sabato 31 gennaio 2026

Il distruttore di mondi. La storia dell'era nucleare 1895-1965 di Frank Close (Castelvecchi)

 



















Nel 1896, in un laboratorio parigino, il fisico Henri Becquerel assiste a un fenomeno sconcertante: alcune lastre fotografiche, rimaste al buio, risultano inspiegabilmente impressionate dopo essere state riposte accanto a sali di uranio. Da quell’enigma nasce la scoperta della radioattività. Gli scienziati che raccolgono la sfida si trovano davanti a tre interrogativi cruciali: che cos’è davvero questo fenomeno invisibile? Può diventare una fonte di energia inesauribile? E, soprattutto, potrà trasformarsi in un’arma? Comincia così una delle avventure più appassionanti della scienza moderna, attraverso sette decenni e tre continenti. Ripercorrendone le tappe, Frank Close racconta come la ricerca sull’energia nucleare – portata avanti da menti straordinarie come Enrico Fermi, Robert Oppenheimer o i coniugi Joliot-Curie – sia stata travolta dai grandi eventi del Novecento, che hanno aperto la strada a una possibilità terribile: una bomba termonucleare capace di annientare la vita sulla Terra. Con una narrazione avvincente, Close ci guida dagli Stati Uniti a Mosca passando per Roma e Berlino, rivalutando il contributo di tre scienziate d’eccezione – Lise Meitner, Ida Noddack e Irène Joliot-Curie – e ricostruendo la vicenda di Ettore Majorana

venerdì 30 gennaio 2026

La guerra segreta di Putin. Le operazioni ibride della Russia contro l'Occidente di Jessikka Aro edito da Neri Pozza

 




















«Un’autrice a cui dobbiamo riconoscenza per il coraggio giornalistico e per il ritratto luciferino di Putin e del suo regime autocratico». - Kirkus Reviews

«Questo saggio disturbante ritrae in modo magistrale la macchina della menzogna russa in azione». - Publishers Weekly


A quindici anni dal disastroso incidente aereo che ha coinvolto un Tupolev nei pressi della città russa di Smolensk, causando la morte di 96 persone tra cui l’allora capo del governo polacco, la versione ufficiale è che si sia trattato di errore umano. Secondo la giornalista finlandese Jessikka Aro, nota a livello internazionale per le sue indagini sulla guerra dell’informazione nell’era Putin, è possibile una lettura alternativa dell’incidente, inserendolo nel più ampio contesto delle operazioni cosiddette ibride della Russia contro i paesi occidentali, che combinano forme di combattimento cibernetiche e mediatiche con quelle paramilitari, all’in saputa dell’opinione pubblica mondiale. In questo libro, Aro analizza in dettaglio come il Cremlino, attraverso azioni militari segrete, fake news e propaganda mirata, attacchi sistematicamente le democrazie occidentali e persegua senza scrupoli la propria agenda politica, da Varsavia a Washington, da Berlino a Kiev. L’autrice accompagna dunque il lettore in un viaggio vertiginoso in una delle più grandi sfide di politica di sicurezza del nostro tempo: dall’atrio della Corte d’appello di Helsinki alla controversa statua del guerriero di bronzo di Tallinn, dal centro mediatico collegato ai servizi segreti russi a Berlino alla fabbrica di troll russi che operava in Africa occidentale. E ancora, agenti del caos, web tv, pagine internet, manovre sotto copertura, sacerdoti che incitano all’odio, hacker reclutati in carcere… Mentre l’ombra di una terza guerra mondiale incombe sempre più minacciosa, queste pagine ci raccontano come i russi la stiano già combattendo da anni


giovedì 29 gennaio 2026

L'antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo di Claudio Cerasa (Silvio Berlusconi Editore)

