Giustizia e politica. Clima da resa dei conti, alla vigilia di un referendum tra i più importanti degli ultimi trent’anni. Confermare o bocciare la riforma costituzionale a firma Meloni-Nordio? La posta in gioco è alta. Il testo non si limita a separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri. Che è già un dato di fatto. Ambisce a mutare l’equilibrio tra poteri dello Stato e a liberare la politica da ogni controllo. Smantella quelle garanzie volute dai costituenti nel 1948, per affrancare i magistrati da qualsiasi condizionamento e creare i presupposti per renderli imparziali. I sostenitori del “sì” promuovono un’idea di magistratura allineata alla maggioranza di turno. Affermano che avremo una giustizia più efficiente. Sarà così? Saremo tutti uguali davanti alla legge? Ci saranno argini all’arbitrio di chi comanda? Sono gli interrogativi a cui rispondono i due autori, anche richiamando leggi introdotte negli ultimi anni, processi della storia passata e recente, esperienze di altri Paesi e opinioni che fanno discutere l’Italia dai tempi di Mani pulite
Dialoghi scomodi: Conversazioni aperte su politica e società a cura di Leonardo Elia
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Salute e benessere a cura di Leonardo Elia
sabato 10 gennaio 2026
venerdì 9 gennaio 2026
Minacce ibride. Dinamiche strategiche, implicazioni geopolitiche ed economiche del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca di Francesco D'Arrigo , Tommaso Alessandro De Filippo (Paesi Edizioni)
Nel suo secondo mandato alla Casa Bianca il presidente Donald Trump sta puntando su una politica estera muscolare. Una strategia che fa leva su tattiche ibride: ingerenze nelle elezioni e nei sistemi costituzionali degli Stati alleati, guerre economiche, raid militari, ricerca del controllo dei mari e degli stretti strategici, annunci di annessioni territoriali, delegittimazione degli organismi internazionali e delle alleanze storiche, disinformazione attraverso i social, esaltazione del radicalismo religioso. Uno tsunami geopolitico che sta provocando una profonda faglia nei rapporti tra l’Unione Europea e gli Usa, sollevando interrogativi sulla sostenibilità dell’Alleanza Transatlantica. Questo libro fornisce strumenti utili per comprendere l’attuale disordine globale. Con i contributi di Ruslan Bortnik, Oksana Krasovskaya, Arduino Paniccia, Davide Giacalone, Anna Zafesova, Giorgio Arfaras e il patrocinio dell’Istituto Italiano di Studi Strategici “Niccolò Machiavelli”
giovedì 8 gennaio 2026
Sulle tracce della socialdemocrazia. l’altra storia dei socialisti italiani 1925-1964. Raccolta di scritti 2006-2024 di Michele Donno (Pensa Multimedia)
La vicenda dei socialdemocratici italiani, sin dalla costituzione in partito, con la scissione di palazzo Barberini del gennaio 1947, è stata a lungo trascurata. Su questa "damnatio memoriae" ha pesato un insieme di pregiudizi ideologici, luoghi comuni storiografici, strumentale propaganda politica, accomunati in un giudizio liquidatorio che attribuiva al partito di Saragat (il PSLI, poi PSDI) la responsabilità di aver favorito la sconfitta del Fronte popolare nelle elezioni dell’aprile 1948 e, quindi, la pluridecennale egemonia democristiana e conservatrice. Secondo questa vulgata, i socialdemocratici, sostenendo il piano Marshall, promosso dagli Stati Uniti d’America, e collaborando al governo con De Gasperi, sin dal 1947, avrebbero operato un vero e proprio “tradimento” delle istanze dei ceti operai e popolari, con un “asservimento” alle politiche americane. Certo è che dopo le elezioni del 1948, e la successiva adesione al Patto atlantico nel 1949, la “scelta del campo occidentale” per l’Italia fu definitiva: Saragat e i socialdemocratici la sostennero con forza e convinzione, nonostante l’assenza dei socialisti di Nenni, schierati al fianco del PCI e dell’Unione Sovietica
Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia di Antonella Mascali , Piergiorgio Morosini (PaperFIRST,)
Giustizia e politica. Clima da resa dei conti, alla vigilia di un referendum tra i più importanti degli ultimi trent’anni. Confermare o bo...
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«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea». ...

