Scritta per metà in latino e per metà in russo, secondo la celebre definizione di Piero Calamandrei, la nostra Costituzione fu il risultato del compromesso tra le due grandi culture politiche dominanti nell'Assemblea Costituente, quella democratico-cristiana e quella social-comunista, ovvero l'espressione delle principali forze che dopo la Liberazione dal fascismo avviarono il nostro Paese sulla strada della democrazia. Nata dalla Resistenza e nel segno dell'incipiente Guerra fredda, la Carta fu dunque il punto d'incontro di visioni e valori diversi: alto e nobile in molti casi, ambiguo e generico in altri, soprattutto nella seconda parte. Perché allora, a ottant'anni di distanza, sembra impraticabile qualsiasi riforma del testo costituzionale? Perché ogni volta che si è tentato di ammodernarlo, di adeguarlo alle esigenze di un Paese ormai diverso - cosa per altro prevista e auspicata dagli stessi costituenti - si lancia l'allarme democratico? In questo saggio, Antonio Polito invita a riscoprire la nostra Carta portando alla luce quelle parti che vengono troppo spesso ignorate e nascoste nel dibattito pubblico, per ragioni di convenienza politica. Un'accurata e coraggiosa analisi che mostra come la nostra Costituzione sia stata progressivamente oggetto di un processo di appropriazione, in particolare da parte della sinistra, unica forza rimasta in piedi tra quelle che la scrissero, dopo la scomparsa della Democrazia Cristiana e delle tradizioni azioniste e liberali. La Costituzione finisce così per essere citata selettivamente: una riga sì e l'altra no, un comma sì e uno no. Un travisamento che avviene soprattutto per i diritti, molto sbandierati, rispetto ai doveri, invece dimenticati. Attraverso un ampio excursus storico e attingendo agli atti della Costituente, l'autore torna alle origini del testo costituzionale, accompagnandoci in una riflessione attenta e attuale sulla nostra Carta fondamentale, restituendole la complessità che merita e spesso viene taciuta
Dialoghi scomodi: Conversazioni aperte su politica e società a cura di Leonardo Elia
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GLI INTERVENTI DI LEONARDO ELIA
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Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
domenica 17 maggio 2026
La sciamana. Meloni, l'ultima trumpista: fenomenologia della destra illiberale di Massimo Giannini (Rizzoli)
Con una scrittura lucida e incalzante, Giannini ripercorre le tappe del trump-melonismo e di una destra che governa dentro le istituzioni mentre ne erode il senso, che invoca l'ordine coltivando l'eccezione, che parla di libertà restringendo progressivamente lo spazio del dissenso. Una stagione che racconta la fragilità crescente delle democrazie contemporanee, quando il potere personale prende il posto delle regole. E pone una domanda decisiva: cosa resta della democrazia quando chi governa sostiene di essere l'unico a rappresentarla?
La tua solitudine è il nostro business. Come l'intelligenza artificiale sta trasformando le nostre relazioni di Serena Mazzini (Rizzoli)
La tua solitudine è il nostro business è un'indagine culturale e politica che ci invita a porci una domanda fondamentale: a chi serve davvero questa tecnologia?
«Più imparavo a familiarizzare con queste tecnologie, più vedevo il pattern: fanno tutte parte dello stesso meccanismo. Un unico mercato dell'intimità umana con un principio semplice: più l'essere umano è fragile, più parla; più parla, più produce dati; più produce dati, più il sistema si perfeziona e diventa difficile da abbandonare.»
sabato 16 maggio 2026
venerdì 15 maggio 2026
Amnesia - Intervento di Leonardo Elia
Il 9 maggio ricorre la fine di quel grande massacro che è stata la II guerra mondiale , con la resa a Berlino della Germania nazista.
La liberazione da un incubo.
Chiamo questo
intervento amnesia, perché dal nostro orizzonte storico, il ruolo e il peso,
che ha avuto l’Unione Sovietica nella sconfitta dei nazisti, è sparito .
Con Macron che non invita la Federazione Russa agli 80 anni
dello sbarco in Normandia, come è esclusa dalla commemorazione della
liberazione di Auschwitz , da parte dei sovietici il 27 gennaio del 1945.
Questa amnesia ,figlia di una posticcia cultura di guerra,
della russofobia dilagante in Europa occidentale, non trova riscontro nelle
opinioni pubbliche, se non in alcuni paesi , quelli che gravitano intorno al
mar Baltico, e principalmente si basa su una colossale mistificazione storica.