«Questo libro non è un libro: è un tentativo di offrirvi una via di fuga tutte le volte che sentirete dire, con sicurezza, che il mondo è un maledetto disastro, che il futuro è un dannato incubo, che il domani è un pensiero terribile e che guardare il bicchiere mezzo pieno è un esercizio di stile osceno, pericoloso, autolesionista, anche quando il bicchiere è più pieno che vuoto. E la ragione di tutto questo è drammatica: qualsiasi tentativo di osservare presente e futuro in modo ottimistico viene percepito come un tradimento dello spirito del tempo, una resa all'ingenuità, un reato contro il pensiero dominante. Qualsiasi tentativo di essere ottimisti, oggi, viene considerato non solo uno scandalo, ma un'eresia, una negazione irresponsabile del nuovo dogma dominante: la cultura dello sfascio.»




mercoledì 28 gennaio 2026

Trame di guerra. I molti volti di un unico conflitto, dall'Ucraina al Medio Oriente di Lorenzo Tondo (Mondadori)

 Siamo abituati a pensare alle guerre come a eventi isolati, ma i conflitti di oggi – dall’Ucraina alla Palestina, dalla Siria all’Iran – sono in realtà i fili di un’unica trama, fatta di armi, interessi, storie. In questo saggio lucido e appassionato, frutto della sua esperienza sul campo, Lorenzo Tondo dà voce a chi quella trama la vive sulla propria pelle. Come Angie, siriana in fuga dalla guerra, bloccata al confine polacco mentre i profughi ucraini vengono accolti a braccia aperte, sebbene tutti fuggano dalle stesse bombe, quelle russe. O Shachar, colono israeliano che celebra il capodanno ebraico in Ucraina, incurante del pericolo, per poi tornare in Cisgiordania ad attaccare i convogli umanitari diretti a Gaza. Attraverso queste e altre storie, Tondo ricompone il disegno di una guerra più ampia, non dichiarata ma già in corso: quella dell’Asse delle autocrazie – Russia, Cina, Iran e Corea del Nord – contro l’Occidente. Mostra i legami invisibili tra conflitti e traffici d’armi globali, svelando le catene di causa ed effetto che uniscono fronti apparentemente lontani. E lo fa con lo sguardo di chi ha imparato a raccontare la guerra da vicino: con empatia, attenzione, e la convinzione che ogni vita meriti di essere ascoltata. Dopo aver letto questo libro, sarà più chiaro perché un missile lanciato da Tel Aviv a Beirut possa spostare gli equilibri a Damasco, o come un drone su Kharkiv rischi di incendiare Teheran; le stesse armi, prodotte negli angoli più diversi della Terra, migrano da un conflitto all’altro, confondendo le responsabilità e sfumando i confini tra guerra convenzionale e terrorismo. E sarà chiaro perché sembri anacronistico attendere una dichiarazione solenne o un evento eclatante che dia inizio alla Terza guerra mondiale. Perché è già iniziata e si combatte, simultaneamente in diverse parti del mondo, sotto i nostri occhi




martedì 27 gennaio 2026

Le idee e il potere. Il pensiero politico contemporaneo di Stefano Petrucciani, Eleonora Piromalli ( Einaudi)

Lungi dall’essere una raccolta di nozioni, Le idee e il potere si propone come una ricognizione di idee e concetti utili per orientarsi nei conflitti e nelle trasformazioni del mondo contemporaneo.


Questo volume illustra la storia del pensiero politico dall’inizio del Novecento a oggi, articolandola in tre parti. La prima affronta i conflitti ideologici che hanno segnato l’epoca della «guerra civile europea»: il dibattito nel socialismo su riforme e rivoluzione; le filosofie del totalitarismo, da Heidegger a Schmitt a Gentile; le grandi figure del pensiero liberale e democratico, da Croce a Kelsen, da Dewey a Schumpeter. La seconda parte analizza le innovazioni della teoria politica dopo la seconda guerra mondiale, negli anni in cui si affermano il laburismo, il riformismo socialdemocratico e il Welfare State. Il pensiero marxista si rinnova profondamente, con Sartre e con la Scuola di Francoforte. Negli Stati Uniti, la cultura politica si arricchisce dell’apporto degli europei sfuggiti al nazismo, come Leo Strauss e Hannah Arendt. La decolonizzazione feconda grandi esperienze intellettuali come quella di Frantz Fanon. La terza parte, infine, illustra le tendenze principali dell’epoca presente: la discussione su “Una teoria della giustizia” di John Rawls; la ricerca di una migliore democrazia, da Bobbio a Habermas; la critica del soggetto moderno nel pensiero radicale, da Foucault a Toni Negri; le teorie femministe e il pensiero della differenza




lunedì 26 gennaio 2026

Tecnomonarchi di Alessandro Mulieri (Donzelli)

