sabato 7 marzo 2026

La bandiera del Sol Levante: un simbolo che in Asia racconta un’altra storia - Intervento di Hyosim Han - Direttrice dell’Accademia di Lingua Coreana “Parliamo Coreano” e figura chiave nell’intermediazione culturale tra Corea e Italia

In Europa può comparire su una maglietta, su un poster o in un elemento grafico ispirato al Giappone: un sole rosso da cui si irradiano lunghi raggi verso l’esterno. Per molti è soltanto un motivo estetico, un’immagine associata all’idea del “sole nascente”. In gran parte dell’Asia, tuttavia, quella stessa bandiera suscita una reazione molto diversa. Per milioni di persone non è un semplice segno decorativo, ma il ricordo visivo di un tempo segnato da guerra, occupazione e sofferenza. La bandiera con i raggi del sole

— conosciuta come Rising Sun Flag e in coreano 욱일기

fu il vessillo militare dell’esercito imperiale giapponese. Non coincide con la bandiera nazionale del Giappone, il disco rosso su fondo bianco noto come Hinomaru, ma con un simbolo storicamente legato alle forze armate imperiali. Durante la prima metà del Novecento accompagnò l’espansione coloniale del Giappone e le sue campagne militari in diversi paesi asiatici. Ancora oggi il simbolo compare in alcuni contesti ufficiali in Giappone, in particolare nelle forze di difesa navali. Allo stesso tempo, nel dibattito pubblico non mancano voci — anche giapponesi — che riconoscono come, in molti paesi dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico, quella bandiera continui a essere indissolubilmente legata alla memoria del periodo imperiale e delle guerre del Novecento. Per queste società, infatti, quel segno visivo non appartiene soltanto alla storia militare del Giappone: evoca uno dei passaggi più traumatici della loro memoria collettiva. Per la Corea, occupata dal Giappone tra il 1910 e il 1945, la bandiera del Sol Levante resta intimamente connessa all’esperienza coloniale. In quei trentacinque anni furono imposte politiche di assimilazione forzata, repressione politica e cancellazione dell’identità culturale coreana. La lingua coreana venne progressivamente limitata nelle scuole e nella vita pubblica, molti nomi coreani furono sostituiti con nomi giapponesi e numerosi cittadini furono costretti ai lavori forzati o arruolati nell’esercito imperiale. Ancora oggi, per molti coreani, la visione di quella bandiera richiama immediatamente quel periodo di perdita di libertà e di dominio coloniale. Anche in Cina e in gran parte del Sud-Est asiatico la Rising Sun Flag è associata alle guerre dell’impero giapponese. Durante gli anni Trenta e la Seconda guerra mondiale il simbolo compariva sugli stendardi e sulle uniformi delle truppe impegnate nelle campagne militari che provocarono milioni di vittime civili. Episodi come il massacro di Nanchino restano una ferita ancora viva nella memoria storica del paese. All’interno di questo sistema militare si colloca anche una delle pagine più dolorose della storia asiatica del Novecento: il sistema delle cosiddette Comfort Women, uno degli esempi più emblematici della violenza istituzionalizzata durante l’espansione dell’impero giapponese. Per sostenere l’esercito nei territori occupati, le autorità militari giapponesi organizzarono una rete di bordelli militari destinati ai soldati. In queste strutture furono costrette a lavorare centinaia di migliaia di donne provenienti da Corea, Cina e da diversi paesi del Sud-Est asiatico. Molte furono reclutate con l’inganno o con la forza e trasferite nelle basi militari; numerose erano giovanissime, spesso ancora minorenni. Gli storici descrivono oggi questo sistema come una forma organizzata di schiavitù sessuale imposta alle donne nei territori occupati dall’esercito imperiale giapponese. Proprio perché legata a questo sistema militare e all’espansione imperiale del Giappone, la bandiera del Sol Levante è percepita in gran parte dell’Asia come il simbolo di quel progetto di dominio, non diversamente da come in Europa alcuni emblemi politici e militari del Novecento sono rimasti associati ai regimi e alle campagne di conquista di quell’epoca. In Europa, nella maggior parte dei casi, l’uso di questa bandiera nasce semplicemente da una scarsa conoscenza del suo significato storico. Eppure, in un mondo sempre più interconnesso, comprendere il valore dei simboli fa parte della sensibilità culturale. Un’immagine che per qualcuno appare soltanto come un elemento grafico può rappresentare, per altri, la memoria di guerre e sofferenze ancora vive. Conoscerne il significato non significa censurare. Significa, piuttosto, riconoscere le memorie che la storia continua a custodire




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