sabato 6 giugno 2026
venerdì 5 giugno 2026
giovedì 4 giugno 2026
mercoledì 3 giugno 2026
‘7 ottobre: l’inganno’. A Lecce e Brindisi il nuovo libro di Fracassi e Pentimella Testa
“7 ottobre: l’inganno”.
Una lettura fuori dal coro della crisi fra Israele e Palestinesi nel libro del
giornalista Franco Fracassi (in collaborazione con Paola Pentimella Testa) che
sarà presentato domani 3 giugno alle 18 nella biblioteca “Bernardini” in
Piazzetta Carducci a Lecce e giovedì 4 alle 17.30 a Palazzo Granafei a Brindisi
A Lecce dialogheranno con
l’autore Leonardo Elia, curatore di “Dialoghi scomodi” e Brizio Montinaro. A
Brindisi Maurizio Brunetti, docente di Filosofia.
Fracassi è una delle voci
giornalistiche più libere e competenti del nostro Paese e ci aiuterà a chiarire
la vera storia dei fatti che dal 7 ottobre 2023 continuano a insanguinare
l’intero Medio Oriente. Sarà un’occasione imperdibile per comprendere come
guerra e falsità siano il binomio inscindibile che caratterizza la deriva
disumana delle nostre società. Ha iniziato la professione di giornalista nel
1988, lavorando per varie testate italiane e internazionali. Per sedici anni è
stato inviato di guerra. Ha svolto inchieste su corruzione, mafia, terrorismo e
servizi segreti; ha coperto i principali eventi mondiali, dalla caduta del Muro
di Berlino, al colpo di Stato in Russia, fino a vertici internazionali come il
G8 di Genova. È autore di quindici documentari d’inchiesta, tra cui “Zero”, la
prima inchiesta indipendente italiana sull’11 settembre. Tre dei suoi lavori
sono stati finalisti al premio “Ilaria Alpi”, uno è stato in concorso al
Festival di Berlino e ha vinto il Nastro d’Argento come miglior documentario
italiano, un altro è stato visto in 87 Paesi da oltre 250 milioni di persone,
un altro ancora ha vinto il premio come miglior documentario d’Europa e Asia.
Come scrittore ha pubblicato trentasette libri, tra cui una preziosa Collana di
storia.
Paola Pentimella Testa,
giornalista professionista, laureata in economia, componente della commissione
d’inchiesta antimafia, per anni si è occupata di cronaca giudiziaria e di
misteri d’Italia e internazionali. Ha lavorato nelle redazioni di importanti settimanali
e quotidiani e, per un periodo anche all’estero
martedì 2 giugno 2026
La gente normale non va in giro armata di Artem Chapeye (Altrecose)
Artem Chapeye è uno scrittore e giornalista ucraino che si è sempre ritenuto pacifista e di sinistra. Ma il 24 febbraio 2022 è costretto a salire in fretta su una macchina di amici con la sua famiglia per scappare da Kyiv, dove sono iniziati i bombardamenti russi. E nei giorni successivi decide di arruolarsi per difendere il suo paese, malgrado le diffidenze che ha sempre avuto per i nazionalismi: perché è il suo paese, perché è stato attaccato, perché c’è una questione di libertà in ballo che riguarda tutti quanti. E non riesce a credere che alcuni intellettuali occidentali che sono sempre stati per lui un’ispirazione, e molte persone dei paesi europei, si sottraggano a questa difesa della libertà di tutti. Si tratta di poter guardare allo specchio se stessi e di guardare in faccia la propria moglie e i propri figli. La gente normale non va in giro armata è il racconto della vita quotidiana di un europeo costretto alla guerra in questi anni, ma anche una condivisione di riflessioni sulle contraddizioni del pacifismo, del patriottismo, e persino del femminismo vissuto da un uomo. Tutte cose che andranno affrontate quando la guerra sarà finita, dice Chapeye, ma a cui è bene cominciare a pensare da subito
lunedì 1 giugno 2026
La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà di Francesca Albanese (Rizzoli)
Le storie di chi ha danzato anche in mezzo alle macerie, di chi ha nutrito la sua famiglia di speranza quando non c'era più niente da cucinare, di chi ha pianto e di chi ha rivendicato il diritto politico a farlo, di chi prova a curare le ferite di un popolo con la verità, con un carico di farmaci o con una canzone; di chi ha custodito la chiave della casa da cui fu scacciato cinque generazioni fa. E dopo cinque generazioni, la custodisce ancora.
«La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei.»