 Siamo entrati nell'epoca dei tecnomonarchi. Una nuova rivoluzione reazionaria, concepita tra la Silicon Valley e i circoli intellettuali della destra americana e basata su sofisticate tecnologie di sorveglianza e controllo, è divenuta oggi programma politico a Washington. I suoi protagonisti sono imprenditori tech, ideologi e politici animati da una visione del mondo fondata sul ritorno a idee arcaiche di diseguaglianza, gerarchia naturale e monarchia assoluta. Il loro obiettivo? La fine della democrazia


Monogamia. Storia di una eccezione di Marzio Barbagli (Il Mulino)

 Dalle poligamie aristocratiche alle monogamie seriali, dalle concubine cinesi ai divorzi occidentali. Una storia viva, di grande attualità. «Nelle culture umane è la monogamia che è rara, mentre è comune la poligamia». Partendo da questa tesi dell'antropologo inglese Jack Goody, Marzio Barbagli ricostruisce la storia - in Europa, nelle Americhe, in Asia e in Africa - delle norme sociali che prescrivono con quanti individui gli esseri umani possono sposarsi, o convivere more uxorio per un certo periodo di tempo, simultaneamente o in sequenza, rendendo legittimi determinati legami e definendo chi ha accesso alla successione ereditaria e alla distribuzione della proprietà. Il passaggio dalle diverse forme di poligamia alla monogamia indissolubile e a quella seriale, alle convivenze, al matrimonio fra persone dello stesso sesso e al poliamore, permette di capire come e perché siano mutati i modi di formazione, trasformazione e dissoluzione delle famiglie, insieme alle relazioni interne e ai rapporti di parentela


sabato 24 gennaio 2026

Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà? di Jean Baudrillard ( Raffaello Cortina Editore)

Scrittura, calcolo, immagine, informazione: la storia della rappresentazione del mondo sembra arrivata al suo compimento e il mondo sta scomparendo, inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero. E' questo il "delitto perfetto" di cui parla il testo, la "risoluzione anticipata" del mondo per clonazione della realtà e sterminio del reale da parte del suo doppio. Che fare dunque? Bruciare la televisione o sparare a delle immagini virtuali, come fa lo sfortunato eroe di Videodrome di Cronenberg? Per fortuna, come insegna Sherlock Holmes, il delitto perfetto non esiste: in ogni crimine c'è un dettaglio che stona. Sta al lettore di Braudillard scoprirlo




venerdì 23 gennaio 2026

Dittico nero di Daniel Di Schüler (LOW)

 Daniel Di Schuler scrive il suo libro più intenso, tra romanzo storico, spy story e racconto di formazione, non per scoprire una verità assoluta su Piazza Fontana, ma per raccontare una verità possibile – una verità letteraria.

«Le parabole di due uomini che hanno attraversato guerra e dopoguerra si incrociano nell'evento che aprì gli anni di piombo.» - Demetrio Paolin, La Lettura


Questa storia comincia due volte. La prima da qualche parte nel deserto di El Alamein: è lì, durante la Seconda guerra mondiale, che Steno smette di essere quello che era. Lì, e poi in un carcere dell’Arkansas, dove finisce internato in mezzo ai criminali fascisti. La seconda è quando al giovane Nicola, neofascista perché vuole essere diverso dagli altri, viene affidato l’onore di piazzare una bomba che cambierà per sempre l’Italia. Accade anni dopo. E c’è da chiedersi se si tratti di un onore oppure di un inganno. Steno Cramer e Nicola Piatti. Due vite parallele unite da una bomba e da un paio di colpi di pistola. Nel passato di Steno, divenuto nel frattempo un oscuro uomo di uno Stato quasi parallelo, ci sono una grande amicizia e un grande amore. Mentre Nicola, il ragazzo, è ancora così giovane da vivere soltanto nel presente, senza sapere se avrà un futuro


giovedì 22 gennaio 2026

Perché l'Occidente odia la Russia di Hauke Ritz (Fazi)

