Cerca nel blog

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

giovedì 5 novembre 2026

50 anni di ’ndrangheta. Dentro l'organizzazione criminale più potente d'Italia di Nicola Gratteri, Antonio Nicaso (Fuoriscena)

 




















Una narrazione di grande respiro. Un vero e proprio libro di storia contemporanea, che ricorda le ambizioni di volumi come "Fratelli di sangue" e "La malapianta". A cinquant’anni da uno dei momenti cruciali della sua evoluzione, il racconto più ricco e completo sull’organizzazione criminale più potente d’Italia.


Tutto comincia con un bagno di sangue e centinaia di morti. Cinquant’anni fa, tra il 1975 e il 1976, la ’ndrangheta subisce un mutamento radicale. Da organizzazione rurale e territoriale diventa un sistema sempre più raffinato, in combutta con la massoneria, i servizi segreti deviati, l’estrema destra e la politica, disegnando una geografia criminale non solo locale ma nazionale e mondiale. La trasformazione non avviene sottotraccia, inizia con un conflitto armato violentissimo: è la prima guerra di ’ndrangheta, ripercorsa in queste pagine. Le nuove leve dell’organizzazione sgomitano per contare. I giovani non rispettano più i vecchi boss, vogliono guadagnare e vogliono comandare. Sono disposti a tutto: basta fare anticamera. In quel momento la Calabria sembra Caracas. Nulla sarà più come prima. Nicola Gratteri e Antonio Nicaso attraversano questi ultimi cinquant’anni in presa diretta, facendoci entrare dentro una storia incredibile di sangue, violenza e potere. Fino a oggi, con l’organizzazione che ha infiltrato ovunque in Italia e nel mondo l’economia pulita. Diviso in cinque parti, il libro racconta gli anni Settanta (la fine di un’epoca), gli Ottanta (la seconda guerra di ’ndrangheta, la grande trasformazione), i Novanta (l’intuizione della cocaina), gli anni Zero (la ’ndrangheta che conquista il mondo, la strage di Duisburg del 2007 che lascia la Germania sgomenta), gli anni Dieci (i grandi processi nazionali e le grandi inchieste, la sfida tra tradizione e innovazione), per chiudere sul presente e sull’attualità: la globalizzazione del crimine, l’infiltrazione in tutti i settori dell’economia, al Nord come al Sud

Cacciari: "Vuoi manifestare contro il governo e rischi di finire in galera? In che mondo siamo?"

 

Dal Bronx al Congresso USA, chi è Alexandria Ocasio-Cortez e perché può arrivare alla Casa Bianca

 

I soldi per le armi ci sono sempre: 10 miliardi in più alla Difesa, e non per le tecno-minacce

 

Guerra di logoramento

 

Caracciolo a Otto e Mezzo: Un voto contro Trump. Il conflitto di poteri e il ruolo delle Big Tech

 

BRINDISI - Gioco d'azzardo, oltre le spese per vivere #oggi #todaynews

 

Silicon Reich. L'ascesa dei tecnomiliardari e la guerra alla democrazia di Gil Durán (Mondadori)

 



















«Oggi in America si sta formando un'oligarchia molto ricca, potente e influente, che minaccia la nostra democrazia, i nostri diritti fondamentali, la nostra libertà e l'equa possibilità per tutti di raggiungere i propri obiettivi.»


