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Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Potere vuol dire determinare i limiti del pensabile

Ipse dixit ...

Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Seneca - Il Tempo

Dubitando ....

Dubitando ad veritatem pervenimus - Cicerone

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Festìna lente ("Affrettati lentamente") - Svetonio

Più che dare risposte sensate ...

«Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate.» Claude Lévi-Strauss

mercoledì 28 ottobre 2026

Youssef Siher, il mostro in prima pagina. E se domani toccasse a noi?

 

Perché godiamo della nostra oppressione. Guida al plusgodere contemporaneo di Slavoj Žižek (Ponte alle Grazie)

 


















Una «guida perversa» di imparagonabile acutezza per comprendere la nostra epoca.


Il capitalismo globale è avviato verso l'apocalisse? Perché la follia sembra l'unica «regola» del nostro mondo? Perché non possiamo fare a meno di sentirci avvinti a ciò che ci opprime? E soprattutto, perché tutto appare ineluttabile, immodificabile? In questo libro, Slavoj Žižek si addentra nel meccanismo che regge le nostre società in decadenza: il plusgodere, il godimento perverso della rinuncia con cui il potere afferma la sua presa su di noi. L'analisi di Žižek parte dal capitalismo globale come fonte primaria della follia del nostro mondo, per prendere poi in considerazione le forme della vita psichica su cui si basano i rapporti sociali di sfruttamento, e arrivare infine al disordine della nostra economia libidica: il plusgodere – in un progressivo avvicinamento al Finale del libro, in cui viene articolata la posizione esistenziale che ci permetterebbe di uscire dall'impasse senza regredire a forme arcaiche di fondamentalismo. Attraversando tutto ciò che urge nel mondo attuale, dal riscaldamento globale alle derive del politicamente corretto, dalla Cina di Xi Jinping ai no-vax, dal neofeudalesimo delle Big Tech al neofascismo suprematista, l'autore salta da Hegel alle commedie hollywoodiane, da Kant ai vampiri, dalle espressioni lgbtq+ alle volgarità slovene, dalla soggettività rivoluzionaria a Joker, in una manifestazione tra le più impressionanti del suo stile pirotecnico. Perché godiamo della nostra oppressione è uno dei lavori più importanti di Slavoj Žižek, forse uno dei pochi libri contemporanei capaci di segnare un punto di svolta.

La finanza è colpevole. Storia e cronache dall'abisso di Alessandro Volpi (Einaudi)

 




















Alessandro Volpi indaga e denuncia le straordinarie responsabilità della finanza per quanto riguarda l'ingiustizia sociale e propone alcune ipotesi di uscita da una simile, asfissiante, condizione.


Negli ultimi tre decenni l'economia mondiale si è finanziarizzata e il monopolio si è concentrato nelle mani di pochi grandi fondi americani. È l'ora di denunciare le straordinarie responsabilità della finanza per quanto riguarda gli effetti che ha generato nel nostro Paese. Negli ultimi tre decenni l'economia mondiale si è finanziarizzata; il monopolio si è concentrato nelle mani di pochi grandi fondi americani, che gestiscono il risparmio globale e hanno acquisito partecipazioni praticamente ovunque. Anche la società italiana è parte di questo processo e ha conosciuto una profonda accentuazione delle disuguaglianze sociali, che dipendono dalla centralità che la finanza ha assunto in interi settori. Soprattutto, la finanza si è impossessata del risparmio del nostro Paese e ne ha fatto lo strumento per innumerevoli speculazioni con l'indispensabile sostegno di politiche conniventi

martedì 27 ottobre 2026

L'ultima duchessa. La strana e sinistra storia degli ultimi anni di Wallis Simpson, duchessa di Windsor di Caroline Blackwood (Gramma Feltrinelli)

 Gli ultimi misteriosi e sinistri anni della vita di Wallis Simpson.

Un’inchiesta che ha la forma di un giallo irresistibile.

