In tempi in cui la guerra sembra tornata a essere un orizzonte «normale» della politica, questo libro mostra che il primo campo di battaglia non è il fronte, ma il linguaggio. Valentina Pazé indaga come termini apparentemente non controversi – democrazia, difesa, genocidio, diritto, diserzione – vengano stiracchiati, rovesciati, svuotati, fino a trasformarsi in armi di manipolazione delle coscienze. Dall'Atene di Tucidide e di Euripide fino alla Gaza assediata e alla guerra in Ucraina, il libro intreccia filosofia politica, diritto internazionale, storia antica e cronaca dell'oggi. Ne nasce un affresco inquietante: le democrazie che esportano con le bombe i propri valori; la retorica dell'«autodifesa» usata per giustificare massacri indiscriminati; la categoria di genocidio amputata e sacralizzata; l'ordine liberale che rivela il suo volto selettivo e classista. Ma questo non è un saggio rassegnato. Pazé mostra come l'uso critico delle parole possa diventare un gesto di resistenza concreta: contro la militarizzazione delle società, contro l'idea che non esistano alternative al riarmo, contro la cancellazione delle vittime ridotte a numeri. Recuperando figure come Kant, Bobbio, Anders, Arendt, insieme a esperienze storiche di difesa civile non armata, il libro invita a «mettere al bando la guerra» non come slogan ingenuo, ma come necessità razionale nell'era nucleare e dell'intelligenza artificiale. Questo è un libro per chi non si rassegna al linguaggio della «guerra giusta» e vuole capire come le parole possano ancora aprire varchi di pensiero – e di azione – oltre la violenza
Dialoghi scomodi: Conversazioni aperte su politica e società a cura di Leonardo Elia
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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile
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Ipse dixit ...
Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha.
Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme.
Seneca - Il Tempo
Dubitando ....
Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone
Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio
Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio
Più che dare risposte sensate ...
«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss
GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
The Others - un altro punto di vista
Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
domenica 16 agosto 2026
Papi, dollari e guerre. Il potere dell'America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV di Massimo Franco (Solferino)
Il degno capitolo finale di un’epopea politico-religiosa che permette di analizzare l’elezione del nuovo papa da un’angolazione storica inedita. Nella consapevolezza che a Leone XIV oggi è affidato il compito immane di pacificare e ricucire una Chiesa lacerata.
Con l’elezione di un papa statunitense, l’ultimo Conclave ha sancito il tramonto dell’eurocentrismo di un Vaticano impoverito e diviso. Il nuovo corso di Leone XIV va letto però alla luce di una lunga e tormentata marcia sotterranea, che ha visto il cattolicesimo americano giocare spesso un ruolo cruciale, al di là delle apparenze. Come illustra Massimo Franco in un grande affresco tra storia e attualità, le chiavi per spiegare quanto è accaduto sono insieme strategiche, dottrinali e finanziarie. Il flusso dei contributi provenienti da oltre Atlantico è un indizio che non si può ignorare: dai fondi affluiti a Roma tra gli anni Venti e Trenta del Novecento da una benefattrice, amica di Roosevelt e di Pio XI e XII, a quelli arrivati durante e dopo la Seconda guerra mondiale tramite il cardinale Francis Spellman. Più di recente emerge il ruolo della Papal Foundation creata da Giovanni Paolo II per cementare l’«asse del Bene» con gli Usa di Ronald Reagan, e oggi guidata dal cardinale di New York, Timothy Dolan. E affiora la potenza finanziaria dei Cavalieri di Colombo e delle istituzioni caritative e culturali che hanno innaffiato di dollari i bilanci del Vaticano. Tra testimonianze inedite, documenti dell’Archivio apostolico, storie di spie, cardinali, lingotti emigrati e scontri tra papi e presidenti, questo libro racconta come e perché è caduto il tabù che faceva apparire impossibile l’elezione di un papa «yankee». E ci accompagna lungo oltre cent’anni di storia per approdare, nel maggio del 2025, in un imponente e sconosciuto complesso nel cuore di Roma: il Collegio Pontificio Nordamericano dove si è svolto una sorta di pre-Conclave dei cardinali Usa
Dopo Trump. Il futuro della globalizzazione di Innocenzo Cipolletta (Laterza)
Il ciclone Trump costringe tutti a ripensare da capo la globalizzazione, evitando gli errori e i limiti che l’hanno caratterizzata negli ultimi trent’anni e preparando l’uscita dal tunnel in cui ci troviamo.
La guerra dei dazi di Trump insieme a molti altri fattori segnano un arresto e una decisa inversione di rotta della globalizzazione. A questo contribuisce il proliferare in diversi paesi di partiti e governi sovranisti e xenofobi. Se è vero che la globalizzazione è responsabile di grandi squilibri sociali ed economici, è innegabile che ha prodotto anche grandi benefici di cui non possiamo fare a meno. Dobbiamo, allora, uscire dal tunnel regressivo e, fin da oggi, preoccuparci di ripristinarne le condizioni, senza ripetere gli errori del passato
sabato 15 agosto 2026
venerdì 14 agosto 2026
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Le parole della guerra di Valentina Pazé (Bollati Boringhieri)
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E cade la maschera di Harvard — Das Böse Büro