Così disse Joe Biden nel suo ultimo discorso da presidente il 15 gennaio 2025. Cinque giorni dopo, una fotografia ritraeva Donald Trump alla cerimonia per il suo secondo insediamento circondato dai CEO delle maggiori aziende tecnologiche, da Elon Musk a Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Sundar Pichai. In questo libro inchiesta, il giornalista Gil Durán esplora a fondo i rapporti - talora palesi, altre volte sapientemente occultati - tra i miliardari della Silicon Valley e la nuova amministrazione americana, risalendo alle radici di un piano che ha una lunga storia. Inizia tutto negli anni Novanta, quando nei blog di Palo Alto cominciano a circolare idee eversive, come quella che la democrazia sarebbe diventata obsoleta e una potente élite si sarebbe servita della tecnologia per governare. L'ascesa dei magnati delle Big Tech e la convergenza con il populismo autoritario ha poi trasformato queste idee in una dottrina di governo. Le prove sono sotto gli occhi di tutti: dalla creazione di agenzie speciali come il doge, affidata a Elon Musk per smantellare l'apparato federale, ai contratti miliardari stipulati con Palantir per la sorveglianza di massa, dal sistematico asservimento dell'informazione all'ascesa di figure cresciute grazie al venture capital come J.D. Vance. L'innovazione e l'efficienza sono solo dei pretesti, il vero obiettivo è indebolire le istituzioni, sostituendole con l'IA, e creare sistemi finanziari immuni da ogni controllo grazie alle criptovalute. Forse, però, non è ancora troppo tardi per mettere in moto gli anticorpi della democrazia. Per questo, il lavoro di Durán non è soltanto un'impeccabile inchiesta sul presente, ma un testo essenziale per chi vuole capire, e fermare, l'ultima frontiera dell'autoritarismo

Cacciari sul governo Meloni: “Non ha fatto assolutamente nulla” | Accordi e Disaccordi

 

La Cina Chiude Il Trading Dell’Oro: Cos’è Successo Dopo?

 

‼️LA NATO PREPARA L’INVASIONE DI KALININGRAD

 

La sconfitta di Trump - di Federico Petroni e Giuseppe De Ruvo

 

Marco Maffeis: pratiche filosofiche in RSA, fermarsi a pensare prima di agire | Convegno ISFIPP

 

Brindisi - Intensificati controlli contro retati ambientali

 

mercoledì 4 novembre 2026

L'impero e il diluvio. Perché gli americani riscoprono la storia. E attaccano noi di Dario Fabbri (Rizzoli)

 


















Fabbri ci aiuta a scavare nelle illusioni imperiali del passato e del presente, ci conduce in un'analisi serrata del futuro imminente e successivo. Cerca di indicarci un possibile riparo da un diluvio post-storico che non ci sarà.

«In piena crisi di identità, impegnati nella sfida con la Cina, gli Stati Uniti deridono lo stato catatonico in cui versano italiani e altri occidentali (su loro impulso). E ora pretendono il nostro sacrificio in contanti e soldati.»


Cosa succede tra le due sponde dell'Atlantico? Dove origina la freddezza - per usare un eufemismo - nei rapporti tra gli Stati Uniti e l'Europa, tra la potenza egemone della contemporaneità e i suoi satelliti? Dario Fabbri in queste pagine dense e articolate descrive una dinamica precisa: improvvisamente la storia, che era finita, ha smesso di finire. E ad annunciare il ripristino delle ere sono stati proprio gli americani, ovvero coloro che appena trent'anni fa ne avevano annunciato l'estinzione. Nulla di inedito, sostiene Fabbri. Nel corso dei millenni tutti gli imperi - dagli achemenidi ai romani, dagli ottomani agli inglesi, dagli han ai francesi, ai sovietici - hanno decretato la fine della storia, il prossimo avvento del diluvio, per poi rinnegare tale profezia. Eppure, e qui risiede la profonda originalità del nostro tempo, mai era capitato che le province di quell'impero ci credessero quanto noi. Negli ultimi decenni gli europei occidentali, specie gli italiani, hanno pensato fosse tutto vero. Fino a invecchiare senza freni, fino a scambiare le ideologie per i sentimenti. E ora vivono come uno choc il ritorno della realtà. Ma perché gli Stati Uniti bucano le nostre illusioni? Perché umiliano interlocutori tanto innocui? Perché non hanno pietà di noi?

‼️A KIEV È SCOPERTO IL CARCERE DEGLI ORRORI - L’ENNESIMO ECLATTANTE CRIMINE DEL REGIME DI ZELENSKIJ

 

Elezioni USA: Trump e repubblicani sconfitti!

 

Case Noe, Erroi: “Il bosco si farà, nessuno spreco di danaro pubblico” #oggi #today #todaynews

 

La NOSTRA FINANZIARIA contro Meloni e i banchieri del PD

 

LA CINA CI STA SALVANDO DAL DISASTRO CLIMATICO?