Perché è un falso non riconoscere che l’Unione Sovietica ha
sconfitto la Germania Nazista, e tutti i vari fascismi, compreso il nostro, che
ne hanno appoggiato l’azione. Pagando , i russi, un enorme tributo di sangue, tra civili e militari , si
calcola 26 milioni di caduti, di morte e di distruzione.
Principalmente tutti i vari nazismi collaborazionisti, principalmente dei paesi baltici e dell’ Ucraina, insuperabili nelle deportazioni e assassini di civili innocenti , ora riesumati e ascoltati da Bruxelles e Washington.
Il 9 giugno dovrebbe essere festeggiato come un 25 aprile
europeo.
La russofobia, generata da un timore di espansionismo
russo senza nessuna base
storica e politica, nata dall’invasione dell’Ucraina, guerra provocata e
voluta da inglesi e americani, è funzionale ad elites, economiche e politiche ,
che con la paura pretendono di imporre
scelte che dovrebbero basarsi sul
consenso dei cittadini ,che invece hanno
perso. Di fronte ad una crisi economica e sociale, generata da una guerra alle
porte di casa, e aggravata da quello che succede nel golfo persico, pensano al
riarmo e a guerre future, che notoriamente impoveriscono i tanti e
arricchiscono i pochi, noti.
Con aziende europee, anche italiane, che sviluppano e
producono sistemi d’arma insieme e per l’Ucraina. Siamo diventati
co-belligeranti a tutti gli effetti contro la Russia dell’Operazione militare
speciale.
Posizione impegnativa e pericolosa. Posizione impegnativa e
pericolosa che non è gradita ai cittadini europei, vedi le manifestazioni dei
giovani tedeschi contro la reintroduzione della leva obbligatoria.
Bisogna disarticolare la logica di guerra che opprime i
popoli della EU, la opposizione sociale che utilizza denaro pubblico per le
armi sottraendolo ai veri bisogni di noi cittadini. Una opposizione però che
stenta a trovare una espressione
politica , parlamentare, almeno in Italia. Che una volta per tutte , mandi a
casa Von der Leien, e i suoi sodali.
Ma forse in Europa si muove qualcosa
giovedì 14 maggio 2026
mercoledì 13 maggio 2026
martedì 12 maggio 2026
lunedì 11 maggio 2026
A patti con il nemico. Storia del mondo in 30 trattati di pace di Gastone Breccia (Marsilio)
«Sì, c’è vita su questo pianeta e dappertutto odore di questa vita, tracce, orme e vestigia, c’è amore per questa vita e sollievo nel toccarla e vedere che ancora ce n’è. E non finisce mai di bastare.»
Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele di Omer Bartov (Laterza)
Illuminante e urgente, Nell’abisso è un libro fondamentale per chiunque cerchi di comprendere uno dei conflitti più violenti e devastanti di questo secolo.
«Genocidio, antisemitismo, memoria dell’Olocausto. Israele e Palestina in un libro che unisce al rigore storico l’impegno per un futuro di giustizia e di pace.» - Anna Foa
«Omer Bartov esplora la calamità più orribile e sconcertante del nostro tempo con una rara combinazione di sensibilità e impeccabile erudizione. Chiunque sia turbato e spaventato dall’attuale pantano morale e intellettuale dovrebbe leggerlo.» - Pankaj Mishra
Comunismo. Un'altra storia di Luciano Canfora (Feltrinelli)
Questo saggio di Luciano Canfora ci rammemora che l'uguaglianza è una pulsione ineludibile che richiede una lotta costante, ormai su scala globale. Il comunismo, nato come sogno europeo di emancipazione, è oggi il nome politico dell'anti-imperialismo mondiale. La sua storia coincide con la crisi del dominio occidentale e non si è ancora conclusa.
«La libertà è un ideale intermittente, l'uguaglianza, invece, è una necessità che si ripresenta continuamente. E oggi il suo scenario è l'intero pianeta.»
domenica 10 maggio 2026
La Costituzione non è di sinistra. Contro l'uso politico della carta di Antonio Polito (Silvio Berlusconi Editore)
Scritta per metà in latino e per metà in russo, secondo la celebre definizione di Piero Calamandrei, la nostra Costituzione fu il risultat...
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In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lung...
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E cade la maschera di Harvard — Das Böse Büro





