'Ucraina orientale, a colpirlo non sono tanto le lacrime e le grida straziate, quanto piuttosto «il silenzio della morte», il silenzio di un popolo massacrato con aritmetica ferocia. «Dov'è il popolo ebraico? ... Dov'è il milione di ebrei che tre anni fa viveva e lavorava su questa terra in pace e armonia con gli ucraini?». Ben prima di trovarsi dinanzi all'«inferno di Treblinka» e che i crimini nazisti siano svelati al mondo in tutta la loro efferatezza, Grossman non si accontenta di rispondere a questa domanda, ma scandaglia le cause di quello che già si delinea ai suoi occhi come «il crimine più grande che sia mai stato commesso nella storia»





Rapporto deficit-Pil, l’Istat manda in frantumi le promesse elettorali del governo

 

Vannacci ha vinto!

 

A CASA DI SATANA

 

IMPIANTO RIFIUTI - IL TAR CHIAMATO A DECIDERE SUL RICORSO

 

lunedì 21 settembre 2026

La società ingovernabile. Genealogia del liberalismo autoritario di Grégoire Chamayou (Mondadori)

 Dappertutto ci si ribella. Negli anni Settanta un'ondata di insubordinazione senza precedenti scuote l'Occidente: dai sabotaggi nelle fabbriche alle proteste nei campus, ogni gerarchia - economica, sociale, familiare - viene messa in discussione tanto da spingere intellettuali di destra e di sinistra a diagnosticare un'epocale «crisi di governabilità». Per le élite economiche e tutto il mondo degli affari si tratta di una minaccia mortale. Per scongiurarla e ripristinare la disciplina vengono concepiti nuovi modi di governare, dalla guerra ai sindacati all'imposizione del primato assoluto del valore azionario, dalla detronizzazione della politica alla privatizzazione dei beni pubblici, fino all'erosione dei diritti dei lavoratori. Il neoliberismo non è nato da una semplice «fobia dello Stato» o dal desiderio di liberare il mercato da ogni laccio, ma dal progetto di un «liberalismo autoritario» nel quale la deregolamentazione economica presuppone la verticalizzazione del potere. Uno «Stato forte» per «un'economia libera»: è questa la formula magica che da cinquant'anni modella le nostre società capitaliste e di cui questo libro esplora le radici, con rara ampiezza di sguardo e profondità di analisi





Il voto in Germania - Claudio Celani

 

Progetti di vita indipendente per #disabili: solo il 18% dei pugliesi riceverà il contributo

 

Crisi in YEMEN, Giacomo Gabellini: ecco perché gli USA NON AIUTANO l'Arabia Saudita

 

LA BOMBA SCIITA

 

LE ELEZIONI IN RUSSIA: LO SGUARDO DALL’OCCIDENTE

 

domenica 20 settembre 2026

La guerra segreta. Putin e Trump contro l'Europa di Antonio Talia (Fuoriscena)

 Un’inchiesta che si snoda in tutta Europa a caccia di trame, indizi e dossier riservati che ricostruiscono la mappa segreta di un conflitto sotterraneo. Finanziamenti a fondazioni e associazioni antieuropee legate al movimento MAGA. Minacciosi sconfinamenti di jet militari russi e droni non identificati. Azioni di disturbo ai segnali Gps degli aerei di ministri e presidenti. Navi fantasma, cyberattacchi e pacchi-bomba. Per i servizi segreti di vari Paesi europei, questa nuova realtà ha una definizione precisa, «guerra ibrida», un territorio indefinito ed estremamente pericoloso dove la pace non è vera pace e la guerra non è stata esplicitamente di chiarata. Il giornalista investigativo Antonio Talia conduce il let tore nelle sedi riservate delle agenzie di intelligence europee e nelle basi militari di frontiera dove si susseguono incidenti e provocazioni, nei canali Telegram impiegati per reclutare «agenti dilettanti» e tra i documenti di Fsb, Gru e Svr, i servizi segreti russi. Racconta una partita a scacchi giocata su più dimensioni, in cui ogni aspetto della vita pubblica – la comunicazione, l’economia, le risorse, le infrastrutture, il commercio marittimo, la tecnologia – diventa un’arma dell’arsenale schierato da Mosca con un obiettivo preciso: l’implosione dell’Unione europea. Ma questo libro è anche un’inchiesta sulla politica internazionale e sugli scenari che incombono nei prossimi anni. Quanti obiettivi in comune hanno la Casa Bianca e il Cremlino? Esiste una strategia europea per difendersi? Quali sono gli agganci con la criminalità organizzata, con l’estrema destra e le strumentalizzazioni dell’estrema sinistra nostalgica dell’Urss? E quanti sono i politici europei influenzabili dalle potenze straniere ostili? Fino alla ricostruzione della strategia definitiva: per il Cremlino e per la Casa Bianca la «guerra ibrida» costituisce ormai la campagna finale per ritornare potenze imperiali





Nido CEP al rione Paradiso, mensa ancora ferma - Disagi per le famiglie

 

Meloni rincorre Vannacci, Conte straccia leggi: la campagna elettorale è iniziata

 

ULTIME NOTIZIE 20/9/2026 TRUMP ANNUNCIA UN ACCORDO CON L’IRAN, GLI USA RITIRANO LE TRUPPE DALL’UE

 

Travaglio: "Armi all'Ucraina incompatibili con la Costituzione. Perché ritardare il negoziato?"