 

martedì 3 novembre 2026

Antonio Russo - criminologia news: RETE ORIZZONTE SICURO - PAGINA UFFICIALE

Antonio Russo - criminologia news: RETE ORIZZONTE SICURO - PAGINA UFFICIALE

Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla di Gherardo Colombo (Ponte alle Grazie)

 





















La gran parte dei condannati a pene carcerarie torna a delinquere; la maggior parte di essi non viene riabilitata, come prescrive la Costituzione, ma semplicemente repressa, e privata di elementari diritti sanciti dalla nostra carta fondamentale - come ne vengono privati i loro cari; la condizione carceraria, per il sovraffollamento, la violenza fisica e psicologica, è di una durezza inconcepibile per chi non la viva, e questa durezza incoraggia tutt'altre tendenze che il desiderio di riabilitarsi; la cultura della retribuzione costringe le vittime dei crimini alla semplice ricerca della vendetta, senza potersi giovare di alcuna autentica riparazione, di alcuna genuina guarigione psicologica. È possibile pensare a forme diverse di sanzione, che coinvolgano vittime e condannati in un processo di concreta responsabilizzazione? Gherardo Colombo indaga le basi di un nuovo concetto e di nuove pratiche di giustizia, la cosiddetta giustizia riparativa, che lentamente emergono negli ordinamenti internazionali e nel nostro. Pratiche che non riguardano solamente i tribunali e le carceri, ma incoraggiano un sostanziale rinnovamento nel tessuto profondo della nostra società: riguardano l'essenza stessa della convivenza civile

Frigoriferi impazziti in mezza Europa: cyberattacco ai supermercati, temperature a 50 gradi

 

Netanyahu spinge Trump a riprendere la guerra con l’Iran: gli scenari dopo il rinnovo del Congresso

 

Proteste, Galimberti: “Non ci spaventiamo per le vetrine infrante, andrà avanti finché non ...

 

ULTIME NOTIZIE 2/11/2026 L’IRAN MINACCIA L’AMERICA, GLI USA CHIEDE UNA PACIFICAZIONE NEL MAR NERO

 

La magia del governo Meloni: la Manovra ha messo tutti d’accordo, nel protestare

 

Foggia - WWF, NON TOCCATE QUEGLI ALBERI #oggi #todaynews #foggia

 

lunedì 2 novembre 2026

Chi paga il conto del clima? I responsabili della crisi ci devono risarcire di Ferdinando Cotugno (Einaudi)

 





















L'ostacolo piú grande al capitalismo predatorio è il movimento per inchiodarlo alle sue responsabilità climatiche e alle conseguenze per il futuro della civiltà umana. La sfida della riparazione climatica diventerà lo spazio di una nuova lotta di classe, con soggetti, pratiche e concetti diversi da quella del Novecento. La transizione energetica ha innescato una nuova rivoluzione industriale che sta cambiando in modo irreversibile gli equilibri politici. Già dal 2030 uragani, allagamenti, siccità, calo dei raccolti e ondate di calore costeranno alle nazioni vulnerabili mezzo triliardo di dollari all'anno. Sono le meno responsabili della crisi, eppure ne pagheranno i costi piú alti. Chi pagherà i danni del clima? È una delle domande piú importanti alle quali la comunità dei Paesi dovrà trovare il modo di rispondere nei prossimi decenni. Il conto del clima dovrà pagarlo chi ha rotto, chi lo sta rompendo. I colpevoli stanno sfuggendo, e sfuggiranno ancora, ma quanto a lungo potranno sottrarsi alle loro responsabilità? Questa domanda è un'infrastruttura di lotta, giustizia e speranza politica. La questione non è piú se ci sarà una transizione energetica. La questione è se siamo ancora in grado di governarla e chi la governerà

Dove va l'America: le elezioni di midterm un test per gli Usa, non solo per Trump

 

50 anni di ’ndrangheta. Dentro l'organizzazione criminale più potente d'Italia di Nicola Gratteri, Antonio Nicaso (Fuoriscena)

  Una narrazione di grande respiro. Un vero e proprio libro di storia contemporanea, che ricorda le ambizioni di volumi come "Fratelli ...