«Un libro molto affascinante sulla duchessa di Windsor, che è insieme un noir e un racconto biografico e morale. Caroline Blackwood mette in scena personaggi che sembrano usciti da Le relazioni pericolose, con una trama degna di Henry James.» - Michiko Kakutani, The New York Times

«Caroline Blackwood è una scrittrice di raro talento, autrice di libri pervasi di un’ironia tagliente sulle ferite e i privilegi di classe, sull’inumanità delle donne verso le donne, sulla cattiveria, sull’avidità, sull’abiezione, sulla famiglia e sui suoi mostri.» - The New Yorker


Nel 1980 il “Sunday Times” incaricò Caroline Blackwood di intervistare la duchessa di Windsor. La scrittrice partì alla volta di Parigi per raggiungere la casa affacciata sul Bois de Boulogne in cui Wallis Simpson si era rifugiata dopo la morte del duca. Partì in compagnia di Lord Snowdon, ex marito della principessa Margaret, che doveva provvedere al servizio fotografico. Sino a pochi anni prima in quel palazzo si aggirava un esercito di valletti, maggiordomi, cuochi, giardinieri chiamati ad allietare ospiti accorsi da ogni angolo del mondo per omaggiare la coppia più glamour, scandalosa, celebre del momento. Snowdon e la Blackwood erano eccitati all'idea di incontrare la duchessa immortalata in indimenticabili scatti da Cecil Beaton. I due, tuttavia, non la incontrarono mai, non la videro mai, non udirono mai le sue parole. Raccolsero voci non su un'affascinante duchessa, ma su una donna malferma, ridotta a un'ombra, a una “povera creatura con gli occhi spalancati a fissare disperatamente il vuoto”. Voci che rimasero tali, dato che tra loro e la duchessa si ergeva un ostacolo insormontabile: Maître Suzanne Blum, la terribile, temutissima avvocata ebrea francese che, alla morte del duca, aveva ottenuto la tutela della Simpson e il controllo totale del patrimonio dei Windsor. Una donna feroce e imprevedibile che impediva persino agli amici di vedere la duchessa e minacciava chiunque scrivesse su di lei qualcosa che non uscisse dalla sua bocca. "L'ultima duchessa" è il racconto del corpo a corpo che Caroline Blackwood ingaggiò con lei per giungere invano all'incontro con la Simpson. Un racconto che diventa un'inchiesta e un giallo irresistibili, oltre che il magistrale ritratto di una manipolatrice, o forse semplicemente di un'amante crudele





LA POESIA COME COSMO CONTRO IL VUOTO DIGITALE: ESCE "BIANCANEVE SI È AMMALATA" DI ELENA GLAZOVA (a cura di Paolo Galvagni)

 Un viaggio distopico e sinestetico tra miti decostruiti, corpi mercificati e intelligenza artificiale firmato da una delle voci più radicali dell'arte visiva e performativa contemporanea.

LECCE / RIGA — Esce  per i tipi de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno (collana di poesia slava contemporanea a cura di Paolo Galvagni) l'attesa raccolta poetica "Biancaneve si è ammalata" della pluripremiata artista e poetessa lettone Elena Glazova. Tradotto con maestria dallo slavista Paolo Galvagni, il volume rappresenta un vero e proprio terremoto linguistico ed estetico nel panorama letterario europeo odierno.

Nata a Riga e figura centrale della scena internazionale della poesia visiva e della sound-art, Elena Glazova offre con quest'opera una diagnosi impietosa e visionaria della società post-capitalista. La fiaba dei fratelli Grimm viene completamente riscritta e sovvertita: Biancaneve si ammala, viene sostituita da un ginoide imperfetto per mancanza di lubrificante, mentre la vera eroina fugge nella foresta solo per essere scambiata per un animale dal cacciatore e affidare il suo ultimo istante a una macchina fotografica Polaroid — l'ultimo baluardo d'originalità in un mondo di copie e flussi di dati algoritmici.