 «Un libro che disintossica dalla cieca russofobia che ci porta al disastro. E auspica tutt’altra Europa, con l’ottimismo della volontà». - Luciano Canfora

«Ritz ha fatto ciò che pochi pensatori occidentali osano fare: rintracciare le vere radici dell’irrazionale ostilità dell’Occidente nei confronti della Russia, ovvero la crisi spirituale e storica dell’Europa e la sua colonizzazione – non solo economica e politica, ma soprattutto culturale e psicologica – da parte degli Stati Uniti». - Emmanuel Todd

«Grazie al bellissimo libro di Ritz, sappiamo che l’Occidente provoca Mosca sin da quando ha allargato la NATO a Est, e che la russofobia acceca i soliti sospetti d’Europa». - Barbara Spinelli

«Con una scrittura scorrevole e con argomentazioni di largo respiro il libro di Ritz offre solidi argomenti culturali, storici e politici perché la discussione sui rapporti tra Europa, USA e Russia si svolga finalmente su basi scientifiche e documentate». - Carlo Galli

«Ritz ci porta a riflettere su un processo in corso da tempo, ma che oggi ci spaventa più che mai perché lo sentiamo vicino: la fine della cosiddetta civiltà europea e il nichilismo guerrafondaio che ne consegue». - Fabio Mini


Perché l'Occidente teme e odia così tanto la Russia? Il filosofo tedesco Hauke Ritz parte da questa domanda cruciale per sviluppare un'acuta analisi del rapporto conflittuale tra l'Occidente - inteso come entità politico-militare dominata dagli USA - e la Russia. Con uno sguardo multidisciplinare che intreccia storia, filosofia e geopolitica, Ritz ricostruisce le radici culturali e ideologiche di questo antagonismo secolare, denunciando l'impoverimento dell'Europa, ridotta a periferia strategica degli Stati Uniti. Dopo la fine della guerra fredda, il continente europeo ha infatti mancato l'occasione storica per emanciparsi, abbracciando invece l'egemonia unipolare americana e l'ostilità verso la Federazione Russa. Secondo l'autore, tale atteggiamento deriva dall'alterità irriducibile del mondo russo rispetto all'identità occidentale, oltre che dal trauma che la Rivoluzione d'ottobre e l'Unione Sovietica hanno rappresentato per le classi dirigenti euro-atlantiche. Un capitolo centrale è dedicato alla “guerra fredda culturale”, condotta dagli Stati Uniti per orientare idee e valori in Europa: un intervento sistematico che ha contribuito a plasmare l'identità europea contemporanea e a consolidarne la dipendenza da Washington. Ritz paragona la situazione attuale al conflitto Roma-Cartagine: l'Occidente non tollera la sopravvivenza di una civiltà concorrente. Mosca, vista non come partner ma come nemico esistenziale, diventa lo specchio rimosso della civiltà europea. Ne deriva una crisi profonda: culturale, geopolitica e civile. Contro questa deriva, l'autore immagina una rinascita: un'Europa capace di recuperare la propria identità storica e culturale, sottraendosi alla dipendenza dagli Stati Uniti, superando la lunga “guerra civile europea” iniziata nel 1914 e tornando a una relazione costruttiva e pacifica con la Russia. Solo così, sostiene Ritz, sarà possibile invertire il declino e riconquistare una piena sovranità politica ed economica. Prefazione di Luciano Canfora




IN GOD WE TRUST ... ovvero la violazione del diritto internazionale. Intervento di Leonardo Elia

 Gli Usa hanno attaccato il Venezuela. Rapito, arrestato, il presidente Maduro e la moglie, già si trovano a New York. In attesa di giudizio.