 

sabato 19 settembre 2026

Nazionalcapitalismo di Roberto Tamborini (Laterza)

 


















l nazionalcapitalismo è capitalismo, anche spinto, ma incorniciato nel quadro della nazione e dell'interesse nazionale. Non è un'idea nuova. È il terreno da cui sono nate le due guerre mondiali. Perché le destre nazionaliste e illiberali vincono ovunque, dall'Europa agli USA? Non per caso, non per rabbia popolare, non per la crisi della sinistra. C'è una logica, un progetto, un nome: nazionalcapitalismo. Una visione che conserva tutte le caratteristiche del capitalismo, ricollocandole nella cornice ideologica della nazione e dell'interesse nazionale, presidiati da un governo elettivo autoritario. Il nazionalcapitalismo si contrappone alla globalizzazione dell'economia, della politica e della cultura che, dopo la caduta del Muro di Berlino, ha investito gran parte del mondo. Contrariamente alle promesse, non tutti ne hanno beneficiato: ci sono stati i perdenti della globalizzazione. Il messaggio per loro è semplice: voi siete perdenti non per colpa del capitalismo, ma della sua globalizzazione e di chi l'ha voluta. Questa forma di capitalismo imbevuto di nazionalismo e autoritarismo non è un'idea nuova: è il brodo di coltura delle due guerre mondiali. Oggi si ripresenta con nuove vesti, nuovi algoritmi, nuovi nemici da indicare, ma con la stessa visione. Una menzogna precisa, efficace, pericolosa

Lo scempio delle palazzine di via Siracusa - ispezione dei consiglieri Greco e Pagliaro

 

ALLARME AI, dietro le quinte dello scontro per la SUPREMAZIA TECNOLOGICA. Con Alessandro Aresu

 

Ugo Rossi osservatore per le elezioni in Russia: "Il voto si trucca in Italia, non qui”

 

“L’ONU è l’Occidente con i suoi sporchi interessi”. Basile contro la comunità internazionale

 

MORTO CHE PARLA

 

venerdì 18 settembre 2026

Il regista di Berlusconi. I segreti dei miei trent'anni con Silvio di Roberto Gasparotti, Paola Zanca (PaperFIRST)

 




















Quasi un ventennio al potere, una vita al centro della scena pubblica come imprenditore, uomo d’affari e di spettacolo: di Silvio Berlusconi pensiamo di sapere tutto. Invece, dietro al sipario, c’è ancora un mondo da raccontare. E solo chi ha trascorso con lui ogni singolo giorno, dalla discesa in campo del 1994 in poi, può rivelare i retroscena di quella scenografia apparentemente perfetta. Gli scivoloni, le insicurezze, i tic di un uomo che ha costruito un’intera carriera sull’immagine e che negli anni si è fatta leggenda: le canzoni-inno, i palchi bianchi, il divieto di ospiti vicini al podio, il prompter per leggere i discorsi, i bigliettini delle fan in tasca. E poi i capelli, il trucco, l'altezza: ogni appuntamento pubblico dell'inventore di Forza Italia ha seguito un format preciso. Per la prima volta siamo in grado di raccontare come ha funzionato la macchina del consenso di Silvio Berlusconi. A svelarla in esclusiva è Roberto Gasparotti, il “regista” che ha curato tutte le sue apparizioni pubbliche, a cominciare dal video che iniziava con “l'Italia è il Paese che amo”. Lo ha seguito nei comizi, nelle manifestazioni, nei tanti anni a palazzo Chigi insieme ai protagonisti della politica di ieri e di oggi, fino agli anni bui della decadenza, dopo la condanna per frode fiscale. È la sua viva voce a raccontare una vita trascorsa al fianco del “presidente”: dagli incontri internazionali alle cene a palazzo Grazioli, Gasparotti c'era sempre. Ecco cosa ha visto.

IRAN, HOUTHI, ITALIA NEL MIRINO: IL PATTO DELLA MECCA E TRUMP OGGI SENZA CARTE | GENERALE BERTOLINI

 

IL TRIANGOLO

 

LA POLONIA COLPISCE ZELENSKIJ

 

ED SHEERAN: come sputtanarsi per sempre per non scontentare la lobby sionista

 

giovedì 17 settembre 2026

Il muro. Istruzioni per abbattere la politica della paura di Guido Saraceni (Sonzogno)

 




















Dal timore dell’altro al bullismo, dai social alla propaganda, dalla retorica della sicurezza alla guerra tra poveri, queste pagine mostrano i mattoni con cui edifichiamo muri dentro e fuori di noi. Ma indicano anche una via per abbatterli: responsabilità personale, partecipazione politica, cultura, luoghi dell’incontro, cura di sé. Perché vivere senza paura non è possibile, e forse non è nemmeno desiderabile. Il punto è imparare a governarla: riconoscere le barriere che ci isolano, ritrovare il coraggio del confronto e scegliere, ogni giorno, da che parte stare

Le incognite del "campo largo": parla Massimo Cacciari - Filorosso 15/09/2026

 

Ucraina, Travaglio: "Gli italiani non vogliono armare Kiev"

 

Ucraina senza ebrei di Vasilij Grossman a cura di Claudia Zonghetti (Adelphi)

  Quando nel 1943, dopo due anni di occupazione tedesca, Vasilij Grossman entra al seguito dell'Armata Rossa nei territori liberati dell...