Biancaneve si è ammalata di Elena Glazova è un’opera radicale e spiazzante, una favola filosofica postmoderna che scardina i confini della poesia contemporanea. In un mondo in cui persino le fiabe vengono appaltate a ginoidi difettosi e l'amore si riduce a un match su un'app, l'autrice ed artista totale Elena Glazova costruisce un percorso visivo e sinestetico di inaudita potenza. Attraverso immagini disturbanti e folgoranti — dai polipi cerosi che fuoriescono dalle statue di vetro alla polaroid come estremo baluardo dell'originale contro la copia — il libro trasmette un'inquietudine lucida e magnetica. Un testo imprescindibile per chi cerca una letteratura che non consola, ma morde il reale. In sintesi il principium individuationis dell’opera di quest’autrice davvero singolare è la decostruzione dei miti culturali e fiabeschi nell'era digitale, il post-capitalismo, la mercificazione del corpo e l'estinzione del linguaggio. Il messaggio chiave sostiene che la scrittura non debba cedere alle lusinghe del mercato o del pubblico, ma farsi strumento radicale di auto-organizzazione e resistenza ontologica, trasformando il vuoto in un nuovo cosmo critico

Il volume si muove dunque agilmente tra suggestioni che uniscono la Genesi alla musica techno, Euripide a Pasolini, e le performance multimediali del gruppo "Orbita" alle nevrosi delle app di incontri. I testi non descrivono semplicemente il reale, ma lo scompongono attraverso una scrittura sinestetica in cui la materia densa (miele, olio, sangue, colature di vernice e polipi cerosi) si fa schermo pulsante. Come afferma l'autrice con la sua consueta intransigenza intellettuale: «La scrittura è un metodo di auto-organizzazione, attraverso cui il vuoto si tramuta nel cosmo. Orientarsi verso il pubblico è una variante di prostituzione».

Il curatore Paolo Galvagni sottolinea l'importanza di un'operazione culturale che porta in Italia una delle autrici più complesse e affascinanti dell'area baltica e russofono-europea, capace di fondere la tradizione della grande poesia russa con le tensioni estetiche dell'arte contemporanea globale. Con una veste grafica curata nei minimi dettagli da Mauro Marino presso il Fondo Verri di Lecce, il libro si candida a diventare un oggetto di culto per lettori colti, critici e amanti della letteratura di confine.

«Le immagini di Elena Glazova combinano in modo paradossale la densa tangibilità della materia con la mediazione dell'immagine: testi nei quali catene di immagini sono costruite come chiara consequenzialità narrativa ed esperimenti di favola filosofica postmoderna.» — Igor' Gubenko

 

la banalità del male

di colore arancione

le ombre grigie su metà volto

da qui una sfumatura grigia

compare la pensierosità

la mano nero-grigia

perché mai il male è banale

come questa rotazione

arancione del volto

la mano grigia

 il palmo roseo

la mano si gira col palmo

riluce di rosa

“lui ha compiuto il suo dovere

lui ha obbedito alla legge”

 

 

il curatore - Paolo Galvagni (1967). Laureato in Lingua e letteratura russa all'Università di Bologna, ha trascorso periodi di studio a Mosca, Minsk, Kiev e San Pietroburgo. Collabora con riviste e case editrici, per le quali traduce testi di poeti e narratori russi e ucraini, con specifica attenzione alla poesia contemporanea. Nel 2014 gli è stato assegnato il Premio “Andrej Belyj” (San Pietroburgo) per le traduzioni. Nel 2018 ha partecipato al Festival “Vasari” di Nižnij Novgorod (versioni di poeti italiani contemporanei in russo). Tra gli autori tradotti si ricordano M. Cvetaeva, A. Achmatova, S. Esenin, A. Blok, N. Kljuev, Vl. Majakovskij, L. Andreev, M. Gor’kij, Vl. Vysockij. Tra i contemporanei: E. Schwarz, V. Filippov, S. Zav’jalov, S. Stratanovskij, G. Ajgi, D. Grigor’ev, B. Ostanin. Si occupa anche di letteratura russofona (poeti di lingua russa fuori dalla Russia): Ch. Zakirov. Š. Abdullaev, L. Joonas, I. Kotjuch