L’accusa di narcotraffico è già caduta. Come dice da sempre Pino Arlacchi, già collaboratore della commissione narcotici dell’Onu , il Venezuela è marginale nel traffico della droga. Non è marginale  per  gli Stati Uniti, perché ricchissimo di risorse, e di petrolio in particolare. Non è marginale anche perché custode di una forma di socialismo populista, inaugurato  dal suo leader  Chavez , il predecessore di Maduro,  e  sopravvissuto a molti tentativi di colpo di stato e a più di trent’anni di sanzioni affamatrici.

 Da sempre gli americani vedono quest’esperienza politica  come il fumo negli occhi.

L’attacco al Venezuela, l’abbordaggio della petroliera russa in Atlantico, il solo parlare di annessione della Groenlandia, sono palesi violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti.

Da sempre hanno perseguito i loro interessi  in maniera spregiudicata, ma all’interno di una cornice formale, il diritto internazionale appunto, invocando la difesa  della democrazia e  dei diritti umani, i valori per intenderci, per loro da esportare anche con le armi. Ora vivono una crisi importante, sociale, industriale, economica, con il dollaro che sta perdendo terreno come moneta di scambio internazionale. E la loro egemonia ,  tecnologica e militare è insidiata da altri attori, Cina in primis, ma anche Russia.

Per questo l’ipocrisia è caduta, Trump interpreta senza filtri le difficoltà americane e la volontà di superarle , di restaurarne l’egemonia.

Ma purtroppo  per Washington i chavisti continuano a governare il Venezuela, anche senza Maduro.

Anche il tentativo di rovesciare  gli Ayatollah in Iran con proteste genuinamente partite da problemi economici, e politici   , alimentate e ingigantite, armate, dall’alleato degli Usa  più fedele nell’area che è Israele, non sta avendo l’esito sperato. La palese aggressione, come succede, compatta un popolo.

Il cambio di regime  presuppone un prima, far cadere chi sta al potere, e un dopo, avere qualcuno da insediare, con un minimo di credibilità.

Gli Stati Uniti, ora  non hanno la forza, né morale né materiale, militare per intenderci, per concludere questo percorso.

Quindi tentativo di confermare il primato, contenere i concorrenti ed emergenti, la Cina ha bisogno di energia, attraverso il controllo della produzione e  delle rotte degli idrocarburi . Specialmente quei movimenti che sfuggono al dollaro e al controllo americano.  D’altra parte sia il Venezuela sia l’Iran sono sottoposti a sanzioni durissime da decenni, e sono stati messi fuori dal commercio internazionale che   è espresso in dollari.

La cosa pericolosissima, è che Trump , di fronte a molteplici sfide ha aumentato in maniera considerevole gli stanziamenti per il Pentagono, tradendo la sua base elettorale, che pretende una maggiore attenzione ai problemi  interni  gravissimi .  Gli Usa mascherano la loro debolezza strutturale con una postura aggressiva.

È l’attualità del libro di Lenin  , “l’imperialismo fase suprema del capitalismo”, scritto più di un secolo fa.

È la crisi di un sistema economico, ma non solo, anche di pensiero, rappresentato da uno stato egemone che giunto alla maturità, per conservare il dominio , si proietta oltre confine. Perché questo  momento storico non ammette limiti, né politici, né geografici, né economici, né sociali.  Questo porta inevitabilmente a collisioni tra stati, tra chi vuole mantenere e aumentare l’egemonia, e chi vuole emergere e guadagnarsi un posto al sole.Le guerre del secolo passato dovrebbero servirci da insegnamento.

Quello che sta succedendo ora con la ascesa della Cina, degli “altri”. Lo scontro è inevitabile.

Specialmente se non si riconoscono istituzioni che dovrebbero servire per far dialogare le parti.

