Dialoghi scomodi: Conversazioni aperte su politica e società a cura di Leonardo Elia
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giovedì 5 febbraio 2026
mercoledì 4 febbraio 2026
To be or not to be ... Novak Djokovic! Intervento di Leonardo Elia
Agli Australian Open di tennis la finale è stata vinta dallo
spagnolo Alcaraz, battendo Djokovic, serbo.
Non ho mai giocato a tennis , è uno sport che non conosco,
ma mi è comunque dispiaciuto che nelle semifinali sia stato battuto il nostro
bravissimo Sinner da Djokovic.
Ma parliamo del campione serbo.
Djokovic incarna le quattro parole che un tempo
significavano la sinistra, comunità, identità, sovranità, tradizione, una
collocazione del singolo in una storia, nella storia.
Non significano esclusione, ma danno , devono dare un
sostrato a tutti noi, devono dare una base a qualunque critica ad un’ordine
costituito.
il nostro è serbo, legatissimo alla sua comunità di
appartenenza, suo padre un serbo kossovaro.
Si dice che abbia scritto su una telecamera, che il Kossovo
è il cuore della nazione serba.
Djokovic è un personaggio con luci ed ombre, ma non si può
non dire che oltre ad essere un grande campione, un grande sportivo, difetti di
spina dorsale, come quando rifiutando la vaccinazione nella pandemia fu
trattenuto in un centro per migranti in Australia, e gli fu impedita la
partecipazione agli Australia Open 2022.
Per vincerli l’anno dopo, invitato a partecipare da quegli stessi
organizzatori .
Appartenere ad una comunità, identificarsi vuol dire anche,
esprimere il proprio dissenso nei confronti di chi la governa, appoggiando le
proteste studentesche che si trascinano in Serbia da mesi.
E per questo abbandonare la patria e trasferirsi con la
famiglia in Grecia.
Il suo attaccamento al Kossovo, dovrebbe farci pensare
all’operazione Nato, Allied Shield ,non approvata dall’Onu contro la Serbia,
che costò la vita a molti civili, in cui fu colpita l’ambasciata cinese, fu
creato uno stato, che per esempio Spagna e Romania non riconoscono, piazzato al centro dei
Balcani che ha sul suo territorio una enorme base americana.
Lo stato, la repubblica del Kossovo governata dai capi
,ultranazionalisti, degli insorti albanesi, che , con l’appoggio di noi europei
, stanno creando più di qualche problema alla minoranza serba, che vive lì da
secoli.
Allied shield a cui l’Italia ha concesso lo
spazio aereo, anche partecipando direttamente ai bombardamenti in Serbia, un
paese con cui abbiamo avuto sempre rapporti stretti, il nostro “estero Vicino”.
Massimo d’Alema presidente del consiglio si giustificò dicendo che se avessimo fatto
diversamente, saremmo stati isolati (sic). Oltre che per fermare un genocidio
in atto. Ricordo che applicare il termine genocidio ad accadimenti, da parte di
istituzioni, rimanda sempre a valutazioni politiche. Vedi la non applicazione
per il massacro di Gaza.
Allora Vicepresidente
Mattarella, anche ministro della difesa, che a Marsiglia l’anno passato,
paragona la Russia al Terzo Reich,e ora, presidente della repubblica , capo
supremo delle forze armate, rimane in silenzio quando l’esercito israeliano nel
sud del Libano fa fuoco con l’artiglieria su posizioni occupate dai nostri
soldati dell’Unifil, e si accontenta della convocazione di Tajani
dell’ambasciatore israeliano, quando un israeliano in cis Giordania obbliga due
carabinieri, in missione istituzionale, a mettersi in ginocchio davanti a lui,
minacciandoli con un’arma.
Sull’uomo Djokovic si
può discutere, come tutti è una persona con luci ed ombre, ma con tutte le sue contraddizioni , non difetta di schiena
dritta. E nella società in cui viviamo c’è un’estremo bisogno di persone con la
schiena dritta.
A proposito di uomini con spina dorsale e con cervello
funzionante è stato ucciso in Libia, il figlio di Gheddafi, che forse, per il
suo carisma, per la sua autorevolezza, avrebbe potuto unificare e pacificare
quello sfortunato paese.
Nell’interesse dell’Italia. Ma questa è un’altra storia.
U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra di Pietro Grasso (Feltrinelli)
«Ho visto lo Stato vincere non solo arrestando i mafiosi, ma rispettando la legge anche con chi ne era stato il nemico.»
Arriva la conferma: Saif al-Islam Gheddafi è stato ucciso in Libia
martedì 3 febbraio 2026
Dalla parte giusta. Storie di eroi sconosciuti delle forze di polizia di Gennaro Capoluongo (Mursia)
«Poliziotti coraggiosi e silenti che, lontani dai riflettori mediatici, cercano di proteggere cittadini onesti.» La sicurezza non è solo ordine pubblico: è benessere sociale, fiducia nello Stato, speranza nel futuro. Con questo spirito Gennaro Capoluongo, uomo delle istituzioni e investigatore di lungo corso, ci conduce dietro le quinte del lavoro quotidiano delle Forze di Polizia. Attraverso una raccolta di memorie autentiche, racconta il volto umano della legalità: storie di agenti, funzionari e collaboratori che operano nell’ombra con coraggio, dedizione e profondo senso civico. Dalla lotta alla criminalità organizzata in Italia alle missioni internazionali contro il terrorismo e i traffici illeciti, passando per esperienze presso Interpol, Europol e le Nazioni Unite, l’Autore restituisce uno spaccato vivido, emozionante e inedito di chi lavora per proteggere i più fragili. Un libro necessario, per comprendere quanto la sicurezza di un Paese sia connessa al valore degli uomini e delle donne che la garantiscono. Perché essere «dalla parte giusta» non è un motto: è una scelta quotidiana