 

INFO LINK NELLA SEZIONE BLOG DEL SITO I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO

https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/





 

Stalking all’ex moglie : chiesta condanna per un 65enne #topnews

 

lunedì 26 ottobre 2026

Servire al popolo. La sfida della sinistra oltre il no alla Meloni di Alessandro De Angelis (Solferino)

 





















C’è una parola che domina il nostro tempo: paura. Paura di perdere benessere, lavoro, certezze. Paura del futuro. Nell’era dell’insicurezza, il populismo sovranista raccoglie consensi trasformando il disagio in rabbia e cultura del nemico. Per questo Meloni, come Trump e come altri, è solo un epifenomeno di una crisi democratica più profonda: la percezione, da parte dei cittadini, che la politica non sia in grado di gestire il radicale cambio d’epoca che ci troviamo a vivere, mentre una frattura sempre più grave si allarga tra classi dirigenti e popolo. Il problema è di tutti, ma per la sinistra, nata per rappresentare e difendere proprio le classi più deboli, è la certificazione di una sconfitta culturale, un tradimento delle proprie ragioni. E una sinistra che si indigna ma non ascolta, che è «contro» ma non riesce a comunicare il senso di una nuova missione, non riuscirà a riconquistare una connessione sentimentale con il popolo. Nello schema identità contro identità, vince la destra; la sfida, invece, è conquistare cuori e cervelli attraverso un vero progetto alternativo. Questo libro è storia, analisi, provocazione ma anche passione e stimolo per le forze progressiste: perché apre alla speranza di un cambiamento e propone possibili vie d’uscita dalla nostra crisi quasi trentennale. Tra queste, riappropriarsi di parole strumentalizzate dalla destra come «nazione», «sovranità» e su tutte «sicurezza». E misurarsi, in termini gramsciani, col «senso comune»: anziché parlare agli elettori da improbabili altezze leaderistiche, farsi popolo, accantonando l’ambizione personale in nome di una grande ambizione collettiva. Perché la sinistra, senza popolo, semplicemente non è. Prefazione di Maurizio de Giovanni

Orsini: "L’Europa è diventata una macchina da guerra"

 

Travaglio: “Regia russa dietro gli scontri? Con le panzane su Putin riabilitiamo la sua propaganda”

 

ULTIME NOTIZIE 26/10/2026 L’IRAN DI NUOVO PROPONE DI APRIRE LO STRETTO, LA GB SI PREPARA ALLA GUERRA

 

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domenica 25 ottobre 2026

Perché la guerra e non la rivoluzione? di Maurizio Lazzarato (Mimesis)

 





















Nel presente volume Maurizio Lazzarato affronta le guerre in corso nel tentativo di comprenderne le ragioni mentre accadono, senza separare l’analisi dell’attualità da una riflessione di fondo sui nodi teorici che implica. La guerra riporta infatti brutalmente al centro questioni che pensavamo archiviate, come, ad esempio, cosa significhi oggi “guerra” e “guerra civile” o quale rapporto leghi capitalismo e Stato. Per rispondere, l’autore costruisce un confronto serrato tra pensiero contemporaneo e tradizione critica del Novecento, mettendo in dialogo Foucault, Deleuze, Negri, Weil e Arendt con Lenin, Luxemburg, Hilferding, Korsch e Mattick. Ne emerge una mappa teorica capace di illuminare il presente senza semplificarlo. Un testo diretto e rigoroso, che non offre consolazioni ma strumenti critici per capire il tempo in cui viviamo.

La tecno-oligarchia è PEGGIO del fascismo?

