Dialoghi scomodi: Conversazioni aperte su politica e società a cura di Leonardo Elia
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Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
domenica 4 gennaio 2026
Caro Presidente ... Intervento di Leonardo Elia
Alcune considerazioni sul discorso del presidente Mattarella alla nazione, nel consueto appuntamento di fine anno.
La prima riflessione viene però abbastanza istintiva,
giacchè le parole non sono forma ma hanno un significato preciso.
Mi riferisco a quando il nostro presidente della repubblica
parla della pace come valore giustamente assoluto. Quando parla della guerra
come metodo per imporre la volontà del più forte con la violenza.
Sia nei rapporti tra gli stati, sia all’interno della
comunità nazionale, e nelle varie comunità locali.
Con l’invito a moderare i toni , perché anche le parole possono veicolare sopraffazione.
Nulla da eccepire.
Se non fosse per alcune prese di posizione, francamente
inaccettabili, come paragonare la Russia al III reich, Putin a Hitler, qualcosa
di assolutamente fuori luogo, dal punto di vista storico, prima di tutto, che
un rappresentate istituzionale come il Presidente della repubblica italiana non
doveva dire.
Come parlare giustamente dei bombardamenti russi sulle città
ucraine, e subito dopo dispiacersi dei bimbi che muoiono di freddo a Gaza, non
aggiungendo che muoiono anche e principalmente per gli attacchi israeliani, sulle case, sulle tende , sugli
ospedali , sui civili , uccisi anche mentre stanno aspettando gli aiuti
umanitari, che l’esercito israeliano praticamente fa entrare nella striscia con il contagocce.
Lo stesso esercito che spara con l’artiglieria sui nostri
militari del contingente Unifil nel sud del Libano, su mandato Onu. E su questo fatto il Nostro non ha detto nulla
come non è intervenuto per difendere una cittadina italiana ,Francesca Albanese,
alto rappresentante dell’Onu per la Palestina, sottoposta a sanzioni solo per
aver denunciato la disumanità del governo israeliano e dei suoi alleati, tra
cui noi.
I silenzi hanno spesso più valore delle parole.
Capisco bisogna essere rassicuranti, quando finisce un anno drammatico come il
2025 ,ma perché tanta ipocrisia?
Il Presidente continua sfogliando l’immaginario album della
Repubblica Italiana, con le conquiste di
questi 80 anni.
Riforma fondiaria, suffragio universale, anche femminile,
statuto dei lavoratori, sanità pubblica, pianocasa e molte altre tutele di cui
siamo debitori ai padri costituenti, e ai governi della prima repubblica.
Il problema è che Mattarella incarna il vincolo esterno,
cioè quelle forze che dall’esterno, da
istituzioni estere , di fatto ci hanno obbligati a smantellare le conquiste costituzionali che lui stesso ha
citato. Forze queste che con la nostra democrazia non hanno niente a che fare.
Juncker ex commissario europeo ammise che quando
c’era qualche problema con i governi
in Italia , garantivano i
presidenti della repubblica.
Non posso non pensare al degno predecessore del presidente
in carica, Napolitano, che accompagnò la lettera di Trichet e Draghi, il
benemerito di tutti i partiti, al presidente del consiglio dell’epoca, che
portò Monti al governo, e inaugurò il periodo della tecnocrazia socialmente
sanguinaria nel nostro paese.
Nel momento in cui il Presidente Mattarella parla di difesa
europea, di spesa in armamenti , in deroga ai vincoli di bilancio imposti e intoccabili invece per sanità, wellfare ,
etc , si pone in sintonia assoluta con il suo predecessore , e in sintonia assoluta con i vincoli esterni che negli ultimi anni , hanno
impoverito economicamente, culturalmente la società italiana.
Di cui è specchio la classe politica, la peggiore della
nostra storia, che con un conformismo imbarazzante, sia di destra sia di sinistra, se ancora queste
definizioni valessero , non riesce neanche timidamente a levare una ben che
minima critica alle imbarazzanti prese di posizione del Quirinale.
Una classe politica che, negli ultimi trenta anni, ha
assistito e accompagnato lo svuotamento di funzioni del potere legislativo, del
parlamento, e quindi della sovranità popolare che questa istituzione incarna.
D’altra parte o si è fedeli al vincolo esterno, Bruxelles,
Nato, etc, o si risponde al vincolo interno, alla sovranità popolare, che si
esprime con le libere elezioni, messe a tacere da una legge elettorale infame,e
con la libertà di espressione, limitata illegalmente ora da norme liberticide.
Vi stavo augurando un sereno anno nuovo, sperando che fosse migliore del 2025, ma il 2026 è iniziato nella
peggior maniera.
Aspetto le dichiarazioni del nostro Presidente della
Repubblica su quello che sta succedendo in Venezuela.
Sono veramente curioso anche di conoscere l’atteggiamento
della Commissione Europea su questi
fatti drammatici.
P.P.Pasolini: l’ossimoro vivente di Donato Di Poce ( I Quaderni del Bardo Edizioni )
L'intellettuale più scandaloso del '900 come non l'avete mai letto - Perché Pasolini è, oggi più che mai, un "ossimoro vivente"? A 50 anni dalla sua tragica scomparsa, questo saggio appassionato di Donato Di Poce va oltre il mito e la cronaca, restituendoci l'intellettuale nella sua interezza. Poeta e cineasta, marxista e religioso , corsaro e critico: Pasolini è stato la contraddizione vivente che ha svelato le ipocrisie del potere. P.P.Pasolini: l'ossimoro vivente non è solo un omaggio, ma un'analisi militante che esplora l'intera galassia pasoliniana: dalla poesia al cinema , dalla narrativa al teatro di parola. Un viaggio nella "disperata vitalità" dell'autore più necessario del Novecento. Un libro fondamentale per chi non si accontenta delle definizioni facili e cerca ancora la verità "negli opposti"
sabato 3 gennaio 2026
venerdì 2 gennaio 2026
La pace che verrà. Immaginare il futuro dopo la guerra in Ucraina di Francesco Vietti (People,)
Sul campo di battaglia, russi e ucraini si combattono e muoiono ogni giorno per spostare il fronte un po’ più in là. In Europa, si fanno piani per trasformare il continente in un “porcospino d’acciaio”. Con l’intento di sfuggire all’assurdità di un racconto che normalizza questa violenza, l’autore ci conduce in Moldavia per incontrare chi non si arrende alle logiche del conflitto e si impegna in pratiche di cura, convivenza e riconciliazione. Le voci raccolte ci offrono una riflessione sul significato della pace, non solo come assenza di guerra, ma come lotta quotidiana per la giustizia sociale, la partecipazione democratica, i diritti delle minoranze e la libertà di dissentire. Una lotta disarmata e nonviolenta, eppure per nulla passiva e rinunciataria, cui non possiamo sottrarci neppure noi
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«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea». ...
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Con il fascino di un racconto sul campo, Gianluca Di Feo, giornalista con una lunga esperienza in tema di questioni belliche, spiega come qu...

