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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

giovedì 3 settembre 2026

LEQUILE - Rogo ecocentro, incaricata azienda privata per indagini su terreni e foglie

 

Casi di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella PA (02/07/2026)

 

Occidente e giustizia. Crisi di una civiltà e fragilità delle democrazie di Gustavo Gozzi (Il Mulino)

 



















L'Occidente è lacerato tra una visione universalistica del diritto e dei diritti e la sua negazione determinata dal dominio che ha esercitato sui popoli non-europei. Questa contraddizione impone di riflettere sulla giustizia da garantire a chi ha subito quell'egemonia e ora cerca una vita migliore nei paesi occidentali. Tale concezione della giustizia si pone nella prospettiva di un possibile costituzionalismo globale, che si basa sulla necessaria limitazione dei poteri di mercato che condizionano gli Stati e limitano le democrazie. Il volume sviluppa il confronto tra questo approccio e un nuovo ordine globale incentrato sul multipolarismo delle vecchie e nuove potenze imperiali. Ne deriva una lettura del dibattito internazionalistico sulle trasformazioni della globalizzazione, sull'incapacità dell'Europa di essere un attore globale, sulla duplice crisi - economica e culturale - delle nostre democrazie, sulla perdita di centralità della civiltà occidentale rispetto all'emergere del Sud globale, ma con la prospettiva di un graduale, necessario avvicinamento all'ideale (irraggiungibile) della pace

La democrazia in America di Alexis de Tocqueville (Rizzoli)

 Un classico della filosofia politica, uno strumento indispensabile per decifrare la profonda crisi interna, le polarizzazioni e le fragilità che oggi scuotono la democrazia d'oltreoceano.

«Il miglior saggio sulle istituzioni americane.» - The New York Times


Nel 1831 il giovane magistrato francese Alexis de Tocqueville intraprende un viaggio di studio negli Stati Uniti per analizzarne il sistema politico, amministrativo e giudiziario. Da quell'esperienza nasce questa pietra miliare del pensiero occidentale, una disamina sistematica della società americana dell'Ottocento che sviscera i meccanismi profondi della democrazia da una prospettiva sia politica che sociologica. Arricchita in questa edizione dalla prestigiosa prefazione di Carlo Galli, l'opera si rivela una lettura profetica che ha anticipato le dinamiche del mondo contemporaneo, affrontando nodi cruciali e ancora aperti: dal delicato bilanciamento tra i poteri dello Stato ai sistemi elettorali, fino alla libertà di stampa e al ruolo attivo dei cittadini nella costruzione delle istituzioni democratiche. La democrazia in America non è un banale elogio dell'esperimento americano, anzi, è l'opera che per prima ne ha intravisto i veleni: l'ossessione per il benessere materiale, l'individualismo atomizzante e, soprattutto, lo spettro della "tirannia della maggioranza", il conformismo di massa capace di soffocare il dissenso senza bisogno di ricorrere alla violenza fisica






Ungrounding. Architettura di un genocidio di Eyal Weizman (Rizzoli)

 





















Unendo la forza inoppugnabile delle prove forensi - modelli 3D, immagini aeree storiche e video geolocalizzati - al rigore morale della denuncia politica, Ungrounding cataloga con devastante lucidità le campagne che hanno reso Gaza invivibile. Un libro che ci insegna come l'architettura, pur essendo il tavolo su cui viene pianificata l'oppressione, possa essere uno strumento potente per smascherarla e pretendere giustizia.

«L'architettura è politica che decelera fino a diventare forma.»

«Welzman dimostra che la decolonizzazione è cruciale per liberare sia i palestinesi che gli israeliani.» - Francesca Albanese

«Un libro straordinario. E una speranza: che dalle rovine di Gaza emergano forme di riconciliazione.» - Ilan Pappé


«L'architettura è politica che decelera fino a diventare forma.» Con una strategia che risale alla Nakba del 1948 e che dall'ottobre 2023 ha raggiunto la sua fase più estrema, la Striscia di Gaza non è stata solo bombardata dalle forze armate israeliane: è stata sottoposta a un processo di alterazione topografica radicale e definitivo. Giganteschi bulldozer corazzati spianano case, orti, cimiteri e infrastrutture, mescolando suolo, resti umani e cemento per formare un paesaggio fatto di mobili dune di macerie. L'obiettivo strategico di questa violenza spaziale è annientare le fondamenta della società palestinese, affinché i profughi non abbiano letteralmente più alcun suolo a cui fare ritorno. Eyal Weizman, uno dei massimi esperti della relazione tra violenza e ambiente, fondatore dell'agenzia Forensic Architecture, definisce questo processo mortale 'ungrounding': il fare, appunto, tabula rasa. Weizman attinge alle ricerche del suo team interdisciplinare - impegnato a documentare violazioni dei diritti umani in tutto il mondo e, nel caso specifico, a produrre prove per la causa di genocidio contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia - per condurci nella «cartografia profonda» della regione, dai tunnel sotterranei di Gaza fino alla sua topografia militarizzata, al suolo unico, agli insediamenti e alle barriere, dimostrando che l'analisi territoriale è fondamentale per comprendere la relazione tra colonizzatore e colonizzato. E, attraverso tecniche innovative, ricostruisce digitalmente al-Ma'in, un fiorente villaggio cancellato per fare spazio alla prima linea di kibbutz israeliani.