 

Francia: manifestazioni in tutto il paese. Dispiegati 70mila agenti. Parigi blindata e musei chiusi

 

Maculopatie, al Fazzi due giornate di screening dedicate alla prevenzione #topnews #Fazzi #lecce

 

Caracciolo a Otto e Mezzo: Piazze calde, propaganda e militarizzazione. L'importanza della scuola

 

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO

 

Il cinema coreano protagonista a Milano con “Sogno ad occhi aperti”

 Il 31 ottobre, proiezione del cortometraggio di Hong Young A e incontro con gli ospiti per approfondire il linguaggio cinematografico e favorire il dialogo tra culture. Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 15:00, il Korean Cultural Center PARLIAMO COREANO A.P.S. ospiterà presso la propria sede in Via Guerzoni 23 a Milano la proiezione del cortometraggio Sogno ad occhi aperti (백일몽, Daydreaming, 2022). L’opera è diretta dalla regista sudcoreana Hong Young A, che sarà presente per incontrare il pubblico. Ambientato in Corea del Sud durante la pandemia di COVID-19, il cortometraggio racconta la storia di un corriere che cerca di conciliare le esigenze del proprio lavoro con la cura della madre anziana, affetta da demenza. Una vicenda intima che esplora la fragilità dei legami, le difficoltà della cura e le condizioni della quotidianità in un periodo segnato dall’emergenza sanitaria. L’opera ha ottenuto l’Outstanding Excellence Award for Best Short Film al WRPN Women’s International Film Festival ed è stata selezionata per diversi festival cinematografici internazionali, tra cui il Golden Short Film Festival in Italia. Al termine della proiezione, Hong Young A dialogherà con il regista italiano Luca Cusani e il professor Stefano Locati dell’Università IULM di Milano. A partire dai temi del cortometraggio, l’incontro offrirà l’occasione di approfondire il lavoro della regista e di confrontarsi sulle scelte narrative e sui diversi modi in cui il cinema racconta la società e le relazioni umane, anche attraverso prospettive culturali coreane e italiane. Il pubblico potrà inoltre intervenire con domande e condividere le proprie impressioni, contribuendo a un’esperienza di scambio tra spettatori, autori e studiosi. 

L’iniziativa si inserisce nel programma di attività del Korean Cultural Center PARLIAMO COREANO A.P.S., impegnato nella diffusione della lingua e della cultura coreana e nella promozione degli scambi culturali tra Corea e Italia. 

INFORMAZIONI SULL’EVENTO Cinema coreano – Proiezione e incontro con la regista e gli ospiti Data: sabato 31 ottobre 2026 
Orario: ore 15:00 
Luogo: Korean Cultural Center 
PARLIAMO COREANO A.P.S. 
Indirizzo: Via Guerzoni 23, Milano Ingresso: gratuito, su prenotazione 

CONTATTI STAMPA Korean Cultural Center PARLIAMO COREANO A.P.S.
info@parliamocoreano.com 








sabato 24 ottobre 2026

Faccia a faccia con Putin. L'intervista esclusiva di Stefano Polli (Rubbettino)

 





















A un metro da Vladimir Putin. Stefano Polli, unico giornalista italiano ad aver incontrato lo Zar dall’inizio della guerra in Ucraina, ci conduce dentro la blindatissima sede della Gazprom a San Pietroburgo. In questo straordinario faccia a faccia di tre ore e mezzo, l’autore decodifica gli atteggiamenti, gli sguardi gelidi e la narrazione del leader russo attraverso un serrato fact-checking. Ma il viaggio non si ferma qui: si estende alla vita quotidiana dei russi sotto le sanzioni e si espande in un’analisi geopolitica cruciale sul ruolo dell’Europa, l’incognita Trump e le ombre di un nuovo disordine globale. Un reportage editato in collaborazione con l’associazione La Nuova Europa nell’ambito di una nuova collana d’attualità imperdibile, sospeso sull’orlo del baratro, per capire dove sta andando il mondo

DISAGIO GIOVANILE: NÉ COLORE POLITICO NÉ MOTIVI RAZIONALI

 

"Provate a prenderci": il Movimento 17 ottobre cambia strategia, massima allerta nelle città

 

Netanyahu chiude la Cisgiordania

 

TARANTO - EX ILVA MENTRE A GENOVA SI SGANCIANO, QUI SI ATTENDE LA CASSAZIONE #topnews #ilva #genova

 

venerdì 23 ottobre 2026

Liberticidio. Come muore la democrazia con Donald Trump di Rula Jebreal (Piemme)

 

















Un'analisi lucida e documentata che svela l'architettura del nuovo fascismo americano.