Se anche formalmente gli Usa contestano il diritto internazionale,  vogliono uscire da dall’Onu e da altri organismi internazionali, resta il caos, la giungla, la legge del più forte. Considerando che gli emergenti faticosamente usciti da un giogo coloniale subito per secoli, rischiano di esserne nuovamente risucchiati.

E non lo vogliono.

Dimenticavo

 Wolfgang Ischinger, , diplomatico tedesco, ex ambasciatore negli Usa, già presidente ad interim della Conferenza sulla sicurezza di Monaco dice testualmente, ”l’operazione americana in Venezuela smentisce gli argomenti a favore del fatto che la Russia non potesse intervenire nella situazione in Ucraina.

 

 


Stato e rivoluzione di Lenin ( Edizioni Clandestine)

 



















Lenin propone qui un vero e proprio manifesto sull'applicazione dei principi rivoluzionari, soffermandosi sul problema dello Stato. "Quando esiste lo stato, non vi può essere libertà. Quando vi è libertà, non può esistere lo Stato". L'idea di stato e rivoluzione era quella di ovviare alla mancanza di aiuto che la sinistra occidentale stava dando non solo alla fine immediata della guerra mondiale, ma anche alla trasformazione della guerra imperialistica in guerra civile

domenica 18 gennaio 2026

Salvador Allende. L'uomo e il politico di Jesús Manuel Martinez con la traduzione di David Santoro (Castelvecchi)

 Questa biografia di Salvador Allende, considerata la più originale ed esaustiva mai pubblicata, si apre con l'atto finale della sua vita: il discorso pronunciato l'11 settembre 1973, mentre tenta di resistere all'assedio dei militari golpisti, parole che costituiscono la colonna sonora dell'intero libro. Jesús Manuel Martínez, oltre a tracciare un quadro storico e sociale del Cile nei secoli XIX e XX, ricostruisce la vicenda personale e politica del presidente Allende offrendo al lettore, attraverso una prosa avvincente, un racconto documentato, ricco di sfumature e aneddoti, in cui il rigore della ricerca storica si mescola alla passione e all'affetto per il personaggio umano, e in cui traspare l'ammirazione per lo strenuo difensore della giustizia sociale e, prima ancora, della legalità democratica





L’OltreDove di Piero Grima (collana Universo Salento a cura di Angelo Sconociuto) edito da I Quaderni del Bardo Edizioni

 Erich Novach, stimato docente universitario, vive sospeso in un tempo che sembra aver perso le sue lancette. Tra le nebbie di una città malinconica e suggestiva, Erich dialoga con ombre del passato: amici scomparsi che ritornano, genitori perduti e figure oniriche che affollano le sue giornate. È follia o un disperato rifugio dalla solitudine? Mentre il suo mentore, il "Maestro", teorizza l'isolamento come via per la saggezza, l'amore concreto di Milenka cerca di ancorarlo al presente. Piero Grima firma un romanzo intenso e struggente sulla fragilità della memoria e sulla forza salvifica dell'amore, in un viaggio dove il confine tra il vivere e il sognare diventa impercettibile.


Medico infettivologo e scrittore, Piero Grima unisce il rigore della diagnostica alla passione del narratore. Dalla sua penna, affilata come un bisturi, nascono mondi in cui la suspense e la ricostruzione storica si intrecciano magistralmente. Nato a Bari ma salentino d'adozione, ha conquistato il pubblico del giallo con l'avvincente saga dell'ineffabile commissario Santoro, le cui indagini si snodano tra i dedali e le atmosfere uniche di Lecce e del suo territorio. La sua profonda conoscenza scientifica lo ha portato a curare un'intera collana saggistica sulle grandi epidemie che hanno segnato la storia dell'umanità. Negli ultimi anni, la sua sete di indagine lo ha spinto a esplorare i misteri del passato, firmando romanzi storici di grande successo che svelano i segreti e gli intrighi dietro la vita di giganti come Raffaello, Cartesio e Čajkovskij. Una voce unica nel panorama letterario italiano, capace di sezionare con la stessa precisione tanto un complesso caso di omicidio quanto le grandi cospirazioni della storia