«La democrazia muore nel silenzio e nell'omertà. Le reti di ricatto politico e sessuale, gli abusi di potere e la complicità dei media non si fermano ai confini americani: sono l'arma usata per distruggere lo Stato di diritto globale.»


Gli Stati Uniti attraversano una profonda crisi costituzionale, segnata dall'erosione delle garanzie democratiche e dall'affermazione di un modello autoritario estremamente pericoloso. In Liberticidio, Rula Jebreal analizza la presidenza di Donald Trump, delineando un sistema in cui la gestione del potere è funzionale all'arricchimento personale e a spietate logiche di ritorsione. E così la repubblica viene svuotata dall'interno: dal tentativo di soppressione del voto alla discriminazione delle minoranze, fino all'attacco alla libertà di stampa, con reti televisive acquisite da magnati asserviti all'esecutivo; il tutto mentre lo scandalo Epstein viene visto non soltanto come una rete di abusi sessuali, ma come una vera e propria operazione di intelligence ed estorsione di massa, orchestrata per ricattare l'élite mondiale e assoggettare la politica estera americana agli interessi di potenze straniere. Liberticidio dimostra così un teorema inequivocabile: l'impunità garantita ai crimini internazionali e il sostegno a politiche coloniali e genocidarie all'estero si riflettono direttamente nella distruzione dello Stato di diritto in patria

ULTIME NOTIZIE 23/10/2026 GLI USA E ISRAELE SI PREPARANO A COLPITE L’IRAN, TRUMP VUOLE L’ACCORDO

 

Proteste e carovita, Massimo Cacciari: “C’è una crisi generale europea, una crisi tra ...

 

Divieti, precetti, carceri e blindati per strada: il senso del governo Meloni per la democrazia

 

Convegno CIA: territori che rigenerano, la sostenibilità delle aree interne #cia #topnews #top

 

BRINDISI - Autotrasportatori: presidio sospeso ma la protesta resta aperta #top #topnews

 

giovedì 22 ottobre 2026

Le mappe per capire il potere. I dieci scenari interconnessi del nostro mondo di Maurizio Molinari (Rizzoli)

 



















«Ogni stagione della Storia esprime un diverso equilibrio di forza, e le mappe geografiche sono lì a rappresentarlo. Nel corso dei millenni il potere non ha mai avuto la stessa forma, né una rappresentazione cartografica simile.»


È nella geografia, e nelle informazioni che una mappa può contenere, la chiave per capire la transizione rapidissima in cui è immerso il nostro presente. Maurizio Molinari, tra i più attenti osservatori «del mondo che cambia» nel panorama italiano e internazionale, individua così dieci direttrici per leggere il nostro tempo. Dalla geopolitica delle relazioni internazionali alle armi - convenzionali, cyber, di ultima generazione-, dall'influenza digitale alle risorse critiche, passando per demografia, energia, commercio, tecnologia, queste pagine spiegano, analizzano, mettono in relazione reciproca i fattori e le forze in campo, offrendo al lettore «una bussola sul mondo in bilico, uno strumento di interpretazione non solo delle partite cruciali, dei maggiori attori e dei loro interessi strategici, ma soprattutto del mutare dell'idea stessa di potere». Un vero e proprio «atlante del potere globale», quindi, un volume prezioso e densissimo, seppur di agile lettura, che non ha, come dice Molinari, «la certezza» di fornire tutte le risposte, ma vuole offrire al grande pubblico «la consapevolezza di conoscere le domande giuste». Perché la sfida tra le due superpotenze di oggi, Stati Uniti e Cina, segna una realtà ormai terribilmente palese e destinata a incidere profondamente sull'alba di questo terzo millennio: «Un'epoca in cui nulla è più come prima: il vecchio ordine si sgretola, ma il nuovo non è ancora nato»